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Filtro attivo: Autore: Claudia Kratochvil-Hametner Edizione: 10 l 2023 Rimuovi tutti i filtri
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L’impegno dei comuni per la salute

Il tema della salute ha assunto un’importanza crescente per i comuni, destinata ad aumentare ancora di più in futuro, anche a causa della pressione sui costi. A livello federale, l’aumento dei costi sanitari deve essere contrastato con diverse proposte e l’assistenza coordinata e integrata è una leva decisiva. Oggi le strutture sanitarie sono ancora molto «separate». I diversi sistemi tariffari favoriscono ulteriormente questo «pensiero a compartimenti stagni» e portano a inutili sovrapposizioni. La Confederazione ha la responsabilità di creare il contesto e gli incentivi necessari per promuovere la creazione e la più ampia implementazione di nuovi modelli di assistenza che coinvolgano tutti i fornitori di servizi interessati. Un importante ostacolo è stato superato con la decisione del Parlamento di includere anche il settore delle cure nel progetto per un finanziamento unitario dei servizi sanitari (EFAS). Per saperne di più, vi invitiamo a leggere questo numero. Dal canto loro, i comuni contribuiscono a un ambiente di vita sano e alla salute della popolazione fornendo un contesto favorevole, come ad esempio progettando gli spazi pubblici in modo da favorire i rapporti di vicinato e gli incontri. Anche le associazioni hanno una funzione importante perché rafforzano la coesione sociale, il che ha un effetto positivo sulla salute. In futuro sarà importante avvicinare ancor più salute e questioni sociali in tutte le fasce d’età. In questo numero vi presenteremo diversi comuni e città che hanno messo in atto questo approccio in modo esemplare. Claudia Kratochvil-Hametner

Il futuro finanziamento dei costi sanitari

L’attuale sistema sanitario prevede tre diversi sistemi di finanziamento: i trattamenti ambulatoriali sono pagati esclusivamente dalle casse malati e quindi dai premi. I servizi ospedalieri, invece, sono coperti dai cantoni per un minimo del 55 per cento, mentre le casse malati pagano un massimo del 45 per cento. Tuttavia, per il finanziamento dell’assistenza a lungo termine valgono regole diverse: i cantoni e i comuni sono i principali finanziatori dello sviluppo dei costi dell’assistenza a lungo termine grazie ai premi fissi e ai contributi delle casse malati. Tutti i servizi sanitari dovranno ora essere finanziati in modo uniforme, indipendentemente dal fatto che siano erogati a domicilio da Spitex, in uno studio medico, in ospedale o in una casa di cura. In questo modo si intende eliminare i disincentivi e facilitare un’assistenza coordinata per i pazienti durante l’intero processo di cura e assistenza. Tuttavia, il finanziamento unitario delle prestazioni stazionarie e ambulatoriali (EFAS) deve includere anche l’assistenza e regolamentarne l’integrazione in modo vincolante, come già deciso dal Consiglio degli Stati a dicembre 2022. In considerazione dell’invecchiamento demografico e dell’evoluzione del fenomeno «ambulatoriale prima di stazionario», secondo l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) l’inclusione dell’assistenza nel progetto EFAS è indispensabile. Il trasferimento dei costi nel finanziamento dell’assistenza verso i finanziatori residui – cantoni e comuni – è una realtà. Lo dimostrano anche i rapporti sul finanziamento delle cure (2020) e sulle cure a lungo termine (2016). Solo «EFAS plus care» può portare all’auspicato miglioramento del sistema e a una distribuzione più equilibrata dei costi tra tutti i finanziatori. L’entrata in vigore del progetto può essere scaglionata. Il punto decisivo è rendere vincolante l’inclusione delle cure nell’EFAS, come previsto dal Consiglio degli Stati. Il Consiglio nazionale è a favore dell’integrazione delle cure, ma a patto che siano definite condizioni precise e desidera regolamentare l’entrata in vigore solo in modo non vincolante. Inoltre, i cantoni dovrebbero pagare almeno il 28,6 per cento e le casse malati al massimo il 71,4 per cento delle prestazioni attraverso i premi. A dicembre 2022, il Consiglio degli Stati aveva stabilito una quota cantonale del 26,9 per cento. Il progetto torna al Consiglio degli Stati con ulteriori differenze. Alla luce dell’aumento dei premi, è comprensibile che il Consiglio nazionale voglia alleggerire l’onere a carico di chi li paga. D’altra parte, in futuro sarà necessario trovare una soluzione più equilibrata tra finanziamento fiscale e dei premi. Dal punto di vista dei comuni è assolutamente necessario attenersi alla decisione del Consiglio degli Stati. Claudia Kratochvil-Hametner

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