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Filtro attivo: Categoria: Il Comune Edizione: 5 | 2022 Rimuovi tutti i filtri
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Un’applicazione per semplificare la vita quotidiana

Certamente non viene comunicato quando un gatto viene perso, oppure l’aperitivo che viene organizzato da un’associazione. Ma se c’è una questione che riguarda tutti, il Comune di Stabio attiva un messaggio push che appare subito sugli smartphone degli abitanti. «Possono essere delle strade chiuse ad esempio, o gli inviti per le serate organizzate dal Comune», ci spiega Alex Beffa, vicesegretario comunale di Stabio. Il 32enne seduto nella sala conferenze nella casa comunale ci parla con dei vivaci movimenti delle mani. È lui che si occupa, oltre ad altri numerosi compiti per la cittadinanza, di questa applicazione che si può scaricare su Android e iPhone. Ci mostra l’uso dell’app, si vede subito la meteorologia locale attuale, le informazioni inerenti al Comune e le news. «Gli utenti non possono risponderci», spiega Beffa. «L‘applicazione rappresenta per il Comune l‘idea di avere una comunicazione chiara e diretta verso gli abitanti. Se c’è un’informazione importante, attiviamo un messaggio push, che si può leggere velocemente dagli schermi. Se qualcuno desidera avere più informazioni, può cliccare il link e riceve delle informazioni più dettagliate. Insomma, un servizio semplice e veloce per tutti.» Nel 2015 l’esecutivo di Stabio ha deciso, non solo di informare gli abitanti via internet o via posta cartacea, ma anche di utilizzare i sistemi digitali contemporanei, quindi tramite un’applicazione. La ditta Digital Code Sagl di Chiasso ha programmato questa app e le ultime modifiche e miglioramenti sono stati implementati tre anni fa. «Visto che si tratta di un prototipo, il Comune di Stabio paga per l’abbonamento annuale solo 1200 franchi», ci spiega Alex Beffa. Dei 4586 abitanti più di 800 persone hanno scaricato l’applicazione del Comune. «La rubrica più utilizzata è quella che concerne le notizie di prima pagina, seguite dalla meteo e dalla parte inerente alle informazioni», ci racconta il vicesegretario comunale. «È stato interessante scoprire che ci sono tante persone della terza età, diciamo a partire dai 50 anni, che usano volentieri l’applicazione.» «È stato interessante scoprire che ci sono tante persone della terza età, diciamo a partire dai 50 anni, che usano volentieri l’applicazione.» Alex Beffa, vicesegretario comunale di Stabio Una di loro è M. E. che non vuole essere pubblicato con il suo nome completo. Ha 77 anni ed è nata e cresciuta a Stabio: «L’ho scaricata perché posso fare direttamente delle prenotazioni per i biglietti del treno. Per questo motivo la trovo molto comoda. Così di tanto in tanto mi aggiorno sulle attività comunali.» Lavorava come infermiera psichiatrica e usava spesso il computer per compilare le cartelle cliniche. «Quindi sono abituata a gestire un computer o anche un’app, basta sapere quale bottone schiacciare così si trovano le informazioni.» È attiva nel centro diurno locale e insegna anche ad altre persone a scaricare e usare l‘applicazione. «Ho notato che così anche altre persone che ad esempio vengono da altri paesi sono riusciti ad entrare in contatto con dei parenti o amici del loro paese nativo che non sentivano più da tempo.» Perché Stabio è così avanti nella digitalizzazione mentre le città più grandi lo sono meno? «Difficile da dire», risponde Claudio Currenti, segretario comunale di Stabio. «Forse è perché Stabio è più piccolo e quindi più facile da gestire. Le strutture comunali sono più piccole e permettono quindi dei cambiamenti più veloci.» Un altro aspetto che nota Claudio Currenti è che ci sono molte associazioni che sono attive in questa zona. «Anche in questo caso non saprei dire da dove proviene questa tradizione, ma Stabio ha sempre avuto e ha tuttora molti gruppi e associazioni che si incontrano regolarmente. Quindi abbiamo già diverse persone a cui piace stare in contatto ed essere informate.» Per avere più ordine nelle informazioni, Stabio non pubblica tutti gli eventi che vengono comunicati dalle singole associazioni tramite la loro app. «Ma organizziamo alcuni eventi comunali, dove le associazioni sono invitate a partecipare portando cibo e bevande per dei momenti conviviali.» Anche l’account Instagram di Stabio, con i suoi circa 990 Followers, viene gestito personalmente dal segretario comunale. «Ci sono varie organizzazioni che comunicano tramite gli strumenti digitali. Ad esempio, il Museo della civiltà contadina di Stabio ha organizzato una chat in WhatsApp, dove comunicano le loro attività, e anche in questo caso non si può rispondere. Un tipo di newsletter sullo smartphone.» Un’applicazione deve essere utile e non disturbare ci spiega Silvana Alliata. La 40enne che si occupa di grafica vive con la sua famiglia a Stabio e usa l’applicazione del comune. «I messaggi push sono molto utili. Così so, se per esempio c’è una strada chiusa e devo scegliere un altro percorso con la macchina. Li ricevo più o meno una volta ogni dieci giorni e lo trovo perfetto. Se ricevessi un messaggio ogni ora cancellerei l’applicazione.» Silvana guarda un attimo lo smartphone e dice: «Negli ultimi giorni ho ricevuto un invito per una presentazione del nuovo serbatoio a Bella Cima, in passato ci hanno comunicato la presenza di un’aula per attività interdisciplinari che é stata montata vicino al laveggio, trovo che queste news siano molto interessanti. Non sono riuscita ancora a visitarla ma presto mi recherò sicuramente con i bambini.» Anche lei usa l’applicazione per acquistare le giornaliere in anticipo o per approfittare degli incentivi sui medesimi. «Questa è sicuramente una parte molto pratica di questa applicazione.» Anche se non ci sono tantissimi utenti, il Comune ci crede e resta positivo sugli sviluppi futuri. «L‘applicazione è una buona esperienza per tutti noi», conclude il vicesegretario Alex Beffa annuendo soddisfatto. «Vedremo cosa ci riserverà il futuro e come si adatterà il Comune ai cambiamenti portati dalla digitalizzazione.» Nora Hesse

