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Le sfide per i parlamenti comunali in Ticino

In questi 32 anni di Municipio ho vissuto momenti diversi. Inizialmente il Legislativo comunale, il Consiglio comunale, svolgeva il ruolo di potere legislativo. Poi, nel corso degli anni, il Consiglio comunale ha sempre più cercato di svolgere ruoli esecutivi. Il numero delle interpellanze e delle mozioni presentate è, man mano, cresciuto. L’Esecutivo comunale ha sempre presentato le sue osservazioni, che peraltro segnalavano problemi concreti e le contraddizioni con la legislazione in vigore. Malgrado ciò, il Legislativo approvava questi atti. Concretizzarli poi non era per nulla evidente. Concludo dicendo come le competenze dei due poteri necessitano di ulteriori riflessioni per rendere più attrattivo il ruolo di consigliere comunale. Il numero di 40 consiglieri comunali, in proporzione con il numero di cittadini e cittadine (7459 persone residenti), non è per contro un problema. Il vantaggio maggiore è il controllo dell’esecutivo. In secondo luogo è pure vero che vi sono sempre considerazioni interessanti che emergono dal Legislativo comunale e che possono condurre l’esecutivo nel suo agire. Una certa frustrazione di alcuni consiglieri comunali che avrebbero voluto accedere all’esecutivo, non vi sono riusciti, e riprovano in altro modo. La nostra legge organica comunale prevede che i comuni che contano almeno trecento abitanti possono stabilire per regolamento l’istituzione del Consiglio comunale con un numero di membri non inferiore a 15 e non superiore a 60. I comuni con più di 5000 abitanti devono avere almeno 30 consiglieri comunali. L’Assemblea comunale è invece la riunione, il raduno, dei cittadini aventi diritti politici in materia comunale e chiamati a decidere su temi comunali. Istituito il Consiglio comunale l’assemblea decade. Non penso. Purtroppo oggi si assiste a una tendenza contraria. Sempre più persone si disinteressano della gestione della cosa pubblica. Professionalizzare le cariche non è una soluzione. Nel nostro Cantone, fortunatamente, chi assume una carica politica lo fa per spirito di servizio e di milizia. I partiti oggi tendono a sfaldarsi in mille rivoli. Le persone alla loro guida non sono sempre le più rappresentative. Vi è poi chi cerca più un secondo lavoro nell’attività politica e dimentica lo spirito di servizio. Non è la presenza dei numerosi consigli comunali ma il disinteresse di molti cittadini. «La sfida più grande è di ripensare il proprio territorio e i servizi nell’interesse dei cittadini e delle cittadine.» Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi Non è sempre facile ma compito di ogni politico è anche quello di trovare i suoi successori e i giovani vanno assolutamente preparati. È vero che la complessità della materia oggi è tale che non è evidente e facile svolgere l’attività politica. Aggiungo che il nostro sistema federale conosce l’effetto aspiratore delle competenze verso l’alto. Altrimenti detto si ritiene necessario, quando non necessariamente lo è, optare per soluzioni a livello non più comunale ma a livello cantonale o svizzero. Si delegano all’organo superiore compiti e poi ci si lamenta di perdere competenza. Andrebbero meglio precisati e definiti i compiti dei tre livelli istituzionali. Non sempre le soluzioni a livello cantonale o nazionale soddisfano i bisogni dei cittadini. La sfida più grande è di ripensare il proprio territorio e i servizi nell’interesse dei cittadini e delle cittadine. Una soluzione potrebbe essere di rendere partecipe alla vita pubblica un maggior numero di cittadini e cittadine responsabilizzandoli sul loro futuro. Nadja Sutter

