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Il patriziato di Visp, un esempio di responsabilità per il clima

Il patriziato di Visp, nell’Alto Vallese, si è prefissato un obiettivo chiaro e ambizioso. Il presidente Samuel Wyer afferma: «Vogliamo essere il primo patriziato a raggiungere un bilancio di gas serra il più possibile equilibrato e diventare così anche un esempio.» Per pianificare su solide basi il percorso di riduzione delle emissioni, il patriziato ha incaricato l’organizzazione Swiss Climate di redigere un bilancio completo dei gas serra. Sulla base di questi risultati sono state definite misure concrete, tra cui la sostituzione delle energie fossili con fonti rinnovabili e un maggiore utilizzo dei trasporti pubblici. Inoltre, in occasione degli eventi, si presta maggiore attenzione alla sostenibilità, ad esempio attraverso l’utilizzo di prodotti regionali, cercando di ridurre i rifiuti e di adottare un’organizzazione efficiente sotto il profilo energetico. Oltre alla riduzione delle emissioni, il patriziato punta anche alla compensazione nella propria foresta. Il patriziato di Visp è la dimostrazione di come, anche le realtà più piccole, possano assumere un ruolo importante nella protezione del clima. Georges Schmid

Sostegno ai Comuni per l’installazione di stazioni di ricarica

Il passaggio dai veicoli a combustione interna a quelli elettrici è fondamentale per la decarbonizzazione del trasporto individuale. Ciò significa però anche che servono adeguate infrastrutture di ricarica a casa, sul posto di lavoro e in viaggio. Kloten (ZH), Twann (BE) e Ascona (TI) mostrano come i Comuni possano affrontare concretamente questo sviluppo. Si sono fatti consigliare dall’offerta Impulso ricarica di SvizzeraEnergia. L’obiettivo era lo stesso: promuovere la mobilità elettrica. A Kloten è stata effettuata una valutazione delle ubicazioni urbane con aggiudicazione diretta e modelli di concessione. Twann punta su un’azienda comunale autonoma alimentata dall'energia solare locale nel villaggio. Ascona, invece, persegue una strategia di mobilità elettrica olistica con incentivi per la popolazione. Gli esempi dimostrano che non esiste un unico approccio, ma una serie di misure adattate alle proprie condizioni. La necessità di soluzioni nel settore della mobilità elettrica costituisce il comune denominatore.. Informazioni: Impulso ricarica Robin Becker

Montreux: cura sostenibile degli spazi verdi

La Città di Montreux è chiamata ad affrontare la sfida di curare l’estetica dei suoi famosi spazi verdi, ma anche di renderli sostenibili e resilienti per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Florim Ajda, responsabile del servizio spazi verdi, illustra le misure messe in atto per rafforzare la resilienza, promuovere la biodiversità e preservare l’attrattiva del territorio. In quest’ottica, la Città sta elaborando una strategia globale dedicata alla biodiversità e alla vegetazione arborea. Montreux si estende dalle rive del Lago di Ginevra fino alle vette alpine, una superficie che comprende una ricca varietà di spazi verdi, tra cui parchi, impianti sportivi e boschi. Questa diversità geografica, unita agli effetti dei cambiamenti climatici – in particolare all’aumento dei periodi di siccità – rende essenziali un’irrigazione efficiente e una scelta accurata delle specie vegetali più adatte alle nuove condizioni ambientali. Eloïse Eperon

