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Poschiavo: un modello per il futuro delle regioni di montagna

Scendendo dal Passo del Bernina in direzione Italia, prima di giungere al nucleo di Poschiavo (GR), si incontra la frazione di San Carlo. Qui si trova il Mulino Aino, fino a qualche anno fa in stato di abbandono. Grazie alla Fondazione Musei Valposchiavo e in particolare a un gruppo di pensionati, il complesso è stato restaurato ed è un bene culturale di particolare pregio. «Volevamo che questo complesso rinascesse», spiega Emanuele, che, come volontario, guida una visita in italiano e in tedesco. I visitatori possono rivivere i mestieri di una volta grazie agli impianti funzionanti del mulino, della segheria, della fucina. Nel mulino viene macinato grano saraceno, cresciuto in loco e rigorosamente bio, che viene utilizzato nei ristoranti di Poschiavo e venduto in negozi come ingrediente per preparare i pizzoccheri, pietanza tradizionale della valle. Si è creato il label «100 percento Poschiavo», che unisce tradizione a innovazione. Sotto il titolo «Dal campo alla tavola» vengono offerti percorsi per gruppi e scuole alla scoperta dei sapori, della storia e delle tradizioni della Valposchiavo. Progetti innovativi come questi hanno convinto la commissione del Premio Wakker di attribuire il premio 2025 alla cittadina grigionese. «Poschiavo non è solo un esempio di successo politico e amministrativo, ma dimostra anche come la coesione sociale e l’impegno collettivo possano trasformare un comune di montagna in un luogo attraente e prospero, dove vivere e lavorare», si legge nella motivazione. In effetti a Poschiavo, 3500 abitanti, la popolazione residente non è più diminuita negli ultimi anni. Alcuni giovani sono tornati, creando nuove attività. Stupisce che un comune di questa dimensione offra tanti servizi: una scuola, una biblioteca, un ospedale, una piscina coperta un centro di formazione professionale, tanti negozi di dettaglio. Un vero polo regionale. «Questa situazione è dovuta al fatto che Poschiavo per tanto tempo era molto isolato», spiega il podestà (sindaco) Giovanni Jochum, che incontriamo nella Casa comunale. Jochum, economista, ricopre questa funzione dal 2019. È il primo podestà protestante e liberale dopo un dominio, durato decenni, di democristiani cattolici. «Fino a metà degli anni 1960 il passo era chiuso d’inverno, e il valico con l’Italia chiuso di notte.» A causa di questo isolamento sono nate tante attività e associazioni per il tempo libero. «Se un paese della nostra dimensione si trovasse vicino a Coira la situazione sarebbe ben diversa», dice Jochum che è molto fiero del riconoscimento Wakker per il suo comune. «Se un paese della nostra dimensione si trovasse vicino a Coira la situazione sarebbe ben diversa.» Giovanni Jochum, podestà di Poschiavo (GR) La commissione Wakker si è chinata sull’architettura del paese ed è arrivata a questa conclusione: «Il Comune di Poschiavo, iscritto all’inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere di importanza nazionale (ISOS), ha saputo preservare il suo patrimonio architettonico e l’estetica del borgo è stata salvaguardata.» Passeggiare per il borgo è un vero piacere. Stupiscono i tanti palazzi signorili storici, in particolare la prestigiosa via dei Palazzi, i numerosi giardini e orti che, a dire il vero, alcuni proprietari vorrebbero trasformare in posteggi, ma il Comune è molto restrittivo. Accanto agli edifici storici si trovano palazzi moderni che ben si integrano nel tessuto del paese. Poschiavo, è un paese dinamico e vivo. Molti abitanti contribuiscono attivamente alla vita cittadina. Diversi proprietari aprono le loro case o i loro giardini per manifestazioni, quali proiezioni serali di film. Grazie a un percorso audiovisivo che si attiva tramite dei codici QR posti su una decina di case storiche, il visitatore scopre storie di vita dei tempi passati, legate all’emigrazione dei pasticceri valposchiavini. Alla fine del XVIII secolo, a seguito dell’occupazione napoleonica della Valtellina, Poschiavo subì un declino economico. Molti abitanti emigrarono nelle metropoli europee, spesso come pasticcieri. L’emigrazione, si trasformò in opportunità. Molti inviarono denaro alle famiglie e al ritorno, portarono nuove competenze e influenze culturali. «Non ogni danno vien per nuocere», commentano gli abitanti di Poschiavo riflettendo sulle conseguenze di eventi negativi, come l’alluvione del 1987 che provocò importanti danni in paese, visibili su pannelli fotografici collocati in più punti del nucleo. L’alluvione è stata soprannominata «santa alluvione» perché la pavimentazione del nucleo fu completamente rinnovata, rivalorizzando le antiche strade e piazze che oggi sono per lo più pedonalizzate. Gli aspetti positivi di Poschiavo sono molti, sussistono però anche delle problematicità, dice Jochum, quali «la bassa natalità», solo una trentina di nascite all’anno, oppure la scarsità di terreni che impedisce alle giovani famiglie di costruire una casa. Ma ora si festeggia. La cerimonia ufficiale si terrà il 23 agosto 2025 nella’mbito di una celebrazione pubblica. Poschiavo può essere fiero. Il Premio Wakker per un comune vale come una medaglia d’oro per uno sportivo. Gerhard Lob

