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Dieci anni di LPT1: e i comuni?

Dieci anni fa è entrata in vigore la revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT1), con l’obiettivo di fermare la dispersione degli insediamenti. Secondo l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE, finora tre quarti dei comuni hanno adattato i loro piani d’utilizzazione o sono in procinto di farlo. Christoph Niederberger, direttore dell’Associazione dei Comuni Svizzeri fino a luglio, quest’estate ha fatto il punto in occasione del congresso dell’associazione per la pianificazione del territorio EspaceSuisse: la rapida crescita della popolazione e le varie crisi hanno avuto ingenti ripercussioni sulla pianificazione del territorio. I comuni devono affrontare la sfida di continuare a svilupparsi nonostante gli spazi limitati. Anche le esigenze politiche sono diventate più complesse. Nonostante queste sfide, la conclusione di Christoph Niederberger è positiva: i comuni sono sulla strada giusta, ma serve pazientare ancora un po’, fino a quando tutte le innovazioni non saranno attuate integralmente. «In una Svizzera diversificata a livello regionale, non esistono rimedi brevettuali, ma ci sono molti buoni esempi.» Christoph Niederberger, ex direttore dell’Associazione dei Comuni Svizzeri Christoph Niederberger

Finale analogico e inizio digitale

I comuni vivono grazie all’impegno a lungo termine delle persone. Di persone come Hannes Germann: per 25 anni, di cui 16 come presidente dell’Associazione dei Comuni Svizzeri, si è impegnato per i comuni. Ha plasmato l’Associazione con il suo lavoro politico equilibrato, ma sempre determinato. Per questo lo ringraziamo sentitamente! Negli ultimi 25 anni sono successe molte cose nei comuni. «Comune Svizzero» è sempre stato un instancabile messaggero. Altrettanto vale anche per questo numero, dedicato alla trasformazione digitale. L’ultimo sondaggio tra i comuni dell’associazione «Myni Gmeind» mostra che effettivamente la digitalizzazione è arrivata nei comuni, ma che serve ancora un grande lavoro di trasformazione. In definitiva, il successo della digitalizzazione è sempre determinato da progetti concreti. La pubblicazione ufficiale digitale «ePubblicazione» ne è un buon esempio. Per l’ultima volta in veste di direttore dell’ACS, vi raccomando di rimanere fedeli alla nostra rivista associativa e all’Associazione dei Comuni Svizzeri. Da agosto lavorerò per l’associazione dei proprietari di bosco «BoscoSvizzero». Grazie di tutto e arrivederci! «L’ultimo sondaggio tra i comuni dell’associazione ‹Myni Gmeind› mostra che effettivamente la digitalizzazione è arrivata nei comuni, ma che serve ancora un grande lavoro di trasformazione.» Christoph Niederberger, direttore Associazione dei Comuni Svizzeri Christoph Niederberger

C’è aria di novità a marzo

Uno dei compiti principali dei comuni è la pianificazione delle aree. Si sente dire ovunque che i comuni devono recuperare terreno in tal senso. Prestando uno sguardo più attento si vede però come già oggi molti comuni svizzeri siano partiti col piede giusto. L’area industriale dismessa di Attisholz (SO), per esempio, dimostra come un vecchio sito industriale possa essere trasformato in qualcosa di nuovo, che crea un notevole valore aggiunto per un intero comune. Il nuovo movimento «Urbanistica», avviato da pianificatori privati e al quale l’Associazione dei Comuni Svizzeri ha partecipato sin dall’inizio, è dedicato all’idea di una pianificazione urbana di prim’ordine. Le nuove idee servono sempre. E i comuni assumono sempre il ruolo più importante in tal senso. «Più coraggio», è quindi l’appello rivolto ai comuni da Jürg Marti, ex sindaco di Steffisburg (BE) e attuale sviluppatore dell’area. Potete scoprirne di più nel nuovo «Comune Svizzero». E l’aggettivo «nuovo» va inteso davvero alla lettera. Ci presentiamo infatti con una nuova veste moderna e nuove rubriche, come il ritratto dei comuni o il vivace articolo di colonna per dar voce ai comuni. Il nuovo «Comune Svizzero» è una promessa mantenuta da voi, nostri fedeli lettori, e dai comuni associati. Vi ringrazio sentitamente e spero che questo numero sia di vostro gradimento. «Il nuovo «Comune Svizzero» è una promessa mantenuta da voi, nostri fedeli lettori, e dai comuni associati.» Christoph Niederberger, direttore Associazione dei Comuni Svizzeri Christoph Niederberger