Gli studenti di Trub e Trubschachen raccolgono i rifiuti di plastica

Nel maggio 2023, il Cantone di Berna ha lanciato un progetto unico in Svizzera nel campo del riciclaggio della plastica. Il Cantone e i comuni hanno unito le forze con l’azienda di smaltimento rifiuti AVAG Umwelt AG e il gestore del sistema InnoRecycling AG per coordinare la raccolta e lo smaltimento della plastica. Entro aprile 2024, 170 comuni con più di 530 000 abitanti hanno partecipato al progetto e hanno raccolto 738 344 chilogrammi di plastica in totale. Da quest’anno partecipa anche la scuola a Trub e Trubschachen (BE), la primissima in assoluto. «Vogliamo che la nostra scuola conservi le risorse e dia la priorità allo sviluppo sostenibile nella formazione», afferma il preside Matthias Pfister. La raccolta della plastica rientra in questa intenzione. Il preside si augura che gli studenti diano il buon esempio per il riciclaggio della plastica anche a casa e che la raccolta sia promossa su tutto il territorio di Trub e Trubschachen. Per essere sicuri di sapere cosa raccogliere, a febbraio gli studenti hanno seguito un workshop tenuto da InnoRecycling AG. Nadja Sutter

Sviluppo del sito: «Ai comuni serve una visione chiara»

Jürg Marti, membro del Comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri, è stato sindaco di Steffisburg dal 2009 al 2022. Durante questo periodo, ha acquisito una solida esperienza nel settore dello sviluppo territoriale, perché quando ha assunto l’incarico, nei dintorni c’erano terreni edificabili in attesa di un possibile sviluppo. Jürg Marti ritiene che sia importante che i comuni s’impegnino per lo sviluppo territoriale, perché possono esercitare un’influenza significativa sul paesaggio urbano. Per avere successo, le autorità comunali devono avere le idee chiare, afferma Jürg Marti: «È opportuno elaborare un piano con le aziende che vogliono sviluppare i siti e con i gruppi d’interesse rilevanti e definire una visione comune.» Anche il coinvolgimento della popolazione è fondamentale. «Come autorità di pianificazione, le autorità comunali possono essere piuttosto sicure di sé.» Jürg Marti, ex sindaco di Steffisburg (BE) e membro del Comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri Nadja Sutter

I padiglioni industriali diventano un quartiere nuovo

Quando nel 2008 cessò l’attività dello stabilimento dell’ex Attisholz Cellulose AG, fu subito chiara al Cantone di Soletta e al Comune di Riedholz l’importanza strategica del sito settentrionale di 500 000 metri quadrati. Nel 2016 fu venduto alla società immobiliare Halter AG, che aprì il sito al pubblico nel 2018. «L’informazione continua e il coinvolgimento della popolazione sono stati centrali nel processo di pianificazione.» Sandra Morstein, sindaca di Riedholz (SO) Da allora, varie destinazioni d’uso provvisorie, come per esempio bistrot ed eventi, hanno ridato vita all’ex area industriale. Entro il 2045, sul sito verranno creati circa 1400 appartamenti e più di 1000 posti di lavoro. La proprietaria, il Comune e il Cantone collaborano a stretto contatto per la pianificazione. Un accordo disciplina chiaramente tutti i compiti di cui sono responsabili le varie parti. La realizzazione entro il 2045 procederà per varie fasi. Maggiori informazioni: www.attisholz-areal.ch Nadja Sutter

Courtepin: la transizione verso un consiglio comunale

Il passaggio dall’assemblea comunale al consiglio è avvenuto molto rapidamente a Courtepin – e non solo senza intralci – come riferiscono Peter Grünig, il presidente del consiglio generale 2023-2024, e il sindaco Martin Moosmann. Il sistema parlamentare è ancora agli inizi nel Comune di 5700 abitanti. La ripartizione delle competenze tra il consiglio generale e il municipio non è sempre chiara. «Talvolta le riunioni assomigliano più a un’assemblea comunale che a una seduta del consiglio generale», afferma Peter Grünig. Tuttavia, il sindaco Martin Moosmann sottolinea come la collaborazione tra il consiglio generale e il municipio sia già nettamente migliorata. Le riunioni del consiglio generale a Courtepin si tengono in due lingue e tutti i documenti sono disponibili sia in tedesco che in francese. In genere però si parla di più francese, in linea con la distribuzione linguistica nel comune. «Courtepin non era, e non è tuttora, un comune politicizzato.» Martin Moosmann, sindaco di Courtepin (FR) Nadja Sutter

Parlamento o assemblea comunale?

