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Archiviazione digitale: informazioni per i comuni

I documenti digitali importanti devono essere archiviati così come avviene per quelli cartacei. Ma dove e come un comune può archiviare questi documenti e quali formati di file si prestano meglio a questo scopo? A queste domande cercano risposte Florian Fischer, dell’archivio cittadino di Lucerna, e Nicole Meystre, dell’archivio di Montreux. Ricoprono la carica di copresidenti del gruppo di lavoro incaricato degli archivi cittadini e comunali dell’Associazione degli archivisti svizzeri. Ai comuni che desiderano creare un archivio digitale a lungo termine consigliano di rivolgersi a esperti, ad esempio agli archivi cantonali oppure anche alle aziende specializzate. La gestione digitale dei dossier e l’archiviazione elettronica richiedono infatti concetti ben ponderati e una buona preparazione. Inoltre, gli archivi digitali devono essere gestiti in maniera scrupolosa. Il Centro di coordinamento per l’archiviazione a lungo termine dei documenti elettronici (CECO) ha definito i requisiti minimi per gli archivi digitali a lungo termine e ha stilato un catalogo per i formati dei file da archiviare. L’associazione eCH elabora standard per le comunicazioni digitali con le autorità. Informazioni: Centro di coordinamento per l’archiviazione a lungo termine dei documenti elettronici (CECO): https://kost-ceco.ch/cms/benvenuti.html Associazione eCH: www.ech.ch Nadja Sutter

Impulso digitale, responsabilità analogica

Alla fine di settembre, gli elettori hanno detto sì all’e-ID, una scelta che darà impulso a molteplici servizi amministrativi digitali: in poco tempo le amministrazioni diventeranno molto più digitalizzate. Ciò che resta invariata è la responsabilità di trattare correttamente i dati, indipendentemente dal fatto che siano analogici o digitali. I comuni sono tenuti a garantire la protezione dei dati e la corretta archiviazione dei documenti sensibili. Converrebbe loro investire nella sicurezza informatica ed elaborare piani di emergenza a cui ricorrere nel caso di un guasto al sistema. In questo numero di «Comune Svizzero» troverete alcuni esempi attuali di come i comuni affrontano la gestione dei dati. Ma torniamo al mondo analogico: da 25 anni la Costituzione federale garantisce l’autonomia comunale e impone alla Confederazione di tenere conto, nell’ambito del suo agire, delle possibili conseguenze per i comuni. Non sempre la Confederazione prende sul serio questo obbligo. Alla fine di settembre, l’Associazione dei Comuni Svizzeri e l’Unione delle città svizzere hanno ricordato al consigliere federale Beat Jans l’«articolo sui comuni» a Palazzo federale. Siamo fiduciosi che Beat Jans non solo archivierà correttamente la nostra dichiarazione, ma la studierà anche scrupolosamente. «I comuni sono tenuti a garantire la protezione dei dati e la corretta archiviazione dei documenti sensibili.» Fabio Pacozzi, responsabile comunicazione, Associazione dei Comuni Svizzeri Fabio Pacozzi

La mappatura dei dati come strumento chiave per i comuni

Se implementata correttamente, la mappatura dei dati costituisce la base per una governance affidabile ed efficiente dei dati personali. Registra le attività di trattamento, le categorie dei dati, le parti coinvolte e i flussi dei dati, oltre a permettere di alimentare il registro delle attività di trattamento (RAT). Le domande chiave che i comuni dovrebbero porsi in merito alla mappatura dei dati sono: chi (responsabile, consulente per la protezione dei dati, settori specializzati, incaricati del trattamento)? Cosa (categorie, compresi dati particolari come salute/sanzioni)? Perché (finalità)? Dove (luogo di archiviazione, trasferimento verso paesi terzi, garanzie)? Durata (periodo di conservazione/criteri)? Come (misure tecniche e organizzative)? I vantaggi della mappatura dei dati sono molteplici: crea trasparenza, consente una migliore gestione dei rischi, offre la base per valutare l’impatto in termini di protezione dei dati, promuove la minimizzazione dei dati e consente di trattare rapidamente i diritti degli interessati. Stefan Stepanovic, Prof. Tobias Mettler

