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I comuni della Singine rafforzano la collaborazione con l’associazione polivalente

Tutti i comuni devono confrontarsi con una crescente complessità e con esigenze sempre più elevate. I 15 comuni del distretto friburghese della Singine hanno trovato una risposta tutta loro a queste sfide: si sono riuniti in un’associazione polivalente, che si fa carico dei compiti che, per legge, i comuni sono tenuti ad affrontare congiuntamente. Tra questi figurano i vigili del fuoco, la pianificazione del territorio e la mobilità, la sanità e le scuole di orientamento (livello secondario I). L’obiettivo è la professionalizzazione, lo sfruttamento delle sinergie e l’alleggerimento del carico di lavoro dei membri dei municipali di milizia. In precedenza, infatti, i comuni gestivano questi compiti nell’ambito di numerose associazioni comunali diverse, il che comportava numerose riunioni. I due co-direttori David Köstinger e Simon Ruch sono attualmente impegnati soprattutto nella comunicazione con i comuni: in parte, infatti, manca ancora la comprensione di questa nuova struttura. Non si tratta infatti di un ulteriore livello statale, bensì di un’organizzazione dei comuni. Nadja Sutter

La parola alla popolazione, uno strumento di partecipazione a Thônex

La partecipazione cittadina rafforza la qualità di vita e la coesione sociale. Integrare nei progetti locali la prospettiva delle fasce più giovani e anziane o quella della popolazione migrante contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza e il benessere psicofisico. Facciamo il punto su questa iniziativa con il municipale Bruno da Silva. Il Consiglio è nato dalla volontà della città di Thônex di rafforzare il legame con la propria popolazione. Abbiamo creato uno spazio aperto a tutte le persone dai 15 anni, a prescindere dallo statuto o dalla nazionalità, per permettere a tutte e tutti di esprimersi e partecipare alla vita comunale. L’obiettivo è duplice: comprendere meglio i problemi del territorio grazie al dialogo diretto e rafforzare la legittimità dell’azione pubblica integrando i riscontri ricevuti dalla popolazione nelle nostre decisioni. È stata una sfida, ma siamo riusciti ad ampliare la partecipazione. Abbiamo diversificato i canali di comunicazione sul territorio comunale: ritrovi di quartiere, lavoro sociale di prossimità, associazioni comunitarie, riuscendo così a raggiungere anche le persone più lontane dalla vita comunale. Abbiamo inoltre creato condizioni concrete per eliminare gli ostacoli alla partecipazione: gettoni di presenza, custodia infantile gratuita, pasti offerti, orari flessibili e traduzione in altre lingue. Abbiamo anche introdotto delle quote per garantire che il Consiglio sia rappresentativo della popolazione. Questa combinazione di misure ci ha permesso di ottenere una partecipazione inclusiva, a conferma del fatto che adattando i formati si riesce a ottenere un reale interesse per la vita pubblica. «Vogliamo offrire uno spazio aperto, nel quale tutte e tutti si possono esprimere.» Bruno da Silva, municipale di Thônex (GE) Le raccomandazioni non sono solo teoria: vengono integrate in un programma d’azione gestito dal comune di Thônex. Valutiamo le proposte ricevute e informiamo il Consiglio sugli sviluppi. Alcune misure sono già state messe in atto, in particolare nei settori prevenzione, gioventù e comunicazione. Questo lavoro trasversale, che coinvolge il Municipio e i servizi comunali, garantisce un seguito serio e credibile. Questo dispositivo completa la democrazia tradizionale, dando la parola a persone che non necessariamente partecipano ai processi elettorali. A Thônex riteniamo che ogni abitante sia una persona esperta del proprio vivere quotidiano. Il Consiglio consente una partecipazione più inclusiva e rafforza la parità di accesso alla vita pubblica. La sfida principale consiste nel circoscrivere le aspettative. Volevamo evitare qualsiasi forma di frustrazione e lo abbiamo fatto spiegando chiaramente quali sono le competenze comunali. Resta la questione del coinvolgimento delle autorità: per evitare che il progetto venga visto come un esercizio fine a sé stesso, le autorità si devono impegnare a tenere conto delle raccomandazioni del Consiglio. Per la politica questo implica anche esporsi alla possibilità che i progetti da essa promossi vengano invalidati. Sì. Le raccomandazioni formulate dal Consiglio saranno messe in atto entro la fine della legislatura, quindi entro il 2030. La città di Thônex desidera perpetuare questa dinamica, creando un nuovo spazio partecipativo biennale a partire dal 2027, i cui contorni sono ancora da definire. Assolutamente sì. È già stato collaudato in altri comuni ginevrini (Vernier e Lancy) e può essere riprodotto anche altrove. La chiave del successo è una forte volontà politica, condizioni chiare sin dall’inizio e misure concrete per assicurare una partecipazione inclusiva. Questo approccio produce anche effetti concreti per la popolazione, come confermano Chantal e Bernard Allègre, membri del Consiglio: «Abbiamo incontrato persone molto diverse tra loro, il che è davvero prezioso». Un’opinione condivisa da Élise Dupuis, che sottolinea come questo modello partecipativo «permetta alle persone di sentirsi ascoltate e coinvolte». Christophe Maisonobe aggiunge: «Abbiamo potuto partecipare attivamente al processo decisionale, è una bella iniziativa!» Lara Gross Etter, Manon Delisle

