Menu
Logo Logo
  • DE
  • FR
  • IT
  • Il Comune 2
  • Luisa Tringale 1
  • Nadja Sutter 1
  • 9 l 2023 2
Filtro attivo: Categoria: Il Comune Edizione: 9 l 2023 Rimuovi tutti i filtri
2 risultati trovati in 1 millisecondi. Mostra risultati 1 a 2 di 2.
  • 1
Risultati per pagina:

«A Berna per mettere a frutto il proprio impegno»

«Come mi sono avvicinato alla politica comunale? Vorrei dire quasi per caso…» Così Alex Farinelli rievoca gli albori della sua carriera politica, a 23 anni, quando gli fu chiesto se fosse interessato a candidarsi per il Consiglio comunale di Comano sulla lista del partito liberale radicale (PLR). Alex Farinelli è stato consigliere comunale dal 2004 al 2016. Nel 2016 è stato designato sindaco, carica che ricopre tuttora. Candidatosi nel 2015 per Consiglio di Stato e Gran Consiglio, è stato eletto nel Legislativo cantonale, dove ha seduto fino al 2019. Dal 2019 è consigliere nazionale. Secondo Alex Farinelli, la carriera politica «è metà fortuna e metà impegno: ci vogliono entrambi». Colora volentieri il suo racconto con aneddoti e metafore. Il lavoro politico lo accosta a quello di un agricoltore. «Arare e seminare è il tuo lavoro, ma ci vuole anche la fortuna per un buon raccolto: né troppa pioggia, né troppo sole. In politica ci metti del tuo, ma aiuta essere al momento giusto nel posto giusto. A me penso sia capitato con la campagna per il Consiglio di Stato alle elezioni cantonali del 2015: un momento che ha dato un’accelerazione alla mia attività politica.» Come sindaco di Comano, ritiene che il Comune possa fare molto principalmente in due ambiti: nell’«immaginare il futuro», quindi nella pianificazione – di un ecocentro, di una casa anziani, della rete dei passaggi pedonali – e nelle «piccole cose», piccole ma importanti, come la realizzazione di un parco giochi, come la sistemazione dei cestini in paese. La vicinanza alla popolazione permette di rispondere alle sollecitazioni dei cittadini in maniera un po’ più rapida e meno burocratica rispetto a quanto avviene agli altri livelli di governo, benché le tempistiche non siano brevi neppure a livello comunale. Per questo è fondamentale anticipare, immaginare le cose un po’ prima che siano necessarie, avere una politica orientata al futuro. «L’impegno è tanto… ed è possibile vederne i risultati.» La volontà di mettere a frutto il proprio impegno politico è ciò che lo ha spinto a candidarsi per il Consiglio nazionale. «Dal 2015 al 2019 ho avuto l’opportunità di sedere in Gran Consiglio. Ci si rende conto abbastanza velocemente che a livello cantonale la capacità di influire sugli aspetti legali è limitata: il quadro legislativo viene definito a Berna. Tendenzialmente si ha piacere a vedere che il tempo che si investe generi il miglior risultato possibile. Andare a Berna per me vuol dire mettere a frutto il proprio impegno.» «Le definirei entrambe appassionanti e coinvolgenti», dice Alex Farinelli. «Per quanto riguarda la politica comunale, specialmente se si siede nell’Esecutivo, non c’è giorno