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Nuovi sistemi di illuminazione a LED per Wädenswil

Negli ultimi anni Wädenswil (ZH) ha implementato dodici misure di illuminazione nell’edificio scolastico e nell’edificio polifunzionale. Di conseguenza, la città risparmia 112 735 kWh all’anno, il che corrisponde a un meno 70%. Per il progetto, Wädenswil ha ricevuto una sovvenzione da ProKilowatt pari al 17% dell’investimento di circa 256 000 franchi. Grazie allo strumento di calcolo per i comuni di ProKilowatt abbiamo riunito 12 misure in unico progetto, semplificando così il nostro lavoro. Il progetto è nato dalla collaborazione tra me, l’Ufficio immobili, i custodi e la nostra consulente energetica. Per compilare il file dello strumento di calcolo ci siamo rivolti alla consulente energetica e allo studio di ingegneria Weisskopf Partner GmbH. Anche il sostegno della politica, che ha approvato velocemente il credito quadro, è stato decisivo. L’Amministrazione e la politica appoggiano gli obiettivi di efficienza energetica della città, come dichiara Rolf Baumbach, direttore delle aziende comunali: «In tempi di forte aumento dei prezzi dell’energia, l’efficienza energetica incide anche sui costi, con notevole sgravio per le casse di Wädenswil». «Grazie a interventi di ottimizzazione e sistemi di controllo abbiamo ridotto i consumi del 70%, il che in futuro ci farà risparmiare sui costi energetici annuali.» Golrang Daneshgar, incaricata dell’energia, Wädenswil (ZH) Per una progettazione professionale dell’illuminazione conviene fare un sopralluogo con progettisti e installatori. Abbiamo così individuato l’intensità luminosa realmente necessaria. Grazie a interventi di ottimizzazione e sistemi di controllo abbiamo ridotto i consumi del 70%, il che in futuro ci farà risparmiare sui costi energetici annuali. In tutto i preparativi del progetto hanno richiesto circa due settimane di lavoro. Al momento analizziamo la penuria energetica in inverno. Valutiamo il potenziale per attuare misure di contingentamento e di ottimizzazioni dell’esercizio in generale. Da ciò potrebbero derivare ulteriori misure per una richiesta. Domenica Bucher

Appalti pubblici: strumenti e informazioni

Nadja Sutter

Penuria di energia: ennesima crisi?

La Svizzera importa l’80% della propria energia. Ciò significa che il nostro paese è indipendente dal punto di vista energetico solo per il 20%. Finora queste importazioni avvenivano a prezzi molto bassi. Con il calo dell’offerta, soprattutto del gas russo, i prezzi sono esplosi, mettendo l’economia e i privati sotto una pressione finora inimmaginabile. L’attuale situazione molto tesa e l’offerta limitata ci hanno fatto entrare in una crisi che, se la domanda dovesse superare la produzione, sfocerebbe in una situazione di penuria. Se questa situazione diventerà realtà, le interruzioni di corrente colpiranno la Svizzera con conseguenze disastrose sia per l’economia che per i privati. Cinque criteri sono determinanti per i prossimi mesi: il rischio di penuria è legato direttamente al clima invernale. Anche le nostre importazioni sono fondamentali per il nostro approvvigionamento. L’attenzione è attualmente rivolta all’industria francese e alla sua capacità di riavviare le centrali nucleari. Lo sviluppo del conflitto ucraino influenza inoltre l’evoluzione delle esportazioni, che attualmente si attestano a un livello di circa il 5%. Le precipitazioni, che determinano il riempimento delle nostre dighe, assumono un ruolo decisivo per le nostre infrastrutture, che sono state fortemente colpite dalla canicola estiva. Infine, l’evoluzione della situazione all’interno degli altri Stati europei, che potrebbero – o meno – riuscire a soddisfare le loro esportazioni. Ogni misura di risparmio energetico deve essere analizzata singolarmente, in quanto i comuni rispondono alle norme e alle leggi in vigore. I comuni sono al contempo datori di lavoro (amministrazioni comunali), gestori di immobili (patrimonio edilizio e locali, come palazzetti dello sport e piscine), specialisti dell’infanzia (asili nido e doposcuola) e persino progettisti degli spazi esterni (parchi, giardini e cementifici). Le diverse leggi cantonali sulla circolazione stradale prevedono l’obbligo di illuminare tutte le strade cantonali in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. Per il momento il Cantone di Neuchâtel è l’unico ad aver eliminato questo obbligo, permettendo così ai comuni di spegnere le luci a orari precisi. Il Münster di Berna, inizialmente spento di notte come altri edifici storici della città, è stato presto riacceso di notte. Il motivo: l’edificio si trova sul corridoio aereo dell’aeroporto di Belp. A causa del suo carattere storico, è sprovvisto di luce rossa sulla propria sommità. Questi due esempi permettono di avere un’idea della complessità e dell’effettivo margine di manovra dei comuni. Le regole per la protezione dei lavoratori, dei bambini, delle persone con disabilità e della sicurezza stradale sono tutte variabili dell’equazione decisionale. La scelta di ogni misura avviene soppesando la legislazione, i possibili risparmi e la qualità della vita. La spinosa questione delle luminarie natalizie ne è un esempio: la maggior parte dei comuni ha scelto di mantenere l’illuminazione e le attività a un livello ridotto, pur garantendo i legami sociali. La gamma di misure adottate finora e la creatività di alcune amministrazioni dimostrano la capacità di adattamento dei 2145 comuni svizzeri che, pur svolgendo un ruolo esemplare, mantengono il – quasi – normale esercizio delle proprie attività e affrontano un’ennesima crisi . Manon Röthlisberger

