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Open source: una vera opportunità per i comuni digitali

Seguendo il principio «Public Money, Public Code», il Parlamento federale ha sancito per legge l’obbligo di utilizzare l’Open Source Software (OSS) per le soluzioni commissionate autonomamente. Più i comuni seguono insieme questo principio, più è possibile ridurre le dipendenze tecniche ed economiche da specifici fornitori di soluzioni (vendor lock-in). L’utilizzo dell’OSS rafforza la sovranità digitale dei comuni e può aumentare la sicurezza grazie alla verifica esterna del codice. L’uso comune di software sulla stessa base – dal sistema operativo fino all’applicazione tecnica – consente di condividere le conoscenze sistematicamente, riducendo così il fabbisogno di risorse all’interno del comune. È questa l’idea alla base di GemeindeConnect . L’iniziativa è stata lanciata dall’Associazione dei Comuni Svizzeri in collaborazione con l’associazione Il Mio Comune ed è finanziata da Amministrazione digitale Svizzera. L’iniziativa mira a sostenere le organizzazioni comunali nella pianificazione e nello sviluppo congiunti di servizi digitali. A tal fine, vengono messi a disposizione degli interessati principi di base, best practice, moduli, testimonianze e conoscenze tecniche. La riduzione dei doppioni sta diventando sempre più importante a livello mondiale, alla luce della scarsità di risorse economiche e dei crescenti requisiti in materia di protezione dei dati, trasparenza e indipendenza digitale. L’utilizzo di OSS, abbinato a una base dati collaborativa, aperta e standardizzata (Open Government Data, OGD), fornisce una risposta a queste sfide. Jürg Kubli

Digitalizzazione: i comuni stentano a collaborare

Il grande sondaggio comunale sulla digitalizzazione, condotto dall’associazione Il mio Comune e dall’Associazione dei Comuni Svizzeri, si è concentrato quest’anno sulla collaborazione tra i comuni. Dai risultati emerge che il 62 per cento dei comuni vuole affrontare la trasformazione digitale insieme. Si aspettano che ciò porti a uno scambio di conoscenze, a un aumento dell’efficienza e a servizi migliori. I comuni ritengono che le restrizioni all’autonomia, i diversi sistemi informatici, la mancanza di conoscenze e una scarsa disponibilità alla cooperazione costituiscano un ostacolo alla collaborazione. In media, i comuni valutano la collaborazione reciproca con un voto di 3,8. Come motivi delle difficoltà, i comuni indicano le differenze nelle dimensioni dei comuni, nel grado di maturità e nei compiti. Nonostante le aspirazioni di autonomia, desiderano linee guida chiare da parte della Confederazione e dei cantoni nonché migliori formati di scambio e una collaborazione coordinata. Link alla valutazione dettagliata del sondaggio: Il Mio Comune Joachim Tillessen

Volketswil: sicurezza digitale con eAlarm crisis

Un incidente non avvisa prima. A Volketswil (ZH), ogni secondo è importante in caso di pericolo. Grazie a eAlarm crisis, il Comune avvisa i propri responsabili in pochi istanti, tramite app, chiamata vocale o messaggio. Ora questo dispositivo consente di avvisare immediatamente circa 150 persone. Lo strumento si è già dimostrato efficace in occasione di una fuoriuscita di liquido refrigerante in un parcheggio: l’allarme ha funzionato perfettamente, e in breve tempo la situazione è stata riportata alla normalità. Per andare a completare la gestione, EasyRegister consente inoltre d’informare i cittadini: ognuno si registra tramite un portale semplice e sceglie quali notifiche ricevere (meteo, incidenti tecnici, eventi). I dati sono conservati in Svizzera e protetti secondo gli standard più elevati. Un dispositivo digitale completo, affidabile e trasparente, per una sicurezza che unisce amministrazione e popolazione. «In caso d’emergenza, tutti devono sapere cosa fare.» Andreas Fritschi, responsabile IT, Volketswil Per maggiori dettagli: scs.alr@swisscom.com Nina Devallonné

Rendere i servizi digitali accessibili a tutti

Sempre più comuni offrono i propri servizi anche in formato digitale. Una soluzione pratica per gran parte della popolazione, ma che esclude le persone che hanno scarsa dimestichezza con la tecnologia. Anja Trümpy O’Farrill è responsabile del supporto digitale presso Caritas e conosce bene la questione. Secondo lei, i comuni potrebbero fare molto con pochi mezzi per non escludere nessuno. Ciò significa continuare a tenere aperto lo sportello, dedicare tempo a tutti coloro che necessitano di assistenza e spiegare loro di persona come utilizzare un determinato servizio. È fondamentale anche che le collaboratrici e i collaboratori comunali siano informati sulle offerte di aiuto: mettere a disposizione dei volantini all’ingresso può risultare utilissimo. Inoltre, Anja Trümpy O’Farrill raccomanda ai comuni di utilizzare sui siti web un linguaggio il più comprensibile possibile. Nadja Sutter

