Menu
Logo Logo
  • DE
  • FR
  • IT
  • Politica sociale 2
  • Sanità 2
  • 1
  • Editorial 1
  • Claudia Hametner 1
  • Jenny Assi 1
  • Mike Weibel 1
  • Susanna Fricke-Michel 1
  • Tiziana Madella 1
  • 5 | 2021 5
Filtro attivo: Edizione: 5 | 2021 Rimuovi tutti i filtri
5 risultati trovati in 1 millisecondi. Mostra risultati 1 a 5 di 5.
  • 1
Risultati per pagina:

Invecchiare nel proprio comune

Il desiderio di vivere tra le proprie quattro mura domestiche anche durante la terza età rimane in cima alla lista dei desideri, come dimostrano i sondaggi condotti periodicamente dalla fondazione Age-Stiftung. È comprensibile: invecchiare a casa è sinonimo di libertà e qualità di vita. È solo quando la vecchiaia porta con sé limitazioni della salute o quando non ci sono altre alternative che si deve optare per gli appartamenti dedicati agli anziani o altre strutture per la terza età. Per i comuni ciò implica grandi sfide, strategiche e di pianificazione. Data l’evoluzione demografica, i comuni sono chiamati a creare condizioni quadro favorevoli agli anziani e a predisporre i servizi necessari affinché la popolazione continui a considerare il proprio comune uno spazio interessante in cui vivere e abitare. Oggi molti comuni dispongono di linee guida sulla terza età e s’impegnano per una politica della terza età ad ampio raggio attraverso i loro settori di attività e i temi affrontati. Si fa sempre più concreta la consapevolezza che la domanda riguarda non solo le cure sanitarie, ma anche l’assistenza quotidiana, le relazioni e la partecipazione sociale. Così come sono sempre più numerosi i settori della vita e degli alloggi da affrontare in rete e con il coinvolgimento sistematico della popolazione anziana. «Creare ambienti favorevoli all’età» significa realizzare un contesto che soddisfi le esigenze delle generazioni più attempate e promuova la loro salute, autonomia e partecipazione. Il lavoro strategico dedicato alla terza età nei comuni è un compito impegnativo e trasversale a numerose tematiche politiche e responsabilità. In questo numero scoprirete con quali iniziative i comuni rispondono a questa sfida e quali nuovi orizzonti aprono alla politica della terza età, sia con investitori privati che insieme ai comuni vicini. Buona lettura! Claudia Hametner

Confermati i mutui a tassi preferenziali per le abitazioni di utilità pubblica

«Abbiamo discusso a lungo in Municipio di appartamenti per anziani, ma è stato solo quando il comune ha ricevuto un lascito con questo fine, che la cooperativa è stata fondata.» ricorda Guy Petter, oggi sindaco di Mont-Vully (FR). In collaborazione con l'associazione regionale Réseau de santé du Lac, la Coopérative d'habitation du Vully ha costruito 27 appartamenti per anziani nel quartiere di Sugiez. All’apertura del complesso nel 2018 tutti gli appartamenti erano già stati affittati. Questo tipo di collaborazione è frequente; alleggerisce l’onere dei comuni assicurando l'offerta di alloggi. Come spiega Simone Gatti, esperta in alloggi per la terza età, la legge federale concernente il nuovo ordinamento del finanziamento delle cure, entrata in vigore nel 2011, motiva i comuni a promuovere forme di vita indipendente in età avanzata, in quanto da allora sono tenuti a compartecipare ai costi delle cure stazionarie. Hanspeter Käppeli, membro del consiglio di amministrazione della Centrale d’emissione per la costruzione di alloggi CCA, conosce bene il progetto di Vully: all’epoca infatti fornì consulenza alla cooperativa in materia di finanziamento. «Poiché i prestiti della CCA sono coperti da fideiussioni della Confederazione, i committenti di abitazioni di utilità pubblica possono accedere a finanziamenti a condizioni molto favorevoli. A Vully, grazie a questi mutui, la cooperativa risparmia circa l'1,5% all'anno, cioè 60000 nell’arco di 14 anni». Questo ha un impatto sugli affitti: «In media, l’affitto di un appartamento di 2,5 stanze è di 1110 franchi netti» spiega Markus Ith, presidente della cooperativa. Ciò significa che, siccome i costi dell'alloggio rimangono al di sotto del limite per le prestazioni complementari, è possibile fare degli ammortamenti. «In questo modo, accumuliamo capitale e potremo forse utilizzare il nostro know-how per un altro progetto nella regione», si augura Ith. L’ACS sostiene la promozione dell’alloggio La promozione dell'alloggio può assumere molte forme a livello locale. A livello federale, sono tre gli strumenti previsti nel quadro della Legge sulla promozione dell’alloggio. Si tratta dei fondi di rotazione, della Centrale d’emissione per la costruzione di alloggi CCA e dell’Istituto di fideiussione ipotecaria. La CCA emette prestiti obbligazionari sul mercato finanziario diverse volte l'anno. Il volume attuale è di circa 3,5 miliardi di franchi. Con i fondi raccolti, accorda ai suoi membri dei mutui per il finanziamento della costruzione di alloggi di utilità pubblica a tassi preferenziali a lungo termine. Questi finanziamenti rendono circa 35000 alloggi in oltre 300 comuni più accessibili. Le obbligazioni della CCA sono coperte da fideiussioni della Confederazione. Il Parlamento stanzia regolarmente un credito quadro per garantire i prestiti della CCA – da ultimo il 3 marzo 2021, per un importo di 1,7 miliardi di franchi. «L’Associazione dei Comuni Svizzeri ha sostenuto tale richiesta in Parlamento e contribuito al chiaro esito della votazione», afferma con soddisfazione Ernst Hauri, presidente della CCA. Mike Weibel

