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  • 6 | 2021 1
Filtro attivo: Categoria: Il Comune Autore: Luca De Stefano Rimuovi tutti i filtri
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Il Consiglio delle bambine e dei bambini si insedia a Mendrisio

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, ratificata dalla Svizzera nel 1997, considera bambine e bambini già cittadine e cittadini, non future cittadine e futuri cittadini (luogo comune frequentemente utilizzato riferendosi alle nuove generazioni). Partecipare e essere presi maggiormente in considerazione nelle decisioni di governo delle città dovrebbe essere garantito anche ai più piccoli. Lo ricordano alcuni articoli sanciti dalla Convenzione, in particolare: art. 3 - l’interesse superiore del bambino sulle decisioni che lo riguardano; art. 12 - esprimere liberamente la propria opinione e che questa venga presa in considerazione; art. 13 - libertà di espressione; art. 31 - diritto al gioco e al tempo libero. La Città di Mendrisio ha aderito al progetto internazionale «La città delle bambine e dei bambini», ideato e tuttora coordinato dal pedagogista Francesco Tonucci, che ha come ambizione quella di cambiare il parametro di riferimento della Città per tutto ciò che concerne la pianificazione, l’organizzazione e la regolamentazione dello spazio pubblico: non più l’adulto lavoratore automunito, ma il bambino. Mettere al centro i bisogni dei bambini significa avere la garanzia di includere e rispettare tutte le diversità. Il miglioramento della qualità della vita è il naturale «effetto collaterale» per tutte le cittadine e i cittadini. A tal fine è necessario il coinvolgimento diretto e attivo dei bambini, garantendone la partecipazione in alcuni processi che portano alle decisioni di governo. Ben consapevole dell’ambizione e della visione, quasi utopica, del progetto, Mendrisio ha intrapreso questo percorso adattandolo al proprio contesto sociale e territoriale, con l’auspicio di consolidare nel tempo buone pratiche di autentica partecipazione. Il primo obiettivo è stato di dare immediatamente forma a uno dei fondamenti del progetto: il Consiglio delle bambine e dei bambini (CdB) . Il 20 dicembre 2020 tutte le classi terze e seconde dell’Istituto scolastico hanno eletto un rappresentante (e un vice) per la composizione del primo Consiglio. L’organo conta 14 membri e rimarrà in carica due anni; dopodiché, verrà rinnovato con nuove elezioni: un primo grande esercizio di democrazia per i piccoli cittadini. L’investitura, tenutasi il 21 marzo in presenza di tutto il CdB e del Municipio in corpore con consegna dell’attestato a chiamata e firma del sindaco, ha legittimato ed ufficializzato l’inizio dei lavori del CdB. Il consiglio, oltre a sviluppare idee, fornire suggestioni e «far pressione» ai governanti, si sta già occupando, con il supporto dell’Ufficio tecnico, della progettazione del parco di Genestrerio che dovrà essere ristrutturato e diventare inclusivo per le persone con disabilità. Bambine e bambini sono già competenti e la disciplina attraverso la quale crescono, si formano, si relazionano ed apprendono è il gioco. Chi meglio di loro sa come si vuole giocare in un parco? Di certo, non noi adulti. I vincoli rispetto a norme specifiche, sicurezza, sostenibilità economica ed effettiva realizzabilità delle proposte saranno elementi con i quali il CdB si confronterà; ricordiamoci che bambine e bambini hanno già gli strumenti per capire e il richiamo al dato di realtà evita facili illusioni e conseguenti frustrazioni. Il percorso è già iniziato con le prime sedute: laboratori creativi che stimolano e comprendono i linguaggi e le suggestioni dell’età, progettando attraverso il gioco. La dimensione ludica garantisce autenticità, favorendo l’emergere di punti di vista propri e riducendo il rischio di contenuti indotti dagli adulti. Delle idee interessanti che esulano dal progetto del parco bambine e bambini le hanno già proposte nelle prime sedute. Eccone alcune: «mettere dell’erba e alberi sul piazzale della scuola, perché almeno intanto che si gioca se si cade non ci si fa male»; «creare degli orti per piantare frutti e verdura almeno si sta nella natura»; «usare le automobili per trasportare tanti bambini; non che ogni mamma porta un solo bambino»; «un ritrovo per i bambini d’inverno, un parco giochi al chiuso». Luca De Stefano

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