La raccolta separata di plastiche: i comuni ticinesi si sono adeguati

L’obbligo della raccolta separata delle plastiche provenienti dalle economie domestiche, comunicato dal Cantone nel novembre 2022 con effetto a partire da giugno 2023, aveva stupito non pochi comuni ticinesi (vedi articolo nella edizione 5/2023). Dopo una protesta dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) per la tempistica, soprattutto visto i preventivi già fatti, il Cantone concesse una proroga cosicché in tanti comuni la raccolta separata delle plastiche maggiormente riciclabili, ovvero del polipropilene (PP) e del polietilene (PE), iniziò solo il 1º gennaio 2024. Più di due anni sono passati. Solo due piccoli comuni non hanno ancora un sistema completamente conforme, dice Mauro Togni, capo dell’Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati in seno alla sezione Protezione Aria, Acqua e Suolo della Divisione ambiente del Dipartimento Territorio del Cantone Ticino. Togni ricorda che l’articolo 6 del Regolamento di applicazione dell’ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (ROPSR) specifica che i comuni «sono tenuti» ad organizzare la raccolta separata dei rifiuti quali vetro, carta, ferro e i due tipi di plastica sopraccitati. «Se i comuni desiderano raccogliere ulteriori tipi di plastica sono liberi di farlo», specifica Togni. Questa precisazione è d’obbligo visto che qualche anno fa era sorta una polemica sul nuovo obbligo. Alcuni comuni, come Bellinzona, che usavano già il sistema «Sammelsack» (in italiano sacco di raccolta) raccogliendo tutti i tipi di plastica, non solo PP e PE, temevano di non poter continuare con il loro sistema. Invece no. Il «Sammelsack» è conforme all’obbligo introdotto, anche se il Cantone preferisce il sistema «Puricelli» che si concentra sui due tipi PP e PE e prende il suo nome dall’omonima impresa di Riva San Vitale che raccoglie le plastiche in Ticino e porta la parte riciclabile a Bergamo (Italia). Nel sistema «Sammelsack» la raccolta è invece centralizzata a Cadenazzo, i sacchi vengono in seguito trasferiti alla InnoRecycling di Eschlikon (TG) che a sua volta porta i rifiuti a Lustenau (Austria) per la separazione. Una parte di essi torna a Eschlikon per il riciclaggio. Spiega Togni: «Con il sistema ‹Sammelsack› si effettuano molti più chilometri di trasporto che con il sistema ‹Puricelli›, per questa ragione il Cantone ha scelto di privilegiare la raccolta di PP e PE.» La maggioranza dei comuni ticinesi, 64, ha aderito al sistema «Puricelli», 32 comuni hanno optato per la soluzione «Sammelsack», due comuni fanno capo alla Migros che ha un suo circuito per il riciclaggio delle plastiche, e due piccoli comuni – come detto – devono ancora trovare la soluzione giusta. I volumi di plastica raccolta sono aumentati, da 3000 tonnellate nel 2021 a circa 5000-6000 tonnellate nel 2023. L’obbligo, dice Togni, ha aiutato, ma non è l’unica ragione di questa tendenza. «C’era già in atto una maggior sensibilizzazione della popolazione e una maggior disponibilità e volontà per la separazione delle plastiche.» Tuttavia, in confronto alle circa 70 000 tonnellate di rifiuti solidi urbani (RSU) bruciate nel termovalorizzatore di Giubiasco e alle 164 000 tonnellate di altro materiale riciclato (vetro, carta, scarti vegetali) questi volumi sono esigui. «C’era già in atto una maggior sensibilizzazione della popolazione e una maggior disponibilità e volontà per la separazione delle plastiche.» Mauro Togni, capo dell’Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati in seno alla Sezione protezione aria, acqua e suolo della Divisione ambiente del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino Il sistema è ormai consolidato. L’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) non ha più ricevuto reclami come conferma il suo segretario Tobiolo Gianella. Alcuni comuni interpellati si sono dichiarati soddisfatti. Locarno che ha introdotto la possibilità di smaltire queste plastiche (PP e PE) a partire da gennaio 2024 presso gli ecocentri fa sapere che nel 2024 sono stati raccolti 14,1 quintali e nel 2025 si sono raggiunti 19,6 quintali. «Ciò nonostante, molte persone continuano a portarle presso i rivenditori al dettaglio, dove erano già abituate a farlo», dice il municipale Marco Pellegrini, Capo del Dicastero Logistica, Territorio ed Ente autonomo acqua. Il Consorzio Raccolta Rifiuti Vallemaggia (CRRV) che raggruppa otto comuni fa sapere che la raccolta è aumentata del 50 percento – da circa 80 quintali nel 2023 a 125 quintali nel 2025. In Vallemaggia si usa il «Sammelsack» che viene considerato una soluzione positiva, «perché si buttano tutte le plastiche domestiche in un unico sacco e non viene richiesto alla popolazione di separare ulteriormente le plastiche. La popolazione all’inizio era un po’ scettica ma ora ci sembra che c’è maggiore consapevolezza», dice Irene Rianda, segretaria consortile. Il Comune di Chiasso rispondendo a un’interrogazione all’inizio del 2026 evidenzia una tendenza positiva per la raccolta di plastica, con una crescita media annua del 15 percento. Gerhard Lob