Andermatt vince il Rating Minergie 2022

Il Rating Minergie viene effettuato a livello nazionale dal 2018: suddivisi in base alla dimensione della popolazione, i comuni svizzeri possono raccogliere punti in cinque criteri e quindi misurarsi a vicenda. Nella categoria «grandi comuni», quest’anno vince Weinfelden, nella categoria «piccoli comuni» vince il comune ticinese di Isone e nella categoria «comuni di medie dimensioni» Andermatt sale al 1 o posto. Le comunità vincitrici sono soddisfatte: «Questo risultato è frutto di uno sforzo congiunto: costruttori lungimiranti, progettisti innovativi e artigiani competenti hanno contribuito in modo significativo a far sì che Weinfelden sia di nuovo in cima al podio. Personalmente, spero vivamente che questo sviluppo sostenibile funga da faro ben oltre i confini di Weinfelden», dice Martin Brenner, municipale di Weinfelden e responsabile dell’ufficio edilizia. Dal comune di Isone si legge: «Come piccola comunità montana siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento. Nostra intenzione è continuare su questa strada, con rinnovato slancio ed entusiasmo e un occhio di riguardo al risparmio di energia e al passaggio a energie rinnovabili, sempre e quando sia possibile nei nuovi progetti e/o ristrutturazioni.» Andermatt ha già raggiunto il 3 o posto nel 2020 e ora è salito al 1 o posto. Abbiamo parlato con Erich Renner, municipale di Andermatt, responsabile dell’energia. Erich Renner: L’attività di costruzione che sta intorno al resort turistico di Andermatt dell’investitore Samih Sawiris rappresenta il principale fattore influente. In questo caso, è previsto nel piano di progettazione del quartiere il requisito di una costruzione efficiente dal punto di vista energetico secondo lo standard Minergie. Il podio significa che Andermatt sta facendo un buon lavoro in termini di numero di edifici certificati Minergie e di superficie di riferimento energetico certificata. Questo è molto positivo per noi, anche perché abbiamo ottenuto per la quarta volta l’etichetta Città dell’energia, con ogni volta un numero crescente di punti. L’ottenimento del Rating Minergie conferma che siamo sulla strada giusta anche con i nostri edifici rendendolo visibile al mondo esterno. Vogliamo diventare una valle della sostenibilità. Abbiamo le risorse: acqua, vento, sole e una sensazionale rete di teleriscaldamento. I trucioli di legno provenienti dal Ticino arrivano sul camion ad Airolo, percorre 16 km attraverso la galleria del Gottardo e arrivano direttamente al forno di Göschenen. L’acqua calda viene prodotta lì, arriva ad Andermatt attraverso vecchi tunnel militari e viene distribuita. Il resort è stato collegato immediatamente perché le sonde geotermiche non sono possibili a causa della natura del sottosuolo. Inoltre, praticamente tutto il villaggio è collegato alla rete di teleriscaldamento e sempre più edifici utilizzano il teleriscaldamento per riscaldare. Nutro grandi speranze in particolare per il fotovoltaico di facciata, che darà un impulso alla produzione di energia privata e decentralizzata. Non posso ancora dire molto, ma è previsto un nuovo hotel nell’ambito del resort turistico con facciate realizzate con celle fotovoltaiche. Si tratta di un prototipo, ma se funzionerà darà ad altri sviluppatori l’opportunità di andare oltre verso questa direzione. Label come Città dell’energia e Minergie ci aiutano a garantire che i proprietari degli edifici costruiscano in modo sostenibile grazie alle specifiche dei label. Come Comune, potremmo anche scrivere «raccomandato» laddove è indicato nelle norme cantonali che lo standard Minergie è volontario, incoraggiando così le persone a compiere questo passo. O addirittura consigliare Minergie-A se il fotovoltaico di facciata si rivela un successo… Rimanere un villaggio compatto – il che significa che tutto è a portata di mano –, riscaldamento rinnovabile, espansione dell’energia eolica, moderazione del traffico e creazione di zone di incontro verdi. Inoltre, esiste anche un programma di rimboschimento a lungo termine «Foresta e clima» che copre l’intera valle. L’obiettivo del resort è che gli ospiti possano venire e lasciare le loro auto fino a quando non tornano a casa. È quello che ho in mente per tutto il nostro villaggio: l’auto è necessaria solo se si deve andare nell’Unterland, altrimenti si possono usare i mezzi pubblici. Nel villaggio stesso sono disponibili interessanti opzioni di trasporto non motorizzato, come il taxi a chiamata. In cambio, nelle strade chiuse al traffico che attraversano come una catena di perle la parte vecchia del villaggio, si stanno creando luoghi di incontro: nicchie verdi con panchine, negozi e ristoranti. Informazioni: www.minergie.ch/rating Geraldine Chew

