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Bellinzona avrà un referente comunale per l’accessibilità

La battaglia è stata lunga, ma alla fine è stata vinta. La città di Bellinzona si dichiara «Città inclusiva», ed elabora una strategia pluriennale per migliorare l’accessibilità e le modalità d’accoglienza comunale nei confronti delle persone con disabilità. Bellinzona – come primo comune del Ticino – all’interno dell’amministrazione comunale, si doterà della figura di un «referente per l’accessibilità» che svolgerà la funzione di «mediatore» con il duplice compito di mettere in contatto e accompagnare i cittadini e le cittadine da un interlocutore adeguato o un’interlocutrice adeguata in caso di problemi, domande, proposte, e nello stesso tempo, sostenere le funzionarie e i funzionari confrontati con queste tematiche. Questi obbiettivi sono stati formulati in una mozione interpartitica depositata il 17 gennaio 2022 dai consiglieri comunali Danilo Forini e Michela Luraschi. Mozione accolta dal Consiglio comunale in data 29 novembre 2023, dopo un lungo iter parlamentare durato quasi due anni, con un voto molto chiaro, 49 favorevoli, nessuno contrario, 1 astenuto. Un voto molto chiaro soprattutto in considerazione del fatto che il Municipio aveva raccomandato di respingerla. Il Municipio, nella sua presa di posizione, aveva motivato la sua posizione sostenendo che Bellinzona collabora già con l’associazione Handicap Ticino sul tema della inclusività e pertanto non c’era necessità di creare la figura di un referente. Il Municipio ha ottenuto tuttavia un piccolo successo perché è stato tolto l’obbligo di creare un gruppo composto da persone con disabilità e da professionisti del settore che debba essere consultato dal referente. Questo coinvolgimento rimane facoltativo. «In politica occorre spesso trovare dei compromessi. La commissione del consiglio comunale ha voluto introdurre questa modifica e come autori della mozione ne abbiamo preso atto», dice Danilo Forini, direttore di Pro Infirmis Ticino, che nel frattempo è stato eletto in Gran Consiglio e ha lasciato il Consiglio Comunale di Bellinzona. Danilo Forini sottolinea «che la figura del referente comunale è indispensabile per sistematizzare delle soluzioni inclusive» ed esprime la sua comprensione, vista la data del 14 aprile per le elezioni comunali, sul fatto che questa figura non sia ancora stata designata nonostante siano trascorsi quattro mesi dal voto. «Entro la fine dell’anno, ci aspettiamo però che questa figura non solo sia stata designata, ma sia operativa.» «La figura del referente comunale è indispensabile per sistematizzare delle soluzioni inclusive.» Danilo Forini, direttore di Pro Infirmis Ticino Il voto praticamente unanime per la mozione è dovuto anche all’impegno del «Team Ticino Accessibile», un gruppo di sei donne con disabilità, costituitosi circa un anno e mezzo fa. La questione dell’inclusione, avevano spiegato in una conferenza stampa che ha avuto un ampio eco nei media locali, è molto spesso mediata da persone senza disabilità che non possono capire fino in fondo il tema. Per questo motivo chiedevano di essere direttamente coinvolte. «Non vogliamo essere chi porta il problema, ma persone con le quali trovare delle soluzioni», dice Denise Carniel che fa parte del gruppo e che il 14 aprile è stata eletta nel consiglio comunale di Bellinzona. Denise Carniel è molto contenta che la mozione sia stata accolta: «È l’inizio di ciò che speravamo, dunque non significa la fine di un percorso ma solo l’inizio.» La mozione si riproponeva di smuovere le acque per una città più inclusiva. Quanto ciò sia necessario è dimostrato dall’accesso alla sala del consiglio comunale che tutt’oggi non è senza barriere. Persone con difficoltà motorie non hanno potuto accedere alla sessione del consiglio comunale quando si discuteva della mozione sull’ inclusività. L’obiettivo di fare di Bellinzona un comune modello in questo ambito è ancora lontano. In ogni modo in Ticino la coscienza della necessità di una maggior inclusività si fa sempre più larga. Il 5 giugno 2024, nella sala del Gran Consiglio ticinese, si terrà una sessione speciale: persone con disabilità discuteranno e promuoveranno una risoluzione affinché i diritti delle persone con disabilità siano rispettati. La sessione speciale si prefigge pure di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’inclusione sociale e della partecipazione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita e motivare le persone con disabilità ad attivarsi in politica e a fare rete. Gerhard Lob