Valutazione politica della nuova legislatura

I comuni costituiscono il gruppo più forte nel nuovo Parlamento. Nel curriculum di 146 dei 246 membri del Consiglio nazionale figura un’attività politica a livello comunale con la carica di sindaco, municipale o consigliere comunale. Si tratta di un numero importante che non è cambiato in modo significativo dalle ultime elezioni nazionali del 2019. Anche in questo caso, come per la composizione partitica, le condizioni sono sostanzialmente stabili. Questo significa che non ci saranno neppure cambiamenti politici? Se consideriamo in termini strettamente politici i risultati delle ultime elezioni, non possiamo aspettarci grandi cambiamenti rispetto alla scorsa legislatura. I temi chiave come la transizione energetica, i costi della sanità, la migrazione e la sicurezza rimangono gli stessi. È facile dimenticare che gli ultimi tre anni sono stati fortemente caratterizzati dalla pandemia di coronavirus e dalle crisi successive, come la guerra in Ucraina e la carenza di energia. La pandemia di coronavirus, in particolare, anche se è finita come evento di crisi, avrà ancora un forte impatto sulla nuova legislatura. Questo perché l’elevata spesa finanziaria della Confederazione per affrontare la pandemia ha lasciato alcuni strascichi sul bilancio federale. Le conseguenze saranno concrete per diversi progetti politici che riguardano anche i comuni. Il dibattito sulla custodia dei bambini complementare alla famiglia ne risentirà sicuramente. La Confederazione non sarà così generosa come si pensava inizialmente. Il dibattito parlamentare lo ha già dimostrato. Lo stesso varrà per altri progetti, come la gestione politica della carenza di alloggi. Il Consiglio federale farà sempre più riferimento all’attuale ripartizione delle competenze tra la Confederazione, i cantoni e i comuni. Anche il fatto che la Banca nazionale svizzera non distribuirà più gli utili alla Confederazione e ai cantoni nel prossimo futuro influenzerà la prossima legislatura. Si può quindi ipotizzare che sui prossimi quattro anni spirerà un vento di austerità. Tuttavia, non è necessariamente uno svantaggio per il federalismo se la Confederazione si limita ai propri compiti principali. Se manca il denaro da investire in tutti i tipi di progetti di politica nazionale, ogni livello statale svolgerà i compiti che gli sono effettivamente assegnati. Gli investimenti saranno quindi effettuati principalmente laddove necessario. Ad esempio, negli importanti progetti infrastrutturali nazionali per le ferrovie e le strade. Oppure nei programmi d’agglomerato e nella politica regionale e turistica. Per quanto riguarda gli altri importanti dossier politici dei prossimi quattro anni, il primo da citare è quello del Finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e stazionarie (EFAS), una pietra miliare nel nuovo finanziamento del settore sanitario. L’Associazione dei Comuni Svizzeri e i cantoni si sono battuti sin dall’inizio per includere le cure infermieristiche nel portafoglio delle prestazioni sanitarie. Il settore delle cure infermieristiche deve essere incluso nel quadro generale insieme alle prestazioni ospedaliere e mediche, sia a livello stazionario che ambulatoriale. L’onere finanziario va dunque ripartito sulle spalle di tutti, a livello pubblico e privato. Oggi i comuni sono gli unici finanziatori dei costi residui nel settore delle cure infermieristiche. Le ultime delibere parlamentari del Consiglio nazionale ci permettono di nutrire grande fiducia nella possibilità di mettere un punto fermo, finalmente. A favore dei comuni. Nell’ambito della pianificazione del territorio, dopo la conclusione dei grandi dibattiti relativi alla prima e alla seconda revisione, è previsto il prossimo dibattito, altrettanto importante. Dieci anni fa, in sede di stesura della legge sulle abitazioni secondarie, l’ACS si era espressa a favore di una valutazione dell’impatto della legge a una certa distanza di tempo. L’iniziativa parlamentare (20.456) «Abrogare le inutili e dannose restrizioni della legge sulle abitazioni secondarie in materia di demolizione e riedificazione di abitazioni costruite secondo il diritto anteriore» ha avviato una prima discussione in merito. Ne devono seguire altre e di fatto così sarà. Dopo tutto, è chiaro che gli effetti dell’atto normativo non sono solo positivi, soprattutto per i comuni. Ad esempio, la severa legge limita fortemente lo sviluppo dei nuclei (storici) nei comuni di montagna. La conseguenza è l’esodo degli abitanti del luogo. Seppure abbia avuto un certo effetto nei punti caldi del turismo, la legge sulle abitazioni secondarie ha avuto conseguenze negative soprattutto nelle regioni turistiche periferiche. L’ACS vorrebbe almeno che si instaurasse una discussione aperta senza mettere in discussione la volontà dei cittadini. Un ultimo tema che caratterizzerà la nuova legislatura sarà il servizio pubblico. In primo luogo, si tratterà della riorganizzazione di quello postale. Non si discuterà solo del numero di uffici postali, ma anche del contenuto del mandato pubblico e delle modalità secondo cui la Posta dovrà attuarlo. In secondo luogo, il finanziamento pubblico del settore dei media: quale fetta del canone devono ricevere i media pubblici e privati svizzeri per permettere di mantenere la diversità dei media e dell’informazione regionale? Si tratta di due questioni che implicano un forte impatto a livello comunale. L’ACS parteciperà attivamente al dibattito. Christoph Niederberger