in cui non si pensa al Comune. È un po’ come se ti occupassi di casa tua. A livello comunale è necessario essere dei generalisti, e ci si riesce perché la realtà comunale ha una dimensione che lo permette. Nella politica federale ci si specializza su dei temi in particolare, considerato il lavoro nelle commissioni e il livello di complessità delle tematiche.» «Per quanto riguarda la politica comunale, specialmente se si siede nell’Esecutivo, non c’è giorno in cui non si pensa al Comune. È un po’ come se ti occupassi di casa tua.» Alex Farinelli, sindaco di Comano (TI) e consigliere nazionale Alle elezioni federali di ottobre, Alex Farinelli è candidato per entrambe le Camere. «La grossa differenza in Consiglio degli Stati è il numero di parlamentari: significa che ogni consigliere agli Stati siede in un maggior numero di commissioni rispetto a quanto avviene in Consiglio nazionale. Per me è l’aspetto più interessante. Inoltre, mentre il Consiglio nazionale è una camera molto partitica, il Consiglio degli Stati è una camera in cui è tra le persone, molto più che tra i partiti, che si trova il compromesso, e ritengo di essere una persona che rispecchia quest’attitudine.» Una ricandidatura dopo un primo mandato in Parlamento è quasi naturale, per consolidare l’esperienza maturata. Rispetto alle precedenti elezioni federali, si definisce più tranquillo: «Ricandidarsi è in fondo più semplice, la prima volta a Berna era tutto, tutto nuovo! D’altra parte, ogni rielezione porta con sé quel minimo di ansia…» E aggiunge che ad ogni elezione, circa un terzo dei parlamentari cambia, presto si entra nel gruppo più anziano per carica. Per Alex Farinelli, conciliare le due cariche politiche, a livello locale e a livello nazionale, è difficile ma non impossibile. La difficoltà principale è forse data dal tempo che va investito per l’attività parlamentare a livello federale, circa 95 giorni all’anno a Berna. A livello comunale, però, alcune condizioni sono particolarmente importanti: «Avere un municipio che non litiga, e avere una buona amministrazione, in particolare un segretario comunale capace di decidere, informare e interpellare l’Esecutivo secondo i casi. La fiducia all’interno del municipio e nei confronti dell’amministrazione è fondamentale, così come sapersi concentrare su quello che è importante e saper delegare. Ma bisogna arrivare preparati. Come quando si va in montagna: ci si affida alla guida se questa sa dove sta andando. È fondamentale che il sindaco sia preparato, abbia in mente un progetto. Il che non significa voler imporre una meta, ma che c’è chiarezza sul percorso. Ognuno ha il suo ruolo.» Le sedute di Municipio a Comano durano un’ora, un’ora e mezza. Segue un aperitivo, momento di discussione altrettanto importante, «perché alcune discussioni è meglio affrontarle in un contesto più informale, e perché è importante non lasciarsi mai con le arrabbiature, ma sempre su momenti piacevoli. Le cose funzionano bene, e con l’aperitivo funzionano ancora meglio!» Luisa Tringale

