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Filtro attivo: Categoria: Politica sociale Edizione: 12 | 2022 Rimuovi tutti i filtri
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Per una custodia di bambini complementare alla famiglia sostenibile

I comuni sono attori centrali nella custodia di bambini complementare alla famiglia. I comuni e le città creano un’ampia gamma di servizi di supporto e compiono ingenti sforzi per rafforzare il settore prescolastico. La custodia di bambini complementare alla famiglia è importante anche dal punto di vista della politica locale, poiché migliora la conciliabilità tra famiglia e lavoro ed è quindi uno strumento efficace per combattere la carenza di lavoratori qualificati. Negli ultimi anni sono successe molte cose. Serve però un maggiore impegno congiunto per individuare soluzioni sostenibili, soprattutto per ridurre in maniera efficace i contributi dei genitori. Quest’ultimo è un obiettivo continuo e non può essere semplicemente imposto ai cantoni e ai comuni. La Costituzione federale prevede una co-responsabilità da parte della Confederazione. Ed è proprio quello che prevede il progetto per l’attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.403 del Consiglio nazionale. Con il costante finanziamento federale per ridurre i costi di custodia dei bambini per i genitori, la Confederazione fornisce un contributo essenziale e realizza i propri obiettivi di legislatura per una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro. Il contributo federale costante dà ai cantoni e ai comuni una sicurezza di pianificazione e non prevarica i sistemi di sovvenzione esistenti. La Confederazione mantiene un ruolo sussidiario e rispetta la libertà organizzativa dei cantoni e dei comuni. In secondo luogo, gli accordi programmatici con i cantoni consentono di sviluppare ulteriormente la custodia di bambini complementare alla famiglia in base alle esigenze. L’ACS ha contribuito sistematicamente e ha lavorato in maniera proficua per garantire che le preoccupazioni dei comuni trovassero ascolto. Il prossimo passo sarà la decisione del Parlamento su quello che l’ACS considera un progetto equilibrato e importante. Un altro punto focale è stato l’impegno dell’ACS per il ricalcolo delle rendite AI. La Confederazione basa il calcolo del grado IV sui salari che le persone con disabilità non possono assolutamente percepire. Le conseguenze sono di vasta portata: molte persone non beneficiano della riconversione professionale o della rendita AI o finiscono direttamente all’assistenza sociale. Ciò significa che i costi effettivamente imputabili all’AI vengono scaricati sui comuni. L’ACS si è battuta per un calcolo corretto dell’AI ed è intervenuta in Parlamento, con successo. La necessità di agire è stata chiaramente riconosciuta da entrambe le Camere del Parlamento e le votazioni hanno parlato chiaro: in futuro, le possibilità di reddito realistiche per le persone con un danno alla salute saranno prese in considerazione ai fini del calcolo del grado di disabilità. Grazie a un’ampia mobilitazione, la mozione 22.3377 sulle basi di calcolo dell’AI è stata approvata a una netta maggioranza in Parlamento. Ciò conferisce al Consiglio federale, più precisamente all’Ufficio federale delle assicurazioni sociali competente, un chiaro mandato per affrontare rapidamente il lavoro e implementare una nuova base di calcolo dell’AI entro la fine del 2023. Claudia Kratochvil-Hametner

Diverse sfide nel settore dell’asilo

Con l’attivazione dello statuto di protezione S nel marzo 2022, le persone in fuga dalla guerra in Ucraina ottengono in Svizzera una protezione collettiva e rapida dal punto di vista burocratico. Dopo la registrazione nei centri federali d’asilo, i beneficiari dello statuto S vengono rapidamente assegnati ai cantoni. Il cantone o il comune di assegnazione, a seconda dell'organizzazione cantonale, ne assume la responsabilità dell'alloggio e dell'assistenza. Ad oggi, più di 69 000 persone hanno ottenuto lo statuto di protezione (stato 01.12.2022). I comuni sono stati fortemente sollecitati nella ricerca di alloggi. Hanno inoltre assunto rapidamente il compito di provvedere alla scolarizzazione dei bambini ucraini. La decisione presa dal Consiglio federale all’inizio di novembre di non revocare lo statuto di protezione S prima del marzo 2024, salvo se la situazione cambierà radicalmente prima di allora, fornisce una certa sicurezza in termini di pianificazione. Inoltre, la Confederazione dovrà iniziare a preparare il rientro dei cittadini ucraini, in collaborazione con i cantoni e i comuni. Allo stesso tempo, negli ultimi mesi, è aumentato il numero delle domande di asilo nell’ambito delle procedure ordinarie. Per continuare a garantire un numero di posti sufficiente ad accogliere i richiedenti appena arrivati nelle sue strutture, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) assegna, in via provvisoria, una parte dei richiedenti l’asilo ai cantoni in anticipo rispetto a quanto avviene normalmente. Questa misura, attuata alla fine di ottobre, sarà revocata a partire dalla metà di dicembre. La messa a disposizione di ulteriori posti di alloggio in tempi brevi ha posto una forte pressione su cantoni, città e comuni. L’attivazione dello statuto S è stata accompagnata da domande pratiche e questioni di fondo. A settembre, l’ACS ha preso posizione nell’ambito della valutazione dell’attuazione dello statuto S da parte di un gruppo di lavoro della Confederazione, sollevando anche alcuni punti critici. Un aspetto critico per quanto riguarda l’alloggio presso privati è il fatto che molti arrivi siano avvenuti in modo non coordinato con le autorità. Poiché lo statuto S è uno statuto «orientato al ritorno», si pone inoltre la domanda di quanto debba essere anche «orientato all’integrazione» e, a lungo termine, in che misura il contributo finanziario della Confederazione per sostenere l’acquisizione della lingua e l’accesso al mercato del lavoro sia sufficiente. Secondo l’ACS, sono essenziali regole chiare che determinino le responsabilità nel campo dell’integrazione e dell’assistenza. Il rapporto intermedio del gruppo di valutazione dello statuto S è stato appena pubblicato e presenta delle conclusioni preliminari. L’anno 2022 ha messo in evidenza il fatto che il settore dell’asilo è un compito congiunto di Confederazione, cantoni, città e comuni. Per garantire una gestione della crisi e un coordinamento efficaci, il livello comunale deve essere consultato e coinvolto nelle discussioni. L’ACS è rappresentata nei gruppi di lavoro istituiti per affrontare la situazione straordinaria creata dal conflitto russo-ucraino, primo fra tutti lo Stato maggiore speciale Asilo (SONAS), convocato per la prima volta nel marzo 2022. L’ACS è altresì rappresentata nei gruppi di lavoro «ordinari» che si occupano di alloggio e procedure d’asilo o ancora del programma Resettlement. Luisa Tringale

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