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Il «Caffè APPrendo» è approdato in Ticino

Come posso scrivere un curriculum vitae o una lettera di candidatura per un posto di lavoro? Come mi preparo per un colloquio di assunzione? Come decifrare un contratto d’affitto? Sono alcune domande che si pongono persone che non sono abituate a muoversi nel mondo del lavoro, che incontrano difficoltà nello scrivere o nel compilare dei questionari online, oppure non riescono a capire un linguaggio giuridico. Proprio per loro in Ticino sono stati creati dei luoghi accoglienti dove si può imparare ad usare un computer, stampare documenti, leggere i giornali con gli annunci di lavoro e, volendo, bere un caffè. L’iniziativa è una delle misure del Programma cantonale di promozione e mantenimento delle competenze di base degli adulti (2021-2024) promosso dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). Attualmente i Caffè APPrendo ticinesi sono tre. A Mendrisio si trova all’interno della «Filanda», a Bellinzona presso la «Città dei mestieri della Svizzera italiana», a Lugano si tratta dello «Spazio lavoro e formazione». Questo spazio si trova a Pregassona presso uno stabile del Comune. «Per noi era un logico sviluppo del servizio LuganoNetwork», dice la responsabile Monica Aliprandi. «LuganoNetwork» è un servizio, attivo dal 2009, che si rivolge a persone in cerca di lavoro e dialoga con aziende, enti e associazioni del territorio per aiutare i residenti della città che cercano un posto di lavoro o di stage. «Svolgendo l’attività di LuganoNetwork ci siamo accorti che alcuni utenti avevano una scarsa scolarità e avevano bisogno di essere aiutati nella ricerca di lavoro», dice Monica Aliprandi. Così nell’agosto 2020 è nato «Spazio lavoro e formazione», dove sono impiegate due persone, una al 100 percento, l’altra all’ 80 percento. I locali di «Spazio lavoro e formazione» sono situati al pianterreno dello stabile, con un’entrata separata. L’arredamento è semplice e funzionale. In un angolo si trova una macchina da caffè, in un altro si possono consultare i quotidiani. Lo spazio è dotato di quattro postazioni PC collegate a un'unica stampante per poter condurre le ricerche di lavoro, scrivere e stampare documenti. Si tratta di uno spazio messo a disposizione per chi non possiede un computer, ma anche per chi necessita un luogo tranquillo per concentrarsi. Quando entriamo, i due consulenti del centro, computer e cellulare a portata di mano, sono impegnati in colloqui con utenti. Il centro, che si rivolge ai residenti della città di Lugano, può essere frequentato senza preavviso ed è aperto a orari fissi durante i giorni feriali tranne il mercoledì. Gli utenti possono usufruire pure di consulenze personalizzate, in tal caso è necessario fissare un appuntamento. «Ci entusiasma aiutare le persone a riconoscersi professionalmente e a valorizzare e proporre le proprie competenze per riuscire a farsi avanti in un mercato del lavoro competitivo ed esigente», dicono Paola Leray e Stefano Vittone. I due consulenti per l’inserimento professionale si occupano pure di formazione, offrendo, anche in collaborazione con formatori esterni, corsi di mezza giornata su vari temi quali ad esempio «Informatica di base per la ricerca di lavoro», «La capacità di evolvere nelle difficoltà», «Presentazione di sé». Il corso base «Laboratorio di cittadinanza digitale», di 10 mezze giornate, è a pagamento (150 franchi) ma tutti gli altri corsi, pensati per un massimo di dieci iscritti, sono gratuiti. Vedendo il programma del primo semestre 2024 si nota che la Città di Lugano dà molto peso allo sviluppo delle competenze digitali dei suoi cittadini. «Questo indirizzo si trova pure nelle linee strategiche della città», evidenzia Monica Aliprandi. I nuovi utenti sono sempre numerosi e i corsi molto frequentati. La maggior parte degli utenti ha fra 39 e 55 anni. Nel 2023 sono state fatte 743 consulenze, circa 15 per settimana, e si sono svolti 39 corsi di formazione per un totale di 258 ore erogate. «Spazio lavoro e formazione» non deve fare molta pubblicità per essere conosciuto. Esistono volantini informativi ma, sottolinea Monica Aliprandi, «la maggior parte delle persone arriva da noi grazie al passaparola». «Spazio lavoro e formazione» è un servizio della città di Lugano, ma viene finanziato anche con i contributi cantonali e federali per la promozione delle competenze di base degli adulti. Francesca Di Nardo, ispettrice della formazione continua degli adulti presso l’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione della Divisione della formazione professionale del DECS, spiega che «L’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione ha promosso da subito questo tipo di esperienze che fanno parte del Programma cantonale di promozione e mantenimento delle competenze di base degli adulti 2021-2024 – che si prefigge di rafforzare le misure formative nell’ambito delle competenze di base degli adulti.» «L’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione ha promosso da subito questo tipo di esperienze che fanno parte del Programma cantonale di promozione e mantenimento delle competenze di base degli adulti 2021-2024.» Francesca Di Nardo, ispettrice della formazione continua degli adulti presso l’Ufficio cantonale della formazione continua e dell’innovazione «Spazio lavoro e formazione» è l’ultima realtà nata in Ticino, dopo la «Città dei mestieri della Svizzera italiana» di Bellinzona e «La Filanda» di Mendrisio, ascrivibile al concetto dei Caffè APPrendo. I tre centri, pur con caratteristiche differenti, mettono al centro i bisogni dell’utenza, fornendo sostegno in un contesto accogliente e informale. Il Cantone ha elaborato delle linee guida per questo tipo di servizio. «Nei Caffè APPrendo vengono offerti corsi e laboratori strutturati, come pure pillole formative a bassa soglia e momenti informali che supportano in modo adeguato i gruppi target nel loro reinserimento nella formazione continua, nel lavoro e nelle attività della vita quotidiana.» Per trovare un corso esiste una pagina web ( www.meglio-adesso.ch ) ma c’è pure una Hotline telefonica (0800 47 47 47). Gerhard Lob