L’Associazione dei Comuni Svizzeri, un concentrato di vantaggi

Quali conseguenze implica per i comuni la revisione della legge federale sull’energia? Dove le amministrazioni comunali possono ottenere le informazioni relative all’accoglienza dei rifugiati ucraini? A che cosa dovrebbe prestare attenzione la Confederazione nell’elaborazione di una nuova strategia di servizio pubblico per la Posta? E in che modo un comune può uscire da una situazione di crisi come la pandemia di coronavirus rimanendo il più indenne possibile dal punto di vista finanziario? Effettivamente ci sono stati alcuni dossier piuttosto importanti che l’ACS ha trattato negli ultimi tempi. Quella che segue è una panoramica (non esaustiva) delle attività dell’ACS attualmente in corso. L’anno scorso, l’ACS ha esercitato una forte pressione per i progetti Covid-19 del Parlamento e dunque per lo stanziamento di diversi miliardi di franchi per le misure di sostegno finanziario. I comuni ne hanno beneficiato direttamente, poiché il Parlamento e l’elettorato hanno erogato anche fondi per i trasporti pubblici e la cultura. Si tratta di settori che sono finanziati in buona parte dai comuni. Tuttavia, i comuni ne hanno beneficiato anche indirettamente, per esempio, perché meno persone hanno dovuto fare appello all’assistenza sociale. Per alleggerire il peso dell’assistenza sociale, l’ACS ha inoltre partecipato a un gruppo di progetto che si occupa di sviluppare un nuovo sistema di finanziamento nel settore dell’asilo. Per quanto riguarda la fiscalità, attualmente sono pendenti a livello federale diversi grandi progetti, che comportano rischi considerevoli per i bilanci fiscali dei comuni. Per questo motivo, l’ACS segue da vicino i dibattiti inerenti la soppressione del valore locativo, l’attuazione della riforma fiscale dell’OCSE o l’introduzione dell’imposizione individuale a livello federale e partecipa attivamente a tali dibattiti. Il Consiglio federale vorrebbe portare avanti l’espansione della produzione di elettricità rinnovabile con una revisione della legge federale sull’energia. Tra le altre cose, le procedure di pianificazione e autorizzazione per i grandi progetti idroelettrici ed eolici devono essere accelerate. La capacità dei comuni di opporsi sarebbe massicciamente indebolita – una grossolana violazione dell’autonomia comunale. L’ACS fornisce un contributo cruciale al dibattito. L’ACS è critica anche nei confronti dei piani della commissione di esperti del Consiglio federale sul servizio postale universale. La cosiddetta «modernizzazione» della Posta equivale in realtà a una riduzione quantitativa e qualitativa dei servizi. Tuttavia, il servizio postale pubblico rimane centrale per l’ACS. Dopo anni di smantellamento dell’infrastruttura postale fisica e di vari altri servizi, l’Associazione sostiene quindi che non vi saranno ulteriori tagli in questo settore. L’anno scorso, l’ACS ha fornito assistenza ai suoi membri nei settori delle finanze comunali e degli appalti pubblici. L’Associazione ha pubblicato una «guida alla politica fiscale in tempi di crisi», nonché varie schede informative per sostenere i responsabili comunali in merito alle questioni concernenti le prassi degli acquisti pubblici. L’opuscolo «Promozione della salute in età avanzata» spiega in che modo i comuni possono migliorare non solo la qualità della vita dei loro cittadini attraverso politiche sanitarie lungimiranti, ma anche alleggerire il peso sulle casse comunali. Suddivisa per cantoni, la nostra piattaforma online fornisce ai comuni le informazioni principali sui processi riguardanti la registrazione, l’assegnazione e l’alloggio delle persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. La piattaforma è corredata da istruzioni, schede informative e raccomandazioni di autorità e organizzazioni di rifugiati. In collaborazione con l’associazione «Myni Gmeind», l’ACS organizza periodicamente scambi di esperienze online su temi legati alla digitalizzazione. È stato organizzato anche un corso «Digital-Pionier» per i dipendenti comunali. Come organizzazione responsabile di «ePubblicazione», l’ACS sostiene anche i comuni interessati a pubblicare le loro comunicazioni ufficiali in modo giuridicamente sicuro, economico ed efficiente (per ora solo) in versione digitale. Infine, partecipando al progetto «Cyber-Safe», i comuni di piccole e medie dimensioni in particolare hanno la possibilità di preparare il loro personale alla crescente incidenza della criminalità informatica. Fabio Pacozzi