Forme flessibili di organizzazione del lavoro

Promuovendo forme di lavoro flessibili, la Città di Thun offre ai propri dipendenti un maggiore margine di manovra in termini di condizioni quadro, sia sotto il profilo fisico che organizzativo. Purché autorizzati dall’azienda, tutti i dipendenti dovrebbero avere la possibilità di telelavorare. L’ufficio del personale raccomanda di stipulare un accordo scritto con i collaboratori interessati e di non telelavorare per oltre il 50% del grado di occupazione. Secondo Joëlle Bühler, responsabile dell’ufficio risorse umane in topsharing, il telelavoro è ampiamente diffuso. Esiste anche la possibilità di lavorare in modo flessibile all’interno dei vari edifici amministrativi di Thun. «Dotare il mondo del lavoro moderno di elementi creativi è per me fondamentale.» Joëlle Bühler, responsabile dell’ufficio risorse umane in topsharing, Thun (BE) Karin Freiermuth, Christoph Vogel

Test dell’inclusione per i comuni

Adliswil e altri cinque comuni zurighesi stanno adottando misure concrete per integrare meglio le persone con disabilità e consentire loro di partecipare alla vita sociale. Il test dell’inclusione per i comuni, una semplice valutazione della situazione attuale, li ha aiutati a capire da dove partire con le misure. Il tutto ha inizio con una tavola rotonda, l’occasione non solo per stringere contatti diretti con le persone con disabilità e i loro parenti, ma anche per incontrarsi di persona. Oltre alla tavola rotonda, viene presentato all’amministrazione un questionario. Le domande aiutano i collaboratori a valutare l’inclusività. «Il fatto di essere riuscito a entrare in contatto con persone disabili e con i loro familiari è un vantaggio.» Nadja Klein, assistente del direttore del Dipartimento degli Affari Sociali e responsabile dell'integrazione per la città di Adliswil Simon Vogt, Nicole Sourt Sánchez

Futuro inclusivo – un motivo per festeggiare!

Le pari opportunità e i diritti delle persone con disabilità sono finalizzate a garantire che tutte le persone disabili in Svizzera possano condurre una vita autodeterminata e priva di discriminazioni. Dal 2004 sono stati compiuti progressi in diversi ambiti. Ciò nonostante sono ancora necessari miglioramenti, in particolare nei settori dell’alloggio, del lavoro, dell’accessibilità delle prestazioni e della partecipazione. A tal fine sono necessarie soluzioni innovative e nuovi partenariati, ad esempio nel campo della digitalizzazione, della mobilità o delle offerte individuali di sostegno. In Svizzera, l’attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) è affidata all’insieme dei livelli istituzionali, ossia alla Confederazione, ai 26 Cantoni e ai 2131 Comuni e Città. Alla fine del 2023, il Consiglio federale ha posto in consultazione fino all’inizio di aprile del 2024 l’avamprogetto di revisione parziale della legge sui disabili e prevede di adottare il relativo messaggio entro la fine dell’anno. L’obiettivo centrale della revisione è il miglioramento della protezione contro la discriminazione: Lavoro: le persone con disabilità sono esplicitamente protette dalla discriminazione. I datori di lavoro devono adottare provvedimenti ragionevolmente esigibili per consentire ai dipendenti con disabilità di lavorare su base di uguaglianza con gli altri. Prestazioni: alle persone con disabilità va garantito l’accesso alle prestazioni destinate al pubblico. I fornitori privati sono tenuti ad adottare accomodamenti ragionevoli per consentire loro di fruire senza ostacoli di queste prestazioni. Lingua dei segni: le tre lingue dei segni svizzere sono riconosciute e sono promosse le pari opportunità delle persone non udenti nella fruizione di prestazioni e nella vita professionale. Quattro programmi prioritari nei campi d’azione «lavoro», «prestazioni», «alloggio» e «partecipazione» integrano i lavori in corso a livello legislativo. Il loro obiettivo è permettere la realizzazione di diversi progetti tesi a facilitare la vita quotidiana delle persone con disabilità. I lavori di attuazione sono seguiti da un comitato di programma nel quale sono rappresentati i diversi livelli istituzionali e la società civile e prevedono la partecipazione anche dell’Associazione dei Comuni svizzeri. Le Giornate d’azione nazionali per i diritti delle persone con disabilità 2024 sono uno dei progetti più importanti del programma prioritario «partecipazione». La campagna si svolge sotto la direzione dell’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD) e gode del sostegno della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Vi hanno aderito tutti i Cantoni, che hanno istituito partenariati con organizzazioni di aiuto ai disabili e numerosi attori, ad esempio della pubblica amministrazione, del mondo politico ed economico e del settore culturale e del tempo libero. Ma sono coinvolti anche i Comuni: questi conoscono infatti in modo ottimale il panorama associativo e possono quindi mobilitare il pubblico del posto; spesso mettono a disposizione gratuitamente anche materiali, spazi e locali. Affinché un evento o un’azione possano aver luogo devono essere soddisfatti tre criteri di qualità: Ogni azione deve avere un legame diretto con la CDPD delle Nazioni Unite. Le persone con disabilità devono essere incluse nelle azioni, idealmente nell’intero processo di pianificazione, organizzazione e implementazione. Le azioni devono essere accessibili al maggior numero possibile di gruppi di persone con disabilità. Fino ad oggi, i responsabili del progetto nei Cantoni hanno pianificato oltre 650 azioni su tutto il territorio nazionale. I preparativi per le azioni e per gli eventi di apertura e chiusura, previsti rispettivamente il 15 maggio a Zurigo e il 15 giugno a Ginevra, sono in pieno svolgimento. Anche in quest’ambito, i Cantoni di Zurigo e Ginevra e la Città di Ginevra collaborano strettamente con l’UFPD e la CDOS. Per ulteriori informazioni si prega di contattare i responsabili del progetto nel proprio Cantone o l’UFPD ( giulia.brogini@gs-edi.admin.ch ). Giulia Brogini