I 175 anni dello Stato federale e il ruolo dei comuni

Reto Steiner: Si possono distinguere due tipi di comuni in origine. Il primo si formò nelle zone rurali, nelle regioni di montagna: i proprietari terrieri, prevalentemente contadini benestanti, si riunirono in cooperative per difendere i propri interessi e dichiarare la propria indipendenza dalla nobiltà. Nelle città gli artigiani fecero altrettanto, il che portò alla nascita del secondo tipo di comuni. Nelle città, i commercianti si riunirono. Sia nelle comunità urbane che in quelle rurali, tuttavia, non tutti potevano avere voce in capitolo, ma solo coloro che possedevano delle proprietà. Il principio di determinare le famiglie che avevano una certa proprietà terriera era in contraddizione con il principio di uguaglianza sancito dalla Rivoluzione francese. In quel periodo avvenne la separazione tra comuni patriziali e comuni di residenti: i secondi erano unità puramente amministrative, mentre i primi riunivano le proprietà dei precedenti comuni. I comuni non figurano esplicitamente nella Costituzione federale del 1848. Tuttavia, si presumeva implicitamente l’esistenza dei comuni. La Costituzione prevedeva comunque la libera scelta del luogo, che era la pietra miliare di una società mobile. Solo nel 1874 la Costituzione stabilì che tutti i cittadini svizzeri godevano di pari diritti politici. Prima di allora, era teoricamente possibile che non tutti gli abitanti di un comune potessero avere voce in capitolo. Come già detto, la Costituzione federale non lo sanciva. Nel XIX secolo, tuttavia, non esistevano vere e proprie leggi comunali a livello cantonale che definissero i compiti dei comuni. Ciò è avvenuto solo negli ultimi decenni. In sostanza, in passato i comuni avevano meno compiti. Dopo la Seconda guerra mondiale si sono aggiunti molti altri compiti, soprattutto nel settore degli affari sociali e culturali. In quel periodo sono state costruite molte infrastrutture: sale polivalenti, piscine e impianti sportivi. Negli ultimi anni, l’elenco dei compiti sociali ha continuato ad allungarsi, ad esempio con l’assistenza complementare alla famiglia o il lavoro sociale nelle scuole. L’aspetto interessante di questo articolo è che garantisce l’autonomia dei comuni, ma non la loro esistenza. Ciò significa che di fatto i comuni hanno dei diritti, ma non il diritto di esistere in sé. Questo rientra nelle competenze dei cantoni. Tuttavia, i cantoni non possono declassare i comuni a semplici organi esecutivi sulla base dello statuto di autonomia. Allo stesso tempo, questo articolo, formulato in modo piuttosto aperto, consente ai comuni di adattarsi e ad esempio di fondersi, proprio poiché non è una garanzia di esistenza. L’articolo fa riferimento alle esigenze particolari delle città e delle regioni montane. In questo modo si chiude il cerchio della nascita dei comuni, che è avvenuta contemporaneamente nelle zone rurali di montagna e nelle città. Trovo questo dibattito piuttosto artificioso. Dopo tutto, queste spese vincolate sono nate da un processo democratico. Siamo cittadini non solo comunali, ma anche cantonali e federali. Stabiliamo determinati standard a livelli superiori, ad esempio in ambito sociale o ambientale. I comuni si uniscono in associazioni per essere in grado di soddisfare questi standard. L’utilizzo di sinergie ha senso, soprattutto per i comuni più piccoli, perché i compiti dei comuni stanno diventando sempre più complessi. Mi aspetto che la tendenza delle fusioni prenda piede nei prossimi anni. La maggior parte delle fusioni avviene volontariamente, per un senso di solidarietà, consente ai comuni di posizionarsi in modo più professionale e di rafforzarsi come istituzione. Perché i comuni forti, in grado di svolgere i propri compiti in modo professionale, rafforzano l’autonomia comunale, che è un principio fondamentale della Svizzera. I comuni stanno facendo un buon lavoro. La maggior parte di loro ha finanze sane. Il problema principale per loro è la mancanza di impegno politico. La già citata professionalizzazione dell’amministrazione è molto utile, poiché consente di coniugare l’incarico comunale con quello professionale. La sfida maggiore consiste nel cambiamento dei valori nella società. Praticamente tutti i cittadini lavorano e vogliono essere presenti per le loro famiglie. Si è già molto impegnati e non ci sono praticamente più risorse per un incarico politico. Inoltre, grazie ai social media, si è sempre di più sotto gli occhi di tutti. Esiste sicuramente il modo di adattare le strutture, ad esempio modificando gli orari delle riunioni o con le videochiamate. È importante dimostrare che vale la pena ricoprire una carica del genere. Si può essere coinvolti in modo concreto ed entrare in contatto con persone che altrimenti non si conoscerebbero. Ma non esiste una ricetta brevettata per le sfide del sistema di milizia. Informazioni: www.1848-parl.ch Nadja Sutter

  • 1
  • Abbonamenti
  • Protezione dei dati
  • Impressum
  • Dati media (in francese)
  • Archivio PDF
  • Cookies
© Associazione dei Comuni Svizzeri
  • Home
  • Ricerca
  • Archivio
  • Abbonamenti
  • Dati media
  • Protezione dei dati
  • Impressum
Chiudere