I dipendenti comunali fanno la spesa per i più anziani

Quando un anno fa, durante il primo lockdown a causa del Coronavirus, le persone anziane e quelle già malate sono state esortate a rimanere a casa se possibile, l’assistenza di quartiere a Meiringen ha messo una marcia in più. Il sindaco Roland Frutiger si è reso conto ben presto che «la domanda della popolazione era decisamente maggiore rispetto a quella che poteva essere soddisfatta dai singoli». Allora, senza indugiare oltre, ha incaricato l’amministrazione comunale di organizzare un servizio per fare le commissioni alle persone anziane, vulnerabili e malate sul territorio comunale di Meiringen. Il 23 marzo dell’anno scorso tutte le famiglie hanno ricevuto un volantino e, già il giorno dopo, le prime spese erano state consegnate. È stato istituito un numero di telefono appositamente per il servizio acquisti: le richieste potevano essere inoltrate all’amministrazione comunale per telefono, dal lunedì al venerdì tra le ore 8 e le 12. La merce ordinata era poi consegnata a casa gratuitamente. Per evitare di usare i contanti, ogni volta il comune inviava poi ai clienti la fattura. Tra 35 e 40 consegne alla settimana. Dal lunedì al venerdì, tre persone in servizio. «Erano dipendenti comunali disponibili a causa delle misure dovute al Coronavirus», spiega la responsabile. In totale, dieci insegnanti, tre dipendenti della piscina coperta, due animatori e due dipendenti della scuola diurna erano addetti agli acquisti. Dopo il primo lockdown, questo servizio comunale è stato interrotto, per poi essere riattivato in novembre a causa della seconda ondata, ma su scala più ridotta. «Molti anziani sembrano aver preso dimestichezza con il PC e fanno ordini online o si sono organizzati privatamente. Per molti è importante uscire a far la spesa di tanto in tanto, per socializzare o per vedere le offerte del momento nei negozi», dice Jasmin Beyeler, vicesegretaria comunale di Meiringen, che fa ancora parte del team acquisiti del comune. Tra una consegna e l’altra, gli addetti scambiano volentieri qualche chiacchiera. All’inizio, dice, non provvedevamo solo alla spesa, ma anche a fornire informazioni sulla situazione in corso. «Ben preso ci siamo resi conto che l’ascolto è importante quanto il pane», aggiunge Jasmin Beyeler. Molte persone vorrebbero approfittare di questo servizio anche in futuro, dopo la pandemia di Coronavirus. Il comune di Meiringen sta cercando di capire come riuscirci. Susanna Fricke-Michel

