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Che cosa deve sapere un comune in merito all’obbligo di notifica?

Il successo di un attacco informatico può avere conseguenze devastanti per la disponibilità e la sicurezza in seno a un’amministrazione comunale. Poiché attualmente le segnalazioni all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) hanno luogo soltanto su base volontaria, non è disponibile una visione d’insieme degli attacchi e degli obiettivi. L’obbligo di notifica per le infrastrutture critiche consentirà all’UFCS di disporre di una migliore visione d’insieme riguardo ai ciberattacchi perpetrati in Svizzera e al modus operandi dei cibercriminali. L’Ufficio potrà pertanto procedere a una migliore valutazione della situazione di minaccia e i gestori di infrastrutture critiche potranno essere allertati in tempo utile. Un ciberattacco può arrecare danni enormi pregiudicando, ad esempio, il funzionamento dell’amministrazione comunale colpita, nel caso di furto di dati o sfociando in ricatti, minacce o intimidazioni. È il caso, in particolare, degli attacchi realizzati mediante un ransomware . Per consertirvi d'informarvi sin d’ora sullo stato dei lavori volti all’introduzione dell’obbligo di notifica, l’UFCS ha pubblicato un’apposita pagina web con informazioni aggiornate . Sempre riguardo all’obbligo di notifica, l’UFCS svolgerà per i comuni svizzeri una videoconferenza online il 13 marzo 2025, dalle ore 12.00 alle ore 13.00. È possibile iscriversi sin d’ora al link seguente: iscrizione . La manifestazione si svolgerà in tedesco. Sandra Lüthi

Il ruscellamento superficiale mette alla prova i comuni

Alla luce dell’intensificarsi delle forti precipitazioni, abbinate al decisivo aumento delle aree di insediamento, il ruscellamento superficiale è diventato negli ultimi anni un pericolo naturale da non sottovalutare. La visita a Meiringen mostra l’utilità dei due strumenti «Potenziale di danno del ruscellamento superficiale» del Laboratorio Mobiliare all’Università di Berna e «Carta del ruscellamento superficiale» dell’UFAM per i comuni. Da un lato consentono una valutazione più completa della situazione di pericolo, completano le conoscenze locali dei responsabili comunali e servono alla sensibilizzazione. Dall’altro possono essere utilizzati per la pianificazione degli insediamenti e forniscono argomentazioni per esigere misure di protezione nelle domande di costruzione. Informazioni (in tedesco o francese): www.oberflaechenabfluss.hochwasserrisiko.ch www.hochwasserrisiko.ch Rouven Sturny, Rolf Weingartner

Sicurezza antisismica: semplici misure utili

Sebbene siano rari in Svizzera, i terremoti violenti possono provocare ingenti danni. Sven Heunert, esperto di terremoti dell’Ufficio federale dell’ambiente e presidente del comune di Thierachern (BE), spiega che la sicurezza antisismica non deve essere per forza molto costosa e complessa. Anche le misure di piccola entità, come la messa in sicurezza degli scaffali nelle scuole, risultano già utili. Quando gli edifici vengono ristrutturati, vale la pena verificarne anche la sicurezza antisismica. Gli edifici nuovi sono già soggetti a requisiti di sicurezza standardizzati. I comuni dovrebbero inoltre rivedere i loro piani di emergenza per essere preparati nel caso di situazioni specifiche, come per esempio le interruzioni di corrente prolungate. A livello legislativo, la Confederazione sta attualmente elaborando un messaggio sul finanziamento dei danni agli edifici in caso di terremoto. Nadja Sutter

Michael Pachoud: il guardaboschi che tiene d’occhio i rischi naturali

Il Cantone di Friburgo si affida a guardaboschi come Michael Pachoud per monitorare i rischi naturali come frane, cadute di massi e inondazioni e adottare misure preventive. Michael Pachoud si occupa dei comuni di Charmey, Crésuz e Châtel-sur-Montsalvens, con 4500 abitanti, ed è responsabile della manutenzione di 3000 ettari di bosco, distribuiti tra i 900 e i 2000 metri di altitudine. Quando il fiume Jogne ha rotto gli argini nell’autunno del 2023, Michael Pachoud era sul posto e ha coordinato la gestione della crisi insieme ai vigili del fuoco e alle autorità. Pur non avendo potere decisionale, è il punto di collegamento tra le autorità comunali e i servizi di emergenza e raccomanda le misure da adottare. Negli anni in cui si verificano eventi estremi, supera di gran lunga le 42 ore lavorative previste dal Cantone per la consulenza sui rischi naturali. Con i cambiamenti climatici, probabilmente dovrà lavorare ancora di più, soprattutto nelle regioni di montagna. Alain Meyer