All’ultima assemblea comunale del comune in cui vivo, Tafers (FR), hanno partecipato 78 elettori, appena l’uno per cento dei suoi 7800 abitanti. Una rappresentanza della popolazione che lascia a desiderare. Tafers prevede dunque d’introdurre un parlamento comunale. Un passo che Courtepin (FR) ha compiuto nel 2021. Il Comune conta quasi 2000 abitanti in meno rispetto a Tafers – e ovviamente meno di Rapperswil-Jona (SG) – i cui elettori hanno nuovamente respinto l’introduzione di un parlamento nel marzo del 2023. Con una popolazione di 28 000 abitanti, Rapperswil-Jona è la città più grande della Svizzera senza un parlamento. Gli esempi di Courtepin e Rapperswil-Jona, che presentiamo in questo numero, lo dimostrano: esiste il cosiddetto «Röstigraben», una cesura che divide la Svizzera quando si parla di legislativo comunale. Mentre le assemblee comunali dominano nella Svizzera tedesca, i parlamenti comunali vantano una lunga tradizione nella Svizzera francese e in Ticino. In questo numero scopriamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei parlamenti comunali e ci confrontiamo con i parlamentari comunali e anche con il presidente della Società svizzera per le questioni parlamentari, il consigliere agli Stati Andrea Caroni. Vi auguro una lettura illuminante! «Esiste il cosiddetto ‹Röstigraben›, una cesura che divide la Svizzera quando si parla di legislativo comunale.» Nadja Sutter, Caporedattrice «Comune Svizzero» Nadja Sutter

La rappresentanza comunale nell’Assemblea federale

12 sindaci siedono in Consiglio nazionale, 40 membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sono attualmente attivi in un organo esecutivo o legislativo comunale e 146 parlamentari in totale hanno esperienza a livello comunale. Un dato pari a circa il 60 per cento di tutti i membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati, come emerge dall’analisi dell’Associazione dei Comuni Svizzeri. Con 15 consiglieri nazionali, l’UDC conta il numero maggiore di politici comunali attivi a livello federale. Seguono il Centro con 10, il PS con 6, il PLR con 4 e i Verdi liberali con 3. La Lega e il MCG hanno ciascuno un consigliere nazionale attivo anche in un comune. Nessuno dei Verdi del Parlamento federale è attualmente attivo in un comune. Colpisce il numero particolarmente elevato di parlamentari della Svizzera francese e del Ticino che hanno esperienza a livello comunale. Il 78 per cento dei francofoni è o è stato attivo a livello comunale, e addirittura l’90 per cento degli italofoni. Per contro, circa il 51 per cento dei germanofoni ha esperienza a livello comunale. Dei membri dei due consigli che fanno politica anche a livello comunale, il 75 per cento sono uomini e il 25 per cento donne. Uno sguardo ai cantoni mostra che quelli con il maggior numero di consiglieri nazionali hanno anche il maggior numero di politici con esperienza comunale: si tratta dei Cantoni di Zurigo (20), Vaud (20) e Berna (16). Da Zurigo e Berna proviene anche la maggioranza di politici attivi a livello comunale. Il Cantone di Soletta è l’unico i cui consiglieri agli Stati fanno politica anche a livello comunale: entrambi sono municipali della Città di Soletta. Nadja Sutter

Nuova veste grafica per «Comune Svizzero»

Dal 1964 «Comune Svizzero» esce come rivista dell’Associazione dei Comuni Svizzeri. Quella che allora usciva in formato ridotto, senza pubblicità e solo in tedesco, oggi è diventata una rivista tradizionale in tre lingue. «Comune Svizzero» ha cambiato veste più volte, si è mossa al passo con i tempi, ha colto alcune tendenze e ne ha abbandonate altre. L’ultimo restyling completo risale al 2015. Ora è giunto il momento di modernizzarsi, perché anche in futuro «Comune Svizzero» continuerà a procedere al passo con i tempi. Avete tra le mani l’ultima edizione con l’attuale veste grafica. Il numero di marzo uscirà con una nuova «veste»: più moderna, più leggera e di più facile lettura, con una galleria di immagini attentamente selezionata. Sarà stampata su carta più ecologica rispetto al passato, perché la sostenibilità ci sta a cuore. Naturalmente manterremo il trilinguismo, seppure con una forma diversa. Per quanto riguarda i contenuti, «Comune Svizzero» continuerà a puntare sulla ricetta collaudata: rapporti su esempi di buone pratiche dei comuni in merito a tutti i temi che li riguardano. Per il 2024 abbiamo messo a punto un’interessante panoramica di temi interessanti per voi: dall’inclusione ai pericoli naturali, passando per la digitalizzazione e il turismo, fino ad arrivare alla tecnologia comunale sostenibile. Con la nuova veste grafica introdurremo anche nuove rubriche. Rilanciamo il ritratto dei comuni, ma con un nuovo formato: ben strutturato, con tutte le informazioni importanti a portata di mano. Nella nuova colonna potremo leggere le storie di vita quotidiana di quattro sindaci provenienti da ogni parte del Paese. Continueremo inoltre a trattare i temi della digitalizzazione dai comuni nella «Guida per comuni digitali». Speriamo che il nuovo «Comune Svizzero» possa essere anche di vostro – e non solo di nostro – gradimento! Nadja Sutter