Digitalizzare. E in fretta

La politica, l’economia e la società civile chiedono a chiare lettere una rapida digitalizzazione ai cantoni, ai comuni e alle città. Ma che cosa significa veramente «digitalizzazione»? In passato il processo veniva spesso definito come «eGovernment», oggi si parla più comunemente di «amministrazione digitale» o «trasformazione digitale». L’ultima indagine sui comuni condotta dall’associazione «Myni Gmeind» dimostra chiaramente l’importanza di sapere quali sono i punti cardine, indipendentemente dal termine concretamente impiegato. E soprattutto che siano a disposizione risorse economiche e umane sufficienti per l’attuazione. Nessuno dei due aspetti può essere dato per scontato. Se osserviamo più da vicino i singoli comuni, come facciamo nell’ultimo numero di «Comune Svizzero» con l’aiuto di vari esempi, vediamo un quadro variegato di approcci e priorità che vengono stabiliti. Nei cantoni si può invece notare come oggi la maggior parte di loro disponga di una propria strategia di digitalizzazione, basata sulla collaborazione con i comuni. Si tratta sicuramente di uno sviluppo positivo. Negli ultimi tre anni i comuni sono stati scossi da varie crisi: il Covid, la migrazione dall’Ucraina e la penuria di energia. La prossima è dietro l’angolo con l’incombente carenza di acqua? La primavera piovosa lascia sperare di no. Questo ultimo numero di «Comune Svizzero» affronta il tema della siccità nei comuni. In particolare, viene sottolineata l’importanza della gestione idrica integrata, con vari esempi positivi. Buona lettura! Christoph Niederberger

