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I comuni della Singine rafforzano la collaborazione con l’associazione polivalente

Tutti i comuni devono confrontarsi con una crescente complessità e con esigenze sempre più elevate. I 15 comuni del distretto friburghese della Singine hanno trovato una risposta tutta loro a queste sfide: si sono riuniti in un’associazione polivalente, che si fa carico dei compiti che, per legge, i comuni sono tenuti ad affrontare congiuntamente. Tra questi figurano i vigili del fuoco, la pianificazione del territorio e la mobilità, la sanità e le scuole di orientamento (livello secondario I). L’obiettivo è la professionalizzazione, lo sfruttamento delle sinergie e l’alleggerimento del carico di lavoro dei membri dei municipali di milizia. In precedenza, infatti, i comuni gestivano questi compiti nell’ambito di numerose associazioni comunali diverse, il che comportava numerose riunioni. I due co-direttori David Köstinger e Simon Ruch sono attualmente impegnati soprattutto nella comunicazione con i comuni: in parte, infatti, manca ancora la comprensione di questa nuova struttura. Non si tratta infatti di un ulteriore livello statale, bensì di un’organizzazione dei comuni. Nadja Sutter

e-ID: i comuni chiedono più informazioni

«Se riusciremo a integrare l’e-ID, rafforzeremo la fiducia della popolazione non solo nell’amministrazione, ma anche nei servizi amministrativi digitali.» Con queste parole il consigliere agli Stati Mathias Zopfi, presidente dell’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS), ha aperto la parte tecnica dell’assemblea generale dell’Associazione dei Comuni Svizzeri, tenutasi quest’anno il 18 giugno nell’ambito del salone «Suisse Public» a Berna. Il tema centrale del mezzo d’identificazione elettronico (e-ID) ha destato notevole interesse: oltre 200 partecipanti hanno accettato l’invito all’assemblea generale. Alla tavola rotonda hanno discusso Rolf Rauschenbach dell’Ufficio federale di giustizia, Eva-Maria Boretti del Centro di competenze per l’amministrazione digitale di Turgovia, Michael Steiner, segretario comunale di Dulliken (SO), Anne Rizzoli del servizio per la popolazione e la digitalizzazione della Città di Yverdon-les-Bains (VD) nonché l’ex sindaco di Boniswil (AG) e membro del comitato dell’ACS Gérald Strub. In particolare, i rappresentanti comunali hanno espresso la richiesta di ricevere dalla Confederazione informazioni più complete e tempestive in merito all’introduzione dell’e-ID. Rolf Rauschenbach ha rassicurato che la Confederazione sta preparando una campagna informativa completa, rivolta anche ai rappresentanti delle autorità, e ha prospettato una collaborazione più stretta con i comuni e con l’ACS in futuro. Dal punto di vista dell’ACS, è fondamentale che queste informazioni vengano trasmesse ai comuni prima di qualsiasi comunicazione al pubblico, in modo tale che le autorità comunali possano rispondere in maniera competente alle domande e alle preoccupazioni della popolazione già al momento dell’annuncio dell’introduzione dell’e-ID. Nella parte statutaria dell’assemblea generale dell’ACS, la direttrice Claudia Kratochvil ha presentato un bilancio positivo. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati all’unanimità. Sono stati inoltre congedati due membri del comitato: Jean-Michel Karr, ex sindaco di Chêne-Bougeries (GE), e Beat Bucheli, sindaco uscente di Werthenstein (LU). I delegati hanno eletto come nuovi membri del comitato Mathias Buschbeck, vice sindaco di Vernier (GE), e Gabriel Macedo, sindaco di Amriswil (TG). Nadja Sutter

Un’associazione giovanile s’impegna per la politica comunale

Come fare a motivare i giovani a impegnarsi nella politica comunale? È una domanda che interessa molti comuni. Dall’inizio del 2025 esiste l’associazione «Generation Gemeinderat» (Generazione Consiglio comunale), che cerca di rispondere proprio a questa domanda ed è nata dal progetto di un gruppo di studenti della scuola universitaria delle arti di Berna. Nell’ambito dei loro studi, gli studenti hanno sviluppato un gioco di carte sulla politica comunale rivolto ai giovani e organizzato un evento di networking a Bienne. Ora l’associazione si è costituita indipendentemente dalla scuola universitaria e sta pianificando altre misure. Ad esempio, iniziative in occasione di feste per i giovani cittadini, una piattaforma d’informazione e di networking nonché progetti in collaborazione con i comuni. I quattro membri della segreteria dell’associazione sottolineano che per raggiungere i giovani in un comune non esiste una soluzione semplice, ma serve piuttosto una strategia globale. Informazioni (in tedesco): www.generationgemeinderat.ch Nadja Sutter