SvizzeraEnergia promuove i comuni attivi

Gli obiettivi della Strategia energetica 2050 e dell’Accordo di Parigi sul clima sono chiari. Essi incentivano, tra l’altro, il passaggio alle energie rinnovabili, l’ottimizzazione dell’efficienza energetica e la promozione della mobilità sostenibile. Le città e i comuni svizzeri sono chiamati a fissare i propri obiettivi energetici e adottare le misure necessarie. Per la maggior parte dei comuni e delle città, o per le comunità di comuni più piccoli, questa può essere una sfida importante. Spesso mancano loro semplicemente i mezzi. «SvizzeraEnergia per i comuni», un programma attivo e diversificato di sostegno e incentivazione dell’Ufficio federale dell’energia (UFE), stanzia contributi di incentivazione destinati a città, comuni e regioni. Il programma «Promozione dei progetti» di SvizzeraEnergia per i comuni sostiene città, comuni e regioni che perseguono già, o mirano a perseguire, una politica climatica ed energetica attiva. A seconda dello stadio di sviluppo e delle esigenze, la promozione dei progetti prevede diverse categorie di sovvenzioni: la categoria «Comuni pionieri» si rivolge alle città ambiziose che perseguono già concetti o strategie Smart City e 2000 watt/saldo netto pari a zero e ora vogliono coordinarli tra loro. Città e comuni associati a livello intercomunale possono presentare idee di progetti nella categoria «Regione-Energia». Grazie all’omonima categoria, «Città e comuni all’avanguardia» sotto il profilo della politica energetica e climatica hanno la possibilità di realizzare singoli progetti negli ambiti mobilità, edifici, energie rinnovabili e impianti e processi nei settori industria e servizi. L’ultimo bando 2021 ha visto candidarsi circa 330 città e comuni. Di questi, 250 hanno ottenuto un finanziamento e usufruito di un sostegno finanziario per complessivi 3 milioni di franchi. L’analisi dei potenziali progetti, aventi ad esempio forma di studi di fattibilità, comporta costi e oneri elevati. Qui interviene la promozione dei progetti: concentrandosi sulla pianificazione strategica e sull’elaborazione di basi e concetti, fino a interessare la progettazione. Fornisce così un impulso alla realizzazione di strategie e progetti nel settore dell’energia e del clima. Triengen, nel Cantone di Lucerna, ha ottenuto il finanziamento nel 2021 nella categoria «Città e comuni all’avanguardia» per il progetto «Attuazione del piano territoriale di erogazione del calore e del freddo». L’obiettivo era realizzare le prime misure di pianificazione energetica territoriale nel settore calore e freddo del comune a partire dal 2020. A tal fine, Triengen ha effettuato un approfondito studio di fattibilità insieme agli operatori attuali e potenziali, i quali hanno analizzato l’evoluzione di una zona servita da una comunità del calore nel centro del comune e di una nuova rete a Winikon. Triengen, però, ha compiuto un ulteriore passo avanti, assumendo un ruolo attivo nello sviluppo delle reti di teleriscaldamento e perseguendo l’analisi precoce dell’allacciamento degli edifici comunali. Inoltre ha introdotto disposizioni sull’energia nel regolamento edilizio e delle zone e pianificato un evento informativo per la popolazione. Jaqueline Kost, responsabile dell’ufficio tecnico di Triengen: «Con il sostegno alla promozione dei progetti di ‹SvizzeraEnergia per i comuni› possiamo svolgere l’auspicato ruolo più attivo nella definizione degli obiettivi energetici e climatici e implementare importanti misure.» Una volta completato il progetto, Triengen si augura di avere creato le basi per lo sviluppo della rete di teleriscaldamento. Tutti i proprietari degli edifici del comune, inoltre, devono conoscere le opportunità di riscaldamento rinnovabile per il proprio immobile. Il progetto ha convinto la giuria di esperti grazie agli obiettivi ambiziosi, all’accurata documentazione di candidatura e alle idee innovative. Lo svolgimento è previsto da gennaio 2022 a gennaio 2023. Patrick Schenk

