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Carenza di manodopera qualificata: i comuni di Zurigo si aiutano a vicenda

Il progetto della VZGV dedicato alla penuria di professionisti prevede offerte concrete per la creazione di reti, il sostegno reciproco con il coaching, la promozione della collaborazione o i programmi di formazione per i giovani professionisti. In particolare, il coaching offre un supporto intercomunale per inserire le nuove collaboratrici e i nuovi collaboratori (soprattutto per coloro che cambiano professione). L’obiettivo della collaborazione è di svolgere congiuntamente i compiti nei centri di competenza, informazione e consulenza o con i professionisti. Grazie a un programma di formazione strutturato della durata di alcuni mesi, gli apprendisti e i giovani professionisti possono lavorare in altri settori tecnici e in uno svariato numero di comuni e città. Adrian Schmid, Elias Wunderle

Incapacità lavorativa: favorire il ritorno al lavoro

Affinché il personale possa tornare al lavoro il più velocemente possibile dopo una malattia o un infortunio, i datori di lavoro dovrebbero reagire prontamente. Perché un’assenza prolungata riduce le possibilità di riprendere il lavoro. I datori di lavoro devono notificare l’assenza nel primo mese dall’inizio dell’incapacità lavorativa all’assicurazione d’indennità giornaliera per malattia o all’assicurazione contro gli infortuni, così come alla cassa pensioni. La notifica all’AI deve essere effettuata al più tardi entro sei mesi. «Quanto prima avviene la notifica, tanto prima possono essere attuate le misure di sostegno per i soggetti interessati», afferma Regina Knöpfel, CEO della riassicurazione PK Rück SA. Uno strumento collaudato è il Case Management, che riunisce tutte le parti coinvolte attorno a un tavolo. Per informazioni: compasso.ch e promozionesalute.ch «Quanto prima si notifica l’incapacità lavorativa, tanto prima possono essere adottate misure di sostegno.» Regina Knöpfel, CEO di PK Rück SA Kaspar Abplanalp

Forme flessibili di organizzazione del lavoro

Promuovendo forme di lavoro flessibili, la Città di Thun offre ai propri dipendenti un maggiore margine di manovra in termini di condizioni quadro, sia sotto il profilo fisico che organizzativo. Purché autorizzati dall’azienda, tutti i dipendenti dovrebbero avere la possibilità di telelavorare. L’ufficio del personale raccomanda di stipulare un accordo scritto con i collaboratori interessati e di non telelavorare per oltre il 50% del grado di occupazione. Secondo Joëlle Bühler, responsabile dell’ufficio risorse umane in topsharing, il telelavoro è ampiamente diffuso. Esiste anche la possibilità di lavorare in modo flessibile all’interno dei vari edifici amministrativi di Thun. «Dotare il mondo del lavoro moderno di elementi creativi è per me fondamentale.» Joëlle Bühler, responsabile dell’ufficio risorse umane in topsharing, Thun (BE) Karin Freiermuth, Christoph Vogel

L’affascinante diversità dei consigli comunali svizzeri

Mentre i consigli comunali vantano una lunga tradizione nella Svizzera francese e italiana, i comuni svizzeri di lingua tedesca si affidano spesso all’assemblea comunale, che considerano la vera forma originale di democrazia. In un’intervista il Consigliere agli Stati Andrea Caroni, presidente della Società svizzera per le questioni parlamentari, cita i vantaggi dei consigli comunali: ad esempio, il fatto che esercitano una funzione di controllo nei confronti dell’esecutivo e dell’amministrazione, oltre a consentire dibattiti strutturati e continuità nella gestione dei temi politici. Tra i punti deboli, in generale, c’è il fatto che i consigli portano a una politicizzazione partitica della politica locale e che risulta difficile trovare un numero sufficiente di parlamentari interessati. Secondo Andrea Caroni, affinché un comune introduca un consiglio, serve un vasto consenso politico in merito al fatto che il passaggio a un consiglio offrirebbe nuove opportunità di partecipazione politica. Nadja Sutter

