Menu
Logo Logo
  • DE
  • FR
  • IT
  • Il Comune 2
  • Digitalizzazione 1
  • Editorial 1
  • Energia e ambiente 1
  • Luisa Tringale 2
  • Gérald Strub 1
  • Manuel Reisinger 1
  • Nadja Sutter 1
  • 9 l 2023 5
Filtro attivo: Edizione: 9 l 2023 Rimuovi tutti i filtri
5 risultati trovati in 1 millisecondi. Mostra risultati 1 a 5 di 5.
  • 1
Risultati per pagina:

La Svizzera ha bisogno della politica di milizia

Il lavoro di milizia è un tema che l’Associazione dei Comuni Svizzeri ha particolarmente a cuore. Essenziale per il funzionamento del nostro sistema politico, il sistema di milizia elvetico viene considerato in difficoltà: trovare candidati alle cariche pubbliche diventa sempre più difficile, la complessità dei compiti comunali cresce, la società si modifica… Eppure, sono tanti gli uomini e le donne che occupano una carica a livello comunale con impegno e entusiasmo. In questo numero di «Comune Svizzero», nell’anno in cui si celebra il 175° anniversario della Costituzione federale, diamo uno sguardo alla storia dei comuni svizzeri e ci interroghiamo sulle sfide attuali del sistema di milizia. Presentiamo la certificazione delle competenze di leadership per i politici comunali di Swiss Leaders, sostenuta dall’ACS, e i modelli di governance adottati nei comuni della Svizzera tedesca, che determinano la distribuzione dei compiti e delle responsabilità tra Esecutivo e Amministrazione. Anche il volontariato è una risorsa importante per i comuni. Il progetto «Plus 65» analizza il potenziale della parte di popolazione più anziana. Mentre l’esempio di Lichtensteig (SG) mostra come i cittadini possono essere coinvolti attivamente nel definire lo sviluppo del loro comune. Infine, uno sguardo alle elezioni federali di ottobre: con Barbara Schaffner, sindaca di Otelfingen (ZH), Alex Farinelli, sindaco di Comano (TI), e Vincent Guyon, municipale di Rances (VD), vi proponiamo tre ritratti di politici attivi a livello comunale che si (ri)candidano a livello nazionale. Luisa Tringale

«A Berna per mettere a frutto il proprio impegno»