Cambiamento climatico: un tool online per i comuni

Quest’estate, molti comuni svizzeri hanno suonato il campanello d’allarme: il livello ai minimi storici di numerosi corsi d’acqua e i pascoli secchi ci hanno mostrato chiaramente le conseguenze del cambiamento climatico. Anche il Comune di Minusio (TI) è sempre più spesso confrontato con nuovi rischi di carattere climatico. Per questo motivo, Minusio ha partecipato al test pilota della Confederazione per il nuovo tool online per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Giorgio Mas, capotecnico dell’Ufficio tecnico comunale del Comune di Minusio, è entusiasta del nuovo tool: «Il tool online fornisce in modo semplice una panoramica completa sulla complessa tematica dell’adattamento ai cambiamenti climatici.» Tutti i comuni svizzeri interessati possono iscriversi al tool a partire da subito. In questo modo, i e le responsabili comunali riceveranno sia assistenza pratica per valutare i rischi nei loro comuni, sia informazioni in merito alle concrete opzioni d’intervento. Il nuovo tool online copre in tutto nove ambiti tematici, quali ad esempio Pianificazione e costruzione, Agricoltura, Selvicoltura, Produzione di energia, Salute e Biodiversità. Anche Juliette Lerch, di Renens (VD), apprezza enormemente l’ampia panoramica dei temi trattati. Come Giorgio Mas, anche la responsabile dei progetti ambientali di Renens, nel Cantone di Vaud, ha partecipato al test pilota. A questo proposito Lerch ha dichiarato: «Il tool offre un’ottima panoramica dei temi riguardanti l’adattamento ai cambiamenti climatici e fornisce molti esempi di provvedimenti concreti per i Comuni.» Con ciò, Lerch sottolinea un ulteriore aspetto molto prezioso del tool: tramite esso, ogni comune può infatti accedere agli esempi di interventi realizzati con successo da altri comuni e presentare al contempo le proprie soluzioni. Per Jonas Stöckli, responsabile di progetto Genio civile e pianificazione presso il Comune di Zofingen (AG), questo scambio di esperienze è estremamente importante: «Gli esempi costantemente aggiornati di misure attuate da altri comuni sono un’ispirazione per la pianificazione e aiutano a illustrare i progetti a chi prende le decisioni.» Informazioni: www.toolonline-adattamento-clima.ch Eva Krattiger