L’intelligenza artificiale nelle amministrazioni comunali

L’IA è la capacità dei computer di svolgere compiti che in precedenza richiedevano l’intelligenza umana. L’IA è in grado di apprendere, soppesare i fatti, prendere decisioni e riconoscere modelli. Oggi l’IA è spesso utilizzata nel campo dell’analisi dei dati, dell’assistenza online o come servizio di traduzione. Perché l’IA è così polarizzata? Il fatto che l’IA stia assumendo compiti che finora solo noi umani potevamo svolgere e che sia anche in grado di prendere decisioni in maniera autonoma provoca un certo disagio. Nello sviluppo dell’IA è quindi importante affrontare considerazioni etiche e legali legate alla responsabilità, alla trasparenza e agli impatti sociali. Tuttavia non conviene rifiutarsi di abbracciare questa nuova tecnologia. Quali innovazioni possono aspettarsi le amministrazioni comunali nel prossimo futuro per quanto riguarda l’IA? Probabilmente non ci sarà fornitore IT che non si occuperà di IA. Strub & Partner sta lavorando con alcuni partner tecnologici, ad esempio, per mettere a punto un assistente in grado di riassumere e tradurre i contenuti di un contenitore di regolamenti, ordinanze e direttive definito dal comune. Integrandolo nel sito web comunale, è possibile rispondere in modo rapido e corretto alle richieste degli abitanti. Un altro progetto riguarda uno strumento finanziario capace di analizzare i dati finanziari basati sulla contabilità MCA2 e di fornire suggerimenti per l’ottimizzazione. Entrambi gli esempi aiutano le amministrazioni comunali a sfruttare le risorse esistenti in modo ancora più efficiente. E in che modo, nell’immediato, l’IA può servire a livello di amministrazione comunale? I chat bot di IA come ChatGPT 3.5 o Bing-Chat, disponibili gratuitamente online, offrono a tutti la possibilità di utilizzarla già oggi. Siccome non sappiamo come e dove i dati vengono memorizzati e riutilizzati, è importante inserire solo dati anonimizzati o già pubblicamente accessibili. La gamma di applicazioni resta pur sempre vastissima, eccone alcuni esempi: – far redigere un comunicato stampa o un Management Summary su un progetto politico – far analizzare studi o rapporti per individuare le affermazioni fondamentali – far scrivere una proposta di mansionario o un annuncio di lavoro Così come per l’uso di altre tecnologie e fonti d’informazione, anche per l’utilizzo dell’IA è importante esaminare e verificare criticamente la plausibilità dei dati e delle informazioni. Se questa regola e anche i requisiti specifici per la protezione dei dati vengono rispettati, già oggi l’IA può semplificare il lavoro delle amministrazioni comunali e non vediamo l’ora di vedere cos’altro ci aspetta. Informazioni: www.digitale-gemeinde.com Gérald Strub