Le sfide per i parlamenti comunali in Ticino

In questi 32 anni di Municipio ho vissuto momenti diversi. Inizialmente il Legislativo comunale, il Consiglio comunale, svolgeva il ruolo di potere legislativo. Poi, nel corso degli anni, il Consiglio comunale ha sempre più cercato di svolgere ruoli esecutivi. Il numero delle interpellanze e delle mozioni presentate è, man mano, cresciuto. L’Esecutivo comunale ha sempre presentato le sue osservazioni, che peraltro segnalavano problemi concreti e le contraddizioni con la legislazione in vigore. Malgrado ciò, il Legislativo approvava questi atti. Concretizzarli poi non era per nulla evidente. Concludo dicendo come le competenze dei due poteri necessitano di ulteriori riflessioni per rendere più attrattivo il ruolo di consigliere comunale. Il numero di 40 consiglieri comunali, in proporzione con il numero di cittadini e cittadine (7459 persone residenti), non è per contro un problema. Il vantaggio maggiore è il controllo dell’esecutivo. In secondo luogo è pure vero che vi sono sempre considerazioni interessanti che emergono dal Legislativo comunale e che possono condurre l’esecutivo nel suo agire. Una certa frustrazione di alcuni consiglieri comunali che avrebbero voluto accedere all’esecutivo, non vi sono riusciti, e riprovano in altro modo. La nostra legge organica comunale prevede che i comuni che contano almeno trecento abitanti possono stabilire per regolamento l’istituzione del Consiglio comunale con un numero di membri non inferiore a 15 e non superiore a 60. I comuni con più di 5000 abitanti devono avere almeno 30 consiglieri comunali. L’Assemblea comunale è invece la riunione, il raduno, dei cittadini aventi diritti politici in materia comunale e chiamati a decidere su temi comunali. Istituito il Consiglio comunale l’assemblea decade. Non penso. Purtroppo oggi si assiste a una tendenza contraria. Sempre più persone si disinteressano della gestione della cosa pubblica. Professionalizzare le cariche non è una soluzione. Nel nostro Cantone, fortunatamente, chi assume una carica politica lo fa per spirito di servizio e di milizia. I partiti oggi tendono a sfaldarsi in mille rivoli. Le persone alla loro guida non sono sempre le più rappresentative. Vi è poi chi cerca più un secondo lavoro nell’attività politica e dimentica lo spirito di servizio. Non è la presenza dei numerosi consigli comunali ma il disinteresse di molti cittadini. «La sfida più grande è di ripensare il proprio territorio e i servizi nell’interesse dei cittadini e delle cittadine.» Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi Non è sempre facile ma compito di ogni politico è anche quello di trovare i suoi successori e i giovani vanno assolutamente preparati. È vero che la complessità della materia oggi è tale che non è evidente e facile svolgere l’attività politica. Aggiungo che il nostro sistema federale conosce l’effetto aspiratore delle competenze verso l’alto. Altrimenti detto si ritiene necessario, quando non necessariamente lo è, optare per soluzioni a livello non più comunale ma a livello cantonale o svizzero. Si delegano all’organo superiore compiti e poi ci si lamenta di perdere competenza. Andrebbero meglio precisati e definiti i compiti dei tre livelli istituzionali. Non sempre le soluzioni a livello cantonale o nazionale soddisfano i bisogni dei cittadini. La sfida più grande è di ripensare il proprio territorio e i servizi nell’interesse dei cittadini e delle cittadine. Una soluzione potrebbe essere di rendere partecipe alla vita pubblica un maggior numero di cittadini e cittadine responsabilizzandoli sul loro futuro. Nadja Sutter

Il mia doppia veste comunale

Fare la consigliera comunale rappresenta la somma aritmetica delle seguenti attività annuali: da 3 a 6 domeniche per le votazioni e le elezioni, 7 mercoledì sera per le riunioni del Consiglio comunale, 7 lunedì sera per prepararle, ancora qualche serata per gli incontri delle commissioni ad hoc e infine qualche aperitivo per concludere certe discussioni. La mia motivazione non è economica, visto che le riunioni sono compensate con 20 franchi, desidero piuttosto impegnarmi nel luogo in cui vivo. Non esiste modo migliore per comprendere le realtà comunali se non vivendole. Essere consigliera comunale mi permette di mettere in prospettiva, con esempi concreti, i progetti federali di cui mi occupo nella mia attività professionale presso l’ACS. È una doppia veste utile e piacevole! «La mia motivazione è quella di impegnarmi nel luogo in cui vivo.» Manon Röthlisberger, consigliera comunale di La Tour-de-Peilz (VD) e delegata per la Svizzera francese, ACS Manon Röthlisberger