Una soluzione partecipativa per una nuova centrale elettrica

Molto probabilmente l’elettricità che esce dalle prese di corrente in Svizzera è stata generata con energia idroelettrica. Secondo i dati dell’Ufficio federale dell’energia, circa il 57 per cento della produzione nazionale di elettricità proviene da centrali idroelettriche. Ogni anno 682 centrali elettriche producono in media circa 37 172 gigawattora di elettricità. Molte di esse si trovano nei cantoni di montagna e molte sono in servizio da oltre cento anni. La maggior parte delle centrali idroelettriche svizzere è già una realtà. Tuttavia, ci sono nuovi progetti o tentativi di espandere gli impianti esistenti. Negli ultimi anni ne è stato progettato uno più grande sulla punta più meridionale-orientale della Svizzera, nella Val Poschiavo. La centrale di pompaggio del Lagobianco collega il Lago Bianco sul passo del Bernina con il Lago di Poschiavo a valle. Attraverso un tunnel a pressione lungo 18 chilometri, l’acqua sarà pompata dalla valle alla cima del passo nei periodi di surplus elettrico, secondo quanto si legge sulla homepage della società di gestione Repower. Se serve elettricità, l’acqua scorre dall’alto verso il basso e genera elettricità. Si parla di una produzione di circa 1000 megawatt di elettricità all’anno; i costi d’investimento ammontano a circa 2,5 miliardi di franchi svizzeri e il tempo di costruzione stimato è di sei-sette anni. La società di gestione Repower si è affidata alla partecipazione per pianificare il progetto. I comuni e le associazioni ambientaliste erano già stati coinvolti nello studio di fattibilità. Gian Paolo Lardi, responsabile Asset management Produzione di Repower, spiega: «In passato avevamo avuto esperienze negative con un progetto di espansione senza procedura di partecipazione. La vicenda è finita davanti al Tribunale federale.» Repower ha quindi deciso di sedersi al tavolo delle trattative con tutte le parti coinvolte: comuni, Cantone e organizzazioni ambientaliste. I comuni, in particolare, svolgono un ruolo importante nei Grigioni poiché detengono la sovranità idrica e devono prima rilasciare una concessione ai gestori delle centrali elettriche che intendono utilizzare l’acqua. Il Cantone prende poi la decisione finale in merito alla domanda di licenza. Un primo studio di fattibilità è stato firmato da tutti i soggetti coinvolti. Repower ha poi sviluppato il progetto. «Avevamo il comando, ma siamo rimasti in contatto con tutte le persone coinvolte durante l’intero processo.» I rappresentanti dei comuni e delle associazioni sono stati informati sullo stato delle cose e hanno potuto fornire il loro contributo. Oltre ai comuni concessionari di Pontresina, Poschiavo e Brusio, sono state coinvolte anche le organizzazioni ambientaliste WWF, Pro Natura, Pro Bernina Palü e la Fondazione Greina. Alessandro Della Vedova era davvero il fulcro dell’intera vicenda. È stato presidente dell’associazione regionale Valposchiavo durante le trattative per la concessione nel 2009 e nel 2010, sindaco di Poschiavo dal 2011 al 2018 e ora è deputato al Gran Consiglio per l’Alleanza del centro. «È stata una questione molto complessa, che ha richiesto molto tempo, ma nel complesso è stata un’ottima esperienza», ricorda e aggiunge: «Ci siamo riuniti moltissime volte.» I comuni sono stati partner importanti e rappresentati a livello politico con i membri dell’esecutivo, da un lato, e a livello operativo con il personale amministrativo, dall’altro; in particolare degli uffici edilizi e catastali. I cittadini dei tre comuni interessati sono stati aggiornati in occasione di eventi informativi. Questo perché hanno dovuto votare sull’approvazione della concessione nel 2010 e nel 2011. «È stato importantissimo», afferma Alessandro Della Vedova. Gian Paolo Lardi, di Repower, ricorda: «Ho avvertito un vivo interesse da parte della popolazione; a ogni evento partecipavano molti interessati.» La maggioranza della popolazione era d’accordo: circa due terzi hanno votato a favore. «Il progetto prometteva posti di lavoro, il che è molto importante per una valle marginale e remota come la Val Poschiavo», afferma Alessandro Della Vedova, spiegando la propensione favorevole della popolazione. «È un’opportunità per mantenere nella valle persone giovani e istruite.» Inoltre, i canoni sono una fonte di reddito da non sottovalutare. E ai comuni è stata concessa l’elettricità a condizioni favorevoli. «Il progetto prometteva posti di lavoro, il che è molto importante per una valle marginale e remota come la Val Poschiavo.» Alessandro Della Vedova, ex sindaco di Poschiavo è deputato al Gran Consiglio «Ma c’erano anche alcuni oppositori ed è stato un bene che si siano fatti avanti, perché così abbiamo potuto apportare vari miglioramenti», dice Alessandro Della Vedova. Alcuni temevano danni all’ambiente, altri si lamentavano che Repower sarebbe diventata troppo potente nella valle. Entrambe le obiezioni erano comprensibili secondo Alessandro Della Vedova. «A ben vedere però, dobbiamo comunque poter vivere e abitare qui in valle. Il progetto offre molti vantaggi alla popolazione.» Nel 2014 il Cantone ha approvato la domanda di concessione. Nel marzo del 2015 Repower ha presentato la domanda di approvazione del progetto e nell’ottobre del 2016 il Cantone dei Grigioni ha dato il via libera al progetto. Gian Paolo Lardi, di Repower, fa il punto della situazione attuale. Effettivamente una soluzione partecipativa è complicata, lunga e costosa; servono molte riunioni. «All’inizio si investe molto, ma alla fine questa procedura può essere più veloce perché si rischiano molte meno obiezioni», afferma. In ogni caso, come azienda operativa, è importante mantenere uno scambio continuo con i comuni e il Cantone. «L’acqua appartiene ai comuni, motivo per cui dipendiamo da una buona collaborazione.» E anche perché nella regione Repower conta numerosi collaboratori che gestiscono le centrali. Tuttavia, la centrale di pompaggio di Lagobianco non è stata ancora costruita. Repower spiega che il clima d’incertezza e i bassi prezzi dell’elettricità per ora non consentono un investimento di tale portata. Una delusione per la popolazione, dice Alessandro Della Vedova, ma si spera che il progetto possa comunque essere realizzato nei prossimi anni. Nadja Sutter

