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Un fiume che unisce e divide

La distanza è veramente minima. Fra la frazione Ponte Tresa del comune svizzero di Tresa ed il comune italiano di Lavena Ponte Tresa sono solo pochi metri. I due paesi sono collegati grazie a un ponte sopra il fiume Tresa (l’unico emissario del lago di Lugano) che ospita la dogana italo-svizzera e ogni giorno viene attraversato da migliaia di auto e persone. Durante la settimana, visto il gran numero di frontalieri del Varesotto che lavora in Ticino, il traffico è intenso dall’Italia verso la Svizzera il mattino e cambia direzione in serata per il rientro dei lavoratori. Durante il fine settimana sono invece i ticinesi a voler raggiungere Lavena Ponte Tresa per la spesa, approfittando dei prezzi più bassi in Italia. Il sabato a Ponte Tresa si svolge il tradizionale mercato e la domenica – al contrario del Canton Ticino – sono aperti supermercati e negozi che attirano i «frontalieri svizzeri dello shopping». Questa situazione comporta colonne chilometriche fra Lugano e Ponte Tresa in quasi tutti gli orari del giorno e sette giorni su sette. «In questa zona siamo un’unica economia transfrontaliera – i rapporti sono molto stretti e interconnessi», dice Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa dal 2016. Durante la pandemia, con le frontiere chiuse «si percepiva ancora più questa interconnessione», rispettivamente la sua mancanza, e non è stata un’esperienza positiva. A seguito dei vari lock-down lo shopping transfrontaliero si è interrotto. Anche Piero Marchesi, sindaco di Tresa, evidenzia i buoni rapporti fra i comuni confinanti. Tresa, comune malcantonese nato nel 2021 dall’aggregazione di Croglio, Sessa, Monteggio e Ponte Tresa, conta circa 3300 abitanti. Il comune gemello italiano di Lavena Ponte Tresa quasi 6000 abitanti. La popolazione di Lavena Ponte Tresa è cresciuta molto negli ultimi decenni a seguito del frontalierato e dell’immigrazione proveniente dal sud Italia. I confini tra i due comuni sono fluidi. «Tante persone da noi hanno parenti in Svizzera nella zona di confine», spiega Mastromarino. I rapporti sono buoni, ma la collaborazione non è istituzionalizzata attraverso un organismo comune. Non esiste un organo paragonabile alla Regio Insubrica che ingloba il Canton Ticino e le province italiane vicini. «Si collabora su singoli progetti», dicono i due sindaci. «In questa zona siamo un’unica economia transfrontaliera – i rapporti sono molto stretti e interconnessi.» Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa (IT) Uno di questi progetti è legato al traffico – tema molto sentito nella regione, anche per il traffico parassitario causato da frontalieri che per evitare le lunghe code sulla cantonale percorrono il Malcantone, attraversando anche alcune frazioni di Tresa. Pure Lavena Ponte Tresa spesso soffoca nel traffico. Perciò i due comuni hanno collaborato attivamente in un progetto Interreg denominato «Un, due, Tresa» che mira a un sistema di trasporto sostenibile e integrato sull’asse di collegamento Varese-Valganna-Valico di Ponte Tresa-Lugano e sull’asse di collegamento Valceresio Valico di Ponte Tresa-Lugano. A Lavena Ponte Tresa è stato realizzato un autosilo a due piani con 120 stalli per ridurre i flussi di attraversamento dell’abitato, qui si può posteggiare l’auto e dopo una breve camminata attraverso il confine proseguire con la ferrovia Lugano-Ponte Tresa. Durante la settimana il moderno autosilo, dotato di molte stazioni di ricarica elettrica, serve per i frontalieri italiani che si recano in Svizzera, durante il weekend serve per gli svizzeri che fanno acquisti in Italia. Un altro progetto Interreg che evidenzia l’intensa collaborazione transnazionale è legato al fiume Tresa. Il progetto «A cavallo del Fiume Tresa: prevenzione e gestione comune delle emergenze» conclusosi alcuni mesi fa, aveva preso spunto da alcune criticità geologiche in zona, in particolare la frana di Cremenaga che nel 2000 aveva interrotto per molto tempo la viabilità della strada SS 344dir (ex SP 61) lungo la Tresa in territorio italiano. L’obiettivo del progetto era la riduzione del rischio, il monitoraggio dei fenomeni e la definizione di un piano di allertamento in caso di crisi. Varie opere sono state realizzate, tra cui due rampe dinamiche nel greto che permettono di stabilizzare l’alveo del fiume Tresa. La collaborazione tra i due sindaci è semplice e diretta. Diventa più complessa quando sono coinvolte istanze superiori quali ad esempio in Italia la Regione Lombardia oppure la Repubblica italiana. Lavena Ponte Tresa è lontana da Roma, come Tresa è lontana da Berna. La vicinanza e l’amicizia tra Lavena Ponte Tresa e Ponte Tresa viene celebrata ogni anno con una festa italo-svizzera che include un grande spettacolo pirotecnico. Quest’anno la festa si è svolta fra il 12 e il 14 luglio. Gerhard Lob

