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Filtro attivo: Categoria: Colonna Autore: Mathias Müller Rimuovi tutti i filtri
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Eliminare il volontariato?

Recentemente mi trovavo al chiosco del lido urbano Flötzli, sulle rive della Thur a Lichtensteig. L’atmosfera era rilassata, l’aperitivo informale. Eppure: dietro c’era del lavoro. Sono stati i volontari a dare vita a questo luogo. Da dieci anni gestiscono e sviluppano il parco ricavato dal campo da calcio in disuso. Zeitgut Toggenburg è nato a Lichtensteig. Oltre 700 persone hanno prestato 50 000 ore di volontariato. Eppure sento dire dalle associazioni quanto sia difficile trovare membri per i comitati. È una contraddizione? Non credo. Le persone non hanno smesso di impegnarsi. Ma valutano con maggiore attenzione a cosa dedicano il loro tempo. Vogliono vedere risultati concreti, vivere un senso di comunità e non ritrovarsi subito sommersi dalle riunioni e dagli obblighi. Ed è qui che sono chiamati in causa i comuni. Ci piace sottolineare quanto siano importanti le associazioni. Nella vita di tutti i giorni, però, a volte complichiamo loro le cose eccessivamente. Un modulo di troppo, un rifiuto affrettato, una sala che manca… e le idee finiscono per rimanere in un cassetto. Il volontariato non si può imporre. Ma possiamo agevolarlo: mettere a disposizione uno spazio, semplificare le autorizzazioni, promuovere gli eventi e assumerci la responsabilità in caso di problemi. Soprattutto, dovremmo chiederci più spesso: come si potrebbe fare? Non tutte le idee hanno bisogno di un regolamento. A volte basta la fiducia, una chiave o qualcuno che dica: «Forza dai, proviamoci.» Lichtensteig vive grazie alle persone che si danno da fare. Il nostro compito non è fare tutto da soli. È fare in modo che gli altri si mettano all’opera. Eliminare il volontariato? Quello no. Ma eliminare gli ostacoli che impediscono alle persone di dire di «sì», quello sì. Mathias Müller

La carenza di personale è un’opportunità

Carenza di personale qualificato? Sì. Ma, invece di lamentarci, dobbiamo chiederci: che cosa possiamo fare? La carenza è reale, ma non è un destino ineluttabile. È un invito a ripensare le cose. Da tempo non mancano solo i lavoratori qualificati, ma proprio i lavoratori in generale: nelle cure, nel commercio, nell’amministrazione. Non è un problema, bensì un’opportunità. Innanzitutto, per i nostri servizi sociali, che possono integrare più persone nel mercato del lavoro. È un’opportunità per coloro che finora lavoravano in condizioni precarie e che ora possono contare su prospettive migliori. Naturalmente fanno sempre più fatica a trovare collaboratori adeguati anche le amministrazioni, le officine e le aziende pubbliche. Ma le soluzioni esistono: apprendistati, corsi di formazione continua e coraggiosi cambi di carriera. Da noi oggi lavora come contabile un’ex carpentiera, che passo dopo passo ha acquisito le competenze necessarie. La nostra amministrazione edilizia è co-diretta da due madri, professioniste che difficilmente avremmo potuto assumere senza un modello flessibile. E la nostra segretaria comunale? Studia e, in parallelo, lavora. Certo, serve un discreto coordinamento. Ma è proprio qui che risiede l’opportunità: i nuovi modelli creano soluzioni e spesso più qualità, motivazione e spirito di squadra. Che cosa serve? Una strategia chiara. Più flessibilità, più fiducia, più coraggio. Part-time, job sharing, potenziale invece di perfezione. Se mettiamo in discussione le strutture esistenti, nascono soluzioni e opportunità per tutti. Il 2026 è per me l’anno del cambio di prospettiva. Possiamo scegliere se lamentarci o creare. E abbiamo deciso: basta lamentarci. Mathias Müller