Riflettori puntati sullo spegnimento notturno

I quindici villaggi del Comune di Val-de-Ruz, nel cuore del Cantone di Neuchâtel, scommettono, alcuni già da diversi anni, di rinunciare all’illuminazione notturna. Finora le luci rimanevano spente da mezzanotte alle ore 4.45 del mattino, ma quest’inverno, a causa del rischio di penuria di energia, l’orario sarà esteso dalle ore 22 alle 6 per tutte le località. La proroga lascia perplessi i contadini che devono portare nelle stalle il bestiame di buon mattino. Ma nel complesso, le 17 000 anime che vivono nella regione hanno aderito a questa strategia applicata su 80 km di strade pubbliche illuminate. Da un sondaggio emerge che l’85% era favorevole all’iniziativa. Inoltre, il Comune ha deciso di rinunciare alle luci di Natale e alle luci degli edifici comunali per quest’anno. All’inizio anche i genitori erano preoccupati per i propri figli, sapendo che da queste parti l’ultimo autobus passa poco dopo la mezzanotte. Il municipale François Cuche, responsabile del dossier nell’esecutivo di Val-de-Ruz, ha chiesto un parere ai giovani della zona, i quali gli hanno detto di essere attrezzati per difendersi con i loro telefonini. Con i suoi 128 km 2 di superficie, la Val-de-Ruz è pioniera nel campo dello spegnimento. Iniziato a Fontaines, l’esperimento è stato esteso ad altri villaggi fino a diventare la norma. Qui ogni notte si spengono circa 2100 luci. Quali risparmi si ottengono? François Cuche stima che si tratti di 175 000 chilowattora (kWh) all’anno, meno del 4% dell’elettricità consumata dal Comune, con un conseguente risparmio di 34 000 franchi all’anno. «Si tratta di un dato aneddotico, ma non trascurabile.» I primi tentativi erano già stati intrapresi nel 2014 con l’utilizzo di lampadine a LED per illuminare le strade e una sessantina di attraversamenti pedonali, ricorda. «Questo primo passo ha già ridotto del 50% l’illuminazione pubblica notturna e ha fornito l’opportunità di sostituire i nostri vecchi lampioni.» Groupe E, fornitore di energia elettrica della Val-de-Ruz, ha assunto un ruolo cruciale per questo cambio di paradigma. «Sin dall’inizio siamo stati supportati per risolvere i problemi tecnici», ammette François Cuche. Tuttavia, si è incontrato un ostacolo. Come aggirare l’obbligo legale di mantenere illuminati i passaggi pedonali? «Mi sono rivolto al governo cantonale per ottenere una deroga, in modo da non dover applicare queste norme stricto sensu», confessa. Per attuare il progetto è stato previsto un unico lampione per ogni attraversamento pedonale. Sono state introdotte zone con limiti di velocità di 30 km/h, con conseguente eliminazione degli attraversamenti pedonali. «Dormiamo meglio adesso che la luce dei lampioni non entra più nelle nostre camere da letto.» François Cuche, municipale Val-de-Ruz Anche l’illuminazione dinamica, una tecnica che reagisce all’andirivieni dei passanti accendendosi e spegnendosi automaticamente, è stata introdotta sui tratti di strada in fase di rifacimento. Il villaggio di Chézard-Saint-Martin è dotato di questa tecnologia. Seguirà la frazione di Fontainemelon. «Abbiamo esitato a introdurre questo tipo di illuminazione su tutto il territorio comunale, ma la spesa avrebbe sfiorato il mezzo milione di franchi. Abbiamo deciso di non farlo, ma lo includiamo quando le strade sono rifatte.» Già nel 2016, la commissione per l’energia del comune aveva invitato la popolazione a una sessione informativa sull’inquinamento luminoso e sullo spegnimento delle luci notturne. Un anno dopo, a Fontaines è stata organizzata una Festa della Notte, «per rendere più allettante questo spegnimento notturno». Successivamente, è stato deciso di sospendere l’illuminazione pubblica a Fontaines per sei mesi. «È stato un esperimento che non ha praticamente sollevato opposizioni», ricorda il municipale. Val-de-Ruz temeva anche un aumento della criminalità, ma ciò non è avvenuto. Per analizzare le abitudini di guida al buio, sono stati installati temporaneamente dei radar lungo le strade. «Abbiamo osservato che le persone guidano in media 12 km/h più piano nei nostri villaggi. Si tratta di un vero e proprio miglioramento in termini di sicurezza», afferma. Uno studio condotto in collaborazione con la Haute école du paysage, d’ingénierie et d’architecture (HEPIA) di Ginevra dovrebbe stabilire entro la prossima primavera anche in che misura la fauna selvatica (volpi, linci, caprioli) reagisce a questo ritorno all’oscurità completa. «La selvaggina ha riscoperto un passaggio che va da una foresta a sud a un’altra a nord, un percorso che prima era ostacolato dall’inquinamento luminoso», spiega il sindaco di Val-de-Ruz. Di conseguenza, gli animali sono più liberi nei loro movimenti. In inverno, inoltre, li incontriamo più facilmente nelle pianure, dove vanno in cerca di cibo. «Ma non c’è alcun conflitto con il lupo», garantisce. Per quanto riguarda il sonno della gente del posto, è migliorato. «Dormiamo meglio adesso che la luce dei lampioni non entra più nelle nostre camere da letto», dice. Val-de-Ruz poteva contare solo sulle proprie risorse per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il Cantone ha certamente svolto il ruolo di facilitatore, consentendo una deroga alle norme per gli attraversamenti pedonali. Per il resto, il Comune ha dovuto pagare 160 000 franchi in totale per i lavori ai quadri elettrici e all’illuminazione. Ma il suo impegno è stato ricompensato. Altri comuni in Ticino e nel Gros de Vaud hanno già richiesto la sua consulenza amministrativa e tecnica. Informazioni: L'Associazione dei Comuni Svizzeri ha pubblicato un opuscolo intitolato «Limitazione delle emissioni luminose» , specifico per i comuni. Alain Meyer

Come funziona lo zero netto?