Il motivo per cui l’IA sta rivoluzionando la qualità di vita a Lichtensteig

Utilizzo quotidianamente ChatGPT per trovare degli spunti, per ottimizzare dei testi oppure, come ora, per curarmi di questo trafiletto. A mio parere, l’intelligenza artificiale (IA) non dovrebbe essere esclusivamente considerata quale strumento, ma piuttosto come un’opportunità per migliorare e semplificare la vita. Per redigere queste righe ho dapprima generato un elenco di possibili argomenti. Fra i tanti, uno mi ha particolarmente colpito: «Il motivo per cui l’IA sta rivoluzionando la qualità di vita del Comune di Lichtensteig». Lo ammetto: il termine «rivoluzione» è per me un tantino eccessivo. Tuttavia, intravvedo nell’IA un grande potenziale, ad esempio per il sostegno personalizzato ad allieve ed allievi, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, oppure a favore dell’efficienza dell’amministrazione. Quest’ultimo aspetto è palese. Noi tutti sappiamo quanto è dispendiosa la verbalizzazione delle riunioni, la redazione delle relazioni sulla gestione o la trattazione delle richieste dei cittadini. Il nostro tempo e quello del personale sono preziosi. Desideriamo impiegarli in modo oculato. All’automatizzazione delle attività amministrative di routine mediante l’IA dovrebbe essere attribuita la massima priorità. Ciò richiede una strategia composta da innumerevoli passi, tutti all’insegna del pragmatismo e del coraggio. Noi abbiamo iniziato con l’implementazione di ChatGPT. Ora stiamo individuando i processi non efficienti e ripetitivi e collaborando con altri comuni e partner per valorizzare appieno il potenziale dell’IA. Incuriosito, rifletto sul prossimo decennio e mi interrogo su quelli che saranno i progressi dell’IA. Presumibilmente, non si tratterà di una vera e propria rivoluzione, ma si possono senz’altro auspicare passi rilevanti. I nostri comuni, in quanto agili «cellule innovative», hanno anche in questo un ruolo più che centrale per il buon funzionamento dello Stato. Mathias Müller

Il luogo d’incontro dei politici locali di tutta Europa

Il Consiglio d’Europa, istituito nel 1949, dopo la Seconda guerra mondiale, è composto da più organi: l’Assemblea parlamentare, il Comitato dei Ministri, la Corte europea dei diritti dell’uomo e il Congresso dei poteri locali e regionali. Il Congresso celebra quest’anno il suo 30º anniversario: fu infatti costituito nel 1994 quale portavoce degli interessi dei comuni e delle regioni d’Europa. Christine Chevalley, sindaca del Comune di Veytaux (VD) e attiva dal 2015 quale membro del Congresso, apprezza molto il dialogo e lo scambio con gli altri esponenti politici attivi a livello comunale in tutta Europa. In occasione delle sessioni, che si tengono due volte l’anno, vengono affrontati temi che concernono tutti i comuni, come la gestione delle acque, l’illuminazione pubblica o la questione dei rifiuti. «Siamo tutti confrontati ai medesimi problemi, ma gli approcci risolutivi sono fra loro diversi», riferisce Christine Chevalley. I comuni svizzeri potrebbero trarre beneficio da questo confronto. Nadja Sutter