Perché gli standard aiutano i Comuni

In concreto, gli standard consentono di armonizzare i processi e di collegare più facilmente i sistemi informatici. I dati sono strutturati allo stesso modo ovunque, il che ne semplifica l’utilizzo e riduce il rischio di errori. L'affidabilità dei dati consente inoltre ai comuni di analizzare meglio le proprie prestazioni, ad esempio per sapere quante richieste vengono trattate o quanto tempo richiede una procedura. Gli standard diventano così la base di un’amministrazione digitale più efficiente e interconnessa. Lo sviluppo dell’ Amministrazione digitale svizzera mira a intensificare la collaborazione tra comuni, città, cantoni e la Confederazione. L’obiettivo è quello di creare insieme standard e architetture comuni al fine di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi. Nuove regole di partecipazione per tutti i livelli federali dovrebbero inoltre consentire di rendere alcuni standard obbligatori per tutti gli enti pubblici. I Comuni possono già partecipare a questa evoluzione aderendo ai gruppi di lavoro dell’associazione eCH o prendendo parte alle consultazioni pubbliche. Florina German

A che cosa serve una guida informatica utile?

Una guida informatica può essere uno strumento semplice ed efficace se pensata per la pratica. Nella realtà, spesso ci si imbatte in due scogli. Alcune guide sono molto dettagliate, simili a un regolamento, con un linguaggio giuridico e tante regole. Altre sono più brevi, ma rimangono generiche e non sempre forniscono risposte utili. Un approccio più pragmatico consiste nel partire dalle situazioni reali in cui ci si è imbattuti nel comune. Una guida utile risponde a domande concrete: uso delle e-mail, gestione delle password, reazione di fronte a un messaggio sospetto o uso di un dispositivo personale. Ad esempio: «L’uso privato della casella di posta elettronica professionale è tollerato in modo occasionale, purché rimanga limitato e non interferisca con il lavoro.» Questo tipo di formulazione semplice permette di eliminare le ambiguità e di fornire un quadro chiaro. L’obiettivo non è di coprire tutto, ma di proporre alcuni punti di riferimento comprensibili e applicabili. Una regola chiara sarà sempre più efficace di un principio generico di difficile interpretazione. Una guida utile resta coerente con gli strumenti in uso e le pratiche di lavoro. Non sostituisce né le misure tecniche né la formazione, ma va a integrarle, come un quadro condiviso. In definitiva, il suo valore non dipende dalla sua lunghezza, bensì dal suo utilizzo. Un documento semplice, conosciuto e applicato resta spesso la soluzione migliore. Grégory Grin

e-ID: che cosa significa per i comuni?

In futuro, l’identificazione sarà possibile in formato digitale grazie all’e-ID, anche per poter usufruire dei servizi digitali dell’amministrazione. Nell’autunno del 2025 l’elettorato ha approvato l’introduzione con una risicata maggioranza. L’e-ID resta facoltativa e può essere cancellata in qualsiasi momento. All’e-ID è collegata l’introduzione del cosiddetto «swiyu Wallet», una sorta di portafoglio digitale in cui viene archiviata l’e-ID, ma è possibile memorizzare anche altri documenti, come per esempio un certificato di domicilio digitale. I comuni dovrebbero entrare presto in contatto con l’e-ID, poiché la sua introduzione è prevista per la fine dell’anno. Per questo motivo l’Associazione dei Comuni Svizzeri ha deciso di porre il tema al centro della sua assemblea generale 2026, che si terrà il 18 giugno nell’ambito del salone Suisse Public a Berna. Rolf Rauschenbach, responsabile dell’informazione sull’e-ID dell’Ufficio federale di giustizia, terrà una relazione all’assemblea generale. Successivamente, insieme ad alcuni rappresentanti dei comuni e dei cantoni, parteciperà a una tavola rotonda sull’argomento. Nadja Sutter