Lanciato lo sviluppo digitale nei comuni

Dall’inizio del 2022, la nuova organizzazione Amministrazione digitale Svizzera (ADS) lavora a livello nazionale per promuovere «la trasformazione digitale tra i tre livelli statali». La nuova istituzione è nata dalle due organizzazioni precedenti, e-governement Svizzera e la Conferenza svizzera sull’informatica CIS. Aspetto fondamentale è che tutti e tre i livelli statali – Confederazione, cantoni e comuni – attuano gli obiettivi di comune accordo. Anche l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) partecipa all’ADS. I comuni sono probabilmente il livello statale più a stretto contatto con la popolazione ed è per questo motivo che diventano gli attori fondamentali nel poter offrire i servizi della pubblica amministrazione in formato digitale in futuro. L’ADS sostiene questo obiettivo tramite progetti concreti. Questo approccio può creare il valore aggiunto auspicato, soprattutto per i servizi nazionali comuni, come l’identità elettronica (Id-e). I principali progetti di attuazione si svolgono tuttavia ben lontano dalla Berna federale, laddove i cantoni collaborano con i comuni. Il Cantone di Argovia, per esempio, insieme ai propri comuni ha fondato l’organizzazione per l’attuazione «fit4digital», che si occupa della digitalizzazione dei servizi delle autorità centrali cantonali e comunali. L’organizzazione è finanziata congiuntamente dal cantone e dai comuni. Anche il Cantone di Turgovia si avvale di questo modello e ha lanciato il programma dedicato all’amministrazione digitale turgoviese «Digitale Verwaltung Thurgau». Entrambi i programmi comunali-cantonali si concentrano su soluzioni che prevedono un portale centrale; in futuro i servizi della pubblica amministrazione saranno offerti indipendentemente dal singolo livello statale. Nel Cantone di Friburgo esiste da tempo uno sportello virtuale di E-Government che, per esempio, consente di ottenere gli estratti digitali del registro esecuzioni e fallimenti, gli estratti del registro di commercio, le patenti di pesca, i documenti di stato civile e tanto altro ancora. Altri cantoni, tra cui Soletta, hanno adattato questa soluzione. Contrariamente a molte voci allarmanti, lo sviluppo digitale è stato avviato a livello comunale e gradualmente sta prendendo piede in tutta la Svizzera. L’ACS sostiene attivamente questo sviluppo. Attraverso l’associazione «Myni Gmeind» vengono sostenuti vari progetti, come per esempio la «Digitale Dorfstrasse Adelboden». In occasione di eventi mensili dedicati allo scambio di esperienze, organizzati sotto forma di videoconferenze di un’ora, le persone prendono ispirazione dagli altri sulla base di buoni esempi e soluzioni adottate nei comuni; nel 2022 questi eventi si sono potuti organizzare per la prima volta anche nella Svizzera francese. Anche il corso di base «Digital-Pionier», incentrato sulle competenze digitali di base con il supporto di esperti e scuole universitarie professionali, ha riscosso grande successo nel 2022. Ai tre corsi hanno partecipato la segretaria comunale e il sindaco. Altri corsi sono in programma per il 2023 e gli anni successivi. L’ACS sta facendo tutto il possibile per garantire che il corso di base «Digital-Pionier» continui la sua storia di successo. Christoph Niederberger