«Come mi sono avvicinato alla politica comunale? Vorrei dire quasi per caso…» Così Alex Farinelli rievoca gli albori della sua carriera politica, a 23 anni, quando gli fu chiesto se fosse interessato a candidarsi per il Consiglio comunale di Comano sulla lista del partito liberale radicale (PLR). Alex Farinelli è stato consigliere comunale dal 2004 al 2016. Nel 2016 è stato designato sindaco, carica che ricopre tuttora. Candidatosi nel 2015 per Consiglio di Stato e Gran Consiglio, è stato eletto nel Legislativo cantonale, dove ha seduto fino al 2019. Dal 2019 è consigliere nazionale. Secondo Alex Farinelli, la carriera politica «è metà fortuna e metà impegno: ci vogliono entrambi». Colora volentieri il suo racconto con aneddoti e metafore. Il lavoro politico lo accosta a quello di un agricoltore. «Arare e seminare è il tuo lavoro, ma ci vuole anche la fortuna per un buon raccolto: né troppa pioggia, né troppo sole. In politica ci metti del tuo, ma aiuta essere al momento giusto nel posto giusto. A me penso sia capitato con la campagna per il Consiglio di Stato alle elezioni cantonali del 2015: un momento che ha dato un’accelerazione alla mia attività politica.» Come sindaco di Comano, ritiene che il Comune possa fare molto principalmente in due ambiti: nell’«immaginare il futuro», quindi nella pianificazione – di un ecocentro, di una casa anziani, della rete dei passaggi pedonali – e nelle «piccole cose», piccole ma importanti, come la realizzazione di un parco giochi, come la sistemazione dei cestini in paese. La vicinanza alla popolazione permette di rispondere alle sollecitazioni dei cittadini in maniera un po’ più rapida e meno burocratica rispetto a quanto avviene agli altri livelli di governo, benché le tempistiche non siano brevi neppure a livello comunale. Per questo è fondamentale anticipare, immaginare le cose un po’ prima che siano necessarie, avere una politica orientata al futuro. «L’impegno è tanto… ed è possibile vederne i risultati.» La volontà di mettere a frutto il proprio impegno politico è ciò che lo ha spinto a candidarsi per il Consiglio nazionale. «Dal 2015 al 2019 ho avuto l’opportunità di sedere in Gran Consiglio. Ci si rende conto abbastanza velocemente che a livello cantonale la capacità di influire sugli aspetti legali è limitata: il quadro legislativo viene definito a Berna. Tendenzialmente si ha piacere a vedere che il tempo che si investe generi il miglior risultato possibile. Andare a Berna per me vuol dire mettere a frutto il proprio impegno.» «Le definirei entrambe appassionanti e coinvolgenti», dice Alex Farinelli. «Per quanto riguarda la politica comunale, specialmente se si siede nell’Esecutivo, non c’è giorno in cui non si pensa al Comune. È un po’ come se ti occupassi di casa tua. A livello comunale è necessario essere dei generalisti, e ci si riesce perché la realtà comunale ha una dimensione che lo permette. Nella politica federale ci si specializza su dei temi in particolare, considerato il lavoro nelle commissioni e il livello di complessità delle tematiche.» «Per quanto riguarda la politica comunale, specialmente se si siede nell’Esecutivo, non c’è giorno in cui non si pensa al Comune. È un po’ come se ti occupassi di casa tua.» Alex Farinelli, sindaco di Comano (TI) e consigliere nazionale Alle elezioni federali di ottobre, Alex Farinelli è candidato per entrambe le Camere. «La grossa differenza in Consiglio degli Stati è il numero di parlamentari: significa che ogni consigliere agli Stati siede in un maggior numero di commissioni rispetto a quanto avviene in Consiglio nazionale. Per me è l’aspetto più interessante. Inoltre, mentre il Consiglio nazionale è una camera molto partitica, il Consiglio degli Stati è una camera in cui è tra le persone, molto più che tra i partiti, che si trova il compromesso, e ritengo di essere una persona che rispecchia quest’attitudine.» Una ricandidatura dopo un primo mandato in Parlamento è quasi naturale, per consolidare l’esperienza maturata. Rispetto alle precedenti elezioni federali, si definisce più tranquillo: «Ricandidarsi è in fondo più semplice, la prima volta a Berna era tutto, tutto nuovo! D’altra parte, ogni rielezione porta con sé quel minimo di ansia…» E aggiunge che ad ogni elezione, circa un terzo dei parlamentari cambia, presto si entra nel gruppo più anziano per carica. Per Alex Farinelli, conciliare le due cariche politiche, a livello locale e a livello nazionale, è difficile ma non impossibile. La difficoltà principale è forse data dal tempo che va investito per l’attività parlamentare a livello federale, circa 95 giorni all’anno a Berna. A livello comunale, però, alcune condizioni sono particolarmente importanti: «Avere un municipio che non litiga, e avere una buona amministrazione, in particolare un segretario comunale capace di decidere, informare e interpellare l’Esecutivo secondo i casi. La fiducia all’interno del municipio e nei confronti dell’amministrazione è fondamentale, così come sapersi concentrare su quello che è importante e saper delegare. Ma bisogna arrivare preparati. Come quando si va in montagna: ci si affida alla guida se questa sa dove sta andando. È fondamentale che il sindaco sia preparato, abbia in mente un progetto. Il che non significa voler imporre una meta, ma che c’è chiarezza sul percorso. Ognuno ha il suo ruolo.» Le sedute di Municipio a Comano durano un’ora, un’ora e mezza. Segue un aperitivo, momento di discussione altrettanto importante, «perché alcune discussioni è meglio affrontarle in un contesto più informale, e perché è importante non lasciarsi mai con le arrabbiature, ma sempre su momenti piacevoli. Le cose funzionano bene, e con l’aperitivo funzionano ancora meglio!» Luisa Tringale