Le Fornaci di Riva San Vitale: un patrimonio che rinasce

Le Fornaci di Riva San Vitale sono un simbolo della tradizione artigiana del Mendrisiotto. Già in epoca romana, il borgo vantava una fiorente attività industriale legata alla produzione di laterizi, proseguita fino al XX secolo. L’estrazione e la lavorazione dell’argilla, la «mólta rossa» e la «mólta negra», hanno segnato profondamente la storia locale, rendendo Riva San Vitale un centro produttivo e culturale di rilievo. Il Municipio e il Consiglio comunale nel 2013 hanno avviato un investimento condiviso con l’Ente regionale di sviluppo del Mendrisiotto e l’Ente turistico, per un costo complessivo di 3,2 millioni di franchi, supportato anche da un contributo del Gran Consiglio cantonale di 1 millione che ha visto nel progetto uno strumento di formazione, valorizzazione culturale e attrazione turistica a beneficio della regione e dell’intero Cantone Ticino. Così questo comparto è tornato a vivere con l’avvio del cantiere avvenuto nel 2022 e giunto a compimento dopo tre anni di lavoro. Un opera di rigenerazione urbana, affidato alla professionalità dell’architetto Enrico Sassi e dell’ingegnere Giorgio Galfetti, che ha coinvolto artigiani specialisti nel riutilizzo del materiale di recupero. Il progetto ha puntato su un restauro «sartoriale», attento alla conservazione delle strutture originali e alla memoria del luogo. Le vecchie fornaci sono state avvolte da una struttura metallica innovativa, che ne garantisce la stabilità e ne valorizza l’estetica, creando un affascinante dialogo tra antico e moderno. Già durante i tre anni di cantiere, l’Amministrazione comunale di Riva San Vitale, coordinata dalla Segretaria comunale, ha avviato un articolato percorso di comunicazione e promozione, dando vita al brand «Le Fornaci», attraverso eventi pubblici, visite guidate per scuole e università, attività mediatiche e strategie di marketing, è stato costruito un racconto identitario capace di posizionare il progetto a livello regionale, nazionale e internazionale. Gli spazi recuperati, che ospitano atelier di formazione nell’arte della ceramica e della terracotta, aree espositive e i nuovi forni professionali a gas, unici in Svizzera per dimensioni e potenza sono affidati alla Fondazione di diritto pubblico voluta dal Consiglio comunale nel 2024 denominata Le Fornaci di Riva San Vitale. Questa è chiamata a coordinare le attività artistiche, formative e culturali, promuovendo collaborazioni con scuole, università, enti pubblici e operatori turistici, con l’obiettivo di diventare un centro di competenza per la ceramica, unico nel suo genere in Ticino e in Svizzera, capace di attrarre professionisti, studenti e appassionati da tutto il territorio. Il comparto delle Fornaci, è stato formalmente consegnato dal Comune alla Fondazione durante l’evento inaugurale avvenuto il 6 e 7 settembre 2025 alla presenza di autorità federali e cantonali ospitando anche una mostra internazionale del Collettivo Made in Nove. Oggi la Fondazione, in collaborazione con il Comune, ha avviato un vasto programma di corsi di formazione per amatori ma anche per specialisti, visite da parte di architetti e ingegneri, collaborazioni nell’ambito di eventi internazionali quali le Giornate europee del patrimonio o la prossima edizione (24 e 25 ottobre 2026) delle Open House Ticino. A cui si aggiungono le collaborazioni artistiche con le fondazioni d’arte per la realizzazione di mostre relative allo sviluppo dell’argilla. Il progetto delle Fornaci, ha pertanto raggiunto il suo scopo di attrattore formativo, turistico e culturale che si inserisce nel vasto contesto di attrazione turistica che comprende il Monte San Giorgio (patrimonio UNESCO) affacciato sul lago di Lugano, dal Battistero, al Tempio di Santa Croce. Informazioni: www.lefornaci.ch Lorenza Capponi