Interazione tra i servizi comunali con firma e timbro elettronici

Le firme e i timbri elettronici offrono alle amministrazioni pubbliche grandi opportunità per digitalizzare i servizi. I comuni utilizzano principalmente i timbri elettronici poiché non richiedono la firma autografa, il che velocizza le procedure, fa diminuire i costi, riduce la carta e garantisce maggiore tracciabilità. Sebbene esistano ormai numerosi formulari digitali per effettuarli sui siti web dei comuni, gli ordini vengono inviati prevalentemente via e-mail ed elaborati manualmente. Ma esiste anche un’alternativa! Ad esempio il progetto GemeindeConnect, che fornisce supporto tecnico-organizzativo alle associazioni comunali cantonali per i servizi digitali e consente un’elaborazione tecnica lineare. Gli ordini che arrivano sul portale, ad esempio per i certificati di residenza, vengono trasferiti direttamente all’applicazione specializzata del comune. Se è disponibile una soluzione di timbro o firma in formato elettronico, il certificato digitale viene firmato in modo completamente automatico e rispedito alla casella di posta elettronica della persona richiedente. L’utilizzo di GemeindeConnect in combinazione con le firme e i timbri elettronici consente di stabilire processi digitali continui e senza interruzioni, snellire l’onere amministrativo, aumentare l’attrattiva dei datori di lavoro e migliorare il servizio per i residenti. Gérald Strub

2115 comuni e una crocetta su un formulario

In veste di comune non è mai stato facile conquistarsi un posto nei dibattiti nazionali. Alcune volte, il ruolo dei comuni è riconosciuto a tutti gli effetti: sono considerati un pilastro a pieno titolo del federalismo, al fianco della Confederazione e dei cantoni. Altre volte, scivolano al rango di «attori terzi», alla stregua di un’organizzazione ambientale o economica. I 2115 comuni svizzeri diventano allora una semplice crocetta su un formulario di consultazione, un punto di vista tra i tanti, che può essere preso in considerazione o meno. In occasione del 25º anniversario dell’adozione della nuova Costituzione federale, che nel suo articolo 50 sancisce il riconoscimento esplicito dei comuni come attori chiave del sistema federale, vale la pena ritornare su questa vittoria per il federalismo alla svizzera. Perché se questo riconoscimento giuridico è un dato di fatto, la sua traduzione politica resta invece in costante ridefinizione. Diventa ancora più importante ricordare il principio dell’autonomia comunale in un momento in cui la sensibilità nei confronti delle preoccupazioni comunali tende a sbiadire all’interno del Parlamento federale. È quanto constatano i politologi Adrian Vatter e Rahel Freiburghaus, come potrete scoprirlo nell’intervista esclusiva di questa edizione estiva. Auguro a tutti voi una buona lettura! «Diventa ancora più importante ricordare il principio dell’autonomia comunale in un momento in cui la sensibilità nei confronti delle preoccupazioni comunali tende a sbiadire all’interno del Parlamento federale.» Manon Röthlisberger, direttrice supplente, Associazione dei Comuni Svizzeri Manon Röthlisberger

