L’assemblea di quartiere di Sonvico ha radunato quasi 300 cittadini. È l’occasione per discutere con i rappresentanti del Municipio della Città di Lugano dei progetti che interessano il quartiere, e di un buon pranzo in compagnia.

Organi di quartiere: per quartieri vivaci e centri vicini

18.06.2021
6 l 2021
  • Il Comune

Le commissioni di quartiere a Lugano e le associazioni di quartiere a Bellinzona rappresentano per le autorità dei nuovi centri un interessante strumento di contatto con la realtà dei loro quartieri.

Lugano e Bellinzona si sono dotate di organi di quartiere il cui ruolo principale è, da una parte, valorizzare la realtà dei quartieri e della loro storia, favorendo le opportunità di partecipazione della popolazione, dall’altra, garantire un dialogo proficuo fra i quartieri e le autorità svolgendo anche un ruolo di controllo sul territorio. Ne discutiamo con Gabriele Botti, responsabile dell’Ufficio quartieri della città di Lugano, e Roberto Tamagni, responsabile del Servizio quartieri della Città di Bellinzona.

Realtà post-aggregazione

L’istituzione di questi organi di quartiere è certamente legata ai processi di aggregazione che hanno interessato le due città. A Lugano le prime commissioni di quartiere furono istituite dal Municipio nel 1972, quando la città si ampliò per la prima volta con l’aggregazione di Brè-Aldesago e Castagnola-Cassarate. Oggi le commissioni sono venti e rappresentano i 21 quartieri della Grande Lugano (i quartieri di Loreto e Centro sono rappresentati nella medesima entità). Anche la Nuova Bellinzona sorta nel 2017 dall’aggregazione di 13 comuni ha da subito introdotto organi di quartiere, una possibilità discussa già durante l’elaborazione del progetto aggregativo e sostenuta dai rappresentanti dei comuni coinvolti; in nove quartieri sono state costituite delle associazioni di quartiere.

Se il modello organizzativo scelto varia, l’intenzione è però la stessa: garantire cioè a livello dei quartieri degli organi di rappresentanza che contribuiscano ad accorciare la distanza che, in una realtà post-aggregazione, può venirsi a creare tra la popolazione e le (nuove) autorità comunali.

L’esistenza delle commissioni e delle associazioni di quartiere è prevista nei regolamenti organici comunali. Chiunque abbia compiuto 16 anni e sia residente nel quartiere può entrare a farvi parte. A Lugano, per ognuna delle commissioni, ogni partito rappresentato in Municipio (quattro nell’attuale legislatura) designa un suo membro e un egual numero di rappresentanti sono eletti dalle assemblee di quartiere che si tengono all’inizio di ogni legislatura. Questa composizione è frutto di una riforma attuata nel 2018 dalla Città di Lugano volta anche ad evitare un’eccessiva politicizzazione delle commissioni e intende assicurare un’ampia rappresentatività, garantendo in ogni quartiere dei rappresentanti dei partiti attivi in Municipio e dei rappresentanti eletti dalla popolazione, nonché una parità di rappresentanza indipendentemente dalle specifiche prerogative di ogni quartiere. Le associazioni di quartiere a Bellinzona fissano il loro numero di membri e definiscono i loro statuti e, se determinate caratteristiche sono soddisfatte, vengono riconosciute dalla Città come organo ufficiale del quartiere. Ogni associazione si dota di un comitato, suo organo esecutivo, che intratterrà i rapporti con le autorità. Nei quattro quartieri in cui non è stata costituita un’associazione, delle commissioni di quartiere con tre, cinque o sette membri saranno nominate dal Municipio.  Sia le commissioni di quartiere a Lugano che le associazioni di quartiere a Bellinzona ricevono un finanziamento dalla città.

Favorire il dialogo tra i quartieri e i centri

Le commissioni a Lugano e i comitati delle associazioni a Bellinzona si ritrovano regolarmente per discutere di problematiche d’interesse locale, sviluppare iniziative a favore degli abitanti del quartiere, esprimere il proprio parere sui progetti del Municipio che toccano il quartiere, approfondire segnalazioni ricevute dai cittadini, preparare eventi. Il loro interlocutore diretto è in entrambe le città il rispettivo ufficio quartieri, che fa poi da ponte con l’autorità politica e l’amministrazione comunale. Anche le assemblee di quartiere costituiscono privilegiati momenti di incontro tra gli abitanti dei quartieri, i loro rappresentanti, il Municipio e l’amministrazione. Gli uffici competenti delle due città organizzano inoltre delle riunioni annuali con i presidenti degli organi di quartiere con lo scopo di favorire lo scambio di esperienze e di informazioni e di discutere le macro linee della collaborazione tra città e quartieri.

Mantenere viva l’identità locale

Gli organi di quartiere si occupano spesso di organizzare eventi per dare vitalità al quartiere e creare occasioni di incontro, anche riproponendo manifestazioni che caratterizzavano l’identità degli ex comuni. All'inizio della propria attività quasi tutte le associazioni di quartiere della Nuova Bellinzona si sono impegnate a verificare che progetti del proprio ex comune, decisi dall'autorità ma non ancora concretamente avviati, fossero ripresi dalla nuova città aggregata e portati a compimento, vigilando e sollecitando eventualmente in caso di mancata realizzazione. A Gnosca e a Claro le associazioni hanno ripreso l’organizzazione del pranzo per gli anziani del quartiere in collaborazione con società locali e del mercatino di Natale. La partecipazione della cittadinanza a questi eventi è in generale molto positiva.

Come sottolinea Gabriele Botti della Città di Lugano, si tratta di esaltare le varie componenti di un quartiere e, pertanto, di mantenerne viva l’identità, guardando nel contempo allo sviluppo globale della Città. In questo senso gli organi di quartiere rappresentano una risorsa per i centri e attori importanti con cui ricercare delle collaborazioni. Un esempio: l’organizzazione di serate cinematografiche in ogni quartiere da parte della Città di Bellinzona a cui le associazioni di quartiere sono invitate ad accostare un ulteriore momento aggregativo da loro organizzato.

Uno sguardo oltre Gottardo?

Anche in altri comuni ticinesi esistono simili organi di rappresentanza. Caratterizzano comunque per lo più i centri più grossi risultati da aggregazioni – si trovano per esempio anche a Mendrisio, Capriasca, Gambarogno – mentre non sempre sono stati istituiti in altri comuni aggregati di più piccole dimensioni. Anche il comune di Locarno, pur non risultando da un’aggregazione, conta peraltro nove associazioni di quartiere.

La realtà delle associazioni di quartiere della nuova città di Bellinzona, che pur già entra nella sua seconda legislatura, rappresenta un esercizio ancora nuovo, tant’è che, come detto, non in tutti i tredici quartieri è stata costituita un’associazione. Bellinzona ha preso esempio dall’esperienza di Zurigo; secondo Roberto Tamagni vale la pena di guardare alle realtà già consolidate della Svizzera interna, dove c’è una maggiore partecipazione della popolazione agli organi di quartiere che porta anche ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella vita del quartiere. Se Bellinzona si ritiene una realtà giovane, in cui la funzione delle associazioni di quartiere deve ancora essere delineata a fondo, anche in un contesto più a lungo collaudato come quello di Lugano le sfide non mancano. Con le parole di Gabriele Botti: «Una delle sfide più difficili e contemporaneamente intriganti è proprio quella di costruire una città in cui tutti si rispecchino ma che, a sua volta, sappia mantenere ed esaltare la cultura identitaria di ogni sua singola componente.»