Nei giorni di canicola di quest’estate, il problema emergente della scarsità d’acqua o dell’incombente carenza energetica, anche in un paese ricco d’acqua come la Svizzera, ha reso palese che dobbiamo abbandonare il prima possibile l’uso e la dipendenza da fonti energetiche fossili. Il concetto «zero netto» come obiettivo di politica climatica non è più messo in discussione, viene anzi adottato a tutti i livelli politici e trattato come una sfida per la società nel suo complesso. Il modo in cui questo obiettivo deve essere raggiunto e attuato a livello comunale rientra in un processo continuo di sviluppo e conoscenza. Tuttavia, l’approccio di massima «sobrietà prima dell’efficienza prima della sostenibilità» è certamente una guida generalmente valida nel percorso che porta all’obiettivo. L’esempio della mobilità individuale motorizzata lo illustra meglio di qualsiasi altro. Per lo «zero netto» ci si chiede innanzitutto: questo veicolo è davvero necessario? E poi: deve proprio essere così grande e pesante? E infine: con quale fonte di energia sostenibile dovrebbe essere alimentato? La riflessione, oggi piuttosto comune, di sostituire semplicemente l’attuale flotta di veicoli con veicoli elettrici non soddisfa pienamente l’esigenza del saldo netto. Pertanto, il tasso di elettrificazione dei veicoli immatricolati, ma anche il tasso di motorizzazione per abitante (cfr. illustrazioni) sono due buoni indicatori per monitorare quantitativamente l’adeguatezza allo zero netto della mobilità a livello comunale. Il percorso verso l’azzeramento delle emissioni di CO 2 è lastricato da una moltitudine di grandi sfide. Nel solo orizzonte dell’approvvigionamento energetico, vi sono contraddizioni e conflitti d’interesse apparentemente insormontabili, con cui si confrontano anche le città e i comuni. L’energia dovrebbe essere disponibile sempre e ovunque, ecologica, rispettosa del clima, finanziariamente accessibile e priva di rischi. E la sua origine dovrebbe essere moralmente ed eticamente giustificata, cosa che sta diventando sempre più difficile nell’attuale contesto geopolitico. Per non parlare delle esigenze e delle priorità della società nel suo complesso, come la giustizia sociale, la tutela della salute o la protezione delle istituzioni democratiche. Con un occhio di riguardo alla protezione del clima e tenendo conto del margine d’azione delle città e dei comuni, il percorso efficace verso lo zero netto può tuttavia essere scomposto in una semplice formula. In un mondo a zero netto, non si possono usare gas naturale, petrolio o carbone per il riscaldamento, la mobilità deve essere completamente elettrificata e l’intero approvvigionamento di energia elettrica può essere fornito solo da fonti rinnovabili al 100%. Se nei nostri comuni puntiamo, un passo alla volta ma con costanza e perseveranza, al raggiungimento di questi tre obiettivi parziali, a medio termine saremo allora in grado di soddisfare i nostri standard elevati. Al contrario, un approccio proattivo alla questione delle emissioni negative, con pozzi di carbonio e tecnologie di riduzione, non deve necessariamente essere al centro dell’attenzione di città e comuni. Anche se a lungo termine questi saranno necessari per il successo della missione zero netto, al momento tali tecnologie sono ancora in fase di ricerca e sviluppo. Le risorse finanziarie e umane disponibili dovrebbero pertanto essere utilizzate per la mitigazione, cioè la riduzione delle emissioni, e non per la loro compensazione. Ciò soprattutto perché la compensazione, nel senso di ripiego psicologico, non rende comunque un buon servizio all’impegno serio. Misurare e monitorare il raggiungimento degli obiettivi nel percorso verso lo zero netto è però un’impresa difficile. Molti importanti sviluppi e processi decisionali non possono essere valutati direttamente in cifre. Tuttavia, per un’implementazione promettente, per i processi di apprendimento collettivo e anche per la motivazione e l’impegno dei vari decisori, è importante definire alcuni indicatori di successo lungo il percorso verso l’azzeramento delle emissioni e anche tracciarli quantitativamente. Il «City Monitoring zero netto e 2000 watt» del programma Società a 2000 watt di SvizzeraEnergia per i comuni mette a disposizioni a questo scopo una nuova offerta. L’obiettivo è quello di confrontare qualitativamente e quantitativamente le politiche energetiche e climatiche delle città e dei comuni nel percorso verso lo zero netto e i 2000 watt e di seguirne lo sviluppo. Le città e i comuni interessati possono unirsi alla Community in qualsiasi momento. Informazioni e contatto www.2000watt.ch Michela Sormani Direzione regionale Società a 2000 watt SvizzeraEnergia per i comuni 2000W-Svizzera@local-energy.swiss Thomas Blindenbacher

Sensibilizzare la popolazione verso «calore rinnovabile»

