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Teleriscaldamento, ma ora senza emissioni di CO2

In molti casi le città e i comuni stanno già pianificando la costruzione di nuove reti di teleriscaldamento o l’ampliamento di quelle esistenti. Come fonte di calore si privilegia il calore ambientale proveniente dai laghi, dai fiumi o dal sottosuolo. Tuttavia, per coprire i picchi di carico è ancora consuetudine ricorrere a generatori di calore fossili, tra cui per esempio le caldaie a gas. Sono comunque possibili anche sistemi di teleriscaldamento completamente privi di combustibili fossili e biomasse, con costi aggiuntivi contenuti. Lo dimostra uno studio condotto dalla Scuola universitaria professionale per le scienze applicate di Zurigo (ZHAW). Lo studio ha esaminato 38 reti di teleriscaldamento in tutta la Svizzera che funzionano senza energie fossili e senza biomassa e che sono già state realizzate o sono in fase di progettazione, oppure per le quali è disponibile uno studio di fattibilità. I costi per le reti completamente prive di combustibili fossili sono superiori di circa il 20 per cento. Benedikt Vogel

Centri di calcolo: opportunità e sfida

Nel Comune di Beringen (SH), un progetto per un centro di calcolo ha suscitato grande interesse mediatico nel 2023 a causa dell’elevato consumo energetico previsto. Per spiegare il progetto alla popolazione e rispondere alle domande, è stata organizzata una serata informativa. Inoltre, il Comune ha avviato un dialogo con la società di gestione al fine di utilizzare nel modo più efficiente possibile le ingenti quantità di calore residuo prodotte dal centro. Oggi, secondo il sindaco Roger Paillard, è chiaro che una parte di questa fonte di energia economica ed ecologica alimenterà la rete di teleriscaldamento locale. Il sindaco sottolinea inoltre quanto sia stato e sia tuttora importante per il Comune il supporto del Cantone e di esperti esterni. Su svizzeraenergia.ch , cantoni e comuni trovano una nuova pagina dedicata ai centri di calcolo, con esempi pratici e i principali strumenti di pianificazione. Il 24 marzo 2026 si terranno webinar in tedesco e francese, durante i quali verrà presentata questa nuova pagina e sarà possibile porre domande ad alcuni esperti. Remo Bürgi