Edilizia rispettosa del clima

L’arte dell’edilizia sostenibile sta nel creare un edificio che offra comfort e protezione dagli effetti del cambiamento climatico per i suoi utenti e che, allo stesso tempo, sfrutti il potenziale per la protezione del clima. In pratica, un edificio che riduce le emissioni di CO 2 durante la costruzione e l’esercizio, produce autonomamente molta energia rinnovabile, è altamente efficiente e tiene conto del contesto, sia in termini di mobilità che in relazione all’ambiente circostante. Allo stesso tempo, protegge gli utenti dal caldo estivo e dalla cattiva qualità dell’aria interna, ottimizzando la protezione dalla canicola e il regolare ricambio automatico dell’aria. I label svizzeri per edifici, di cui Minergie è il più longevo e diffuso, hanno unito le forze nel 2023, armonizzando e adattando gli standard. Significa che ci sono principi standard per i calcoli energetici e climatici, requisiti più severi per gli standard Minergie e il complemento ECO, oltre ad adeguamenti e semplificazioni dello standard SNBS-Edificio (SNBS è l’acronimo di Swiss Sustainable Building Standard). La novità è che i requisiti Minergie e SNBS possono essere affrontati anche a livello di quartiere. Tutti i label sono ora basati sul CECE. Le qualità dello standard SNBS-Edificio possono ora essere certificate a livello di quartiere con SNBS-Quartiere . I criteri sono aspetti che spesso non vale la pena affrontare per i singoli edifici, ma che contribuiscono in modo decisivo alla loro sostenibilità nei quartieri. Il Certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) si concentra sui risanamenti. Consente una valutazione completa dello stato energetico di un edificio in tre scale da A a G e, con l’aiuto del CECE Plus, la pianificazione di un risanamento. Gli standard Minergie utilizzano la stessa metodologia per definire requisiti esigenti in materia di energia e di emissioni di gas serra. A questi si aggiungono gli aspetti legati al comfort, come la qualità dell’aria interna e la protezione dalla canicola, così come una estesa garanzia di qualità. Nell’adeguamento degli standard Minergie spiccano quattro misure: lo sfruttamento del potenziale solare, la riduzione al minimo delle emissioni di gas serra durante la costruzione, la protezione dalla canicola sostenibile e l’esercizio efficiente e senza fossili. Gli standard Minergie vengono completati con il complemento ECO , un metodo di costruzione particolarmente salubre, attento all’economia circolare e rispettoso del clima. Con lo standard SNBS -Edificio, gli edifici vengono verificati e certificati in tutte le dimensioni della sostenibilità (società, economia e ambiente). Lo standard Minergie-Quartiere si basa sugli stessi obiettivi degli standard Minergie, ma comprende anche gli spazi esterni. A differenza dello standard SNBS-Quartiere, anche i singoli edifici devono essere certificati per garantire un comfort superiore alla media. Il quartiere Minergie include requisiti per la gestione del quartiere, la configurazione degli spazi esterni adattata al clima e gli incentivi per una mobilità rispettosa del clima. L’obiettivo è garantire una qualità di vita elevata nei quartieri Minergie. Il parco commerciale di Fegeren, ad esempio, mostra l’aspetto di un edificio sostenibile e rispettoso del clima. Questa centrale elettrica sostenibile certificata Minergie-P è stata progettata in modo tale da non produrre emissioni di CO 2 durante l’esercizio. Oltre all’involucro edilizio molto ben isolato, tutta la tecnica impiantistica per la ventilazione, il riscaldamento e il raffreddamento sono alimentati interamente da energia rinnovabile. I consumi sono costantemente monitorati e analizzati. La struttura di base è costituita da un nucleo in calcestruzzo con una facciata ibrida di elementi in legno rivestiti con moduli fotovoltaici. L’edificio è stato progettato con una struttura base semplice, così che le superfici vengono sfruttate in modo diverso in qualsiasi momento. Insieme agli impianti fotovoltaici sul tetto e alle pensiline solari per i veicoli elettrici, la facciata fotovoltaica genera gran parte dell’energia per l’edificio. Il riscaldamento e il raffreddamento sono CO 2 neutrali e sono gestiti in modo efficiente tramite una pompa di calore e l’acqua di falda. Le 80 stazioni di ricarica per veicoli elettrici sono controllate dal sistema di gestione dell’energia così che le auto vengano caricate con l’elettricità fotovoltaica autoprodotta. La gestione energetica comprende anche la gestione del carico, che garantisce che non si verifichino picchi (peak shaving). Senza edifici rispettosi del clima, la Svizzera non raggiungerà i suoi obiettivi energetici e climatici. Gli oltre 55 000 edifici Minergie e i quasi 200 progetti SNBS in Svizzera dimostrano che è possibile coniugare efficienza, protezione del clima, comfort e sostenibilità. Costruendo secondo lo standard Minergie e non secondo i requisiti minimi di legge, negli ultimi 25 anni gli edifici Minergie hanno fatto risparmiare oltre 12,5 milioni di tonnellate di CO 2 , aumentando al contempo il comfort: gli utenti degli edifici Minergie riscontrano un numero di ore di calore quattro volte inferiore rispetto a un edificio convenzionale. Negli ultimi anni, lo standard Minergie ha permesso di concretizzare e quantificare la sostenibilità globale degli edifici. Andreas Meyer Primavesi