Investire nel futuro

I giovani d’oggi sono pigri e suscettibili: questa critica si sente un po’ dappertutto. Ma è altrettanto risaputo che già Socrate si lamentava dei giovani più di 2000 anni fa. Sarina Casanova è la dimostrazione del contrario. A 20 anni, è presidente della commissione giovanile di Ilanz/Glion (GR) e si impegna politicamente a favore dei giovani. In fin dei conti, i giovani sono il futuro e saranno influenzati dalle decisioni politiche di oggi. Per questo è ancora più importante che possano dire la loro. Per fortuna, già molti comuni in Svizzera lo hanno ammesso. Sono sempre più numerosi i comuni in cui esistono commissioni giovanili, parlamenti giovanili o processi partecipativi che coinvolgono i bambini e i ragazzi. Spesso i giovani desiderano che nei loro comuni esistano infrastrutture come skate park o pump track. In questo numero cerchiamo di capire se una pump track sia utile per i comuni e che aspetto debba avere un bel parco giochi. Sempre più comuni stanno ampliando i servizi di assistenza destinati ai più piccoli. Nel Cantone di Svitto, ad esempio, da quest’anno è previsto un sostegno per i genitori dei bambini che frequentano un asilo nido. I bambini devono essere seguiti al meglio negli asili nido. I nostri esempi di Marly (FR) e Bienne (BE) mostrano come i comuni garantiscano un servizio di ristorazione sano e sostenibile. Perché quando si parla di sostenibilità, è fondamentale che i comuni diano il buon esempio. A proposito: anche Comune Svizzero diventa più sostenibile: da marzo uscirà con una nuova veste grafica e sarà stampato su carta più ecologica. Maggiori informazioni a pagina 12. Ora non mi resta che augurarvi una buona lettura! Nadja Sutter