Dichiarazione sull’autonomia comunale al consigliere federale Beat Jans

Il 24 settembre, l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) e l’Unione delle città svizzere (UCS) hanno consegnato la dichiarazione «Le città e i comuni nello Stato federale» al consigliere federale Beat Jans, a Palazzo federale. La dichiarazione s’inserisce nel contesto del 25° anniversario dell’articolo 50 della Costituzione federale, che obbliga la Confederazione a tenere conto, nell’ambito del suo agire, delle possibili conseguenze per i comuni. In occasione di una tavola rotonda sono state discusse le sfide attuali, come per esempio la mozione Schilliger, che punta a vietare il principio dei limiti di velocità di 30 km/h nei centri abitati, o ancora il programma di risparmio della Confederazione, che riguarda anche le città e i comuni. Il consigliere federale Beat Jans si è espresso a favore di una stretta collaborazione tra i livelli statali e ha sottolineato l’importanza dell’autonomia e dell’innovazione dei comuni. Il presidente dell’ACS, il consigliere agli Stati Mathias Zopfi, ha chiesto di coinvolgere tempestivamente le città e i comuni nei processi legislativi al fine di tutelare i loro interessi. Nadja Sutter

Il difficile equilibrio tra eventi e quotidianità

Scrivo queste righe con l’estate addosso, con i ricordi e le emozioni di una stagione che si è appena conclusa. Negli ultimi mesi, Locarno è stata protagonista di molte manifestazioni che hanno animato la città, basti pensare a Festival del film, Moon&Stars, Luci e Ombre, Notte Bianca e molte altre. Come città, teniamo molto a questi eventi e facciamo il possibile per permettere loro di svolgersi e brillare, localmente e internazionalmente. Questo perché sono positivi, non solo in termini culturali ed economici, ma creano degli spazi di aggregazione, apertura, vitalità, riflessione, divertimento e confronto. Certo, per chi vive o lavora in città, questi eventi comportano anche dei disagi, e per questo non smetto mai di ringraziare persone e attività economiche per la pazienza, flessibilità e comprensione. Come Municipio, continuiamo a interrogarci su come trovare un equilibrio tra queste due dimensioni – grandi eventi e quotidianità – cercando di offrire divertimento a residenti e turisti, diventare una capitale internazionale del cinema e della cultura per alcune settimane e al contempo mantenere la qualità della vita che ci rende uno dei più bei comuni dove vivere in Ticino, come certificato da un recente studio di un istituto bancario. Questo ruolo a volte ci porta a prendere scelte difficili e spesso giocare il ruolo dei cattivi: veniamo visti come troppo rigorosi dagli organizzatori, ma anche come troppo permissivi da alcuni cittadini. Tuttavia, credo che questa convivenza di prospettive diverse faccia parte del nostro compito e sia per certi versi inevitabile… o sbaglio? Nicola Pini

Insieme per una Svizzera interconnessa

Il futuro digitale della Svizzera comincia nelle regioni – nelle città, nei paesi e in tutti i comuni. Per accelerare l’estensione capillare e allacciare alla fibra ottica anche gli edifici isolati, a livello infrastrutturale Swisscom collabora con aziende locali come le aziende elettriche o i gestori di reti via cavo, oltre che naturalmente con i comuni. Nell’agosto 2025, Swisscom ha sottoscritto la 100ª partnership per la fibra ottica con la QLine Ostschweiz AG. Insieme, da qui al 2035 i due partner realizzeranno una rete in fibra che servirà interamente numerosi comuni turgoviesi. Portando connessioni internet con performance nell’ordine dei gigabit, la cooperazione rafforza l’attrattività della regione per le imprese e gli utenti privati, accomunati da un fabbisogno crescente di dati. Un altro esempio viene dal Nidvaldo: insieme alla ENW, la società elettrica cantonale, Swisscom allaccerà alla fibra ottica circa 23’000 abitazioni e spazi commerciali entro la fine del 2030 in dieci degli undici comuni del cantone. Grazie al modello di partnership detto «co-costruzione», entrambi i partner possono mettere a frutto le loro infrastrutture per aumentare significativamente l’efficienza sul fronte dei costi. Una situazione win-win. L’undicesimo comune è già stato allacciato alla fibra ottica, grazie a una cooperazione con l’azienda comunale di servizi. Una cooperazione FTTH va a beneficio di tutti. Estendere la rete appoggiandosi alle infrastrutture già esistenti dei due partner richiede meno risorse, mentre i rischi costruttivi e gli investimenti possono essere suddivisi equamente tra i partner. Questo consente non solo di pianificare meglio i progetti di estensione, ma anche di realizzarli più rapidamente e con più efficienza di costo. Swisscom si orienta completamente alle esigenze della regione, rafforza la fiducia della popolazione con una comunicazione coordinata e consente agli abitanti del posto di scegliere tra un’ampia gamma di operatori: le aziende di telecomunicazione che si appoggiano alla rete Swisscom sono infatti oltre 200. Una stretta collaborazione che dà i suoi frutti: ad oggi, Swisscom è riuscita ad allacciare insieme ai partner oltre 1,5 milioni di abitazioni e spazi commerciali in circa 400 comuni su un totale di 2,55 milioni di abitazioni e spazi commerciali raggiunti dalla fibra ottica. Maggiori informazioni riguardanti la rete per i comuni sono disponibili nelle nostre Swisscom News: https://www.swisscom.ch/it/about/rete/comuni Contatto diretto per i comuni: mio.comune@swisscom.com Franziska Rolli