«Le lacune sono ancora numerose»

Peppino Giarritta: La notizia non mi ha sorpreso molto. Il fatto è che la trasformazione digitale non ha ancora raggiunto lo stesso livello in tutti i settori amministrativi. Le lacune sono ancora numerose. Da un lato, ciò è legato al fatto che le amministrazioni funzionano abbastanza bene già di per sé. Finora non si è avvertita proprio l’esigenza di cambiare qualcosa. D’altra parte, non sempre le amministrazioni sono messe così bene per affrontare attivamente la trasformazione digitale. Abbiamo assistito a un movimento negli ultimi anni, ma per l’attuazione, compresa quella degli orientamenti politici e delle basi legali, serve tempo. Per un confronto del genere è d’obbligo una certa cautela. In molti Paesi, la posizione di partenza e le condizioni quadro sono diverse. I Paesi scandinavi, per esempio, hanno un approccio diverso con i dati e la protezione dei dati, l’Italia è organizzata in modo più centralizzato e l’Austria ha inserito il tema nell’agenda politica prima della Svizzera e dunque è più avanti. Il federalismo costituisce una sfida in più, ma è nel DNA della Svizzera e offre anche molti lati positivi, come la vicinanza dei comuni alla popolazione. Soprattutto quando si tratta di esigenze di sicurezza, questa prossimità ci aiuta, rafforza la fiducia negli e-servizi. Fondamentalmente, sono responsabile del coordinamento della trasformazione digitale della Confederazione, dei cantoni e dei comuni; intervengo laddove sono chiamati in causa diversi livelli federali. Durante il primo anno, mi sono occupato principalmente di mettere in piedi l’organizzazione con la sua direzione operativa. Ora si tratta di dare forma all’ADS e di gestirla sotto il profilo degli orientamenti politici. I vantaggi nascono laddove le forze sono raggruppate negli ambiti della trasformazione digitale delle amministrazioni. I comuni possono sfruttare i servizi e le infrastrutture di base, partecipare negli organi e nei gruppi di lavoro dell’ADS nonché fare rete e scambiare conoscenze in occasione degli eventi. Attualmente siamo impegnati nella creazione di servizi di base, come l’identificazione elettronica (Ie), e nella promozione di progetti nell’ambito della gestione dei dati. Quest’ultimo comprende anche il Servizio nazionale degli indirizzi, che permette l’accesso elettronico agli indirizzi di tutti i comuni tramite una piattaforma centrale. Inoltre, c’è il tema del cloud, per cui le basi sono attualmente sviluppate congiuntamente in modo che le soluzioni cloud possano essere utilizzate in modo sicuro. Molte persone in Svizzera sono scettiche in merito all’avanzare della digitalizzazione, come lo ha dimostrato anche il voto sull’introduzione dell’Ie nel marzo del 2021, respinto a una vasta maggioranza. Come intende dissipare i dubbi della popolazione in futuro? È importante una comunicazione di buona qualità e trasparente, in cui si discutano apertamente anche i rischi della digitalizzazione. Nel complesso, si dovrebbe prestare maggiore attenzione ai molti servizi concreti che già oggi funzionano bene. Se le persone vedranno che questi servizi elettronici facilitano la loro vita, migliorerà anche la loro percezione legata alla sicurezza. La digitalizzazione e la protezione dei dati devono raggiungere una certa armonia. Tuttavia, ci sono ancora questioni aperte sull’interpretazione della protezione dei dati nell’attuazione. La società e la tecnologia cambiano di continuo, motivo per cui anche la protezione dei dati deve essere rinegoziata di continuo. Le esigenze della popolazione sono tuttavia chiare: la volontà è che i propri dati personali siano protetti. Come complemento ai mezzi d’identificazione tradizionali, facilita alla popolazione e alle imprese il contatto con le autorità e il ricorso ai servizi statali. Vorremmo creare una soluzione Ie pratica e sostenibile, che permetta processi sicuri senza discontinuità dei media, in modo tale che gli utenti risparmino tempo e denaro. Nel progetto si va delineando una nuova proposta di soluzione per un’Ie statale con il coinvolgimento delle parti interessate. Il progetto sarà posto in consultazione ancora quest’anno e discusso in Parlamento l’anno prossimo. Abbiamo bisogno di nuovi spunti di discussione con la politica e con l’opinione pubblica. Informazioni: www.amministrazione-digitale-svizzera.ch Marion Loher

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