Sotto pressione, ma non senza margine di manovra

Un sondaggio di PwC condotto tra 382 comuni svizzeri mostra che l’89% è sottoposto a pressione organizzativa, più che a pressione finanziaria (83%). La sfida singola più grande è l’IT/cybersicurezza, seguita da temi legati al personale come la dipendenza da persone chiave e la carenza di personale qualificato. Il 55% dei comuni la avverte già – in particolare nell’edilizia e nelle finanze. Le cause sono di natura strutturale: i cambiamenti demografici e la mancanza di competenze pesano più delle questioni salariali. Molti comuni stanno già reagendo, ma oltre la metà delle misure resta reattiva: si rinviano compiti, si effettuano straordinari o si impiega il personale al di fuori del proprio ambito di competenza. Gli approcci strutturali, come la collaborazione intercomunale, sono ancora rari. Chi investe ora nella collaborazione regionale, nella digitalizzazione, nell’outtasking e nel trasferimento di conoscenze si assicura un vantaggio. Philipp Roth, Jen Frei, Léna Thurnherr, Lara Egger

Un personaggio fuori dagli schemi ha lasciato il segno a St. Moritz per otto anni

Christian Jott Jenny è stato un sindaco fuori dal comune: musicista, imprenditore culturale e fondatore del «Festival da Jazz». Nel 2018, il nuovo arrivato è stato eletto in seguito al forte desiderio di cambiamento a St. Moritz e alla mancanza di candidati locali, come lui stesso racconta nell’intervista alla rivista «Comune Svizzero». L’ingresso in politica è stato per lui un’esperienza impegnativa, caratterizzata dalla diffidenza, dalle lotte di potere e dalla consapevolezza che le visioni producono effetti solo quando si traducono in proposte concrete. Gli stavano particolarmente a cuore un clima positivo di rinnovamento, l’ascolto e la mediazione tra gli interessi della popolazione e la fama internazionale di St. Moritz. Secondo lui oggi il Comune è ben posizionato. Descrive il suo mandato di sindaco come la migliore e più bella seconda formazione della sua vita. «Non esiste modo migliore per avvicinarsi così tanto alle persone e vederne tutte le sfaccettature. Sono immensamente grato e onorato che la popolazione mi abbia concesso questa opportunità per otto anni.» Fabrice Müller

e-ID: i comuni chiedono più informazioni

«Se riusciremo a integrare l’e-ID, rafforzeremo la fiducia della popolazione non solo nell’amministrazione, ma anche nei servizi amministrativi digitali.» Con queste parole il consigliere agli Stati Mathias Zopfi, presidente dell’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS), ha aperto la parte tecnica dell’assemblea generale dell’Associazione dei Comuni Svizzeri, tenutasi quest’anno il 18 giugno nell’ambito del salone «Suisse Public» a Berna. Il tema centrale del mezzo d’identificazione elettronico (e-ID) ha destato notevole interesse: oltre 200 partecipanti hanno accettato l’invito all’assemblea generale. Alla tavola rotonda hanno discusso Rolf Rauschenbach dell’Ufficio federale di giustizia, Eva-Maria Boretti del Centro di competenze per l’amministrazione digitale di Turgovia, Michael Steiner, segretario comunale di Dulliken (SO), Anne Rizzoli del servizio per la popolazione e la digitalizzazione della Città di Yverdon-les-Bains (VD) nonché l’ex sindaco di Boniswil (AG) e membro del comitato dell’ACS Gérald Strub. In particolare, i rappresentanti comunali hanno espresso la richiesta di ricevere dalla Confederazione informazioni più complete e tempestive in merito all’introduzione dell’e-ID. Rolf Rauschenbach ha rassicurato che la Confederazione sta preparando una campagna informativa completa, rivolta anche ai rappresentanti delle autorità, e ha prospettato una collaborazione più stretta con i comuni e con l’ACS in futuro. Dal punto di vista dell’ACS, è fondamentale che queste informazioni vengano trasmesse ai comuni prima di qualsiasi comunicazione al pubblico, in modo tale che le autorità comunali possano rispondere in maniera competente alle domande e alle preoccupazioni della popolazione già al momento dell’annuncio dell’introduzione dell’e-ID. Nella parte statutaria dell’assemblea generale dell’ACS, la direttrice Claudia Kratochvil ha presentato un bilancio positivo. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati all’unanimità. Sono stati inoltre congedati due membri del comitato: Jean-Michel Karr, ex sindaco di Chêne-Bougeries (GE), e Beat Bucheli, sindaco uscente di Werthenstein (LU). I delegati hanno eletto come nuovi membri del comitato Mathias Buschbeck, vice sindaco di Vernier (GE), e Gabriel Macedo, sindaco di Amriswil (TG). Nadja Sutter