Truffa del CEO – come possono proteggersi i comuni

Trattandosi di enti pubblici e in considerazione dell’elevata disponibilità di informazioni di vario tipo sui loro siti web, i comuni rappresentano un target attrattivo per tentativi di truffa del CEO. In questi tipi di truffa, i criminali si spacciano per dirigenti, per esempio capi, capidivisione o sindaci, e lo fanno tipicamente via e-mail. Le truffe del CEO non vengono tuttavia perpetrate soltanto via e-mail. Nel frattempo, infatti, si registrano anche tentativi di truffa tramite WhatsApp o per telefono. L’obiettivo è di manipolare e mettere sotto pressione in modo mirato i collaboratori del settore delle finanze così da indurli a effettuare transazioni finanziarie o ad acquistare carte regalo. Il denaro trasferito non va tuttavia a finire dove dovrebbe, bensì nelle mani dei truffatori. Per proteggersi contro le truffe del CEO l’UFCS suggerisce di definire, in caso di richieste di pagamento, una regolamentazione chiara delle competenze e processi sistematici, sia per i collaboratori attivi nel settore delle finanze, sia per i dirigenti. In caso di dubbi o incertezze sarebbe opportuno verificare la richiesta attraverso un canale di comunicazione separato e noto alle potenziali vittime. Anche l'autorizzazione dei pagamenti secondo il principio del doppio controllo e momenti formativi regolari sulle truffe e il social engineering sono ulteriori misure di protezione efficaci, come lo sono anche l’utilizzo sistematico delle firme per le e-mail e un potente filtro antispam. Vi invitiamo inoltre a non pubblicare, nel limite del possibile, informazioni interne sul sito del comune. Qualora doveste aver effettuato un pagamento nonostante le misure preventive, contattate immediatamente la banca tramite la quale avete effettuato il pagamento. Questa potrebbe, infatti, ancora riuscire a bloccarlo. L’UFCS consiglia inoltre di sporgere denuncia presso la polizia cantonale responsabile. I tentativi di truffa del CEO identificati e quelli avvenuti possono essere segnalati all’UFCS su base volontaria all’indirizzo: https://www.report.ncsc.admin.ch/it/ Nel sito web dell’UFCS trovate ulteriori precisazioni, e anche informazioni su altre forme di minaccia. Kilian Cuche

La digitalizzazione migliora l’efficienza nel centro di smaltimento

La costruzione del nuovo centro di smaltimento ad Adliswil, nel Cantone di Zurigo, è più di un semplice progetto edilizio. La Città vuole infatti modernizzare e digitalizzare buona parte dei processi operativi. L’obiettivo è di ottimizzare il flusso del traffico nell’area, uniformare la fatturazione e rendere più efficiente le operazioni. Tutto ruota intorno a diversi processi controllati digitalmente: gestione degli ingressi e delle aree di attesa, assegnazione dei parcheggi, pesatura, pagamento e uscita. Un software operativo su base web coordina i processi all’interno dell’area e fornisce i dati per le analisi. Per il personale, il lavoro cambia: alcuni compiti, tra cui l’accompagnamento dei veicoli o l’incasso, vengono in gran parte eliminati. Il personale può invece concentrarsi maggiormente sulla consulenza e sull’assistenza ai visitatori. I lavori per il nuovo centro di smaltimento sono iniziati a gennaio 2026, mentre la messa in funzione è prevista per la fine del 2026 o l’inizio del 2027. Viviane Pfister

I comuni solettesi sviluppano servizi digitali congiunti

Nel marzo del 2025 il team di GemeindeConnect (un progetto congiunto dell’Associazione dei Comuni Svizzeri e di Il mio Comune) ha avviato il progetto pilota con le associazioni comunali di Soletta. Obiettivo: standardizzare cinque servizi comunali e proporli a misura di utente entro 12 mesi tramite il portale cantonale my.so.ch. Dal punto di vista della popolazione, in futuro sarà quindi possibile usufruire anche di servizi comunali tramite il portale cantonale, indipendentemente dal comune responsabile dell’elaborazione della richiesta. Il cuore dell’iniziativa sono i cosiddetti «public innovator», esperti delle amministrazioni comunali che hanno collaborato come volontari in gruppi tematici dedicati all’innovazione. Hanno definito i cinque servizi sotto il profilo tecnico e hanno apportato le loro esperienze maturate nella quotidianità dei comuni e delle associazioni. Il trasferimento delle conoscenze da parte dei public innovator è un elemento cardine del progetto e in futuro essi assumeranno un ruolo centrale nel mettere a punto i servizi. Nel gennaio del 2026 è iniziata la fase d’introduzione. All’evento informativo hanno partecipato oltre 130 collaboratrici e collaboratori dell’amministrazione di Soletta. Il team di GemeindeConnect accompagnerà da vicino i comuni solettesi nella prossima fase. Oltre al supporto nella configurazione del cockpit comunale, ci si concentrerà in particolare anche su questioni tecniche. I comuni riceveranno istruzioni, potranno partecipare ai corsi di formazione e saranno supportati individualmente per parametrare i loro servizi. Nel marzo del 2026 entreranno in funzione i primi cinque servizi. Il modello di Soletta è la dimostrazione del fatto che l’approccio collaborativo è più efficiente della digitalizzazione individuale. Thomas Blum, Michael Steiner

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