«I media forti sono importanti per i comuni»

Se la cosiddetta «Iniziativa SSR», che intende dimezzare il canone radiotelevisivo, venisse accettata, la Società svizzera di radiodiffusione (SSR) perderebbe circa la metà del suo budget. Secondo Jean-Michel Cina, presidente del Consiglio d’amministrazione della SSR, ciò avrebbe conseguenze anche per i comuni, poiché la copertura giornalistica regionale verrebbe ridotta. «I media privati non possono compensare questa perdita, perché anche loro devono affrontare sfide come il calo degli introiti pubblicitari», afferma Jean-Michel Cina in un’intervista alla rivista «Comune Svizzero». Sottolinea il ruolo del giornalismo indipendente, che nella democrazia svolge non solo una funzione informativa, ma anche di controllo, pure a livello comunale. Inoltre, il giornalismo indipendente unisce diversi gruppi della popolazione. Proprio i programmi d’intrattenimento potrebbero rafforzare la coesione nazionale. Nella sua ultima riunione del 2025, il comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri ha deciso di opporsi all’iniziativa. Teme infatti che la riduzione dell’informazione regionale possa avere ripercussioni negative per i comuni. Nadja Sutter

«Il Parlamento federale è un motore della centralizzazione»

L’articolo 50 della Costituzione federale, che obbliga la Confederazione a prendere in considerazione le esigenze delle città e dei comuni, è in vigore da 25 anni. È tempo di fare un bilancio con i politologi Adrian Vatter dell’Università di Berna e Rahel Freiburghaus dell’Università di Losanna. Secondo loro, sicuramente l’articolo ha avuto un effetto, in quanto ora i comuni e le città sono interpellati in maniera coerente in fase di consultazione e sono stati creati nuovi organismi, come per esempio la Conferenza tripartita, a cui partecipano l’Associazione dei Comuni Svizzeri e l’Unione delle città svizzere. L’Amministrazione federale prende sul serio il coinvolgimento dei comuni, osservano i due politologi. Tuttavia, rilevano una tendenza alla centralizzazione da parte del Parlamento federale, principalmente a causa di considerazioni politiche di partito. La ragione potrebbe essere riconducibile al fatto che meno parlamentari sono stati attivi politicamente in un comune o in una città in passato e pertanto non hanno maturato una certa sensibilità per le preoccupazioni del livello comunale. Nadja Sutter

Blatten: un comune in esilio

Dopo la frana del 28 maggio l’Amministrazione comunale di Blatten (VS) ha dovuto ripartire praticamente da zero. L’evacuazione in tutta fretta non ha lasciato il tempo di portar via i fascicoli dei progetti e nemmeno l’archivio: tutti i documenti cartacei sono rimasti sepolti sotto il cumulo di macerie. Almeno il Comune era già a buon punto sulla strada della digitalizzazione, il che significa che non tutti i dati sono andati persi, come dice il sindaco Matthias Bellwald. Il vicino Comune di Wiler ha messo a disposizione dell’Amministrazione comunale di Blatten il primo piano per allestire il suo ufficio. L’Amministrazione comunale può svolgere le sue mansioni ordinarie, ma ha parecchio lavoro in più: gestire le donazioni, riassegnare i terreni agricoli e, naturalmente, pianificare la ricostruzione del villaggio. Matthias Bellwald guarda al futuro, anche perché il Comune di Blatten continua la sua vita: la maggior parte dei residenti è rimasta nella Lötschental e le associazioni restano attive. «Noi abitanti di Blatten non ci aspettavamo una tale disponibilità ad aiutare da parte di tutte le regioni del Paese.» Matthias Bellwald, sindaco di Blatten (VS) Nadja Sutter