Suisse Public 2026: idee e soluzioni per Comuni forti

Suisse Public è il salone di riferimento in Svizzera per il settore pubblico. Circa 250 espositori presentano soluzioni per veicoli comunali, vigili del fuoco, servizi di soccorso, costruzione di strade, manutenzione di edifici, IT, sicurezza, smaltimento dei rifiuti, sport e tempo libero. I professionisti di Comuni, città e cantoni possono farsi un quadro del mercato e confrontare i prodotti. Nel 2026, oltre al settore dei veicoli e macchinari comunali, l’attenzione è rivolta anche alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla sicurezza sul lavoro. Sistemi informatici moderni, applicazioni interconnesse e sistemi di trazione alternativi favoriscono processi più efficienti e un’infrastruttura pronta per il futuro. Il salone è al tempo stesso una piattaforma di lavoro e di networking: uno spazio per soluzioni concrete, decisioni d’investimento e uno scambio diretto tra pari. Informazioni: www.suissepublic.ch L'Assemblea generale dell'Associazione dei Comuni Svizzeri si terrà il 18 giugno nell'ambito di Suisse Public. Joëlle Lüthi

4 domande su Losone Cantone Ticino

«A Losone, c’è una comunità molto coesa e ospitale con i nuovi arrivati.» Ivan Catarin, sindaco di Losone Ivan Catarin è cresciuto a Losone e ha fatto l’apprendistato come disegnatore del genio civile presso IM Maggia Engineering SA a Locarno, dove lavora ancora oggi e dove è responsabile della formazione degli apprendisti. Il 58enne è anche vicepresidente dello Sci Club Losone e nel 1996 è entrato in Consiglio comunale per i liberali, dal 2012 è in municipio e da 5 anni è sindaco di Losone. Ha scelto Meiringen (BE) come prossimo Comune da ritrarre.

Cosa rende efficienti i comuni, leggere oltre i numeri

I comuni svizzeri sono sottoposti a una pressione crescente: aumentano le aspettative della popolazione in termini di prestazioni, qualità dei servizi e trasparenza, mentre i margini finanziari restano limitati. In questo contesto si inserisce il progetto di ricerca «Benchmarking dell’efficienza» dell’università di Berna, che fornisce uno strumento di orientamento per cittadini, politica e amministrazione. Basandosi su dati pubblici di Confederazione, cantoni e comuni, armonizzati e aggiornati annualmente, il benchmarking consente un confronto sistematico dell’efficienza finanziaria. I risultati sono presentati su una piattaforma web, dove ogni comune è illustrato tramite una «story» e confrontato con comuni strutturalmente simili e nel tempo. L’analisi si concentra su quattro ambiti ad alta intensità di spesa: amministrazione generale, formazione, infrastrutture e settore sociale, mettendo sempre i costi in relazione a indicatori di prestazione o di contesto. Non si tratta di una classifica politica, bensì di uno strumento di apprendimento e di supporto alla riflessione sull’impiego delle risorse pubbliche e sulla solidità finanziaria dei comuni. Maggiori informazioni: http://www.efficienzacomunale.ch/ «L’efficienza non è un fine in sé: aiuta i comuni a valutare in modo realistico le proprie prestazioni.» Adrian Ritz, professore di economia aziendale e direttore del Centro di competenza per il management pubblico dell’università di Berna Prof. Dr. Adrian Ritz, Ben Rechsteiner

