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Filtro attivo: Categoria: Novità dalla Berna federale Autore: Fabio Pacozzi Edizione: 12 l 2023 Rimuovi tutti i filtri
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«Un pericolo per la cultura politica»

Il timore per la carenza di energia nell’inverno 2022/2023 ha portato a una vera e propria raffica di attività legislative in Parlamento: l’atto mantello, l’offensiva solare e l’offensiva eolica nonché il cosiddetto atto sull’accelerazione sono stati messi insieme in men che non si dica. I diritti di codeterminazione democratica dei comuni sono stati abbandonati. Innanzitutto, vorrei si sapesse che l’ACS sostiene la strategia energetica del Consiglio federale. Tuttavia, la questione è di come e a quale velocità vogliamo raggiungere gli ambiziosi obiettivi. La deviazione dai processi legislativi deve essere consentita solo in caso di situazioni di emergenza. Per il Parlamento, tuttavia, sembra esistere una situazione straordinaria fino al 2050. Il Parlamento vede la panacea nell’accelerazione delle procedure, il che procede di pari passo con la riduzione dei diritti democratici. A mio avviso, è sbagliato. Ho sentito spesso questa argomentazione. La mia risposta è no. Tutti noi dobbiamo rispettare lo stato di diritto. Durante la pandemia di coronavirus, tutti i diritti straordinari erano limitati per un certo periodo di tempo. Non è così per l’iniziativa per accelerare la democrazia diretta. Il Parlamento sta trasformando un’emergenza in una situazione normale. Un pericolo per la cultura politica. La questione del canone per l’energia eolica o solare non può essere paragonata a quella del canone per l’acqua, garantito dal diritto costituzionale. L’eventuale compensazione nel contesto di progetti eolici o solari deve essere negoziata e concordata in base al diritto privato tra il responsabile del progetto e il proprietario del terreno. Mi aspetto che il settore energetico risarcisca adeguatamente non solo i proprietari, ma anche i comuni per l’ingente impatto di un grande parco eolico, ad esempio. Il comune interessato deve avere voce in capitolo. Non è sufficiente potersi esprimere sul piano di utilizzazione, che non è un piano dettagliato. Inoltre, la pratica dimostra che nel Cantone dei Grigioni, ad esempio, finora tutti i comuni hanno approvato i progetti cantonali per l’offensiva solare. Il timore del coinvolgimento dei comuni è quindi ingiustificato. I critici della codeterminazione comunale dovrebbero tenerlo presente. Fabio Pacozzi

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