Come hanno lottato i comuni per il loro posto nella Costituzione

La vecchia Costituzione federale del 1874 menzionava appena i comuni e le città. Negli anni 1990, l’ACS e l’Unione delle città svizzere hanno quindi chiesto che il loro ruolo fosse riconosciuto a livello costituzionale. Si opponevano all’assunzione di compiti senza avere voce in capitolo. Una petizione firmata da 1700 comuni e città ha fatto pressione sul Parlamento. Nonostante la resistenza politica della Confederazione e dei cantoni, l’Assemblea federale ha poi approvato un articolo sui comuni nel più importante atto normativo della Svizzera. Da allora, l’articolo 50 della Costituzione federale garantisce l’autonomia comunale e obbliga la Confederazione a tenere conto delle possibili conseguenze per i comuni nell’ambito del suo agire. Fabio Pacozzi

Com’è nato l’articolo 50: i ricordi di un sindaco

Gustave Muheim ha vissuto in prima persona i grandi cambiamenti della fine degli anni 1990 e dei primi anni Duemila: dal 1992 al 2020 è stato sindaco di Belmont-sur-Lausanne (VD), fino al 2020 ha fatto parte del comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS), è stato membro del comitato dell’Unione dei comuni vodesi (UCV) e presidente di Lausanne Région. Sebbene non sia stato coinvolto direttamente nei lavori relativi all’articolo 50 della Costituzione federale, che garantisce la partecipazione dei comuni e che quest’anno festeggia il suo 25º anniversario, ne ha percepito gli effetti: «Con l’articolo 50, i comuni esistono improvvisamente anche a livello federale. Prima erano trattati come sottostrutture dei cantoni.» Una conseguenza dell’articolo è stata la creazione della Conferenza tripartita sugli agglomerati, alla quale Gustave Muheim ha partecipato in veste di rappresentante della COREL (Communauté de la Région Lausannoise). All’epoca, per la prima volta, alcuni rappresentanti della Confederazione, dei cantoni e dei comuni si sono seduti insieme attorno a un tavolo. «Con l’articolo 50, i comuni esistono improvvisamente anche a livello federale. Prima erano trattati come sottostrutture dei cantoni.» Gustave Muheim, ex-sindaco di Belmont-sur-Lausanne (VD) Manon Röthlisberger

Il quartiere Pont-Rouge: uno spazio di sperimentazione sociale

Dal 2020, il quartiere Pont-Rouge è un laboratorio d’innovazione sociale. Una coordinatrice è presente per favorire l’integrazione, la convivenza e la partecipazione dei 1800 abitanti. La zona pedonale e gli alloggi a pigione moderata (80%) creano le condizioni ideali per una politica di quartiere inclusiva, condotta congiuntamente dalla Città, dalle fondazioni immobiliari, dall’associazione di quartiere e dai partner locali. Il progetto mira a prevenire discriminazioni e marginalizzazioni, nel rispetto della legge sulla coesione sociale. Lancy ha ottenuto il label «Comune in salute» nel 2025, valorizzando le sue buone pratiche. Questo modello partecipativo rafforza il legame tra popolazione e istituzioni e punta a essere esteso ad altri quartieri con caratteristiche simili. Christelle Dayer

Uzwil diventa una città spugna

Uzwil (SG) si è concentrato sulla gestione delle acque adattata al clima a partire dalla revisione della pianificazione locale 2021 e della pianificazione generale del drenaggio. In seguito a workshop e analisi, sono stati identificati i luoghi prioritari per le misure come città spugna. Sono stati realizzati i primi progetti, tra cui muri stradali, bordi e isole di alberi rinverditi. Per qualsiasi ristrutturazione delle strade si verificano le possibilità per rimuoverle e rinverdirle. In particolare, le superfici industriali impermeabilizzate offrono margine. L’apertura del torrente Hueberbach migliora la protezione contro le piene e la qualità della vita. La comunicazione e gli esempi concreti hanno un effetto convincente sui politici e sui privati. Sarah Sidler