From cure to care. Abitare nella terza e quarta età

Riflettere sulle prospettive dell’abitare nella terza e quarta età – distinguendo tra quella fase della vita in cui si è «anziani» ma sostanzialmente attivi e in salute, e la fase in cui subentra il decadimento fisico – significa interrogarsi su quale tipo di società vogliamo. In Ticino come altrove si sono moltiplicati negli ultimi anni i servizi rivolti all’anziano con particolare riferimento alla quarta età. L’invecchiamento demografico e la conseguente necessità di creare nuove strutture – case per anziani, appartamenti protetti, appartamenti a misura di anziano, appartamenti medicalizzati, ecc. – deve essere trasformata in un’occasione per rivedere e riqualificare gli spazi urbani collettivi e per costruire quartieri sostenibili. Per cercare nuove risposte a questa situazione, a partire dal 1990 si sono diffuse nei paesi occidentali diverse iniziative volte a creare soluzioni abitative in contesti intergenerazionali con l’obiettivo di favorire l’autonomia della persona anziana e offrire nuove opportunità di inclusione sociale e di solidarietà tra diverse fasce di età. La Fondazione Casa San Rocco di Morbio Inferiore, in accordo con i comuni di Coldrerio e Vacallo, realizzerà nei prossimi anni due nuove case per anziani intergenerazionali e provvederà all’ampliamento della sede di Morbio Inferiore, arrivando a gestire complessivamente 259 posti letto (di cui 100 a Morbio Inferiore, 79 a Coldrerio e 80 a Vacallo). Le tre case intergenerazionali faranno parte del futuro Parco San Rocco. L’obiettivo è di offrire servizi aperti al pubblico e non solo ai residenti e trasformare le case per anziani in un luogo di benessere multidimensionale – dando particolare attenzione alla prevenzione della salute, a opportunità di incontro, di formazione, ecc. – per tutte le fasce di età, dalla prima infanzia alla quarta età. La collaborazione tra la Fondazione Casa San Rocco, il Comune di Coldrerio, il Comune di Vacallo, la SUPSI e lo studio di architettura danese STED ha portato nel 2016 alla definizione di un primo modello teorico di riferimento per la realizzazione delle tre case intergenerazionali. In un secondo tempo, per l’identificazione dei servizi da inserire nelle tre case hanno giocato un ruolo importante gli stakeholder dei tre comuni. Sono infatti stati intervistati municipali, volontari, responsabili di associazioni, docenti, assistenti sociali ed educatori, personale infermieristico e diverse altre personalità che rivestono importanti funzioni all’interno dei tre comuni così come diversi esercenti (parrucchieri, farmacisti, ristoratori, alimentari). Il materiale raccolto dalle interviste è stato di prezioso aiuto per definire le potenzialità e i limiti del concetto di intergenerazionalità e per decidere quali servizi fosse opportuno inserire nelle tre case: pre-asilo e/o nido, sala ristorante, panetteria e pasticceria, parrucchiere e servizi di estetica, studi medici specialistici, palestra per fisioterapia, centro della salute, temporary market, sala informatica, sala conferenze per incontri a tema, ufficio postale, parco e giardino Alzheimer, orto bio. Il modello Parco San Rocco non è infatti un modello calato dall’alto, ma si adatta all’identità del territorio. Il dialogo con gli stakeholder ha permesso di raccogliere i bisogni specifici di ogni Comune, a 360 gradi, in termini di spazi, servizi, aspettative, preoccupazioni, e di progettare di conseguenza tre case, simili per filosofia, ma diverse in termini di servizi. La collaborazione con i comuni e la partecipazione degli abitanti fin dall’inizio della pianificazione delle future case per anziani è stata determinante per ridefinire l’ambiente costruito dei nuovi quartieri e per raccogliere materiale utile alla preparazione dei bandi di concorso. Lo studio completo del futuro Parco San Rocco è stato promosso e finanziato dall’Ente regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio (ERS-MB) e raccolto nel primo Rapporto di sostenibilità redatto dalla Fondazione in collaborazione con SUPSI. Attualmente, la casa per anziani di Morbio Inferiore, con i suoi 120 residenti e i molteplici servizi aperti alla comunità, consente di applicare nella pratica l’approccio intergenerazionale e di verificarne l’impatto. Nel 2018 sono state organizzate più di due attività intergenerazionali alla settimana, tra animazione con bambini e anziani e eventi per la comunità. Complessivamente, si sono contate 712 partecipazioni di bambini tra un mese e dieci anni e di 153 ragazzi delle scuole medie. Alcuni eventi per la comunità (teatro, musica, cene e feste) hanno registrato 200-300 partecipanti tra residenti e esterni. I vantaggi per il Comune Una nuova progettualità può contribuire a promuovere un cambiamento culturale che consideri le risposte ai bisogni della terza e quarta età non come un problema ma come un’opportunità per ripensare alla qualità di vita e al benessere di tutta la comunità. Il modello di casa per anziani intergenerazionale Parco San Rocco infatti permette di: Affrontare il tema della presa in carico degli anziani con modelli scientificamente testati in grado di offrire le migliori soluzioni a livello sanitario e assistenziale; Mantenere i legami sociali degli anziani, creando un punto di incontro all’interno della comunità; Promuovere l’intergenerazionalità; Mantenere in vita una serie di servizi utili per i residenti ma anche per la popolazione esterna; Ottimizzare i costi di gestione, favorendo una gestione sostenibile delle strutture. Il presente contributo è estratto dalla Rivista svizzera di architettura, ingegneria e urbanistica ARCHI, numero 4/2019: Prospettive di vita tra cura e progetto. Lebensperspektiven zwischen Altenpflege und architektonischem Entwurf: https://www.espazium.ch/it/archi4-19_cure_care . Jenny Assi