Le mani che creano la nostra Svizzera

Ammiro i colleghi che lasciano il segno nei loro comuni. Spesso mi chiedo: come mi comporterei se fossi a Ernen, Blatten o St. Moritz? A Ernen, il sindaco è responsabile sia del villaggio che del festival internazionale di musica classica Musikdorf Ernen: la cultura è una questione capitale, da molti anni con risultati positivi. A Blatten, sepolta da una frana, si sta già pianificando il ritorno nel 2026: il sindaco attraversa con coraggio e chiarezza una crisi esistenziale e respinge i dubbi sul futuro dei villaggi di montagna. A St. Moritz, il sindaco dimostra cosa significa procedere con stile e autenticità, con creatività, forza innovativa, carisma e in armonia con il proprio luogo. Soffro e trepido con loro, perché so che le grandi questioni non si risolvono nelle sale riunioni, ma fuori, dove si sgomberano le strade, si tinteggiano le scuole e si riparano le fontane. Ci sono decisioni chiare e responsabilità immediate, sempre con lo sguardo diretto negli occhi della popolazione. E dietro tutto questo c’è semplicemente un lavoro gigantesco. I sindaci sono costruttori di ponti: tra l’amministrazione e la popolazione, tra la vita quotidiana e il futuro. Sono persone che agiscono, non aspettano che siano altri a farlo. Agiscono in modo concreto, tangibile, coraggioso, premuroso. Sono modelli di riferimento, senza clamore, ma con grande efficacia. E sono promotori: raccontano le storie dei loro luoghi, rendono visibile l’identità e trasmettono carisma all’esterno. Non esiste professione più bella. Qui si vede ciò che rende forte la nostra democrazia: vicinanza, umanità, efficacia. Mathias Müller

L’immagine svanisce, la cultura resta

Stamattina ho aperto una lettera con un invito a un evento culturale locale: la televisione svizzera sarà (di nuovo) ospite. Mentre mi recavo poi agli incontri alla stazione ferroviaria di San Gallo, alcuni grandi manifesti continuavano a catturare la mia attenzione: i nostri organizzatori culturali si fanno pubblicità insieme e fanno sentire la loro presenza ben oltre i confini comunali. Grazie alla cultura, la nostra bella cittadina è onnipresente sui social media. Lichtensteig è considerato il centro culturale della regione, anche se spendiamo meno dell’1% del nostro bilancio comunale direttamente per la cultura. La chiave? Una scena culturale forte e indipendente. Dalle giornate del Jazz passando per il municipio della cultura, il cosiddetto «Rathaus für Kultur», fino ad arrivare al teatro Chössi: le nostre organizzazioni realizzano progetti straordinari, con pochi soldi, ma con molta passione, creatività e lavoro volontario. Scrivono domande, costruiscono reti, organizzano eventi e creano esperienze che uniscono le persone. L’impatto di questi progetti culturali può essere percepito ben oltre i confini comunali: creano identità, attirano visitatori, riempiono le pagine dei media e arricchiscono sensibilmente le nostre vite. Cultura significa promozione del territorio, educazione sociale e lavoro per il futuro. Invece di brochure con foto patinate e pubblicità costose, dovremmo investire ancora di più in questa cultura viva. Perché ciò che caratterizza il nostro comune non è lo spessore di una brochure, bensì la luminosità emanata della nostra gente di cultura. Chi lo ha capito non investe in pubblicità, bensì in impatto. Mathias Müller

Costruire di più e meglio: assolutamente locale!

Non sono un giocatore di ping-pong particolarmente bravo. Ma quando si parla di edilizia, sempre più spesso occorre esserlo. Un esempio? Alla fine dell’anno abbiamo rilasciato una licenza di costruzione per trasformare una fabbrica in una zona edificabile. In passato la domanda era stata presentata a non meno di 10 autorità cantonali. Le procedure richiedono molto tempo, ma non per cattiva volontà o mancanza di competenze, quanto piuttosto per carenze sistemiche. Soprattutto in un’epoca di penuria di alloggi, dobbiamo considerare come snellire le procedure. Vedo due approcci: in primo luogo, sarebbe opportuno rafforzare in modo massiccio l’autonomia comunale in materia edilizia nella zone edificabili. La Confederazione e i cantoni dovrebbero stabilire importanti condizioni quadro per costruire nelle zone edificabili, mentre i comuni stessi decidere in merito alle licenze di costruzione, compresa la protezione delle acque e antincendio o i trasporti. Per questo servono modifiche legislative a tutti i livelli statali e l’ampliamento delle competenze comunali. In secondo luogo, si ripropongono puntualmente obiettivi conflittuali insanabili tra le diverse prescrizioni legali e le considerazioni di ordine strategico. Non sempre si possono soddisfare tutte le prescrizioni al 100 per cento. In questo caso servono soluzioni pragmatiche, basate interamente sul principio di Pareto. Un «sistema a punti pragmatico» previsto dalla legge potrebbe sistematizzare le autorizzazioni eccezionali e ammettere deroghe. Ancora più veloci da attuare sarebbero le conferenze di conciliazione delle autorità coinvolte. Non è fattibile, secondo voi? È solo una questione di volontà. Dobbiamo essere coraggiosi e individuare soluzioni innovative per rafforzare la competenza principale «edilizia» dei nostri comuni e superare gli ostacoli burocratici. «Un ‹sistema a punti pragmatico› previsto dalla legge potrebbe sistematizzare le autorizzazioni eccezionali e ammettere deroghe.» Mathias Müller, sindaco di Lichtensteig (SG) Mathias Müller