Un dashboard aiuta a gestire la politica energetica

Molti comuni si trovano ad affrontare la stessa sfida: vogliono rendere visibili i propri progressi in materia di politica energetica e climatica, ma dispongono di numerose fonti di dati che sono dispendiose da gestire e difficili da confrontare. In parallelo, aumentano i requisiti in materia di trasparenza, rendicontazione e gestione strategica. Con il dashboard «Zero Netto», l’associazione Città dell’energia mette a disposizione di comuni, regioni e cantoni uno strumento che supporta in modo mirato questi compiti. Esso raggruppa in un unico luogo i dati rilevanti in materia di energia e clima, li elabora in modo comprensibile e rende visibili gli sviluppi nel tempo. I comuni vedono a colpo d’occhio a che punto sono, possono documentare i progressi e attribuire le priorità alle misure in modo mirato. Il dashboard consente inoltre un confronto con comuni simili, con i valori medi cantonali o con percorsi di obiettivi nazionali, come per esempio le Prospettive energetiche 2050+. Maggiori informazioni: https://www.energiestadt.ch/it/pagina-iniziale-2.html Valentin Pfäffli

Strumenti per gestire le pratiche funerarie

Al cospetto delle sfide ecologiche e sociali, le pratiche funerarie stanno cambiando. Nell’ambito del programma nazionale di ricerca dedicato alla cultura della costruzione (PNR 81), il progetto «Funerary Lives» studia queste trasformazioni e cerca soluzioni adeguate. Condotta da Natacha Guillaumont, docente della scuola universitaria di paesaggistica, ingegneria e architettura di Ginevra, questa ricerca riunisce i comuni, i servizi funerari, i responsabili dei cimiteri e dei servizi di cremazione nonché i cittadini interessati. Secondo Natacha Guillaumont, il cambiamento più importante che ha interessato le pratiche funerarie in Svizzera negli ultimi decenni è la diffusione della cremazione dei defunti. Tra le altre trasformazioni degne di nota si può citare lo spazio crescente riservato nei cimiteri alle sepolture di altre confessioni religiose. Questi sviluppi implicano numerose sfide per i comuni più piccoli, che non dispongono di competenze specialistiche. La ricerca mira a fornire loro strumenti concreti. Patricia Michaud

Arriva dalla Svizzera il primo trattore elettrico pronto per la produzione di serie

La domanda di trattori elettrici è in aumento, soprattutto tra i comuni che s’impegnano per un uso efficiente dell’energia e per una mobilità rispettosa dell’ambiente. Tuttavia, l’offerta, soprattutto per quanto riguarda i trattori, è rimasta finora limitata. Il primo trattore pronto per la produzione di serie con omologazione europea arriva dalla Svizzera e, più precisamente, dall’azienda Rigitrac Traktorenbau di Küssnacht (SZ). A gennaio l’azienda ha vinto il premio Watt d’Or per il suo SKE40 e-direct, un trattore compatto completo con trazione indipendente, che offre la massima autonomia e il massimo recupero. La batteria agli ioni di litio da 400 V è posizionata tra gli assi e garantisce una perfetta distribuzione del peso. Grazie alla spina di ricarica di tipo 2, il caricabatterie è integrato nel veicolo e può essere ricaricato in tutte le stazioni di ricarica. Da circa un anno e mezzo il Comune di Oberkirch (LU) utilizza un trattore elettrico di Küssnacht ed è soddisfatto: è progettato esattamente per utenti come loro ed è facile da usare. Heinz Ammann