Completato il programma Piattaforme dei trasporti

Le piattaforme dei trasporti sono i punti di snodo del sistema dei trasporti in Svizzera: stazioni in cui i pendolari possono passare rapidamente dalla bicicletta all’autobus o dall’auto al treno, per esempio. Con la dichiarazione di Emmenbrücke del 2021, la Confederazione, i cantoni e i comuni si sono impegnati a promuovere politicamente queste piattaforme. Ora, a tre anni di distanza, il programma si è concluso con un evento a Berna Wankdorf. Il consigliere federale Albert Rösti ha stilato un bilancio assolutamente positivo. Il consigliere agli Stati Mathias Zopfi, presidente dell’Associazione dei Comuni Svizzeri, ha sottolineato l’importanza delle piattaforme dei trasporti per tutti i comuni, sia nelle aree rurali e periferiche che in quelle urbane. «Queste infrastrutture devono essere adeguate alle esigenze e al contempo offrire alternative interessanti al trasporto privato motorizzato, anche nelle regioni rurali e periferiche.» «Con il programma Piattaforme dei trasporti, abbiamo compiuto un passo importante per rendere il nostro sistema di trasporto ancora più efficiente e resiliente.» Albert Rösti, consigliere federale Manon Röthlisberger

Il progetto transfrontaliero «Rheinliebe» rivitalizza la regione

Il progetto «Rheinliebe», sviluppato nell’ambito della fiera internazionale dell’edilizia IBA Basel 2020, ha trasformato il tratto del Reno tra Bad Bellingen (D) e Kembs (F) fino a Stein (CH) e Bad Säckingen (D) in un’area ricreativa transfrontaliera. L’ampliamento dei percorsi escursionistici e ciclabili, la progettazione sostenibile degli argini e le nuove attività ricreative hanno ridefinito il Reno come elemento di collegamento tra la Germania, la Francia e la Svizzera. Nonostante le sfide, tra cui i diversi contesti giuridici e i ritardi dovuti alla pandemia, il progetto si sta rivelando un successo sul lungo termine. I comuni intendono portare avanti i progetti esistenti e intensificare ulteriormente la cooperazione. L’iniziativa transfrontaliera ha rivitalizzato la regione non solo in termini di turismo, ma ha anche rafforzato la collaborazione intercomunale. «La ‹Rheinliebe› ha rafforzato il turismo nella regione e la cooperazione tra i comuni.» Patrick Pauli, capo del dipartimento Verde urbano e ambiente dell’Ufficio urbanistica di Rheinfelden (Baden, Germania) Flyer Rheinliebe-Rundweg Yvonne Kiefer-Glomme

Sainte-Croix e Les Fourgs festeggiano insieme

Il «Festival des Terroirs sans Frontières» si svolge direttamente al confine tra i due comuni di Sainte-Croix (VD) e Les Fourgs (Francia). È nato più di 20 anni fa dal desiderio dei due comuni di celebrare i loro tratti affini e di riunire la popolazione, come spiega Yvan Pahud, vicesindaco di Sainte-Croix e consigliere nazionale. Oggi il festival si è trasformato in un’importante piattaforma per i prodotti regionali e l’artigianato. A seconda della provenienza, gli espositori rimangono dalla propria parte del confine per evitare di pagare i dazi doganali sui loro prodotti, ma questo non pregiudica gli scambi. Dopo le cancellazioni dovute alla pandemia, il festival è ora organizzato in alternanza con un’escursione gastronomica transfrontaliera, che si è rivelata un’alternativa molto apprezzata. Nonostante le sfide logistiche, l’evento rimane un simbolo del successo della collaborazione tra i due comuni. «I comuni forniscono il quadro di riferimento per il festival. Poi spetta ai volontari gestire l’evento.» Yvan Pahud, vicesindaco di Sainte-Croix e consigliere nazionale Festival des Terroirs sans Frontière | Les Fourgs | Facebook Maude Schreyer