Serve un canone per il solare e l’eolico per i comuni

Dalla scorsa estate la Svizzera affronta una possibile carenza di energia elettrica, causata dalla guerra in Ucraina e dalla minaccia di lacune nella fornitura da parte delle centrali nucleari francesi. La Svizzera ha sempre importato elettricità dai paesi vicini in inverno per colmare la propria carenza di elettricità. Inoltre, i mercati dell’energia stanno impazzendo, facendo schizzare alle stelle i prezzi per i clienti privati e per l’economia. E ora entra in gioco la politica svizzera. A seguito dell’importante volatilità dei prezzi sui mercati dell’energia il Parlamento ha approvato un cosiddetto piano di salvataggio per le grandi aziende di approvvigionamento energetico svizzere (AAE). Inoltre, insieme a cantoni, comuni e città la Confederazione ha lanciato l’iniziativa di risparmio energetico invernale. Guardando al prossimo futuro, sono necessari altri progetti politici. È un obiettivo indiscusso che la transizione energetica, cioè l’abbandono dei combustibili fossili entro il 2050, debba essere realizzata e promossa dallo Stato. In primo piano c’è la promozione dell’energia idroelettrica, solare ed eolica. Dal punto di vista della politica, molti dei progetti in questo settore avanzano troppo lentamente. I ricorsi delle parti interessate, ma anche il disinteresse dei committenti di costruzioni, fanno sì che molti progetti di espansione della rete energetica vengano ritardati o addirittura interrotti. Ora la politica nazionale intende porre rimedio a questa situazione con tre proposte. Sono attualmente in discussione in Parlamento e prendono il nome di progetto sull’acceleramento delle procedure per le energie rinnovabili, atto mantello e offensiva solare. Sono tutti volti a far progredire le cose più rapidamente. Tuttavia, c’è il rischio che vadano persi importanti diritti fondamentali e anche argomenti di fatto. Nel caso del progetto sull’acceleramento delle procedure per i progetti eolici, sono in gioco i diritti di essere consultati dei comuni toccati. Per quanto riguarda l'offensiva solare, c’è il rischio che negli investimenti in impianti fotovoltaici di grandi dimensioni si tenga conto solo della capacità produttiva, senza tenere conto delle infrastrutture esistenti per il trasporto dell’elettricità o della redditività economica a lungo termine. Inoltre, i diritti di essere consultate di tutte le parti interessate, compresi i comuni, sono ridotti al minimo. Nel progetto dell'offensiva solare il legislatore ha previsto tuttavia un diritto di veto per i comuni di ubicazione. L’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) chiede innanzitutto che nella costruzione di centrali elettriche le diverse forme di energia siano considerate separatamente. L’energia idroelettrica, in particolare, comporta regole proprie perché l’acqua è un bene pubblico e in molti casi appartiene ai comuni. In questo caso, sono necessarie procedure standard di approvazione delle concessioni, che attribuiscono ai comuni un ruolo centrale quali autorità concedenti. Questo aspetto non può e non deve essere modificato. Indiscutibilmente occorre accelerare tutte le procedure. In questo caso, l’attenzione principale dovrebbe essere rivolta alle procedure parallele nei cantoni nel quadro del diritto vigente. Tuttavia, occorre evitare che le nuove regole creino nuovi problemi. Per esempio: se in futuro si vorranno designare zone idonee per i progetti solari nel piano direttore cantonale, ciò non può significare che non vi siano più procedure ordinarie per i singoli progetti in conformità con lo stato di diritto. Sarebbe meglio considerare scadenze più brevi, che obblighino le autorità e i tribunali a prendere decisioni in tempi ragionevoli. Anche l’obbligo di smantellare i grandi impianti solari deve essere risolto in modo che i costi di smantellamento e smaltimento non siano a carico dei comuni. Nonostante le preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico in Svizzera, non vanno dimenticati i principi fondamentali del diritto procedurale, i diritti fondamentali di partecipazione e le procedure politiche nei comuni. Essi costituiscono la base per l’accettazione da parte della popolazione, e per permettere ai grandi progetti di aggiudicarsi la maggioranza. In particolare – ed è questa la rivendicazione principale dell’ACS – dovrebbe essere introdotta una compensazione per i comuni, simile al canone per i diritti d’acqua, per i nuovi progetti eolici e solari su vasta scala. Un canone per l’energia eolica e solare è necessario per compensare adeguatamente il settore pubblico per le spese sostenute. Inoltre, ciò può promuovere l’accettazione da parte della popolazione e delle autorità locali. Ad oggi non sono state avanzate proposte in questo senso. L’ACS si adopererà affinché ciò venga discusso a livello politico e attuato, nell’interesse dei comuni. Christoph Niederberger