L’impatto della politica e dell’IA sul settore del riciclaggio

Il Congresso sul riciclaggio 2026, organizzato da Swiss Recycle e dall’Associazione svizzera Infrastrutture comunali (ASIC), riunisce nuovamente i/le principali attori/attrici del settore del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti svizzero. Questo consolidato incontro settoriale offre un orientamento, in un periodo in cui le direttive politiche, le possibilità tecnologiche e le aspettative sociali sono in rapida evoluzione. L’edizione 2026 si concentrerà su due tematiche che caratterizzano il dialogo a livello settoriale: le condizioni quadro a livello politico per un’economia circolare funzionante e l’impiego pratico dell’intelligenza artificiale nel settore. Inoltre, una serie di relazioni specialistiche offrirà una panoramica sulle attuali sfide del mercato e fornirà una piattaforma per le nuove innovazioni. La revisione della Legge sulla protezione dell’ambiente (LPA) e i diversi sviluppi in termini di regolamentazione in corso a livello europeo stabiliscono nuovi parametri per la protezione delle risorse e la gestione dei rifiuti. Nel suo intervento di apertura, Christiane Wermeille, dell’Ufficio federale dell’ambiente, classificherà le prossime direttive politiche e illustrerà i nuovi obblighi e le nuove opportunità che attendono il settore. Particolare attenzione verrà dedicata alla tavola rotonda «Preparazione al riutilizzo», che illustrerà, facendo leva sull’esempio concreto delle apparecchiature elettroniche, le sfide che si presentano nella raccolta, differenziazione, riparabilità e ricommercializzazione. I rappresentanti dell’intera catena di creazione del valore discuteranno le modalità di adeguamento dei processi esistenti e su quali infrastrutture siano necessarie per rafforzare il riutilizzo sul piano pratico. In questo contesto, Wojtek Sitarz della Commissione Europea illustrerà anche gli sviluppi a livello europeo, in particolare l’estensione dell’obbligo di riparazione e i regolamenti in materia di progettazione ecocompatibile nel campo della riparabilità, raffrontandoli con la situazione in Svizzera. Un secondo punto focale riguarda quanto la digitalizzazione, e in particolare l’intelligenza artificiale (IA), abbiano già cambiato il settore del riciclaggio. Rappresentanti dei settori tecnologia di smistamento, gestione dei rifiuti e ricerca mostreranno, sulla base di esempi concreti, in che ambiti l’IA viene già utilizzata oggi, ad esempio a livello di riconoscimento degli scarti, ottimizzazione dei processi di selezione, o analisi dei flussi di materiali basata sui dati. In occasione della tavola rotonda, gli/le esperti(e) discuteranno quanto sia realistico l’impiego dell’IA presso le piccole imprese, quali investimenti siano necessari e quali applicazioni apportino effettivamente un valore aggiunto. La discussione spazierà dai progetti pilota esistenti, passando per gli ostacoli pratici, fino alla questione di come l’IA possa contribuire in futuro ad aumentare i tassi di riciclaggio e a ridurre le fluttuazioni in termini qualitativi. Uno sguardo oltre i confini nazionali, verso la Germania, consente inoltre di valutare la posizione della Svizzera sulla base di un raffronto internazionale e gli ambiti in cui può ancora recuperare terreno dal punto di vista tecnologico. Nella parte conclusiva del Congresso, l’attenzione si concentrerà su un altro tema centrale del settore: il crescente inquinamento dei rifiuti verdi da parte di sostanze estranee. Durante il dibattito tra esperti, specialisti come Martin Leuenberger, di Leureko AG, discuteranno di come il settore sta affrontando l’aumento delle sostanze estranee e quali misure si stanno dimostrando efficaci. La cerimonia si concluderà con la consegna del Circular Award, assegnato a progetti innovativi che forniscono un contributo misurabile all’economia circolare. Tra i 23 candidati, una giuria di esperti ha selezionato i seguenti tre progetti come finalisti: «Innovazioni tessili» - CLIMATEX AG «Batterie ad accumulo agli ioni di litio di tipo circolare» - Evolium Technologies SA «KIBECO Cleancrete Oulesse – Calcestruzzo senza cemento» - KIBAG Il pubblico eleggerà il vincitore o la vincitrice direttamente in loco: una conclusione stimolante che dimostra quanto sia varia e concreta la forza innovativa nel settore. Il Congresso sul riciclaggio 2026 non offre quindi solamente una classificazione tecnica ed esempi pratici concreti, ma anche uno spazio per lo scambio, il networking e l’ispirazione. Maggiori informazioni sull’evento settoriale sono disponibili all’indirizzo www.recyclingkongress.ch Il congresso di Bienne si svolgerà in tedesco e francese. Viviane Pfister

Güttingen (TG): e all’improvviso è arrivato il boom

In tre anni, Güttingen è salito dal 16° al 1° posto nel Rating Minergie nella categoria «Comuni medi». Tre anni fa, il Comune contava 1700 abitanti, oggi sono 1850, ma ci sono ancora 150 appartamenti in costruzione. «I grandi committenti sanno che la certificazione Minergie è economicamente vantaggiosa», afferma il sindaco Urs Rutishauser. Un fiore all’occhiello è l’Alte Schmitte, un complesso di sei edifici. L’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici sui tetti e sulla facciata supera il consumo proprio; quindi, si può fornire elettricità anche al negozio dall’altra parte della strada. Secondo Urs Rutishauser, a Güttingen si può fare ancora di più, soprattutto con l’elettricità. «Il nostro obiettivo principale è usare l’energia prodotta sui tetti nel nostro Comune, così da poter diventare autosufficienti.» Marcel Habegger

Spazio alle persone e alla natura sulle sponde del lago a Horw

Negli ultimi anni la strada che costeggia il lago sulla penisola del comune di Horw è stata ristrutturata a tappe. Nel corso di questa riqualificazione, non solo si è migliorata la visibilità della strada, ma si è anche lasciato più spazio alla natura. Laddove prima il lago lambiva il muro di cinta, ora il Comune ha reso più verde l’area in prossimità della riva. Ha creato alcuni isolotti artificiali, realizzati con grandi massi, e vi ha sistemato dei ceppi per le radici, da cui ora crescono alcuni cespugli. Gli isolotti frangiflutti permettono alle canne di crescere nell’acqua più calma e meno profonda. Questo paesaggio costiero costituisce un habitat per uccelli, pesci, anfibi e rettili, come spiega Silas Wobmann, vicecapo dell’ufficio per l’ingegneria civile del Comune di Horw. La riprogettazione dell’ultimo tratto di strada tra il Seehotel Sternen e Winkelbadi è costata circa 1,5 milioni di franchi. Nadja Sutter

