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  • 9 | 2022 1
Filtro attivo: Categoria: Energia e ambiente Autore: Thomas Blindenbacher Rimuovi tutti i filtri
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Come funziona lo zero netto?

Nei giorni di canicola di quest’estate, il problema emergente della scarsità d’acqua o dell’incombente carenza energetica, anche in un paese ricco d’acqua come la Svizzera, ha reso palese che dobbiamo abbandonare il prima possibile l’uso e la dipendenza da fonti energetiche fossili. Il concetto «zero netto» come obiettivo di politica climatica non è più messo in discussione, viene anzi adottato a tutti i livelli politici e trattato come una sfida per la società nel suo complesso. Il modo in cui questo obiettivo deve essere raggiunto e attuato a livello comunale rientra in un processo continuo di sviluppo e conoscenza. Tuttavia, l’approccio di massima «sobrietà prima dell’efficienza prima della sostenibilità» è certamente una guida generalmente valida nel percorso che porta all’obiettivo. L’esempio della mobilità individuale motorizzata lo illustra meglio di qualsiasi altro. Per lo «zero netto» ci si chiede innanzitutto: questo veicolo è davvero necessario? E poi: deve proprio essere così grande e pesante? E infine: con quale fonte di energia sostenibile dovrebbe essere alimentato? La riflessione, oggi piuttosto comune, di sostituire semplicemente l’attuale flotta di veicoli con veicoli elettrici non soddisfa pienamente l’esigenza del saldo netto. Pertanto, il tasso di elettrificazione dei veicoli immatricolati, ma anche il tasso di motorizzazione per abitante (cfr. illustrazioni) sono due buoni indicatori per monitorare quantitativamente l’adeguatezza allo zero netto della mobilità a livello comunale. Il percorso verso l’azzeramento delle emissioni di CO 2 è lastricato da una moltitudine di grandi sfide. Nel solo orizzonte dell’approvvigionamento energetico, vi sono contraddizioni e conflitti d’interesse apparentemente insormontabili, con cui si confrontano anche le città e i comuni. L’energia dovrebbe essere disponibile sempre e ovunque, ecologica, rispettosa del clima, finanziariamente accessibile e priva di rischi. E la sua origine dovrebbe essere moralmente ed eticamente giustificata, cosa che sta diventando sempre più difficile nell’attuale contesto geopolitico. Per non parlare delle esigenze e delle priorità della società nel suo complesso, come la giustizia sociale, la tutela della salute o la protezione delle istituzioni democratiche. Con un occhio di riguardo alla protezione del clima e tenendo conto del margine d’azione delle città e dei comuni, il percorso efficace verso lo zero netto può tuttavia essere scomposto in una semplice formula. In un mondo a zero netto, non si possono usare gas naturale, petrolio o carbone per il riscaldamento, la mobilità deve essere completamente elettrificata e l’intero approvvigionamento di energia elettrica può essere fornito solo da fonti rinnovabili al 100%. Se nei nostri comuni puntiamo, un passo alla volta ma con costanza e perseveranza, al raggiungimento di questi tre obiettivi parziali, a medio termine saremo allora in grado di soddisfare i nostri standard elevati. Al contrario, un approccio proattivo alla questione delle emissioni negative, con pozzi di carbonio e tecnologie di riduzione, non deve necessariamente essere al centro dell’attenzione di città e comuni. Anche se a lungo termine questi saranno necessari per il successo della missione zero netto, al momento tali tecnologie sono ancora in fase di ricerca e sviluppo. Le risorse finanziarie e umane disponibili dovrebbero pertanto essere utilizzate per la mitigazione, cioè la riduzione delle emissioni, e non per la loro compensazione. Ciò soprattutto perché la compensazione, nel senso di ripiego psicologico, non rende comunque un buon servizio all’impegno serio. Misurare e monitorare il raggiungimento degli obiettivi nel percorso verso lo zero netto è però un’impresa difficile. Molti importanti sviluppi e processi decisionali non possono essere valutati direttamente in cifre. Tuttavia, per un’implementazione promettente, per i processi di apprendimento collettivo e anche per la motivazione e l’impegno dei vari decisori, è importante definire alcuni indicatori di successo lungo il percorso verso l’azzeramento delle emissioni e anche tracciarli quantitativamente. Il «City Monitoring zero netto e 2000 watt» del programma Società a 2000 watt di SvizzeraEnergia per i comuni mette a disposizioni a questo scopo una nuova offerta. L’obiettivo è quello di confrontare qualitativamente e quantitativamente le politiche energetiche e climatiche delle città e dei comuni nel percorso verso lo zero netto e i 2000 watt e di seguirne lo sviluppo. Le città e i comuni interessati possono unirsi alla Community in qualsiasi momento. Informazioni e contatto www.2000watt.ch Michela Sormani Direzione regionale Società a 2000 watt SvizzeraEnergia per i comuni 2000W-Svizzera@local-energy.swiss Thomas Blindenbacher

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