Impieghi di qualità, la sfida dei comuni ticinesi

Rendere più attrattivi gli enti locali come datori di lavoro e alzare il livello delle competenze e di soddisfazione del personale già impiegato, per evitare che scelgano altri lidi (altri comuni o nel privato). Sono queste le principali sfide degli enti locali in Ticino, ancora più ardue in quelli con minori capacità finanziarie. «Da un paio d’anni il Dipartimento delle istituzioni ha attivato una commissione per lo sviluppo delle competenze nel settore degli enti locali», ci spiega Paolo Crugnola, responsabile dello sviluppo delle competenze presso la Sezione degli Enti Locali (SEL). La commissione da parte sua, aggiunge l’esperto, «ha avviato un percorso di definizione di una strategia proprio partendo dall’attrattività dei comuni come datori di lavoro oggi». Quello che emerge, spiega, è «la percezione di una crescente difficoltà a trovare persone che si candidino per profili di responsabilità». Non è un’emergenza, precisa Crugnola, ma «un segnale da cogliere». «Si chiede sempre più flessibilità, ma anche prospettive di sviluppo, dinamicità, possibilità di fare esperienze personali e professionali arricchenti.» Paolo Crugnola, responsabile dello sviluppo delle competenze presso la Sezione degli Enti Locali (SEL) La società cambia, lascia intendere Crugnola, infatti «si percepisce un cambiamento nel modo di vedere il lavoro, soprattutto da parte delle generazioni più giovani». In altre parole, «si chiede sempre più flessibilità, ma anche prospettive di sviluppo, dinamicità, possibilità di fare esperienze personali e professionali arricchenti». Per esempio, dettaglia, «alcune rigidità rispetto agli orari di lavoro sono oggi riconosciute come un fattore critico. Ma è una sfida che tocca anche gli approcci, i metodi e gli strumenti di conduzione del personale». Crugnola allude a una maggiore attenzione all’innovazione, alla compartecipazione, ai contenuti, processi che vanno oltre le classiche «attività routinarie», proprio perché sono «una leva motivazionale importante», spiega. E proprio perché consapevole, conclude Crugnola, la SEL «sta facendo la sua parte assumendo un ruolo di stimolo e coordinamento, proprio a partire dalla definizione di una chiara strategia di sviluppo delle competenze per il settore degli enti locali». Sono pochissimi gli enti locali che hanno voluto parlarne. Fatto sta che tramite l’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) solo 1 ente su 89 si è fatto vivo, ossia Arbedo-Castione, il primo finora certificato ISO 9001 (Sistema Gestione della Qualità). Il segretario comunale Giuseppe Allegri ci spiega che in questo modo si «facilita sensibilmente il reclutamento di professionisti qualificati», anche di «persone con poca o nessuna esperienza specifica in ambito comunale». Più in generale, ne sa qualcosa il suo collega di Avegno Gordevio, Waldo Patocchi, membro del comitato direttivo della Conferenza svizzera dei segretari comunali. «Alcuni concorsi per la ricerca di segretari comunali o quadri comunali dimostrano (il problema, ndr), perché più pubblicazioni di ricerca sono spesso state effettuate per trovare il collaboratore migliore possibile», afferma. Per esempio, l’anno scorso a Mendrisio è stato annullato un concorso in ambito socio-educativo malgrado una trentina di candidature; mentre a Biasca è stata licenziata la direttrice dell’ufficio tecnico per «diverse tensioni» lavorative, riportano i media locali. «In passato abbiamo avuto una maggiore difficoltà nel reperire personale formato, in particolare nelle funzioni tecniche», ricorda per esempio il sindaco di Gordola, Damiano Vignuta. Non un caso isolato, anzi. «I comuni segnalano da tempo un problema generale a reperire personale qualificato e disponibile, anche e soprattutto nel caso di tecnici comunali», conferma Alessio Dell’Ambrogio, presidente dell’Associazione Ticinese dei Tecnici Comunali (ATTEC). Come si è rimediato a Gordola? Il sindaco Vignuta spiega che si è dovuto «aggiornare le condizioni quadro per essere attrattivi sul mercato del lavoro», ovvero tramite una «revisione» delle condizioni di impiego, aumentando «le possibilità di optare per l’home-office» (lavoro da casa), e «sostenendo i collaboratori nel loro sviluppo professionale». Risultato: «Oggi», conclude il sindaco, «la situazione del nostro Comune presenta una certa stabilità e il tasso di turnover (ricambio del personale, ndr) rientra nella media.» «In passato abbiamo avuto una maggiore difficoltà nel reperire personale formato, in particolare nelle funzioni tecniche.» Damiano Vignuta, sindaco di Gordola Marco Jeitziner

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