Turbenthal, una politica climatica vincente

Come fanno i piccoli comuni rurali ad attuare una politica climatica efficace anche senza strategie milionarie? All’Università di San Gallo questa domanda è stata oggetto di una tesi di master, che ha confrontato le strategie energetiche e climatiche di quattro comuni della Tösstal, nel Cantone di Zurigo. Il Comune di Turbenthal si è particolarmente distinto: nonostante una situazione economica difficile, da anni persegue una politica climatica ambiziosa. Già nel 2012 ha lanciato un proprio programma d’incentivazione per ridurre il fabbisogno termico degli edifici e le emissioni di CO 2 . I risultati sono possibili grazie soprattutto al coinvolgimento dei volontari e a una grande mobilitazione locale. Inoltre, l’impegno per la protezione del clima è radicato a livello istituzionale con un ufficio tecnico competente e una commissione per l’energia. Il Comune formula anche obiettivi concreti e verificabili, contribuendo così al successo. Kim Whett

Porrentruy, la natura come rimedio contro il caldo in città

Secondo l’analisi dei rischi climatici dell’UFAM, entro il 2060 le ondate di calore saranno uno dei rischi principali per la Svizzera, in particolare per i bambini, gli anziani e le persone con patologie pregresse. Nell’ambito di un progetto pilota, Porrentruy (JU) ha sviluppato misure innovative per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la promozione della biodiversità. L’obiettivo era quello di valorizzare ecologicamente gli spazi pubblici, in particolare nei luoghi frequentati da gruppi vulnerabili. Il piano comunale «Natura in città» stabilisce linee guida concrete per la rinaturalizzazione resiliente delle aree verdi. La scelta di alberi autoctoni resistenti al clima e l’integrazione delle misure negli strumenti urbanistici garantiscono un’attuazione sostenibile. La popolazione è stata regolarmente informata e coinvolta. L’approccio di Porrentruy costituisce un esempio pragmatico di adattamento efficace ai cambiamenti climatici per altri comuni. Informazioni: Adapt+: il programma di finanziamento per l’adattamento ai cambiamenti climatici Guirec Gicquel

Spazio alla natura, anche negli insediamenti

La città di Zofingen è stata insignita del premio del Cantone di Argovia per la natura 2025 grazie a due interventi esemplari di riqualificazione stradale sulla Obere Mühlemattstrasse e sulla Eisengrubenweg. Sono state rimosse le coperture impermeabili su circa 2000 m² di superficie, successivamente rinaturalizzata. Ora l’acqua piovana può defluire localmente, riducendo la pressione sul sistema fognario. Le ampie strisce verdi con alberi, i prati fioriti e le aree ricreative offrono nuovi habitat. La popolazione locale è stata coinvolta attivamente, il che ha rafforzato l’identificazione e l’accettazione. Il progetto offre una sintesi riuscita tra adattamento al clima, biodiversità e partecipazione. Sarah C. Sidler

Inverdimento degli edifici nei comuni

Il Comune di Hünenberg, nel Cantone di Zugo, è impegnato nello sviluppo sostenibile, nella biodiversità e nell’uso attento delle risorse naturali. All’inizio del 2025 ha introdotto una nuova offerta per la popolazione: una consulenza gratuita sull’inverdimento degli edifici. «L’obiettivo principale è quello di chiarire le frequenti domande dei privati sugli interventi potenzialmente fattibili, concretamente, per i loro edifici», spiega Jeffrey Illi, responsabile del settore sicurezza e ambiente del Comune di Hünenberg. Le consultazioni sono organizzate in collaborazione con la Schweizerische Fachvereinigung Gebäudebegrünung (SFG, l’Associazione svizzera degli specialisti dell’inverdimento di edifici). Le facciate e i tetti verdi rinfrescano in estate, isolano in inverno, filtrano le sostanze inquinanti, trattengono la CO 2 e creano habitat per piante e animali. Inoltre, raccolgono l’acqua piovana, riducendo così il rischio d’inondazioni in caso di forti precipitazioni. Per maggiori informazioni: www.sfg-gruen.ch Üsé Meyer