Muoversi e incontrarsi

Nel parco cittadino, sul Greifensee o nei boschi circostanti: Uster (ZH) offre meravigliose opportunità per stare all’aria aperta, fare movimento e conoscere nuove persone. Per me, svolgere attività fisica negli spazi pubblici significa molto di più che tenersi in forma. È espressione di una convivenza vivace, accessibile a tutti e possibile in qualsiasi momento. Quest’estate non solo a Uster, ma in oltre 20 altri comuni si è presentata una bellissima occasione per farlo: con l’offerta gratuita «Active City», tutta la popolazione ha potuto usufruire di un’interessante iniziativa sportiva con l’accompagnamento di alcuni professionisti negli spazi pubblici. Io stesso ho partecipato a diverse lezioni e ne sono rimasto entusiasta: persone di tutte le età s’incontrano, fanno sport insieme e chiacchierano in modo semplice, aperto e nel cuore della città. È bello vedere quanto siano accessibili queste offerte e quanto rafforzino il senso di comunità. Un altro evento sportivo di spicco è ormai alle porte: dal 26 al 28 settembre 2025 Uster ospiterà la finale della coppa del mondo di corsa di orientamento. Le gare internazionali si svolgeranno nei nostri quartieri, nel parco cittadino e in centro, consentendo di vivere la nostra città in modo davvero speciale. I cittadini possono già mettersi in moto con la sfida virtuale della corsa d’orientamento di Uster: 100 tappe digitali invitano a riscoprire la nostra città in modo divertente e dinamico. Il tutto all’insegna della flessibilità e senza lo stress del cronometro. Sono convinto che il movimento unisce e che i nostri comuni, con i loro spazi pubblici, offrono il luogo ideale per farlo. Barbara Thalmann

Limite di 30 km/h: la Confederazione frena l’autonomia comunale

La mozione Schilliger approvata dal Parlamento prevede un limite di velocità di 50 km/h sulle strade urbane trafficate. Restano comunque possibili alcune eccezioni, ma non è chiaro come saranno definite. I comuni temono ora restrizioni all’introduzione del limite di 30 km/h, anche nei punti nevralgici, tra cui i percorsi scolastici. A Malters (LU), ad esempio, una moratoria cantonale sta ritardando le misure previste. I pareri critici mettono in guardia da prescrizioni centralistiche che non tengono conto della situazione locale. Per l’ACS è chiaro: le decisioni sui limiti di velocità devono essere prese dai comuni del posto, perché solo loro hanno una visione completa della sicurezza, del rumore e della realtà del traffico. «Se la maggioranza della popolazione locale lo desidera, dovrebbe essere possibile attuare una riduzione della velocità.» Marcel Lotter, municipale di Malters (LU) Fabio Pacozzi

Trasformazione di un chiarificatore in un parco giochi

Il progetto dello studio di architettura En-Dehors ha utilizzato l’infrastruttura esistente di un ex bacino di depurazione ad Aproz (VS) e l’ha trasformata in un parco giochi. Il bacino faceva parte del primo impianto di depurazione del Vallese ed è stato dismesso negli anni 1990. Con la crescita del villaggio di Aproz, i comuni di Sion e Nendaz, sul cui territorio sorge il villaggio, erano alla ricerca di spazi pubblici e hanno scoperto il potenziale del bacino abbandonato. Gli architetti hanno analizzato la struttura e hanno deciso di utilizzare il bacino per preservare lo spazio rimasto per progetti futuri. Scale, ringhiere e panchine sono state create riutilizzando i materiali presenti in loco. Il parco giochi offre giochi d’acqua, pareti per l’arrampicata, nascondigli ricavati dai cespugli di salice e uno scivolo che attraversa il muro esterno. Il colore ravviva il cemento e rende il parco giochi un’oasi per i bambini. Questo articolo è apparso per la prima volta su espazium – TRACÉS 06/2024: Futur radieux pour infrastructure obsolète Transformation d’une STEP en aire de jeux, Aproz (VS) | Espazium Héloïse Gailing

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