Pasti equilibrati e sostenibili per i bambini

Gregory Pellissier: Nel 2021, il Comune di Marly ha creato una cucina centralizzata per preparare pasti equilibrati e sostenibili per i bambini che frequentano le strutture comunali. Fin dall’inizio abbiamo voluto promuovere questo approccio: il marchio Fourchette verte – Ama terra è stato subito adottato e nel 2023 abbiamo firmato la carta Cuisinons notre région. Oggi vengono forniti un asilo nido e due doposcuola, per un totale di 200 pasti al giorno. Nel 2024 si aggiungeranno un nuovo asilo nido e i pasti per il personale comunale. A Marly si contano oggi quasi 10 000 abitanti. Il comune è in rapida espansione. Jan Descloux: La sostenibilità dei nostri pasti e il sostegno all’economia regionale sono importanti per noi. La maggior parte degli alimenti che acquistiamo proviene dalla regione di Friburgo ed è di produzione biologica. Ad esempio, tutte le farine e le verdure che utilizziamo sono bio e locali. Inoltre, l’educazione al gusto è fondamentale: i bambini devono poter scoprire nuovi sapori e nuove presentazioni. Poiché mangiamo prima con gli occhi, anche la disposizione degli alimenti nel piatto gioca un ruolo importante. Gregory Pellissier: Il nostro capo cuoco Jan Descloux sarà affiancato da un nuovo membro del personale a partire da febbraio 2024. Tuttavia, la nostra cucina mira a essere inclusiva. Il Comune collabora con l’associazione «De toutes nos forces», che offre a persone con disabilità l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro. Queste persone lavorano ogni giorno in cucina e distribuiscono i pasti. Jan Descloux: Una sfida importante che dobbiamo affrontare è quella della formazione delle persone che accompagnano i bambini, servono loro i pasti e mangiano con loro. Queste persone svolgono un ruolo fondamentale nell’apprezzamento dei pasti da parte dei bambini: sono dei modelli. In termini di sostenibilità, la gestione dei rifiuti è una sfida costante. Grazie agli acquisti locali, siamo già riusciti a sostituire gran parte degli imballaggi in plastica, privilegiando frutta e verdura sfusa e contenitori in vetro riutilizzabili per latte e yogurt. Collaboriamo anche con l’associazione «Frütile», che trasforma la frutta invenduta in marmellata. Quando si tratta di pianificare il menu, tutto è attentamente calcolato per evitare gli sprechi. E se, nonostante questo, una parte del cibo non viene servita, viene congelata e utilizzata per un altro menu. Stiamo esplorando altre strade per limitare gli sprechi. L’ultima sfida sono i costi. Nonostante tutti i nostri sforzi, l’aumento dei costi generali per il cibo, l’elettricità, ecc. si ripercuote sui prezzi dei menu. Attualmente il costo di un pasto, in termini di merci, si aggira intorno ai 4 franchi svizzeri. Gregory Pellissier: Incoraggiamo tutti i comuni a compiere questo passo molto importante e apprezzato dalla popolazione locale. Fare il primo passo richiede energia. Ma una volta che il cambiamento è avviato, funziona molto bene. Il nostro comune ne è un esempio. Vale la pena investire per fornire pasti equilibrati e sostenibili: è fondamentale per il benessere dei nostri bambini. Per alcuni si tratta dell’unico pasto sano ed equilibrato che mangiano. Elisa Domeniconi