L’impegno di Verena Kuonen per i diritti delle persone disabili

Dall’età di 10 anni, Verena Kuonen-Kohler ha perso progressivamente la vista fino a diventare completamente cieca all’età di 50 anni. Tuttavia, questo non le ha impedito di concludere la scuola di commercio a pieni voti e d’impegnarsi nella politica molti anni dopo. Fa parte del consiglio comunale di Pully (VD), dove vive da 40 anni, ed è co-presidente di Inclusion Handicap insieme alla consigliera nazionale Maya Graf (BL). Accompagnata da altri, lo scorso anno l’organizzazione ha lanciato l’iniziativa per l’inclusione, che chiede un migliore accesso per le persone disabili agli alloggi, ai trasporti e al mondo del lavoro. «Sarebbe bene che i nostri consiglieri si mettessero qualche volta nei nostri panni per capire tutti i nostri disagi.» Verena Kuonen-Kohler, consigliera comunale di Pully (VD), co-presidente Inclusion Handicap Alain Meyer

Riflessioni dopo 20 anni da sindaco

In Municipio di Minusio da 32 anni, sindaco da 20 anni, in Gran Consiglio 16 anni e presidente dell’Associazione dei Comuni ticinesi. Minusio ha recentemente inaugurato la fermata ferroviaria. Pochissimi comuni dispongono di una fermata ferroviaria in riva al lago. Una vera piazza a lago per una migliore qualità di vita nel verde. Siamo il sesto comune ticinese, la popolazione è in crescita, e pure il bisogno di una maggiore qualità di vita. In questi anni abbiamo edificato diverse opere pubbliche. Ricordo il ristorante L’Approdo, la ristrutturazione del Centro Elisarion, e l’acquisto della Villa San Quirico: un gioiellino. L’ampliamento in due tappe della Scuola d’infanzia e quello nell’ex Posta per la sede della Polizia e dell’ufficio tecnico. Non siamo riusciti a concretizzare un centro di formazione superiore e una sede museale a livello nazionale nella Cà di ferro, fortezza militare del ‘500 affacciata sul lago. Minusio ha una buona capacità d’investire, un alto grado di attuazione delle infrastrutture pubbliche, finanze sane e servizi di prim’ordine. Siamo un comune residenziale. Non credo che le aggregazioni siano la ricetta per tutti. Oltre a non portare a una vera riduzione di costi per l’amministrazione pubblica, possono mettere a rischio la prossimità. In ogni caso devono essere progetti di sviluppo. Lascio la carica di sindaco, ma non quella di presidente dell’Associazione dei Comuni ticinesi. Ciò che mi mancherà sarà il contatto con la popolazione. Ho offerto ascolto alle persone in difficoltà. Mi mancherà il rapporto con i colleghi di Municipio, le collaboratrici e i collaboratori comunali che, ricordo, sono quasi 200 persone. «Ciò che mi mancherà sarà il contatto con la popolazione.» Felice Dafond, ex-sindaco di Minusio, presidente dell’Associazione dei Comuni ticinesi Felice Dafond

