Diana de Almeida con il suo «braccio artificiale», con cui libera dai rifiuti le strade e gli spazi pubblici della Città di Lugano. Un lavoro che alla 29enne dà grande soddisfazione, e spera possa essere d’esempio per un maggiore rispetto dell’ambiente. 

«Lo faccio per la mia generazione»

17.08.2021
7/8 l 2021
  • Energia e ambiente

Diana de Almeida è una delle persone più giovani che a Lugano si occupa di pulire strade e piazze. La 29enne è convinta che con il suo lavoro può contribuire a migliorare questo mondo.

Lara Croft appartiene al passato. Le donne di oggi usano armi molto più cool delle guerriere nei film: usano il Glutton. Questo gigantesco aspirapolvere, che segue ovunque Diana, la aiuta a combattere un difficile nemico causato dagli esseri umani: i rifiuti. Con il tubo del Glutton elegantemente in mano, si passa dal mozzicone di sigaretta al fazzoletto di carta, aspirando il tutto in pochi secondi. Il Glutton è un aspiratore elettrico in dotazione alla Città di Lugano; con questa macchina i collaboratori della Divisione spazi urbani (DSU), come la giovane Diana de Almeida, puliscono le strade. Durante questa umida mattina d’estate, Diana sta lavorando sul lungolago della città. Si sentono i clacson delle macchine in circolazione. Diana saluta con le mani e sorride. «Buongiorno Diana», le dice il venditore di gelati. «Eh sì, dopo un po’ si conosce tutta la città». «Spesso ci sono persone che vogliono raccontarti molto e farti molte domande: perché una ragazza così giovane fa questo lavoro? Non è un lavoro troppo duro per te?». Di colpo si ferma perché ha scoperto una bottiglia di birra per terra. Con un gesto alla starwars alza il tubo dell’enorme aspirapolvere, quasi come un braccio artificiale, e lascia scivolare la bottiglia con un grande tonfo nel Glutton, un po’ come una cowgirl delle stelle.

Dalle vacanze a una nuova vita

È stato suo zio ad averla convinta a venire a vivere in Svizzera. «Sono nata e cresciuta in Portogallo e 10 anni fa volevo passare le vacanze in Svizzera», si ricorda Diana. A Lugano ha fatto visita a suo zio, che in due settimane le ha trovato un posto di lavoro. «Avevo concluso la scuola dell’obbligo e non sapevo ancora cosa fare. Così lui mi ha organizzato questa opportunità lavorativa in una ditta di pulizie e infine sono rimasta in Ticino. Quelle poche settimane si sono poi trasformate in anni.» In quell’impresa ha conosciuto suo marito, anche lui di origini portoghesi. Da tre anni a questa parte lavora come operatrice ecologica per la Città di Lugano. Altre due colleghe le fanno compagnia in questa sfida. «È vero che non è molto comune vedere delle donne che fanno questo lavoro. Ma a me motiva ancora di più quando si dice che è una cosa che le donne non sanno fare.» Vedere le cose pulite le piace. «Mi dà una grande soddisfazione e penso che posso fare qualcosa di bello per questo mondo. Non mi piace per nulla vedere le persone della mia generazione che non comprendono ciò che sta succedendo. Buttare le bottiglie per terra senza pensare cosa significhi per l’ambiente è intollerabile. È un problema che ho riscontrato durante gli ultimi mesi della pandemia, quando le discoteche e i bar erano chiusi, e molte persone trascorrevano buona parte della notte all’aperto.» Per questo motivo la città ha dovuto estendere i turni di lavoro fino alla tarda sera, specialmente per la vuotatura dei cestini. «Faccio questo lavoro per essere di buon esempio e per migliorare la situazione dando un piccolo contributo alla sostenibilità.»

Dalla plastica al turismo

«La Città di Lugano sta portando avanti diversi progetti pilota legati alla sostenibilità. Abbiamo notato che funzionano e vengono apprezzati dai cittadini», ci spiega Roberto Bianchi, direttore della Divisione Spazi urbani della Città di Lugano. «Il progetto più attuale è quello legato agli scarti di cucina, che si possono consegnare presso gli ecocentri cittadini. Tenendo la parte umida degli scarti di cucina separata, si può ridurre la quantità di rifiuti da mettere nel sacco e contribuire alla produzione di biogas.» Per non buttare via mobili, lampade e altri oggetti della casa, che funzionano ancora bene, da tempo esistono dei «mercatini», dove si possono lasciare e prendere liberamente gli oggetti depositati che piacciono. Un altro modo per rendere la città più sostenibile restando nell’ambito dei rifiuti è il riciclaggio della plastica. «Differenziamo tre diversi tipi di plastica», ci spiega Roberto Bianchi. «Negli ecocentri abbiamo la possibilità di raccogliere, oltre alle bottiglie per bevande in PET, anche i flaconi in PE e PP separatamente. Con questi progetti vogliamo implementare il recycling.» Un anno fa la città ha lanciato il sistema della tassa di smaltimento, introducendo l’obbligo dei sacchi ufficiali per la spazzatura. «Durante i mesi estivi, per far fronte alla presenza massiccia dei turisti, abbiamo potuto leggermente aumentare il personale che si occupa della pulizia degli spazi pubblici.»

Vedere il lato positivo

Dopo aver pulito le strade, Diana de Almeida torna in magazzino dai suoi colleghi. All’interno del piano interrato dell’autosilo cittadino si pulisce il Glutton. Con movimenti agili e veloci Diana spruzza l’acqua nei pezzi della macchina e porta via il sacchetto con la spazzatura raccolta. È l’unica donna stamattina, i suoi colleghi sono già andati via. «Ci sono delle persone che non vogliono che tutti le vedano mentre puliscono le strade», spiega lei. «Ma io non mi faccio problemi. Al contrario, a me piace sempre stare fuori. Se piove, se c’è il sole, sono tutti i giorni fuori e faccio qualcosa di utile per tutti.» Diana ha già dei programmi chiari per il futuro: «ho fatto un concorso municipale per poter guidare la spazzatrice. Spero di farcela un giorno, visto che mi affascinano questi grandi robot. Sono ancora più motivata perché dicono che non è una professione fatta per le donne.» Diana ride e per oggi è finita con il lavoro. Il suo Glutton è pronto per essere riutilizzato domani. Tutto pulito, tutto lustro, come le strade in centro città dove Diana è passata pocanzi.