L’impegno per i comuni resta sempre e comunque

La vita politica e sociale nei comuni si regge sulla partecipazione volontaria della popolazione. Chi partecipa può anche dire la sua. Da un lato, ciò richiede diritti di partecipazione, ma anche la volontà di partecipare. Il principio di milizia svizzero, inteso come lavoro volontario delle autorità, costituisce in questo caso una base importante. I comuni, in particolare, dipendono da molte persone che decidono liberamente di assumere un incarico o di prestare servizio per il bene della popolazione. Nel 2019 l’Associazione dei Comuni Svizzeri ACS ha dedicato un anno al lavoro di milizia. Ad oggi, ci sono altri progetti che iniziano laddove c’è un potenziale da sfruttare. Riuscire a convincere le donne a prestare lavoro di milizia è un potenziale, per esempio, visto che sono ancora fortemente sottorappresentate nei consigli comunali. È questo l’approccio adottato dal progetto «Promo Femina» della Scuola universitaria professionale dei Grigioni, che presentiamo in questo ultimo numero di «Comune Svizzero». Il fattore decisivo della partecipazione politica, tuttavia, è anche la volontà personale. L’attuale presidente del Consiglio di amministrazione della Posta, Christian Levrat, ha svolto un’intensa attività politica. Quello che forse non tutti sanno è che è ancora attivo a livello comunale nel suo comune di origine, Vuadens (FR). Il suo esempio dimostra che il lavoro politico a livello comunale resta sempre e comunque. Anche se nella vostra vita professionale siete spesso in viaggio. Con l’edizione di ottobre, insieme all’Ufficio federale dell’energia UFE, l’ACS lancia il proprio sostegno all’iniziativa di risparmio energetico invernale. Quanto si risparmia come energia ora, si conserva per la stagione invernale. Anche le autorità possono fare molto. Con i buoni esempi di alcuni comuni, vorremmo dimostrare in che modo ci si può riuscire. Il primo esempio è Val-de-Ruz (NE), che spegne l’illuminazione pubblica durante la notte. Christoph Niederberger

Campioni di adattamento

Uno dei grandi punti di forza della dimensione comunale è la capacità di adattarsi alle novità. Questo dinamismo garantisce ai comuni la possibilità di svilupparsi in modo lungimirante. Senza temere eguali a livello statale, i 2148 comuni svizzeri statisticamente certificati all’inizio del 2022 ci riescono a meraviglia! La capacità di adattamento è stata palese negli ultimi due anni di pandemia. Nello svolgimento dei loro compiti e nei confronti della popolazione, i comuni hanno dimostrato la loro capacità d’intervento in qualsiasi fase della pandemia di Covid. Ma anche nel modo in cui avvengono le fusioni comunali o nelle diverse forme organizzative che assumono le amministrazioni comunali. Questo primo numero di «Comune Svizzero» del 2022 rivolge lo sguardo all’istituzione comune da diverse angolazioni. Scopriremo che cosa hanno portato effettivamente le ultime fusioni comunali. O che cosa non hanno portato. E in che modo il cantone di Glarona è passato da 25 a 3 comuni undici anni fa. Nel 2022 l’Associazione dei Comuni Svizzeri ACS si rinnova anche sul piano del personale, per quanto riguarda la comunicazione dell’Associazione e la rivista «Comune Svizzero». Da marzo 2022 vedremo volti assolutamente nuovi nel team di comunicazione: una giornalista di lunga data, Nadja Sutter (ex collaboratrice del «Freiburger Nachrichten»), e un giornalista di lunga data, Fabio Pacozzi (ex collaboratore del «Walliser Bote»), daranno nuovo slancio al team dell’ACS con la loro grande esperienza e competenza giornalistica ed editoriale. Non vediamo l’ora di vederli all’opera e diamo loro un caloroso benvenuto nel team dell’ACS! Christoph Niederberger

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