Come è cambiata la professione dei segretari comunali

Il quadro di Albert Anker «Der Herr Gemeindeschreiber» (Il signor segretario comunale) del 1875 adorna la copertina del libro «Secrétaire communal – Histoire d’un métier» (Segretario comunale, storia di una professione) della storica Anne de Steiger. Tuttavia, l’impiegato comunale di oggi non ha più molto a che fare con l’uomo barbuto dal cappello a punta e con la penna tra i denti. Non solo ora ci sono molte donne, ma è diventato anche un po’ più complesso e, naturalmente, più digitale. Di conseguenza, oggi gli impiegati comunali sono meno a contatto con i cittadini. L’autrice Anne de Steiger, che ha fatto parte del parlamento comunale di Belfaux (FR) dal 2016 al 2021, sottolinea tutta la complessità di questo lavoro: gli impiegati comunali devono avere competenze giuridiche, ma anche conoscenze di amministrazione aziendale e spiccate capacità comunicative. Per facilitare l’accesso alla professione, un gruppo di lavoro dell’Association des Communes Fribourgeoises sta preparando un manuale. Esistono inoltre diverse opportunità di formazione continua. «Lo status di segretario di milizia è ormai quasi scomparso.» Anne de Steiger, storica Informazioni: «Secrétaire communal, histoire d’un métier», di Anne de Steiger, pubblicato dalla Société d’Histoire del Canton Friburgo, 2023. Alain Meyer

Nuovo strumento online di comunicazione comunale

I comuni hanno il dovere di informare il pubblico. Tuttavia, il panorama dei media è cambiato radicalmente. Di conseguenza, le autorità locali rischiano di perdere l’accesso alla popolazione locale quando si tratta di comunicazione. Lo studio della SUP Grigioni mostra che i comuni stanno reagendo introducendo i propri giornali. Tuttavia, ciò pone un problema in termini di indipendenza della copertura mediatica. Inoltre, negli ultimi anni i rapporti con i media sono diventati più complicati. In molti luoghi si è persa la rete di relazioni reciproche. Il progetto ha portato alla pubblicazione di raccomandazioni e di una raccolta di 29 strumenti di comunicazione sul sito web del progetto. Informazioni (in tedesco o francese): https://gemeindekommunikation.fhgr.ch Ursin Fetz, Tatjana Schädler, Dario Wellinger

Courtepin: la transizione verso un consiglio comunale

Il passaggio dall’assemblea comunale al consiglio è avvenuto molto rapidamente a Courtepin – e non solo senza intralci – come riferiscono Peter Grünig, il presidente del consiglio generale 2023-2024, e il sindaco Martin Moosmann. Il sistema parlamentare è ancora agli inizi nel Comune di 5700 abitanti. La ripartizione delle competenze tra il consiglio generale e il municipio non è sempre chiara. «Talvolta le riunioni assomigliano più a un’assemblea comunale che a una seduta del consiglio generale», afferma Peter Grünig. Tuttavia, il sindaco Martin Moosmann sottolinea come la collaborazione tra il consiglio generale e il municipio sia già nettamente migliorata. Le riunioni del consiglio generale a Courtepin si tengono in due lingue e tutti i documenti sono disponibili sia in tedesco che in francese. In genere però si parla di più francese, in linea con la distribuzione linguistica nel comune. «Courtepin non era, e non è tuttora, un comune politicizzato.» Martin Moosmann, sindaco di Courtepin (FR) Nadja Sutter

Rapperswil-Jona: la più grande città della Svizzera con un’assemblea comunale

Negli ultimi dieci anni, l’introduzione di un parlamento è già stata respinta due volte a Rapperswil-Jona, l’ultima nel marzo del 2023. Il risultato è stato molto risicato: solo 300 voti hanno fatto la differenza. L’argomento principale addotto dagli oppositori è stata la perdita della consultazione diretta. Il sindaco Martin Stöckling sostiene che, a causa dei cambiamenti sociali, il processo di formazione dell’opinione politica non funziona più correttamente. Ritiene che il progetto avrebbe buone possibilità se venisse ripresentato. Tuttavia, il nuovo tentativo non dovrebbe nascere dalle autorità, quanto più dalla popolazione. «Ci sono questioni che richiedono tempo.» «I processi partecipativi odierni non possono sostituire a lungo termine il processo di formazione dell’opinione parlamentare.» Martin Stöckling, sindaco di Rapperswil-Jona (SG) Marion Loher

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