Frutigen promuove le competenze IA dei collaboratori

In collaborazione con l’associazione Il mio Comune, il comune bernese di Frutigen ha organizzato una mezza giornata di formazione continua dedicata al tema dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo era d’informare i collaboratori in merito alle opportunità, ai rischi e alle possibilità di applicazione dell’IA e di portare tutti a un livello di conoscenze analogo. In precedenza, alcune collaboratrici e alcuni collaboratori avevano già utilizzato l’IA, mentre altri erano piuttosto scettici. Hanno partecipato circa 60 persone, tra cui anche alcuni esponenti politici. Dopo un’introduzione in cui sono stati affrontati anche aspetti etici e relativi alla protezione dei dati, durante i workshop i partecipanti hanno potuto testare di persona varie applicazioni dell’IA. Le collaboratrici e i collaboratori del Comune utilizzano ora l’IA in maniera puntuale, ad esempio come supporto per creare testi o formule Excel. I dati sensibili vengono trattati con particolare cautela. A integrazione del corso, il Comune mette a disposizione alcune schede informative. Informazioni sui corsi dell'associazione «Il mio Comune» per i comuni: https://mynigmeind.ch/it/massgeschneiderte-gemeindeformate/ Nadja Sutter

La prima fase della trasformazione digitale in Ticino

Sono quattro gli obiettivi concreti della prima fase della strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino. In primo luogo la creazione di uno sportello digitale, una piattaforma che permetterà alla cittadinanza e alle imprese di accedere a una vasta gamma di servizi digitali in modo rapido e sicuro, eliminando la necessità di recarsi fisicamente negli uffici dell’Amministrazione cantonale o di interagire in altre forme che non siano digitali. Si tratta dell’elemento che avrà il maggior impatto per chi fruisce dei servizi dell’Amministrazione cantonale. «Per l’accesso si potrà utilizzare un sistema di autenticazione ufficiale e sicuro creato in maniera specifica per gli enti pubblici svizzeri; tecnicamente chiamato AGOV. In futuro sarà inoltre possibile accedere anche tramite l’identità elettronica statale, il cosiddetto «e-ID» che funzionerà come un vero e proprio documento digitale», spiega Milena Folletti, delegata alla trasformazione digitale per il Cantone Ticino. Il secondo punto riguarda la gestione elettronica delle pratiche, detta GEVER. Anche se non avrà un impatto diretto sulla popolazione – dato che agisce a un livello gestionale interno dell’amministrazione – rappresenta un pilastro fondamentale del processo di trasformazione, in quanto abilita la gestione digitale delle pratiche. In questo senso riduce la carta, garantisce la tracciabilità, uniforma i processi e permette l’introduzione automazioni. Il risultato finale è una gestione più efficiente, più trasparente e sicura. Il terzo punto è il progetto di «Open Government Data», che permetterà di rendere disponibili alla collettività i dati pubblici, favorendo l’accesso all’informazione e trasformando i dati pubblici in una risorsa che permette di assicurare più trasparenza, collaborazione e innovazione. Infine, il Cantone punta sullo sviluppo di competenze digitali attraverso la formazione delle collaboratrici e dei collaborati. È previsto un programma per lo sviluppo e l’aggiornamento continuo del personale dell’Amministrazione cantonale. «Riteniamo indispensabile lavorare su più livelli e per questo proponiamo un primo pacchetto di elementi, con un orizzonte temporale di quattro anni, che – se approvato dal Parlamento cantonale – ci permetterà di dare un deciso impulso al processo di trasformazione digitale», afferma Milena Folletti. «I comuni ticinesi hanno bisogno di un supporto su misura, che tenga conto delle loro differenze e li accompagni gradualmente verso la digitalizzazione.» Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi e membro del comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri La Svizzera non sarebbe la Svizzera senza l’autonomia dei cantoni rispetto alla Confederazione e senza quella dei comuni rispetto ai cantoni. «L’obiettivo è valutare l’impatto sui processi esistenti e ottimizzare l’integrazione digitale tra cantone e comuni, senza dimenticare le rispettive competenze», spiega Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi e membro del comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri. Si parla quindi di armonizzazione delle piattaforme digitali per evitare duplicazioni e frammentazione, e di coinvolgimento diretto dei cittadini, affinché i servizi digitali rispondano alle esigenze reali degli utenti. Secondo Dafond, la digitalizzazione dell’amministrazione ticinese non è un processo che il Cantone possa affrontare da solo: «Richiede una collaborazione strutturata con i comuni, un impegno condiviso e una visione di lungo periodo.» Anche Milena Folletti condivide questa visione, sottolineando anche l'aspetto culturale del cambiamento: «La trasformazione digitale non è solo una questione tecnica e tecnologica, ma soprattutto culturale. Un cambiamento che deve essere attuato da parte di chi opera e da parte di chi fruisce dei servizi digitali. Per questo la formazione svolge un ruolo così importante.» I comuni sono invitati ad aderire ai servizi digitali di base offerti dal Cantone o dall’Amministrazione digitale Svizzera. Le loro reazioni, spiega Milena Folletti, sono state incoraggianti: «La strategia cantonale è stata posta in consultazione ed è stata accolta positivamente. I comuni – comprensibilmente – hanno sottolineato la necessità di disporre di tempo sufficiente per adeguarsi dal profilo tecnico e organizzativo, rimarcando al contempo l’importanza di ridurre il divario digitale e di includere anche quella parte della popolazione meno avvezza alla tecnologia.» Anche Felice Dafond guarda con fiducia al futuro: «I comuni ticinesi hanno bisogno di un supporto su misura, che tenga conto delle loro differenze e li accompagni gradualmente verso la digitalizzazione. L’obiettivo non è imporre un modello unico, ma fornire strumenti, formazione, infrastrutture, standard comuni e risorse, così che ogni ente possa affrontare la digitalizzazione in modo consapevole e offrire ai cittadini servizi moderni ed efficienti.» Nora Hesse