Assemblea generale 2025: focus sull’autonomia comunale

La Confederazione continua a considerare i comuni più come organi di esecuzione che come partner statali paritari, mentre l’autonomia comunale è intesa più come un principio guida che non una garanzia costituzionale. Eppure è quanto sancito dalla Costituzione federale da 25 anni. «Sebbene oggi, nel complesso, i comuni siano integrati meglio rispetto al passato, le tendenze alla centralizzazione a livello federale e cantonale sono chiaramente evidenti e mettono sotto pressione l’autonomia comunale», ha dichiarato Mathias Zopfi, consigliere agli Stati e presidente dell’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS), in occasione dell’Assemblea generale ordinaria dell’ACS tenutasi il 6 giugno a Vernier (GE). «Abbiamo bisogno di leggi adatte ai comuni, che possano essere attuate anche in un incarico di milizia», ha detto Mathias Zopfi. Parimenti, le misure che hanno un impatto a livello comunale devono essere sviluppate con i comuni, senza eccezioni, e le loro preoccupazioni devono trovare ascolto. «Troppo spesso, questo riflesso è ancora assente a livello federale.» A Mathias Zopfi si sono aggiunti altri ex sindaci: la consigliera di Stato ginevrina Carole-Anne Kast, il consigliere di Stato turgoviese Walter Schönholzer, il consigliere nazionale vodese Laurent Wehrli e la presidente dell’Associazione dei comuni ginevrini Karine Bruchez. Nell’ambito dell’Assemblea generale, l’ACS ha poi presentato la dichiarazione «Le città e i comuni nello Stato federale», redatta insieme all’Unione delle città svizzere. La dichiarazione è stata firmata da decine di sindaci al termine dell’incontro. La dichiarazione sarà presentata al consigliere federale competente Beat Jans il 24 settembre. La parte statutaria dell’Assemblea generale annuale non ha riservato colpi di scena: tutte le proposte del comitato sono state approvate dai delegati comunali. Stéphane Coppey, ex sindaco di Monthey (VS), ha annunciato il suo ritiro dal comitato. Matthias Gysin, sindaco di Duggingen (BL) e direttore generale dell’Associazione dei comuni di Basilea Campagna, è stato eletto nuovo membro del comitato. «Abbiamo bisogno di leggi adatte ai comuni, che possano essere attuate anche in un incarico di milizia.» Mathias Zopfi, consigliere agli Stati e presidente dell’ACS Nadja Sutter

Reinach: una campagna per promuovere il rispetto

Vili ingiurie e minacce al personale comunale: nel Comune basilese di Reinach sono aumentate notevolmente negli ultimi mesi. Thomas Sauter, segretario generale del Comune, ha osservato da tempo che l’irritabilità della popolazione sta crescendo. A Reinach, all’inizio dell’anno sono entrate in vigore anche due modifiche alla legge sui parcheggi e sulla raccolta dei rifiuti verdi, che evidentemente hanno destato il malcontento della popolazione. Per tutelare le collaboratrici e i collaboratori, il personale comunale ha sviluppato una campagna con manifesti che invitano i visitatori dell’ufficio comunale e dell’amministrazione scolastica a mostrare maggiore rispetto e buone maniere. I risultati sono positivi: le ingiurie sono diminuite e ci sono state molte reazioni positive da parte della popolazione. Nadja Sutter

Divieto di fuochi d’artificio: la soluzione pragmatica di Nidau

A Nidau (BE) i fuochi d’artificio sono autorizzati solo il 31 luglio, il 1º agosto e a Capodanno. Secondo la sindaca Sandra Hess, che fa parte anche del comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri, nella città sul lago di Bienne il regolamento è già in vigore dal 2006 e funziona bene. Precisa inoltre che all’epoca l’impulso venne anche dalla popolazione locale. Sulle sponde del lago si organizzavano molte feste private e in estate il cielo era sempre illuminato dai fuochi d’artificio, che causavano un elevato livello d’inquinamento acustico. Oggi le rive del lago vengono pattugliate sistematicamente, ogni anno il Comune fornisce ampie informazioni e svolge periodicamente campagne d’informazione e di sensibilizzazione. Sandra Hess è convinta dell’inutilità di un divieto nazionale per i fuochi d’artificio: «I comuni possono benissimo decidere autonomamente e peraltro è quello che fanno.» Secondo lei un divieto nazionale limiterebbe l’autonomia comunale. «I comuni possono benissimo decidere autonomamente e peraltro è quello che fanno.» Sandra Hess, sindaca di Nidau (BE) Nadja Sutter

ESAF 2025: il comune come intermediario

Il fine settimana dal 29 al 31 agosto, presso l’aerodromo di Mollis, si terrà Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri. Si attendono circa 350 000 visitatori, molti di più dei 20 000 abitanti del Comune di Glarona Nord. Il Comune lavora a stretto contatto con il comitato organizzativo della Festa. È l’autorità che si occupa delle autorizzazioni: il comitato organizzativo presenta le richieste al Comune, per esempio per i permessi di costruzione delle varie infrastrutture per il festival. Il Comune chiarisce poi con gli uffici cantonali competenti o addirittura con i servizi federali le eventuali autorizzazioni e riferisce al comitato organizzativo della Festa in merito alle concessioni o alla necessità di ulteriori modifiche. In questo modo il Comune diventa un intermediario importante. Ciò significa un gran lavoro in più per l’amministrazione comunale, ma anche altrettanto grandi aspettative. «È straordinario essere coinvolti in un evento di queste dimensioni», afferma il sindaco Fritz Staub. Nadja Sutter

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