I 175 anni dello Stato federale e il ruolo dei comuni

Reto Steiner: Si possono distinguere due tipi di comuni in origine. Il primo si formò nelle zone rurali, nelle regioni di montagna: i proprietari terrieri, prevalentemente contadini benestanti, si riunirono in cooperative per difendere i propri interessi e dichiarare la propria indipendenza dalla nobiltà. Nelle città gli artigiani fecero altrettanto, il che portò alla nascita del secondo tipo di comuni. Nelle città, i commercianti si riunirono. Sia nelle comunità urbane che in quelle rurali, tuttavia, non tutti potevano avere voce in capitolo, ma solo coloro che possedevano delle proprietà. Il principio di determinare le famiglie che avevano una certa proprietà terriera era in contraddizione con il principio di uguaglianza sancito dalla Rivoluzione francese. In quel periodo avvenne la separazione tra comuni patriziali e comuni di residenti: i secondi erano unità puramente amministrative, mentre i primi riunivano le proprietà dei precedenti comuni. I comuni non figurano esplicitamente nella Costituzione federale del 1848. Tuttavia, si presumeva implicitamente l’esistenza dei comuni. La Costituzione prevedeva comunque la libera scelta del luogo, che era la pietra miliare di una società mobile. Solo nel 1874 la Costituzione stabilì che tutti i cittadini svizzeri godevano di pari diritti politici. Prima di allora, era teoricamente possibile che non tutti gli abitanti di un comune potessero avere voce in capitolo. Come già detto, la Costituzione federale non lo sanciva. Nel XIX secolo, tuttavia, non esistevano vere e proprie leggi comunali a livello cantonale che definissero i compiti dei comuni. Ciò è avvenuto solo negli ultimi decenni. In sostanza, in passato i comuni avevano meno compiti. Dopo la Seconda guerra mondiale si sono aggiunti molti altri compiti, soprattutto nel settore degli affari sociali e culturali. In quel periodo sono state costruite molte infrastrutture: sale polivalenti, piscine e impianti sportivi. Negli ultimi anni, l’elenco dei compiti sociali ha continuato ad allungarsi, ad esempio con l’assistenza complementare alla famiglia o il lavoro sociale nelle scuole. L’aspetto interessante di questo articolo è che garantisce l’autonomia dei comuni, ma non la loro esistenza. Ciò significa che di fatto i comuni hanno dei diritti, ma non il diritto di esistere in sé. Questo rientra nelle competenze dei cantoni. Tuttavia, i cantoni non possono declassare i comuni a semplici organi esecutivi sulla base dello statuto di autonomia. Allo stesso tempo, questo articolo, formulato in modo piuttosto aperto, consente ai comuni di adattarsi e ad esempio di fondersi, proprio poiché non è una garanzia di esistenza. L’articolo fa riferimento alle esigenze particolari delle città e delle regioni montane. In questo modo si chiude il cerchio della nascita dei comuni, che è avvenuta contemporaneamente nelle zone rurali di montagna e nelle città. Trovo questo dibattito piuttosto artificioso. Dopo tutto, queste spese vincolate sono nate da un processo democratico. Siamo cittadini non solo comunali, ma anche cantonali e federali. Stabiliamo determinati standard a livelli superiori, ad esempio in ambito sociale o ambientale. I comuni si uniscono in associazioni per essere in grado di soddisfare questi standard. L’utilizzo di sinergie ha senso, soprattutto per i comuni più piccoli, perché i compiti dei comuni stanno diventando sempre più complessi. Mi aspetto che la tendenza delle fusioni prenda piede nei prossimi anni. La maggior parte delle fusioni avviene volontariamente, per un senso di solidarietà, consente ai comuni di posizionarsi in modo più professionale e di rafforzarsi come istituzione. Perché i comuni forti, in grado di svolgere i propri compiti in modo professionale, rafforzano l’autonomia comunale, che è un principio fondamentale della Svizzera. I comuni stanno facendo un buon lavoro. La maggior parte di loro ha finanze sane. Il problema principale per loro è la mancanza di impegno politico. La già citata professionalizzazione dell’amministrazione è molto utile, poiché consente di coniugare l’incarico comunale con quello professionale. La sfida maggiore consiste nel cambiamento dei valori nella società. Praticamente tutti i cittadini lavorano e vogliono essere presenti per le loro famiglie. Si è già molto impegnati e non ci sono praticamente più risorse per un incarico politico. Inoltre, grazie ai social media, si è sempre di più sotto gli occhi di tutti. Esiste sicuramente il modo di adattare le strutture, ad esempio modificando gli orari delle riunioni o con le videochiamate. È importante dimostrare che vale la pena ricoprire una carica del genere. Si può essere coinvolti in modo concreto ed entrare in contatto con persone che altrimenti non si conoscerebbero. Ma non esiste una ricetta brevettata per le sfide del sistema di milizia. Informazioni: www.1848-parl.ch Nadja Sutter