Pronti ad affrontare le emergenze: l’esempio di Münsterlingen

Che cosa bisogna fare nel caso di un’emergenza, per esempio un’interruzione prolungata dell’energia elettrica o un attacco informatico? Il Comune di Münsterlingen (TG) ha elaborato un apposito piano di emergenza destinato a queste eventualità. Responsabilità chiare, collaboratori formati e canali di comunicazione definiti, anche in caso d’interruzione della rete telefonica, sono elementi fondamentali. Sono stati allestiti alcuni punti di raccolta in caso di emergenza con materiali come torce elettriche e radio DAB+ a batteria, che vengono controllati periodicamente. L’IT è gestita e mantenuta da un fornitore di servizi esterno, inoltre sono in vigore procedure definite per gli incidenti IT e il personale è sensibilizzato in merito agli attacchi informatici. Per definire il piano, il Comune ha ottenuto il sostegno del gruppo di coordinamento regionale di Kreuzlingen. La segretaria comunale Caroline Speck sottolinea che il piano aiuta a ridurre al minimo la fase di caos in caso di emergenza e a ripristinare velocemente l’operatività. Nadja Sutter

A colpo sicuro in situazione di crisi: il piano di emergenza come chiave per la ciberresilienza

I piani di emergenza sono una componente essenziale di una gestione efficace dei rischi. Consentono di affrontare i potenziali problemi e le relative ripercussioni in modo proattivo, anziché analizzarli a posteriori. Affrontando tempestivamente i rischi potenziali, i piani di emergenza permettono di identificare e attuare misure preventive. Essi comprendono l’organizzazione di crisi, un concetto per la comunicazione in caso di crisi, nonché i contatti centrali per le emergenze e le misure concrete. Questi elementi costituiscono la base per una risposta coordinata e appropriata in situazioni urgenti. L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) e la sua rete di partner hanno sviluppato un progetto relativo al piano di emergenza con strumenti specifici per aiutare i comuni svizzeri a prepararsi al meglio contro i ciberattacchi. Il 20 novembre (in francese) e il 27 novembre 2025 (in tedesco), dalle 12.00 alle 13.00, l’UFCS organizza un incontro online per i comuni svizzeri per presentare gli strumenti del «Piano di sicurezza ciber». Gli interessati possono registrarsi al seguente link: Microsoft Virtual Events Powered by Teams (tedesco) e Microsoft Virtual Events Powered by Teams (francese). L’evento si terrà in lingua tedesca e francese e sarà successivamente tradotto e sottotitolato sul canale Youtube dell’UFCS . Kilian Cuche

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