Fortunatamente, e per una buona ragione, sempre più edifici vengono riscaldati con le energie rinnovabili. Ciononostante in Svizzera sono ancora in funzione circa 900 000 riscaldamenti fossili e oltre 100 000 riscaldamenti elettrici altamente inefficienti. Per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici nel settore degli edifici, entro il 2050 questi riscaldamenti devono essere sostituiti con sistemi rinnovabili ed efficienti. Purtroppo sono ancora troppi i vecchi riscaldamenti sostituiti con impianti fossili, senza che siano state esaminate delle alternative. Il programma «calore rinnovabile» fornisce informazioni dettagliate in particolare ai proprietari di case unifamiliari e plurifamiliari nonché ai proprietari per piani circa i possibili sistemi di riscaldamento rinnovabili. Il programma «SvizzeraEnergia» sostiene quindi i comuni sotto il profilo tecnico e finanziario nello svolgimento di eventi «calore rinnovabile», organizzati per informare la popolazione in merito ai sistemi di riscaldamento rinnovabili disponibili. Con il sostegno di «SvizzeraEnergia» molti comuni hanno organizzato e anche già svolto eventi informativi. Per esempio il Comune di Vétroz, nel Canton Vallese, ha organizzato il Salone della transizione energetica «énergia-vétroz». Gli eventi informativi, rivolti inizialmente agli specialisti e ai politici e successivamente anche ai privati, si sono svolti dal 23 al 25 settembre 2022 nel centro del paese in un’atmosfera cordiale e familiare. «Grazie ai diversi partner e volontari che hanno collaborato nell’organizzazione e nello svolgimento il Comune ha potuto offrire un salone di grande qualità», spiega Fabien Papilloud, vicesindaco del Comune di Vétroz. «Per i privati spesso è difficile informarsi su come pianificare e realizzare un risanamento dell’edificio, compresa la sostituzione del sistema di riscaldamento. Il nostro obiettivo è aiutarli in questa fase.» Fabien Papilloud, vicesindaco del Comune di Vétroz In questa occasione il Comune ha fornito informazioni globali sui possibili sistemi di riscaldamento rinnovabili, per esempio la rete di teleriscaldamento locale. «Per i privati spesso è difficile informarsi su come pianificare e realizzare un risanamento dell’edificio, compresa la sostituzione del sistema di riscaldamento. Il nostro obiettivo è aiutarli in questa fase e spiegare loro come accedere agli incentivi comunali e cantonali», prosegue Papilloud. Anche il Comune di Cureglia nel Canton Ticino si sta impegnando molto nell’ambito del programma «calore rinnovabile» e il prossimo novembre organizzerà due eventi sul tema. «Abbiamo inviato una lettera a tutti i proprietari di fondi del Comune che possiedono riscaldamenti a olio, gas o elettrici installati 15 o più anni fa, invitandoli a partecipare all’evento», spiega il Comune. Gli eventi in programma rientrano in un piano di comunicazione generale volto a sensibilizzare la popolazione sul tema «calore rinnovabile». Poiché la sostituzione del riscaldamento presuppone anche un cambio di mentalità e di abitudini, il Comune ritiene che le misure di sensibilizzazione, come gli eventi programmati, siano estremamente utili e importanti. Gli eventi sono organizzati e coordinati dall’ufficio dell’energia dell’amministrazione comunale. In futuro nel Cantone di Glarona ci saranno condizioni quadro chiare: nel settembre 2021 la Landsgemeinde (l’assemblea della comunità) ha deciso che negli edifici nuovi e nell’ambito della sostituzione del riscaldamento negli edifici esistenti non potranno più essere installati riscaldamenti fossili. In questo contesto Christoph Zwicky, responsabile del servizio specializzato per l’ambiente e l’energia del Comune di Glarona, considera particolarmente importante la consulenza alla popolazione: «Dopo la decisione presa dalla Landsgemeinde la popolazione vuole sapere come si proseguirà, quali possibilità ci sono per sostituire il riscaldamento e dove ed entro quando verranno pianificate le reti termiche.» All’evento organizzato l’8 settembre 2022 da Energieallianz Linth sono stati quindi presentati i sistemi di riscaldamento rinnovabili disponibili, gli attuali progetti di reti di teleriscaldamento e i programmi d’incentivazione. All’evento hanno partecipato anche esperti ed esperte «prima consulenza» locali. Attraverso questa informazione proattiva il Comune intende evitare che i proprietari, colti impreparati, installino ancora sistemi di riscaldamento fossili. «Dopo la decisione presa dalla Landsgemeinde la popolazione vuole sapere come si proseguirà, quali possibilità ci sono per sostituire il riscaldamento e dove ed entro quando verranno pianificate le reti termiche.» Christoph Zwicky, responsabile del servizio specializzato per l’ambiente e l’energia del Comune di Glarona La decisione della Landsgemeinde e la sensibilizzazione attiva della popolazione stanno dando i loro frutti: «Le domande di installazione di pompe di calore sono più che quadruplicate. Se nel 2020 e 2021 erano state autorizzate rispettivamente 20 e 30 pompe di calore, nel 2022, già ad agosto, erano pervenute oltre 70 domande», prosegue Christoph Zwicky. Informazioni: www.calorerinnovabile.ch Manuel Reisinger

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