Glarona informa: sostituire il riscaldamento

Per la terza volta, il Comune di Glarona ha organizzato un evento informativo sul tema del «calore rinnovabile» a Ennenda, in collaborazione con l’Energieallianz Linth. Per il Comune è molto importante informare la popolazione sulle possibilità di riscaldamento con energie rinnovabili. Questo perché nel 2021 la popolazione del Cantone di Glarona ha approvato una nuova legge sull’energia che stabilisce, tra l’altro, che in caso di sostituzione dei generatori di calore negli edifici residenziali devono essere installati nuovi generatori che non emettano CO 2 da combustibili fossili, purché ciò sia tecnicamente possibile. Da allora, i proprietari di abitazioni stanno passando a sistemi di riscaldamento alimentati con energie rinnovabili. Le persone hanno partecipato all’evento per svariati motivi. Una persona era presente per conto del proprio insediamento residenziale. I 33 appartamenti di proprietà, che attualmente vengono riscaldati con gas, dovranno presto passare alle energie rinnovabili. «Stiamo pensando di installare un riscaldamento centralizzato a pellet. Sono curioso di sentire cosa si dirà oggi», ha dichiarato il proprietario del condominio. Un altro visitatore si è presentato per interesse professionale: «Mi occupo di vari edifici ecclesiastici, i cui riscaldamenti elettrici risalenti a 40 anni fa dovranno essere sostituiti. In una di queste chiese si sta pensando di passare a una pompa di calore.» Il risanamento è necessario, ma anche costoso e per nulla semplice. «Rispetto alle energie fossili, riscaldare con energie rinnovabili non è sicuramente più caro», ha affermato Jürg Rohrer, presidente dell’Energieallianz Linth e professore per le energie rinnovabili alla ZHAW a Wädenswil, proprio all’inizio dell’evento. I prezzi di gas e petrolio, considerati sia nel recente passato sia nel corso di più anni, hanno dimostrato che riscaldare con le energie rinnovabili è più conveniente. Rohrer ha sottolineato che non si dovrebbe attendere la rottura dell’impianto per sostituirlo: «In genere è meglio procedere prima della fine della sua durata di vita, sia per l’ambiente che per il portafoglio.» Christoph Zwicky, responsabile del servizio specializzato della sezione ambiente ed energia del Comune di Glarona, ha illustrato le sfide che la nuova legge sull’energia rappresenta per il Comune: «Non si tratta più di dire sì o no al calore rinnovabile, ma di concentrarci sul come.» È necessaria una buona pianificazione energetica, che stiamo elaborando. Il progetto di conversione dell’intero Comune alle energie rinnovabili si è rivelato più impegnativo del previsto. «Abbiamo ipotizzato un piccolo aggiustamento, ma la conversione di un’area così ampia legata al gas richiede del tempo», ha affermato Zwicky. Il consulente energetico Ruedi Giezendanner ha poi presentato il programma «calore rinnovabile», richiamando l’attenzione sulla prima consulenza gratuita promossa dalla Confederazione. «La condizione per beneficiarne è, in particolare, che il sistema di riscaldamento abbia almeno dieci anni», ha affermato. Durante questa consulenza viene valutato sul posto il sistema di riscaldamento migliore per sostituire quello esistente. Inoltre, Giezendanner ha illustrato i vantaggi e gli svantaggi di vari sistemi come pompe di calore, riscaldamenti a legna, reti di teleriscaldamento e impianti solari proponendo esempi chiari e confronti dei costi, ma anche analizzando le condizioni regionali in modo approfondito. Ad esempio, ha spiegato che nel Cantone di Glarona le pompe di calore geotermiche costituiscono un’opzione solo in rari casi, poiché le trivellazioni per le sonde sono consentite solo in pochi luoghi. Ma anche in questo ambito esistono valide alternative. A conclusione dell’evento, Matthias Rhyner, capo progetto teleriscaldamento dei servizi tecnici del Comune di Glarona, ha mostrato le località in cui sono disponibili le reti di teleriscaldamento. Numerosi comuni organizzano eventi informativi sul programma «calore rinnovabile» con il sostegno di «SvizzeraEnergia». Il termine d’iscrizione per il 2023 è scaduto il 31 luglio, ma anche il prossimo anno i comuni potranno iscriversi per beneficiare dell’incentivazione. Il periodo di iscrizione decorre dal 1º marzo al 31 luglio 2024 e gli eventi dovranno svolgersi entro ottobre 2025. Informazioni: Iscrivetevi alla newsletter per essere aggiornati sulle attuali possibilità d’incentivazione. Manuel Reisinger