Il motivo per cui l’IA sta rivoluzionando la qualità di vita a Lichtensteig

Utilizzo quotidianamente ChatGPT per trovare degli spunti, per ottimizzare dei testi oppure, come ora, per curarmi di questo trafiletto. A mio parere, l’intelligenza artificiale (IA) non dovrebbe essere esclusivamente considerata quale strumento, ma piuttosto come un’opportunità per migliorare e semplificare la vita. Per redigere queste righe ho dapprima generato un elenco di possibili argomenti. Fra i tanti, uno mi ha particolarmente colpito: «Il motivo per cui l’IA sta rivoluzionando la qualità di vita del Comune di Lichtensteig». Lo ammetto: il termine «rivoluzione» è per me un tantino eccessivo. Tuttavia, intravvedo nell’IA un grande potenziale, ad esempio per il sostegno personalizzato ad allieve ed allievi, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, oppure a favore dell’efficienza dell’amministrazione. Quest’ultimo aspetto è palese. Noi tutti sappiamo quanto è dispendiosa la verbalizzazione delle riunioni, la redazione delle relazioni sulla gestione o la trattazione delle richieste dei cittadini. Il nostro tempo e quello del personale sono preziosi. Desideriamo impiegarli in modo oculato. All’automatizzazione delle attività amministrative di routine mediante l’IA dovrebbe essere attribuita la massima priorità. Ciò richiede una strategia composta da innumerevoli passi, tutti all’insegna del pragmatismo e del coraggio. Noi abbiamo iniziato con l’implementazione di ChatGPT. Ora stiamo individuando i processi non efficienti e ripetitivi e collaborando con altri comuni e partner per valorizzare appieno il potenziale dell’IA. Incuriosito, rifletto sul prossimo decennio e mi interrogo su quelli che saranno i progressi dell’IA. Presumibilmente, non si tratterà di una vera e propria rivoluzione, ma si possono senz’altro auspicare passi rilevanti. I nostri comuni, in quanto agili «cellule innovative», hanno anche in questo un ruolo più che centrale per il buon funzionamento dello Stato. Mathias Müller

Perché Lichtensteig è il centro del mondo

Quando vado a fare jogging nella campagna del Toggenburgo, il mio pensiero va spesso a Lichtensteig. Mi vengono in mente soluzioni e idee nuove. Fare il sindaco è un compito 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che mi segue costantemente, non come un peso, ma come una passione per il «mio» mondo. Da sempre René vive a Lichtensteig, da sempre al centro dei suoi pensieri e del suo impegno. Poco tempo fa la guida della città mi ha inviato le foto di un orologio storico rotto, di alcune pietre della pavimentazione smosse e di una macchina parcheggiata ostinatamente in divieto di sosta. Il servizio di manutenzione ha provveduto. René ha trovato ascolto ed è riuscito a risolvere. Gli serve solo il controverso gilet giallo per il «Fetzlitag» annuale, che organizza da alcuni anni. René non si limita solo a segnalare i problemi, ma li affronta impegnandosi in prima persona e assumendone la responsabilità. In un’epoca di disordini e cambiamenti globali, la dimensione locale diventa più importante che mai. Questo legame offre un grande potenziale ai comuni. Una buona opportunità per sfruttarlo consiste nello sviluppare una cultura partecipativa e nel coinvolgere costantemente le persone nelle attività comunali. Da un lato, gli abitanti si sentono apprezzati, ma soprattutto si rendono conto di condividere le responsabilità, il che porta a una maggiore identificazione e a un maggiore impegno. Per me, per René e per molti dei 2000 abitanti, Lichtensteig è davvero il centro del mondo e ci impegniamo al massimo per il nostro comune. Se Lichtensteig sia il centro dal punto di vista del mondo è un’altra questione. Mathias Müller

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