Prevenire i danni delle piogge intense, della calura e della siccità

In molti luoghi la crescente densità abitativa e lo sfruttamento sempre più intensivo degli spazi vitali comportano una maggiore impermeabilizzazione delle superfici. In estate asfalto, cemento, acciaio e vetro surriscaldano strade ed edifici. L’acqua piovana che cade su tetti, piazze e vie di comunicazione viene spesso deviata. Dato che non è possibile immagazzinarla nel terreno e nelle piante, viene a mancare nelle giornate più torride. L’eccessiva quantità d’acqua derivante dalle piogge di forte intensità non riesce a infiltrarsi nel suolo e sovraccarica le canalizzazioni, aumentando di conseguenza il rischio di inondazioni. Quando, in caso di forti piogge, l’acqua non riesce a infiltrarsi subito, defluisce sul terreno sotto forma di ruscellamento superficiale e giunge attraverso prati e strade nell’insediamento urbano, dove può penetrare nelle aperture profonde degli edifici e causare gravi danni. Il ruscellamento superficiale è all’origine di circa la metà di tutti i danni da inondazione. È importante progettare l’ambiente urbano in modo che il ruscellamento superficiale venga opportunamente incanalato intorno agli edifici e che siano presenti superfici di infiltrazione. L’acqua può penetrare in tetti piani verdi, giardini e luoghi non impermeabilizzati. Inoltre, può essere raccolta e utilizzata per l’irrigazione o per esigenze di servizio. Se nella progettazione l’acqua piovana viene considerata un elemento fondamentale, in caso di piogge di forte intensità se ne può ridurre l’afflusso nelle canalizzazioni e ridurre così il rischio di ristagno. A questo punto vale la pena approfondire la nozione di «città spugna». Cambiamento climatico, prevenzione dei pericoli naturali, biodiversità e qualità della vita sono tutti fattori che caratterizzano la nozione di «città spugna». L’idea è che gli spazi urbani dovrebbero essere in grado di raccogliere e immagazzinare quanta più acqua possibile, analogamente a una spugna. Così, nei periodi di siccità, l’acqua è a disposizione delle piante. Tra l’altro, le superfici naturali permeabili con vegetazione accumulano meno calore rispetto alle superfici impermeabilizzate e contribuiscono a rinfrescare l’aria circostante mediante l’evaporazione e l’ombreggiamento. L’effetto è simile a quello di un «climatizzatore naturale» e serve a impedire la formazione di isole di calore. Al contempo, in caso di forti piogge l’infiltrazione mirata dell’acqua piovana riduce il ruscellamento superficiale. I nuovi progetti edili prevedono già ora alcuni elementi della città spugna. Un esempio è la residenza Parco Casarico, situata nei pressi del Laghetto di Muzzano, a Sorengo nella regione di Lugano. La residenza è stata progettata inserendo molti elementi della città spugna, con effetti positivi sulla gestione dell’acqua piovana. Oltre alle aree private accessibili soltanto alle persone residenti, è presente anche un parco di quartiere pubblico. Sin dall’inizio è stata inserita nel progetto la pianificazione paesaggistica e sono state prese in considerazione alcune strategie ecologiche. È stata inoltre rivolta grande attenzione a un sistema di gestione globale dell’acqua piovana. Diversi elementi combinati a cascata consentono di gestire l’acqua piovana all’interno della residenza persino in caso di precipitazioni molto intense. Gli edifici sono dotati di ampi tetti verdi in grado di trattenere parte dell’acqua piovana. Quella in eccesso viene convogliata in fossati di ritenzione vicino agli edifici e, in caso di piogge di forte intensità, il bacino naturale di ritenzione centralizzato funge da cisterna. Il ruscellamento superficiale che si forma nella parte superiore del versante in caso di piogge di forte intensità e l’acqua di versante che si accumula vengono raccolti tramite fossi erbosi e incanalati verso il biotopo centrale attraverso una sorta di alveo. Per le aree verdi sono state utilizzate specie vegetali adeguate al clima e resistenti al calore. Agli alberi è stato messo a disposizione un volume di terreno sufficiente per lo sviluppo delle radici. Per favorire l’infiltrazione dell’acqua e lasciare spazio alle radici, l’intera infrastruttura è stata posata sotto i vialetti e i muri. Il progetto riduce al minimo l’effetto isola di calore urbana. La maggior parte delle superfici è stata realizzata con materiali permeabili: è il caso ad esempio dei posteggi per i visitatori o degli accessi carrabili per i veicoli di soccorso. L’acqua viene trattenuta nel terreno e sui tetti mediante diversi elementi. Insieme alla vegetazione rigogliosa e alle numerose superfici idriche aperte, questi accorgimenti favoriscono l’evaporazione. Così si riducono la temperatura ambiente e l’impatto sul sistema di canalizzazione. L’ambiente naturale attivo offre inoltre un’elevata qualità di vita. Lukas Weibel

Illnau-Effretikon: giovani in azione per il proprio comune

L’anno scorso, Illnau-Effretikon ha svolto per la seconda volta un processo engage.ch per promuovere l’impegno a lungo termine a favore della partecipazione giovanile. Alle persone giovani è stata data l’opportunità di presentare delle richieste online, per poi discuterne con i politici locali. Tra i desideri espressi e già realizzati figurano l’ampliamento dell’offerta di monopattini elettrici e l’introduzione di un mercatino delle pulci comunale. Lisa Weiller, responsabile Sociocultura del Comune, sottolinea l’importanza della partecipazione a livello comunale: «Il coinvolgimento nei processi politici comunali permette di comprendere meglio la democrazia e la partecipazione politica in generale, favorendo l’impegno sociale sul lungo periodo.» Il processo engage.ch apporta così un contributo a favore del funzionamento sostenibile del Comune. «La partecipazione dei giovani a livello comunale è un passo importante verso uno sviluppo della comunità inclusivo e orientato al futuro.» Lisa Weiller, responsabile Sociocultura Informazione: https://fspg.ch/partecipazione-giovanile-nei-comuni/ Emma Simonett

Che cosa fare quando i fronti sono bloccati?

