Menu
Logo Logo
  • DE
  • FR
  • IT
  • Energia e ambiente 6
  • Alain Meyer 1
  • Fabio Pacozzi 1
  • Fabrice Müller 1
  • Lukas Weibel 1
  • Rolf Weingartner 1
  • Rouven Sturny 1
  • Vérène Gaillard 1
  • 10 | 2024 6
Filtro attivo: Categoria: Energia e ambiente Edizione: 10 | 2024 Rimuovi tutti i filtri
6 risultati trovati in 1 millisecondi. Mostra risultati 1 a 6 di 6.
  • 1
Risultati per pagina:

Il ruscellamento superficiale mette alla prova i comuni

Alla luce dell’intensificarsi delle forti precipitazioni, abbinate al decisivo aumento delle aree di insediamento, il ruscellamento superficiale è diventato negli ultimi anni un pericolo naturale da non sottovalutare. La visita a Meiringen mostra l’utilità dei due strumenti «Potenziale di danno del ruscellamento superficiale» del Laboratorio Mobiliare all’Università di Berna e «Carta del ruscellamento superficiale» dell’UFAM per i comuni. Da un lato consentono una valutazione più completa della situazione di pericolo, completano le conoscenze locali dei responsabili comunali e servono alla sensibilizzazione. Dall’altro possono essere utilizzati per la pianificazione degli insediamenti e forniscono argomentazioni per esigere misure di protezione nelle domande di costruzione. Informazioni (in tedesco o francese): www.oberflaechenabfluss.hochwasserrisiko.ch www.hochwasserrisiko.ch Rouven Sturny, Rolf Weingartner

Michael Pachoud: il guardaboschi che tiene d’occhio i rischi naturali

Il Cantone di Friburgo si affida a guardaboschi come Michael Pachoud per monitorare i rischi naturali come frane, cadute di massi e inondazioni e adottare misure preventive. Michael Pachoud si occupa dei comuni di Charmey, Crésuz e Châtel-sur-Montsalvens, con 4500 abitanti, ed è responsabile della manutenzione di 3000 ettari di bosco, distribuiti tra i 900 e i 2000 metri di altitudine. Quando il fiume Jogne ha rotto gli argini nell’autunno del 2023, Michael Pachoud era sul posto e ha coordinato la gestione della crisi insieme ai vigili del fuoco e alle autorità. Pur non avendo potere decisionale, è il punto di collegamento tra le autorità comunali e i servizi di emergenza e raccomanda le misure da adottare. Negli anni in cui si verificano eventi estremi, supera di gran lunga le 42 ore lavorative previste dal Cantone per la consulenza sui rischi naturali. Con i cambiamenti climatici, probabilmente dovrà lavorare ancora di più, soprattutto nelle regioni di montagna. Alain Meyer

Prevenire i danni delle piogge intense, della calura e della siccità

In molti luoghi la crescente densità abitativa e lo sfruttamento sempre più intensivo degli spazi vitali comportano una maggiore impermeabilizzazione delle superfici. In estate asfalto, cemento, acciaio e vetro surriscaldano strade ed edifici. L’acqua piovana che cade su tetti, piazze e vie di comunicazione viene spesso deviata. Dato che non è possibile immagazzinarla nel terreno e nelle piante, viene a mancare nelle giornate più torride. L’eccessiva quantità d’acqua derivante dalle piogge di forte intensità non riesce a infiltrarsi nel suolo e sovraccarica le canalizzazioni, aumentando di conseguenza il rischio di inondazioni. Quando, in caso di forti piogge, l’acqua non riesce a infiltrarsi subito, defluisce sul terreno sotto forma di ruscellamento superficiale e giunge attraverso prati e strade nell’insediamento urbano, dove può penetrare nelle aperture profonde degli edifici e causare gravi danni. Il ruscellamento superficiale è all’origine di circa la metà di tutti i danni da inondazione. È importante progettare l’ambiente urbano in modo che il ruscellamento superficiale venga opportunamente incanalato intorno agli edifici e che siano presenti superfici di infiltrazione. L’acqua può penetrare in tetti piani verdi, giardini e luoghi non impermeabilizzati. Inoltre, può essere raccolta e utilizzata per l’irrigazione o per esigenze di servizio. Se nella progettazione l’acqua piovana viene considerata un elemento fondamentale, in caso di piogge di forte intensità se ne può ridurre l’afflusso nelle canalizzazioni e ridurre così il rischio di ristagno. A questo punto vale la pena approfondire la nozione di «città spugna». Cambiamento climatico, prevenzione dei pericoli naturali, biodiversità e qualità della vita sono tutti fattori che caratterizzano la nozione di «città spugna». L’idea è che gli spazi urbani dovrebbero essere in grado di raccogliere e immagazzinare quanta più acqua possibile, analogamente a una spugna. Così, nei periodi di siccità, l’acqua è a disposizione delle piante. Tra l’altro, le superfici naturali permeabili con vegetazione accumulano meno calore rispetto alle superfici impermeabilizzate e contribuiscono a rinfrescare l’aria circostante mediante l’evaporazione e l’ombreggiamento. L’effetto è simile a quello di un «climatizzatore naturale» e serve a impedire la formazione di isole di calore. Al contempo, in caso di forti piogge l’infiltrazione mirata dell’acqua piovana riduce il ruscellamento superficiale. I nuovi progetti edili prevedono già ora alcuni elementi della città spugna. Un esempio è la residenza Parco Casarico, situata nei pressi del Laghetto di Muzzano, a Sorengo nella regione di Lugano. La residenza è stata progettata inserendo molti elementi della città spugna, con effetti positivi sulla gestione dell’acqua piovana. Oltre alle aree private accessibili soltanto alle persone residenti, è presente anche un parco di quartiere pubblico. Sin dall’inizio è stata inserita nel progetto la pianificazione paesaggistica e sono state prese in considerazione alcune strategie ecologiche. È stata inoltre rivolta grande attenzione a un sistema di gestione globale dell’acqua piovana. Diversi elementi combinati a cascata consentono di gestire l’acqua piovana all’interno della residenza persino in caso di precipitazioni molto intense. Gli edifici sono dotati di ampi tetti verdi in grado di trattenere parte dell’acqua piovana. Quella in eccesso viene convogliata in fossati di ritenzione vicino agli edifici e, in caso di piogge di forte intensità, il bacino naturale di ritenzione centralizzato funge da cisterna. Il ruscellamento superficiale che si forma nella parte superiore del versante in caso di piogge di forte intensità e l’acqua di versante che si accumula vengono raccolti tramite fossi erbosi e incanalati verso il biotopo centrale attraverso una sorta di alveo. Per le aree verdi sono state utilizzate specie vegetali adeguate al clima e resistenti al calore. Agli alberi è stato messo a disposizione un volume di terreno sufficiente per lo sviluppo delle radici. Per favorire l’infiltrazione dell’acqua e lasciare spazio alle radici, l’intera infrastruttura è stata posata sotto i vialetti e i muri. Il progetto riduce al minimo l’effetto isola di calore urbana. La maggior parte delle superfici è stata realizzata con materiali permeabili: è il caso ad esempio dei posteggi per i visitatori o degli accessi carrabili per i veicoli di soccorso. L’acqua viene trattenuta nel terreno e sui tetti mediante diversi elementi. Insieme alla vegetazione rigogliosa e alle numerose superfici idriche aperte, questi accorgimenti favoriscono l’evaporazione. Così si riducono la temperatura ambiente e l’impatto sul sistema di canalizzazione. L’ambiente naturale attivo offre inoltre un’elevata qualità di vita. Lukas Weibel