Il pianificatore territoriale che ha raggiunto tutti i confini della Svizzera

Punto di partenza di Heinz Egli, a marzo 2022, è stato il Comune di Balzers, nel Principato del Liechtenstein. Il suo percorso si è quindi snodato lungo la Valle del Reno, per poi toccare Sciaffusa e Basilea e, successivamente, il Giura e Ginevra. È poi stata la volta dell’impervio confine meridionale, attraverso il Vallese e il Ticino, in direzione dei Grigioni, con ritorno a Balzers nel mese di ottobre. Lungo il suo tragitto, l’ex sviluppatore urbano di Frauenfeld ha colto disparati aspetti: paesaggi e insediamenti variegati e innumerevoli termini di confine. Per Heinz Egli, questo itinerario ha rappresentato una duplice sperimentazione del limite. Fra complessivi 3000 chilometri e 150 000 metri di dislivello su tracciati il più possibile in prossimità dei confini nazionali, Egli ha talvolta sfiorato anche i suoi limiti personali. Oggi, l’appassionato di escursioni a lungo raggio tiene delle conferenze per condividere e testimoniare la sua avventurosa esperienza. Nadja Sutter

Nuove prospettive per l’agglomerato «Grand Genève»

Un milione di persone vive nell’agglomerato «Grand Genève», su entrambi i lati del confine nazionale. Entro il 2050 si prevede che andranno ad aggiungersene altre 200 000-400 000. Grand Genève vuole accoglierle in un contesto ottimale e allo stesso tempo ridurre le emissioni di CO 2 . Il Groupement local de coopération transfrontalière (GLCT), che conta quattro esponenti provenienti dalla Svizzera e dalla Francia, sta lavorando ai relativi piani. La Voie verte, un nuovo spazio verde di 37 chilometri per la mobilità lenta e le attività ricreative, si snoderà da Bonne in Alta Savoia, passando per Ginevra, fino ad arrivare a Saint-Genis-Pouilly, nel dipartimento francese dell’Ain. Il «sentiero verde» ha un ruolo particolare nella città di Vernier, i cui quartieri sono separati da grandi strade. Un ponte, in procinto di essere costruito sull’autostrada della Voie verte, permetterà di ricollegarli. «La Voie verte cambierà completamente la mobilità a Vernier.» Mathias Buschbeck, membro del Comitato esecutivo di Vernier (GE) Annegret Mathari

Le frontiere, un’opportunità di collaborazione

Centinaia di comuni svizzeri sorgono sulle frontiere nazionali. I loro vicini sono comuni italiani, francesi, tedeschi, austriaci e del Liechtenstein. Ma raramente questi confini sono rigidi. Al contrario, lungo le frontiere nazionali si sono sviluppate forme di collaborazione molto particolari. Nel nostro ultimo numero presentiamo numerosi esempi di collaborazione transfrontaliera: per esempio, la pianificazione dei trasporti nell’agglomerato «Grand Genève», che comprende due cantoni e due Paesi; la progettazione di un sentiero lungo il Reno in tre Paesi oppure un piccolo gioiello di festival nel Giura vodese, che riunisce le popolazioni di due villaggi di due Paesi. Ebbene no, il confine non è rigido, di solito è piuttosto verde, stando al racconto di Heinz Egli, ex urbanista di Frauenfeld. Una volta ha fatto il giro della Svizzera camminando lungo il confine nazionale e ha scoperto di persona che aspetto ha il nostro confine nazionale. Le sue splendide foto lo dimostrano: il paesaggio è di solito piuttosto spettacolare! Per lui i confini non sono linee rigide, bensì punti di passaggio. Un’idea che vale la pena approfondire nella collaborazione transfrontaliera. Nadja Sutter

Il primo giorno dei comuni all’OLMA

L’OLMA è un appuntamento immancabile in qualsiasi agenda della Svizzera orientale ed è molto famosa anche al di fuori della regione. Quest’anno, per la prima volta, vi si terrà una Giornata dei comuni. Organizzata per il 16 ottobre dall’associazione dei municipi dei comuni di San Gallo e dall’associazione dei comuni patriziali di San Gallo, riunirà i rappresentanti di tutti i comuni svizzeri con interessanti presentazioni. L’evento ha come titolo generico «Restare al fresco anziché surriscaldarsi» e tratta temi d’attualità come il sistema di milizia, i cambiamenti climatici, la sanità e la digitalizzazione. Per l’evento sono previsti due biglietti gratuiti per ogni comune. A conclusione dell’evento ci sarà la possibilità di visitare la fiera. Informazioni: la Giornata dei comuni si svolgerà mercoledì 16 ottobre 2024, dalle 10.30 alle 14, nel padiglione 9.2 dell’Olma 2024. Alla registrazione Bernhard Keller

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