Strade locali, discariche, antenne di telefonia mobile: queste e altre questioni portano ripetutamente a conflitti accesi nei comuni. Alcuni diventano talmente infuocati che diventa impossibile instaurare un dialogo e i fronti risultano completamente induriti. Questo può paralizzare un comune e avvelenare l’atmosfera. Nei casi peggiori, può addirittura sfociare in attacchi personali. Lea Suter sa come affrontare queste situazioni. Presso Pro Futuris, è co-direttrice di un progetto di dialogo per i comuni su come affrontare i fronti induriti tra la popolazione. L’obiettivo principale non è tanto trovare una soluzione al problema nel più breve tempo possibile, quanto piuttosto ristabilire una base per un dialogo costruttivo tra gli schieramenti politici. Nadja Sutter

Difendere l’autonomia dei Comuni

Il presidente dell’Associazione dei Comuni ticinesi è il punto di contatto fra i Comuni e il Consiglio di Stato, segnala al Cantone le necessità dei Comuni e s’impegna per garantire la loro prosperità. Sono sorte diverse criticità nei rapporti tra Cantone e Comuni, vi è stata una progressiva centralizzazione dei compiti e/o una distribuzione di responsabilità tra i due livelli istituzionali non sempre coerente con i principi costituzionali. Troppo spesso le soluzioni adottate a livello cantonale hanno ridotto l’autonomia e i margini operativi dei Comuni; hanno introdotto meccanismi che non rispettano i criteri di efficienza ed efficacia. Vi è un’eccessiva regolamentazione cantonale in settori dove vi è un bisogno di prossimità. Ai Comuni si impongono l’utilizzo di risorse proprie per l’esecuzione di compiti cantonali a discapito proprio di quelli comunali. L’esigenza di prossimità nell’erogazione di molti servizi ha moltiplicato il numero di compiti condivisi, dove il Cantone decide e i Comuni eseguono. Da un punto di vista finanziario ciò si è tradotto in un complicato intreccio di flussi finanziari tra Cantone e Comuni. La gestione di questi flussi comporta elevati oneri amministrativi e, soprattutto, genera un’insufficiente trasparenza su chi decide e chi paga. Il Ticino non è il solo Cantone a presentare aspetti critici negli ambiti citati. La stessa Confederazione e molti Cantoni hanno attuato, secondo modi e tempi diversi, progetti di riforma dei compiti, dei flussi e della perequazione intercomunale. Occorre ora assicurare a tutti i Comuni le risorse fiscali necessarie per svolgere i compiti minimi. Felice Dafond

Regna ancora molta incertezza, ma i villaggi distrutti guardano al futuro

Le violente piogge d’inizio estate hanno provocato gravi inondazioni e smottamenti in Svizzera, soprattutto nelle regioni di montagna. Alcuni villaggi tra cui Lostallo (GR), Saas-Grund (VS) e la Valle Maggia in Ticino sono stati gravemente distrutti, le case e le infrastrutture danneggiate e più di dieci persone hanno perso la vita. Nonostante la tragedia e le conseguenze finanziarie ancora incerte, i comuni colpiti stanno facendo tutto il possibile per ridimensionare le infrastrutture di protezione, laddove necessario, e per portare avanti la ricostruzione senza dover accantonare i progetti già in programma. Le campagne di raccolta fondi sostengono sia i comuni che la popolazione locale. «L’intensità con cui sono venuti giù i detriti è stata inimmaginabile.» Timo Cadlolo, segretario dell’Associazone dei Comuni valmaggesi Fabio Pacozzi

Piattaforma interattiva di indicatori climatici per Losanna Ovest

Losanna Ovest è una Regione-Energia dell’omonimo programma di «SvizzeraEnergia per i Comuni» che sostiene le attività intercomunali attraverso informazioni, opportunità di collaborazione e sviluppo della rete, strumenti e promozione di progetti. Per misurare e valutare gli obiettivi definiti dagli otto comuni di Losanna Ovest nel Piano direttore intercomunale, è stata realizzata una piattaforma interattiva online. Con l’ausilio di indicatori riproducibili e significativi, il consumo di energia e le emissioni di CO 2 vengono rappresentati e comunicati in modo trasparente per ogni comune e per l’intero territorio. In questo modo è possibile seguire l’andamento annuale e verificare se la Regione-Energia si orienta agli obiettivi della transizione energetica a livello comunale, cantonale e anche federale. Alla piattaforma clima-energia della Regione-Energia Losanna Ovest (in francese) Per ulteriori informazioni sul programma Regione-Energia di «SvizzeraEnergia per i Comuni» Vérène Gaillard

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