Strategie di digitalizzazione per i comuni di piccole dimensioni

Una strategia di digitalizzazione efficace inizia con un inventario delle risorse e delle esigenze esistenti del comune. Quando si fa il punto della situazione, è importante capire a che punto ci si trova. In particolare: che cosa sono già in grado di fare l’infrastruttura ICT esistente e le applicazioni tecniche impiegate? La valutazione delle esigenze consiste nel definire ciò che si vuole ottenere davvero nell’ambito della digitalizzazione. In tal caso si dovrebbe puntare a creare sempre un valore aggiunto per i residenti attraverso la centralità del cliente. Il valore aggiunto potrebbe essere: i servizi comunali disponibili 24 ore su 24 e la possibilità di consultare i dati personali o di fare una videochiamata invece che recarsi di persona allo sportello. Per determinare l’obiettivo da perseguire si possono utilizzare workshop interni e/o sondaggi tra i residenti. Un aspetto essenziale per far progredire la digitalizzazione è la creazione di un’infrastruttura digitale moderna, ad esempio rendendo accessibili le informazioni attraverso l’ampliamento dell’applicazione tecnica esistente. Inoltre, è particolarmente importante la volontà dell’amministrazione di rivedere e digitalizzare i propri processi. Ciò richiede una certa apertura a mettere in discussione modalità di lavoro radicate e, se necessario, a rinnovarle. I processi di lavoro completamente o parzialmente automatizzati consentono ai collaboratori di sviluppare capacità e di dedicarsi ai lavori più impegnativi. Un altro passo importante consiste nel promuovere l’alfabetizzazione digitale. È consigliabile tenere conto delle competenze digitali al momento dell’assunzione e della promozione dei collaboratori. I progetti di digitalizzazione migliori non sono infatti quelli portati all’amministrazione da un consulente o da un fornitore di software, ma quelli che nascono da un problema quotidiano. Oltre alla digitalizzazione interna, anche la cooperazione con altri comuni, aziende regionali (ad esempio i fornitori di energia) e gli istituti di formazione offre grandi opportunità. Attraverso la cooperazione è possibile raggruppare le risorse e realizzare progetti comuni. È assolutamente fondamentale coinvolgere attivamente i residenti e i collaboratori dell’amministrazione nel processo di digitalizzazione e comunicare loro i vantaggi delle offerte digitali. A tal riguardo risultano fondamentali una comunicazione aperta, eventi informativi regolari e una progettazione accattivante delle offerte digitali. Un esempio per una strategia di digitalizzazione: in tedesco , in francese Gérald Strub

  • 1
  • Abbonamenti
  • Protezione dei dati
  • Impressum
  • Dati media (in francese)
  • Archivio PDF
  • Cookies
© Associazione dei Comuni Svizzeri
  • Home
  • Ricerca
  • Archivio
  • Abbonamenti
  • Dati media
  • Protezione dei dati
  • Impressum
Chiudere