Nuova veste grafica per «Comune Svizzero»

Dal 1964 «Comune Svizzero» esce come rivista dell’Associazione dei Comuni Svizzeri. Quella che allora usciva in formato ridotto, senza pubblicità e solo in tedesco, oggi è diventata una rivista tradizionale in tre lingue. «Comune Svizzero» ha cambiato veste più volte, si è mossa al passo con i tempi, ha colto alcune tendenze e ne ha abbandonate altre. L’ultimo restyling completo risale al 2015. Ora è giunto il momento di modernizzarsi, perché anche in futuro «Comune Svizzero» continuerà a procedere al passo con i tempi. Avete tra le mani l’ultima edizione con l’attuale veste grafica. Il numero di marzo uscirà con una nuova «veste»: più moderna, più leggera e di più facile lettura, con una galleria di immagini attentamente selezionata. Sarà stampata su carta più ecologica rispetto al passato, perché la sostenibilità ci sta a cuore. Naturalmente manterremo il trilinguismo, seppure con una forma diversa. Per quanto riguarda i contenuti, «Comune Svizzero» continuerà a puntare sulla ricetta collaudata: rapporti su esempi di buone pratiche dei comuni in merito a tutti i temi che li riguardano. Per il 2024 abbiamo messo a punto un’interessante panoramica di temi interessanti per voi: dall’inclusione ai pericoli naturali, passando per la digitalizzazione e il turismo, fino ad arrivare alla tecnologia comunale sostenibile. Con la nuova veste grafica introdurremo anche nuove rubriche. Rilanciamo il ritratto dei comuni, ma con un nuovo formato: ben strutturato, con tutte le informazioni importanti a portata di mano. Nella nuova colonna potremo leggere le storie di vita quotidiana di quattro sindaci provenienti da ogni parte del Paese. Continueremo inoltre a trattare i temi della digitalizzazione dai comuni nella «Guida per comuni digitali». Speriamo che il nuovo «Comune Svizzero» possa essere anche di vostro – e non solo di nostro – gradimento! Nadja Sutter

Investire nel futuro

I giovani d’oggi sono pigri e suscettibili: questa critica si sente un po’ dappertutto. Ma è altrettanto risaputo che già Socrate si lamentava dei giovani più di 2000 anni fa. Sarina Casanova è la dimostrazione del contrario. A 20 anni, è presidente della commissione giovanile di Ilanz/Glion (GR) e si impegna politicamente a favore dei giovani. In fin dei conti, i giovani sono il futuro e saranno influenzati dalle decisioni politiche di oggi. Per questo è ancora più importante che possano dire la loro. Per fortuna, già molti comuni in Svizzera lo hanno ammesso. Sono sempre più numerosi i comuni in cui esistono commissioni giovanili, parlamenti giovanili o processi partecipativi che coinvolgono i bambini e i ragazzi. Spesso i giovani desiderano che nei loro comuni esistano infrastrutture come skate park o pump track. In questo numero cerchiamo di capire se una pump track sia utile per i comuni e che aspetto debba avere un bel parco giochi. Sempre più comuni stanno ampliando i servizi di assistenza destinati ai più piccoli. Nel Cantone di Svitto, ad esempio, da quest’anno è previsto un sostegno per i genitori dei bambini che frequentano un asilo nido. I bambini devono essere seguiti al meglio negli asili nido. I nostri esempi di Marly (FR) e Bienne (BE) mostrano come i comuni garantiscano un servizio di ristorazione sano e sostenibile. Perché quando si parla di sostenibilità, è fondamentale che i comuni diano il buon esempio. A proposito: anche Comune Svizzero diventa più sostenibile: da marzo uscirà con una nuova veste grafica e sarà stampato su carta più ecologica. Maggiori informazioni a pagina 12. Ora non mi resta che augurarvi una buona lettura! Nadja Sutter

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