Regna ancora molta incertezza, ma i villaggi distrutti guardano al futuro

Le violente piogge d’inizio estate hanno provocato gravi inondazioni e smottamenti in Svizzera, soprattutto nelle regioni di montagna. Alcuni villaggi tra cui Lostallo (GR), Saas-Grund (VS) e la Valle Maggia in Ticino sono stati gravemente distrutti, le case e le infrastrutture danneggiate e più di dieci persone hanno perso la vita. Nonostante la tragedia e le conseguenze finanziarie ancora incerte, i comuni colpiti stanno facendo tutto il possibile per ridimensionare le infrastrutture di protezione, laddove necessario, e per portare avanti la ricostruzione senza dover accantonare i progetti già in programma. Le campagne di raccolta fondi sostengono sia i comuni che la popolazione locale. «L’intensità con cui sono venuti giù i detriti è stata inimmaginabile.» Timo Cadlolo, segretario dell’Associazone dei Comuni valmaggesi Fabio Pacozzi

Piattaforma interattiva di indicatori climatici per Losanna Ovest

Losanna Ovest è una Regione-Energia dell’omonimo programma di «SvizzeraEnergia per i Comuni» che sostiene le attività intercomunali attraverso informazioni, opportunità di collaborazione e sviluppo della rete, strumenti e promozione di progetti. Per misurare e valutare gli obiettivi definiti dagli otto comuni di Losanna Ovest nel Piano direttore intercomunale, è stata realizzata una piattaforma interattiva online. Con l’ausilio di indicatori riproducibili e significativi, il consumo di energia e le emissioni di CO 2 vengono rappresentati e comunicati in modo trasparente per ogni comune e per l’intero territorio. In questo modo è possibile seguire l’andamento annuale e verificare se la Regione-Energia si orienta agli obiettivi della transizione energetica a livello comunale, cantonale e anche federale. Alla piattaforma clima-energia della Regione-Energia Losanna Ovest (in francese) Per ulteriori informazioni sul programma Regione-Energia di «SvizzeraEnergia per i Comuni» Vérène Gaillard

Le acque incontaminate si aggiudicano il premio «perle d’acqua»

L’associazione Perle d’Acqua assegna il label «Perla d’Acqua PLUS» ai corsi d’acqua incontaminati per riconoscerne il potenziale ecologico e la responsabilità locale. A giugno, è stato assegnato il label «Perla d’Acqua PLUS» al Goldach, il terzo corso d’acqua in Svizzera a ottenere la distinzione. Il WWF ha riconosciuto il potenziale del fiume, che attraversa i quattro comuni di Rehetobel, Speicher, Trogen e Wald nell’Appenzello Esterno. I comuni si sono impegnati insieme a prendersi cura del Goldach, ad attuare misure di rinaturazione e a sensibilizzare la popolazione sulla protezione della natura. Il progetto si basa sulla partecipazione volontaria e su un approccio partecipativo che coinvolge tutti i gruppi d’interesse. I quattro comuni lungo il Goldach si stanno preparando per la ricertificazione nel 2029. Informazioni: www.perladacquaplus.ch Fabrice Müller

  • 1
  • Abbonamenti
  • Protezione dei dati
  • Impressum
  • Dati media (in francese)
  • Archivio PDF
  • Cookies
© Associazione dei Comuni Svizzeri
  • Home
  • Ricerca
  • Archivio
  • Abbonamenti
  • Dati media
  • Protezione dei dati
  • Impressum
Chiudere