Consigli per una comunicazione digitale e senza barriere nel vostro comune

La Strategia «Amministrazione digitale Svizzera 2024-2027», in vigore da inizio anno, contempla l’orientamento all’utenza e l’inclusione tra i suoi principi. Nel relativo processo di configurazione delle prestazioni elettroniche delle autorità vengono, ad esempio, prese in considerazione diverse competenze informatiche di base, le conoscenze linguistiche come pure le disabilità mentali o fisiche. Per i comuni ciò rappresenta una sfida sul piano attuativo. In questo contesto è imprescindibile ricorrere alle linee guida internazionali per l’accessibilità dei contenuti online. L’applicazione di queste direttive consente anche a persone soggette a limitazioni cognitive o disabilità di accedere a prestazioni contenute in siti web e applicazioni e utilizzare le relative informazioni. Nella versione online dell’articolo sono contenuti strumenti che favoriscono la comunicazione digitale senza barriere: codice QR. Ulteriori informazioni relative alla norma eCH-0059 Accessibility Standard (disponibile in francese e in tedesco) Liste di controllo sull’accessibilità: Accessiblity Checkliste - Home (digitaldialog.swiss) (disponibile in tedesco) How to Meet WCAG (Quickref Reference) (w3.org) (disponibile in inglese) Ulteriori strumenti: PAC 2021 - PDF/UA Foundation (pdfua.foundation) (für PDF) WAVE Chrome, Firefox, and Edge Extensions (webaim.org) ANDI - Accessibility Testing Tool - Install (ssa.gov) Colour Contrast Analyzer - TPGi Accessibility Developer Guide L’ADS promuove e partecipa all’organizzazione del convegno «Accessibilità elettronica»: Convegni dell’UFPD (admin.ch) Florina German

Münchenstein: primo regolamento comunale per i diritti dei disabili

Negli ultimi mesi, con il supporto del Cantone e di alcuni esperti dell’Università di Basilea, Münchenstein ha elaborato un regolamento per attuare la legge sui diritti dei disabili del Cantone di Basilea Campagna. La legge cantonale, entrata in vigore nel gennaio 2024, impone ai comuni di redigere tali regolamenti. Il Comune di Münchenstein è un pioniere, in quanto è il primo ad adottare un regolamento del genere. Il regolamento prevede una commissione per i disabili che fornisce consulenza al consiglio comunale, richiama l’attenzione su eventuali irregolarità e avanza proposte di miglioramento. Il consiglio comunale deve documentare le proposte formulate e riferire a tutti quali misure sono state attuate e quali no. Sulla base del regolamento di Münchenstein, sarà elaborato anche un modello di regolamento per altri comuni. «I comuni e i cantoni sono tenuti a garantire una partecipazione paritaria in tutti gli ambiti della vita.» Jennifer Bohler, collaboratrice a progetto Cantone di Basilea Campagna Nadja Sutter

Ascoltare e muovere il primo passo

La vita quotidiana delle persone con disabilità comporta un certo numero di restrizioni. Il fatto che la fermata dell’autobus, inaccessibile con la sedia a rotelle, sia solo uno dei tanti ostacoli passa spesso inosservato. Anche 20 anni dopo l’introduzione della legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili e 10 anni dopo la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, il compito più importante rimane sempre lo stesso: ascoltare! Ascoltare e imparare dai diretti interessati. Il Comune di Adliswil (ZH), ritratto in questo numero, costituisce un esempio pratico. Come preludio al «test dell’inclusione», è stata organizzata una tavola rotonda per discutere le sfide e le preoccupazioni delle persone interessate. Un incontro e un dialogo comune per trovare soluzioni. Il Comune riesce a mantenere la sua promessa iniziale in modo esemplare, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione delle persone con disabilità. La nostra redazione ha ascoltato anche Verena Kuonen, co-presidente di Inclusion Handicap e lei stessa ipovedente. Come consigliera comunale di Pully, dà voce agli abitanti che spesso faticano a farsi ascoltare. La prova di come la rappresentanza delle persone con disabilità a livello politico sia un obiettivo auspicabile per il nostro sistema democratico. Sulla strada della parità per le persone con disabilità, i comuni devono far fronte a varie sfide. Molti hanno dimostrato di voler contribuire in modo proattivo e creativo a raggiungere l’obiettivo. Questo numero offre ottimi spunti a tutti coloro che vogliono ascoltare e muovere il primo passo. Silvana Menzli

Proteggere i monumenti storici e renderli accessibili ai disabili

La biblioteca di Brugg sorge ora nel complesso di Effingerhof, un tempo una tipografia. Daniel Christen, architetto di Netwerch, sta attualmente ristrutturando il primo edificio industriale di Brugg come co-direttore del progetto. Egli mostra tutti gli interventi realizzati a favore delle persone disabili. Da vent’anni hanno dalla loro parte la legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (LDis): se costruiti o ristrutturati, gli edifici pubblicamente accessibili, gli edifici residenziali con otto o più appartamenti e quelli con cinquanta o più postazioni di lavoro devono essere privi di barriere. Ghiaia e ciottoli non sono ideali per le persone in sedia a rotelle. Ma è proprio di questi materiali che è fatto lo Schlosspark di Schöftland. L’architetto Adrian Kiener, che ha ristrutturato il parco insieme a due colleghi, è consapevole del problema: «Si tratta di bilanciare l’interesse di un accesso senza barriere con quello di preservare la dimensione storica.» Per ovviare al problema, è stata scelta una ghiaia a grana fine che è stata incollata e compattata sul fondo. Lukas Kistler

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