Come la Val Bavona affronta la ricostruzione in modo partecipativo

La Fondazione SL-FP ha conferito il riconoscimento paesaggio dell’anno «per l’azione solidale esemplare e per la conservazione e la cura del paesaggio culturale, anche in una situazione di emergenza». Fra le motivazioni di questo premio si sottolinea anche «l’impegno pluriennale a favore del paesaggio da parte di un’organizzazione di utilità pubblica, della popolazione locale e di esterni». Si è premiato quindi non solo il lavoro svolto dopo l’alluvione, ma pure quello effettuato in passato. Lavoro che ha portato, da un lato, a una forte identificazione della comunità con la propria valle e, dall’altro, allo sviluppo di una collettività resiliente nelle proprie azioni, come è stato ricordato durante la cerimonia di premiazione svoltasi a Cavergno, a fine di maggio, alla presenza del consigliere federale Albert Rösti. «Il premio di paesaggio svizzero dell’anno 2025 ci ha lusingati, emozionati e incoraggiati», afferma la sindaca di Cevio, Wanda Dadò. L’esperienza di quella notte, quando la natura infuriata ha fatto otto vittime in alta Valle Maggia e causato ingenti danni materiali, è ben presente nella sua memoria. Wanda Dadò era in carica solo da poche settimane e improvvisamente si è dovuta confrontare con una sfida enorme. «Fino a quell’evento non avevo neanche inaugurato una fontana», dice, «poi – da un giorno all’altro ho dovuto gestire una situazione estremamente difficile, essere presente a conferenze stampa, parlare con giornalisti e tant’altro.» Con il sindaco di Lavizzara, Gabriele Dazio, si è recata a Berna. A Palazzo federale è stata ricevuta dal consigliere federale Albert Rösti per parlare di sostegni finanziari: «Siamo stati accolti molto bene.» È ancora commossa dal sostegno, dai messaggi solidali e dagli aiuti che sono arrivati da tutta la Svizzera. «Il premio di paesaggio svizzero dell’anno 2025 ci ha lusingati, emozionati e incoraggiati.» Wanda Dadò, sindaca di Cevio (TI) La Val Bavona è stata chiusa fino a metà aprile per i visitatori esterni. Il danno principale si trova nella frazione Fontana-Bosco-Mondada. La colata detritica è scesa dalla valle laterale di Larèchi trasportando 300 000 m 3 di materiale e trasformando in modo irreversibile il paesaggio. La ferita è profonda ma ora si vedono già diversi progressi. Una nuova strada asfaltata percorre questa zona dall’aspetto quasi lunare e ci sono prime aree bonificate. Come dovrebbe presentarsi questa zona in futuro? Tra cinquanta, cent’anni? Come ricucire questo paesaggio? Ecco le domande principali per le quali si desidera trovare delle risposte in un percorso altamente partecipativo. I terrieri della Val Bavona e gli amanti del territorio sono chiamati a partecipare in modo attivo alla definizione del futuro del territorio. Mediante incontri, interviste dirette o di gruppo, laboratori, scambi di idee e di memorie, vengono raccolte le diverse visioni del paesaggio di Fontana, Bosco e Mondada con l’obiettivo di fornire indicazioni di lavoro per la fase di progettazione. Nella zona di Fontana si è istallata una cassetta-bucalettere con penne e fogli dove qualsiasi persona interessata può depositare le proprio idee. «La partecipazione alle serate e ai laboratori è stata molto buona, anche alla serata organizzata dal Cantone per la definizione delle zone rosse dove non si può più costruire», dice la sindaca Dadò. La direzione del progetto ricucitura è affidata a un gruppo ristretto. «Finora il nostro progetto procede secondo la tabella di marcia», dice Lorenzo Dalessi, presidente della Fondazione Valle Bavona, lodando la collaborazione con il Comune di Cevio. Ricorda che questo settembre verrà pubblicato il bando per l’affidamento della progettazione della ricucitura del paesaggio. Serviranno esperti in architettura del paesaggio, in ingegneria civile, scienze ambientali e naturali, ma pure agronomi, progettisti rurali e conoscitori della storia e della cultura alpina. «Il nuovo paesaggio, frutto di un approccio multidisciplinare orientato a garantire sicurezza, funzionalità e qualità, dovrà anche confrontarsi con il tema della memoria degli eventi del 2024», si legge nel preavviso del bando. Indipendentemente da questo importante progetto il Comune di Cevio guarda in avanti, vuole far conoscere meglio la vita in valle, che è caratterizzata da una dimensione umana ed è attrattiva, in particolare per famiglie. Fra i grandi progetti di Cevio c’è il Centro ricreativo turistico a Bignasco con una piscina coperta. L’apertura di questa importante opera è prevista per il 2030. Informazioni: https://www.fontanaboscomondada.ch Gerhard Lob

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