Soletta bonifica la sua «discarica cittadina»

Dal 1925 al 1976, la popolazione della Città di Soletta ha depositato i propri rifiuti urbani in un’area a ovest della città, estesa quanto 22 campi da calcio. Di conseguenza, metalli pesanti, ammonio, idrocarburi clorurati e altre sostanze sono finiti nelle acque superficiali, motivo per cui ora l’ex discarica deve essere bonificata. La Città e il Cantone, in qualità di proprietari del terreno, costituiscono i committenti, che hanno affidato l’incarico a un’impresa generale. Dal 2022 sono in corso i lavori per lo scavo totale: gran parte del materiale viene smistato in loco, riutilizzato per quanto possibile, bruciato nell’impianto d’incenerimento dei rifiuti o smaltito correttamente nelle discariche. Tuttavia, siccome una parte del materiale è debolmente radioattiva e inoltre sono state rilevate le cosiddette sostanze chimiche «eterne» PFAS, è difficile trovare discariche adatte. La questione delle PFAS e l’aumento dei costi dell’energia dovuto alla situazione mondiale hanno inoltre fatto lievitare i costi. Se all’inizio si stimavano circa 120 milioni di franchi per la bonifica, ora si è arrivati a 200 milioni di franchi. Lo scavo totale dovrebbe essere completato nel 2028. Nadja Sutter

Come fanno i Comuni a organizzare e a finanziare le reti termiche?

Il Comune di Wohlen bei Bern dimostra che, a seconda della situazione, possono esserci diverse soluzioni possibili. Sul territorio comunale sono in funzione due reti termiche. In un caso il comune ha partecipato finanziariamente alla realizzazione, nell’altro ha rinunciato fin dall’inizio alla comproprietà. Il Comune di Hergiswil (NW) ha venduto la sua partecipazione alla rete locale, formulando condizioni chiare per il suo futuro sviluppo. In questo modo è stato possibile trovare un acquirente adeguato che porterà avanti la modernizzazione e l’ampliamento delle reti termiche. Affinché il maggior numero possibile di Comuni possa trarre vantaggio da tali esperienze, SvizzeraEnergia ha pubblicato una nuova guida sull’organizzazione e sul finanziamento delle reti termiche. Questa guida e altri strumenti di supporto sono disponibili nella biblioteca sulla pianificazione delle reti termiche. Guida: https://pubdb.bfe.admin.ch/de/publication/download/12397 Biblioteca: https://www.svizzeraenergia.ch/comuni/informazioni-comuni/reti-termiche/ Daniel Streit

Un’illuminazione moderna per il centro storico del paese

Nel 2022 il Comune di Richterswil (ZH) ha modernizzato l’illuminazione nel centro storico del paese per migliorare la vivibilità. Il colore della luce e la luminosità dei nuovi LED possono essere regolati in modo flessibile. Mentre a fine pomeriggio la luce è sempre bianca e intensa, dopo le ore 22 e la domenica sera si passa a una luce calda, con una temperatura di colore più bassa. La popolazione è soddisfatta della nuova illuminazione, in particolare i toni caldi hanno ottenuto riscontri positivi. Il WSL e l’EKZ hanno accompagnato il progetto con uno studio condotto su 77 persone. Lo studio ha esaminato in che modo i diversi colori della luce influenzano il livello di stress umano. Sebbene i colori caldi della luce siano soggettivamente più apprezzati, la luce bianca fredda ha ridotto maggiormente il livello di stress misurato oggettivamente. Secondo le conclusioni dello studio, ciò dimostra che nella progettazione dell’illuminazione pubblica sono necessari compromessi tra progettazione, esigenze degli utenti, ambiente ed efficienza energetica. Remo Bürgi

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