Prendersi cura dei propri anziani

Oggi più che mai le politiche sociali, in particolar modo nei confronti della popolazione anziana, necessitano di una visione olistica ed interdisciplinare, che favorisca anche un cambiamento culturale orientato a ripensare i bisogni, in modo da offrire risposte in un’ottica comunitaria ed inclusiva, valorizzando tutte le risorse pubbliche, private e del territorio. L’invecchiamento attivo, definito dall’OMS come «un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane» è sicuramente un obiettivo che deve caratterizzare le politiche locali a favore degli anziani, superando l’idea che la vecchiaia, soprattutto nelle sue dimensioni di declino e non autosufficienza, sia un problema specifico delle istituzioni o delle famiglie. Assistenza e cura devono, in tal senso, diventare una responsabilità ma anche un’opportunità per tutta la società. All’interno di questa cornice concettuale il Dicastero Politiche sociali della Città di Mendrisio, attraverso l’Antenna anziani, si è dotato di indirizzi strategici che possano favorire politiche ed azioni finalizzate a mettere in campo misure di contrasto all’isolamento e al rischio di marginalità, offrire supporto e sostegno alle associazioni e all’impegno locale, favorire azioni in cui possa emergere il ruolo attivo della persona anziana, superando pregiudizi e stereotipi e rafforzando servizi per gli anziani, attraverso la collaborazione con il territorio. L’attenzione per la popolazione anziana più vulnerabile è una prerogativa che la Città di Mendrisio si è data già da 30 anni, con la creazione del Servizio Anziani Soli (SAS) , un servizio che proprio nel 2020 ha raggiunto un importante traguardo. Unico servizio in Ticino di questo genere, il SAS si basa sulla collaborazione tra i Dicasteri delle Politiche sociali e della Sicurezza Pubblica ed è rivolto alla popolazione ultra settantenne di Mendrisio che vive sola al proprio domicilio. Esso si prefigge di mantenere un contatto con persone sole al fine di prevenire situazioni di isolamento. Ogni anno l’Antenna anziani contatta i cittadini che hanno compiuto 70, 73, 76 anni e oltre proponendo un incontro conoscitivo con un operatore sociale della Città, raccogliendo dati sulle risorse personali al domicilio con una particolare attenzione ai bisogni di questa fascia di popolazione. Chi decide di beneficiare del servizio riceve poi delle regolari visite di cortesia da parte di un operatore di polizia il cui compito fondamentale è quello di rilevare precocemente potenziali situazioni di difficoltà e porvi rimedio tramite un lavoro di rete con i partner sociali del territorio. Il servizio è gestito dalle assistenti sociali della Città e da un agente della polizia comunale. Nel 2021 è previsto un rafforzamento del servizio attraverso un progetto pilota in collaborazione con Pro Senectute, ente che in Ticino ha il mandato di occuparsi dell’inserimento di persone a beneficio di assistenza. Verranno quindi inserite nell’equipe due persone, beneficiarie appunto di prestazioni sociali, che, debitamente formate e preparate, faranno visita ai nuovi anziani. Si è infatti posta l’esigenza di potenziare l’offerta del servizio, a fronte dell’evoluzione demografica, con il costante e progressivo bisogno delle persone sole al loro domicilio e di mantenimento delle migliori condizioni possibili e complementari (risorse della famiglia, dei servizi e della comunità). Sarà ugualmente l’occasione per sviluppare sinergie e complementarietà tra il bisogno di inserimento professionale per le persone al beneficio di prestazioni sociali e il bisogno della popolazione anziana di mantenere relazioni sociali, e quindi per contrastare il sentimento di solitudine soggettiva al proprio domicilio. Non da ultimo, le competenze e le risorse delle presone beneficiarie di assistenza sono così riconosciute e valorizzate e viene consolidato il principio di prossimità. Le sfide che la città è chiamata ad affrontare rimandano all’integrazione di politiche che riguardano la qualità di vita al domicilio, gli spazi urbani, gli incontri generazionali, nella consapevolezza che il benessere sia il frutto della correlazione tra più fattori quali la qualità della convivenza, l’ambiente umano, gli stili di vita. Diventa quindi sempre più importante e necessario per i comuni favorire e sviluppare azioni ed interventi comunitari per la costruzione di reti comunitarie, progettualità specifiche per promuovere stili di vita sani, favorire luoghi di vita per la popolazione e a misura di bambini e anziani. Tiziana Madella

  • 1
  • Abbonamenti
  • Protezione dei dati
  • Impressum
  • Dati media (in francese)
  • Archivio PDF
  • Cookies
© Associazione dei Comuni Svizzeri
  • Home
  • Ricerca
  • Archivio
  • Abbonamenti
  • Dati media
  • Protezione dei dati
  • Impressum
Chiudere