
Impieghi di qualità, la sfida dei comuni ticinesi
Nessun allarme, ma il problema esiste. Anche nel Canton Ticino i comuni fanno fatica a trovare personale qualificato, soprattutto ai vertici e nei settori tecnici. Gli enti locali interessano ancora come datori di lavoro? Cosa si sta facendo per migliorare?
Rendere più attrattivi gli enti locali come datori di lavoro e alzare il livello delle competenze e di soddisfazione del personale già impiegato, per evitare che scelgano altri lidi (altri comuni o nel privato). Sono queste le principali sfide degli enti locali in Ticino, ancora più ardue in quelli con minori capacità finanziarie. «Da un paio d’anni il Dipartimento delle istituzioni ha attivato una commissione per lo sviluppo delle competenze nel settore degli enti locali», ci spiega Paolo Crugnola, responsabile dello sviluppo delle competenze presso la Sezione degli Enti Locali (SEL). La commissione da parte sua, aggiunge l’esperto, «ha avviato un percorso di definizione di una strategia proprio partendo dall’attrattività dei comuni come datori di lavoro oggi». Quello che emerge, spiega, è «la percezione di una crescente difficoltà a trovare persone che si candidino per profili di responsabilità». Non è un’emergenza, precisa Crugnola, ma «un segnale da cogliere».
«Si chiede sempre più flessibilità, ma anche prospettive di sviluppo, dinamicità, possibilità di fare esperienze personali e professionali arricchenti.»
«Sempre più flessibilità»
La società cambia, lascia intendere Crugnola, infatti «si percepisce un cambiamento nel modo di vedere il lavoro, soprattutto da parte delle generazioni più giovani». In altre parole, «si chiede sempre più flessibilità, ma anche prospettive di sviluppo, dinamicità, possibilità di fare esperienze personali e professionali arricchenti». Per esempio, dettaglia, «alcune rigidità rispetto agli orari di lavoro sono oggi riconosciute come un fattore critico. Ma è una sfida che tocca anche gli approcci, i metodi e gli strumenti di conduzione del personale». Crugnola allude a una maggiore attenzione all’innovazione, alla compartecipazione, ai contenuti, processi che vanno oltre le classiche «attività routinarie», proprio perché sono «una leva motivazionale importante», spiega. E proprio perché consapevole, conclude Crugnola, la SEL «sta facendo la sua parte assumendo un ruolo di stimolo e coordinamento, proprio a partire dalla definizione di una chiara strategia di sviluppo delle competenze per il settore degli enti locali».
Poche risposte dai comuni
Sono pochissimi gli enti locali che hanno voluto parlarne. Fatto sta che tramite l’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) solo 1 ente su 89 si è fatto vivo, ossia Arbedo-Castione, il primo finora certificato ISO 9001 (Sistema Gestione della Qualità). Il segretario comunale Giuseppe Allegri ci spiega che in questo modo si «facilita sensibilmente il reclutamento di professionisti qualificati», anche di «persone con poca o nessuna esperienza specifica in ambito comunale». Più in generale, ne sa qualcosa il suo collega di Avegno Gordevio, Waldo Patocchi, membro del comitato direttivo della Conferenza svizzera dei segretari comunali. «Alcuni concorsi per la ricerca di segretari comunali o quadri comunali dimostrano (il problema, ndr), perché più pubblicazioni di ricerca sono spesso state effettuate per trovare il collaboratore migliore possibile», afferma. Per esempio, l’anno scorso a Mendrisio è stato annullato un concorso in ambito socio-educativo malgrado una trentina di candidature; mentre a Biasca è stata licenziata la direttrice dell’ufficio tecnico per «diverse tensioni» lavorative, riportano i media locali.
Il caso di Gordola
«In passato abbiamo avuto una maggiore difficoltà nel reperire personale formato, in particolare nelle funzioni tecniche», ricorda per esempio il sindaco di Gordola, Damiano Vignuta. Non un caso isolato, anzi. «I comuni segnalano da tempo un problema generale a reperire personale qualificato e disponibile, anche e soprattutto nel caso di tecnici comunali», conferma Alessio Dell’Ambrogio, presidente dell’Associazione Ticinese dei Tecnici Comunali (ATTEC). Come si è rimediato a Gordola? Il sindaco Vignuta spiega che si è dovuto «aggiornare le condizioni quadro per essere attrattivi sul mercato del lavoro», ovvero tramite una «revisione» delle condizioni di impiego, aumentando «le possibilità di optare per l’home-office» (lavoro da casa), e «sostenendo i collaboratori nel loro sviluppo professionale». Risultato: «Oggi», conclude il sindaco, «la situazione del nostro Comune presenta una certa stabilità e il tasso di turnover (ricambio del personale, ndr) rientra nella media.»
«In passato abbiamo avuto una maggiore difficoltà nel reperire personale formato, in particolare nelle funzioni tecniche.»