Abbattere le barriere per i giovani vulnerabili

I bambini e gli adolescenti sono sottoposti a una forte pressione psicologica, come appena dimostrato da uno studio allarmante di Pro Juventute. Le consulenze per depressione, pensieri suicidi e ansia sono in aumento. È quindi significativo che due dei tre vincitori del premio «Città sana – Comune sano 2023» riguardino le preoccupazioni giovanili: il Comune di Beromünster (LU) ha infatti attuato diversi progetti dopo aver svolto un’analisi delle esigenze con i giovani del posto, mentre in quello di Moutier (BE), membro dell’ACS, è in corso da tempo un progetto volto a rafforzare la salute mentale dei giovani, che presenteremo nel dettaglio qui. La terza classificata è la Città di Ginevra, che ha realizzato un progetto per promuovere l’attività fisica tra gli anziani (cfr. riquadro). Al centro del progetto di Moutier c’è la sala per i giovani del «Service de la jeunesse et des actions communautaires» (SeJAC), aperta tutti i pomeriggi dal martedì al venerdì, dopo la scuola. I giovani non devono iscriversi o fare altro, ma possono entrare e uscire liberamente. La sala per i giovani è funzionale ma arredata in modo accogliente: ci sono diversi divani comodi, un tavolo da ping-pong, un calcio-balilla e un tavolo da biliardo. I giovani sono liberi di scegliere che cosa fare nella sala e come organizzarla. «La sala per i giovani è un terzo spazio oltre alla scuola e alla famiglia. A scuola e in famiglia, i giovani sono molto limitati nelle loro scelte, ci sono molte regole. Da noi le regole sono praticamente inesistenti e i giovani sono liberi di scegliere come trascorrere il loro tempo», spiega Nicolas Mangold, un animatore socio-culturale del centro, coinvolto nel progetto «Salute mentale – democratizzare l’accesso ai servizi per tutti con un approccio pragmatico». Il progetto è sostenuto da un team multidisciplinare di sette persone, responsabile del successo dell’approccio. Oltre a Nicolas Mangold, il team comprende Silvère Ackermann, animatore socioculturale e responsabile del servizio, Zélie Zuend, animatrice socioculturale, Qendresa Latifi, psicologa e animatrice socioculturale, le due infermiere per la salute comunitaria Maulde Studer e Fátima Marques e la tirocinante Elise Vallat. Questa configurazione ha origine dalla decisione del Cantone di Berna di abolire il personale infermieristico nella scuole una decina di anni fa. In seguito Moutier lo ha integrato nelle strutture comunali ed è così che è nata la SeJAC. Il team sottolinea quanto sia preziosa la collaborazione interdisciplinare. «Ci permette di aiutare i giovani in molti ambiti diversi, e non solo di inoltrarli a un altro servizio», spiega Silvère Ackermann. Questo è importante perché molti dei giovani che si rivolgono al centro provengono da un contesto di vulnerabilità. Ciò significa che hanno diversi problemi in contemporanea, ad esempio una situazione familiare instabile e difficoltà a scuola o nell’apprendimento. «Per questi giovani, la soglia per chiedere il sostegno di uno psicologo o di un servizio è molto alta», afferma la psicologa Qendresa Latifi. «È un passo ulteriore che devono compiere, un compito che li opprime. La sala per i giovani non deve essere un luogo in cui si deve per forza fare qualcosa.» I giovani trovano sempre qualcuno pronto ad ascoltarli. Se e come accettano il sostegno lo decidono loro stessi: ecco gli ingredienti di questa ricetta fortunata. La salute mentale costituisce ancora un grande tabù tra i giovani, afferma Silvère Ackermann. Inoltre, «i servizi di salute mentale non sono particolarmente inclusivi e serve un certo sforzo per usufruirne.» Qendresa Latifi osserva: «Per i giovani è molto difficile compiere il primo passo. Ma quando decidono di parlare, molti sono assolutamente aperti.» Attualmente, circa 50-70 giovani alla settimana fanno uso della sala a loro dedicata, il che consente al team di identificare e affrontare i problemi attuali. Ma serve anche una buona dose di flessibilità. «Ci adattiamo alle esigenze e cambiamo continuamente i nostri metodi. È piuttosto faticoso, ma assolutamente necessario», sottolinea Silvère Ackermann. Nicolas Mangold aggiunge: «Non facciamo un piano con diverse attività. L’iniziativa viene sempre dai giovani.» Il team sviluppa le attività con i giovani, con un occhio al valore aggiunto socio-culturale che offrono. Al momento, un gruppo vorrebbe andare a pesca: «Stiamo valutando come fare», afferma Nicolas Mangold. Il successo del progetto è difficile da quantificare. «La maggior parte delle volte i giovani si rendono conto solo a distanza di anni di ciò che la sala ha portato loro», afferma Qendresa Latifi. Siccome il team accompagna i giovani per un lungo periodo di tempo, riesce a notare i miglioramenti che non sono necessariamente visibili dall’esterno e riflettere su di essi con i giovani. Non esiste un limite massimo di età; i giovani possono entrare nella sala anche dopo aver terminato la scuola o l’apprendistato. «Se il sostegno si interrompe improvvisamente quando iniziano l’apprendistato a 15 anni, può diventare problematico», continua Silvère Ackermann. Il premio «Città sana» è un riconoscimento importante per il team: «Dona visibilità al nostro progetto e riconosce il nostro approccio a livello nazionale.» Si tratta di un aspetto centrale a Moutier, soprattutto in vista del passaggio al Canton Giura nei prossimi anni. A differenza di Berna, il Giura prevede l’impiego degli infermieri nelle scuole. Per i membri del team, tuttavia, sarebbe importante che gli infermieri rimanessero con loro, perché questo approccio multidisciplinare ha molto successo in questo caso. Nadja Sutter

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