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Filtro attivo: Autore: Nadja Sutter Edizione: 4 | 2024 Rimuovi tutti i filtri
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L’affascinante diversità dei consigli comunali svizzeri

Mentre i consigli comunali vantano una lunga tradizione nella Svizzera francese e italiana, i comuni svizzeri di lingua tedesca si affidano spesso all’assemblea comunale, che considerano la vera forma originale di democrazia. In un’intervista il Consigliere agli Stati Andrea Caroni, presidente della Società svizzera per le questioni parlamentari, cita i vantaggi dei consigli comunali: ad esempio, il fatto che esercitano una funzione di controllo nei confronti dell’esecutivo e dell’amministrazione, oltre a consentire dibattiti strutturati e continuità nella gestione dei temi politici. Tra i punti deboli, in generale, c’è il fatto che i consigli portano a una politicizzazione partitica della politica locale e che risulta difficile trovare un numero sufficiente di parlamentari interessati. Secondo Andrea Caroni, affinché un comune introduca un consiglio, serve un vasto consenso politico in merito al fatto che il passaggio a un consiglio offrirebbe nuove opportunità di partecipazione politica. Nadja Sutter

Le sfide per i parlamenti comunali in Ticino

In questi 32 anni di Municipio ho vissuto momenti diversi. Inizialmente il Legislativo comunale, il Consiglio comunale, svolgeva il ruolo di potere legislativo. Poi, nel corso degli anni, il Consiglio comunale ha sempre più cercato di svolgere ruoli esecutivi. Il numero delle interpellanze e delle mozioni presentate è, man mano, cresciuto. L’Esecutivo comunale ha sempre presentato le sue osservazioni, che peraltro segnalavano problemi concreti e le contraddizioni con la legislazione in vigore. Malgrado ciò, il Legislativo approvava questi atti. Concretizzarli poi non era per nulla evidente. Concludo dicendo come le competenze dei due poteri necessitano di ulteriori riflessioni per rendere più attrattivo il ruolo di consigliere comunale. Il numero di 40 consiglieri comunali, in proporzione con il numero di cittadini e cittadine (7459 persone residenti), non è per contro un problema. Il vantaggio maggiore è il controllo dell’esecutivo. In secondo luogo è pure vero che vi sono sempre considerazioni interessanti che emergono dal Legislativo comunale e che possono condurre l’esecutivo nel suo agire. Una certa frustrazione di alcuni consiglieri comunali che avrebbero voluto accedere all’esecutivo, non vi sono riusciti, e riprovano in altro modo. La nostra legge organica comunale prevede che i comuni che contano almeno trecento abitanti possono stabilire per regolamento l’istituzione del Consiglio comunale con un numero di membri non inferiore a 15 e non superiore a 60. I comuni con più di 5000 abitanti devono avere almeno 30 consiglieri comunali. L’Assemblea comunale è invece la riunione, il raduno, dei cittadini aventi diritti politici in materia comunale e chiamati a decidere su temi comunali. Istituito il Consiglio comunale l’assemblea decade. Non penso. Purtroppo oggi si assiste a una tendenza contraria. Sempre più persone si disinteressano della gestione della cosa pubblica. Professionalizzare le cariche non è una soluzione. Nel nostro Cantone, fortunatamente, chi assume una carica politica lo fa per spirito di servizio e di milizia. I partiti oggi tendono a sfaldarsi in mille rivoli. Le persone alla loro guida non sono sempre le più rappresentative. Vi è poi chi cerca più un secondo lavoro nell’attività politica e dimentica lo spirito di servizio. Non è la presenza dei numerosi consigli comunali ma il disinteresse di molti cittadini. «La sfida più grande è di ripensare il proprio territorio e i servizi nell’interesse dei cittadini e delle cittadine.» Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi Non è sempre facile ma compito di ogni politico è anche quello di trovare i suoi successori e i giovani vanno assolutamente preparati. È vero che la complessità della materia oggi è tale che non è evidente e facile svolgere l’attività politica. Aggiungo che il nostro sistema federale conosce l’effetto aspiratore delle competenze verso l’alto. Altrimenti detto si ritiene necessario, quando non necessariamente lo è, optare per soluzioni a livello non più comunale ma a livello cantonale o svizzero. Si delegano all’organo superiore compiti e poi ci si lamenta di perdere competenza. Andrebbero meglio precisati e definiti i compiti dei tre livelli istituzionali. Non sempre le soluzioni a livello cantonale o nazionale soddisfano i bisogni dei cittadini. La sfida più grande è di ripensare il proprio territorio e i servizi nell’interesse dei cittadini e delle cittadine. Una soluzione potrebbe essere di rendere partecipe alla vita pubblica un maggior numero di cittadini e cittadine responsabilizzandoli sul loro futuro. Nadja Sutter

Courtepin: la transizione verso un consiglio comunale

Il passaggio dall’assemblea comunale al consiglio è avvenuto molto rapidamente a Courtepin – e non solo senza intralci – come riferiscono Peter Grünig, il presidente del consiglio generale 2023-2024, e il sindaco Martin Moosmann. Il sistema parlamentare è ancora agli inizi nel Comune di 5700 abitanti. La ripartizione delle competenze tra il consiglio generale e il municipio non è sempre chiara. «Talvolta le riunioni assomigliano più a un’assemblea comunale che a una seduta del consiglio generale», afferma Peter Grünig. Tuttavia, il sindaco Martin Moosmann sottolinea come la collaborazione tra il consiglio generale e il municipio sia già nettamente migliorata. Le riunioni del consiglio generale a Courtepin si tengono in due lingue e tutti i documenti sono disponibili sia in tedesco che in francese. In genere però si parla di più francese, in linea con la distribuzione linguistica nel comune. «Courtepin non era, e non è tuttora, un comune politicizzato.» Martin Moosmann, sindaco di Courtepin (FR) Nadja Sutter

Parlamento o assemblea comunale?

All’ultima assemblea comunale del comune in cui vivo, Tafers (FR), hanno partecipato 78 elettori, appena l’uno per cento dei suoi 7800 abitanti. Una rappresentanza della popolazione che lascia a desiderare. Tafers prevede dunque d’introdurre un parlamento comunale. Un passo che Courtepin (FR) ha compiuto nel 2021. Il Comune conta quasi 2000 abitanti in meno rispetto a Tafers – e ovviamente meno di Rapperswil-Jona (SG) – i cui elettori hanno nuovamente respinto l’introduzione di un parlamento nel marzo del 2023. Con una popolazione di 28 000 abitanti, Rapperswil-Jona è la città più grande della Svizzera senza un parlamento. Gli esempi di Courtepin e Rapperswil-Jona, che presentiamo in questo numero, lo dimostrano: esiste il cosiddetto «Röstigraben», una cesura che divide la Svizzera quando si parla di legislativo comunale. Mentre le assemblee comunali dominano nella Svizzera tedesca, i parlamenti comunali vantano una lunga tradizione nella Svizzera francese e in Ticino. In questo numero scopriamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei parlamenti comunali e ci confrontiamo con i parlamentari comunali e anche con il presidente della Società svizzera per le questioni parlamentari, il consigliere agli Stati Andrea Caroni. Vi auguro una lettura illuminante! «Esiste il cosiddetto ‹Röstigraben›, una cesura che divide la Svizzera quando si parla di legislativo comunale.» Nadja Sutter, Caporedattrice «Comune Svizzero» Nadja Sutter

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