Praticare la cultura della cibersicurezza
In una situazione di emergenza, come lo potrebbe essere un incendio, l’infarto di un collega oppure anche un ciberincidente, la vostra organizzazione si trova ad affrontare questioni fondamentali che non si presentano necessariamente nella vita quotidiana. Per essere preparati ad affrontare una situazione del genere, è necessario un piano di emergenza che includa un piano di comunicazione e un’organizzazione di crisi nonché un contatto d’emergenza. Queste sono le basi per reagire correttamente nelle situazioni urgenti. Quanto maggiore è la comprensione di tutti i collaboratori per determinate misure e quanto più queste ultime riflettono i valori dell’organizzazione, tanto più è probabile che vengano capite, sostenute e quindi attuate dai collaboratori. I collaboratori conoscono il responsabile della sicurezza? Come interagisce con voi, ad esempio quando deve essere eseguito un aggiornamento del software? Quanto è facile per i collaboratori segnalare un incidente o esprimere un sospetto? I responsabili della sicurezza devono trovare un linguaggio comune con i collaboratori, devono essere disponibili e costruttivi per far sì che le misure vengano attuate possibilmente senza resistenze. Nella cibersicurezza, l’elenco delle cose da non fare è infinito. I comuni dovrebbero pertanto concentrarsi sull’insegnare ai propri collaboratori alcune regole comportamentali di base formulate in maniera comprensibile, invece di distribuire un elenco di divieti. Idealmente, ogni comunicazione dovrebbe sottolineare i benefici che le misure proposte porteranno ai singoli collaboratori in quanto parte dell’organizzazione e il motivo per cui è importante attuarle, contribuendo così a garantire la sicurezza. Più i vantaggi sono visibili, minore è la resistenza e maggiore è il sostegno. Sandra Lüthi