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Filtro attivo: Autore: Nadja Sutter Edizione: 1-2 | 2026 Rimuovi tutti i filtri
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«Ogni comune dovrebbe occuparsi di IA»

L’intelligenza artificiale si sta sviluppando rapidamente. Tuttavia, le amministrazioni pubbliche dovrebbero prestare attenzione a come utilizzarla. I dati inseriti in uno strumento di IA possono diventare di dominio pubblico, cosa che non deve accadere, in particolare nel caso di dati personali sensibili. L’esperto di IA Reto Vogt raccomanda ai comuni di occuparsi in ogni caso dell’argomento, di elaborare linee guida e di formare le collaboratrici e i collaboratori sull’impiego dell’IA. Gli strumenti di IA possono rivelarsi utili per i comuni, soprattutto nella comunicazione con la popolazione, aiutandoli a rendere più comprensibili i testi pubblicati sul sito web, nelle newsletter e nei comunicati stampa. Anche i chatbot basati sull’IA sui siti web comunali possono essere utili, perché consentono di chiedere informazioni in varie lingue. Tuttavia, i comuni dovrebbero assicurarsi che questi chatbot possano accedere solo a informazioni predefinite e non possano effettuare ricerche su tutto internet. Ciò riduce al minimo il rischio di risposte errate. Infatti, i comuni sono responsabili di tali risposte e non possono delegare la responsabilità all’IA. Nadja Sutter

IA: molte opportunità, grandi rischi

L’intelligenza artificiale è ormai in grado di fare molto: ad esempio, ha creato la copertina di questo numero. Potrebbe sicuramente scrivere anche questo editoriale in pochi secondi. Tuttavia, dietro al testo che state leggendo c’è una persona. Sebbene sia in grado di formulare frasi eleganti, l’IA non ha infatti molta familiarità con la pratica e la verità, che sono invece aspetti importanti per «Comune Svizzero». Ed eccoci già entrati nel vivo dell’argomento. L’IA offre molte opportunità alle amministrazioni comunali e non poche di esse si stanno già servendo di questa nuova tecnologia in modo sensato. Tuttavia, i comuni hanno anche un grande obbligo di diligenza. Sono responsabili della protezione dei dati dei residenti e devono garantire che essi non siano resi pubblici. Con un uso incauto di uno strumento di IA, ciò può tuttavia accadere rapidamente. Ecco perché in questo numero un esperto di IA consiglia a tutti i comuni di affrontare il tema dell’IA e di stabilire in che modo i collaboratori debbano utilizzare questa tecnologia. Zollikofen (BE) ha già provveduto. In questo numero potrete scoprire come mai, da sole, le linee guida non bastano. Vi auguriamo una lettura interessante! «I comuni sono responsabili della protezione dei dati dei residenti e devono garantire che essi non siano resi pubblici.» Nadja Sutter, caporedattrice «Comune Svizzero» Nadja Sutter

Zollikofen ha definito linee guida sull’IA

Nel 2025 il Comune di Zollikofen (BE) ha introdotto delle linee guida sull’IA che disciplinano l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale. La decisione è maturata a seguito del crescente interesse di alcuni collaboratori e alcune collaboratrici per l’IA, mentre altri erano ancora un po’ scettici. Le linee guida sono volutamente concise e pragmatiche. Chiariscono quali applicazioni sono autorizzate e quali no, come viene garantita la protezione dei dati e il fatto che l’IA non possa prendere decisioni di natura giuridica. Per accompagnare l’introduzione della scheda informativa e sensibilizzare i collaboratori e le collaboratrici, il Comune ha organizzato un workshop che ha riscosso riscontri positivi. Il segretario comunale Stefan Sutter considera l’IA uno strumento utile che può aumentare l’efficienza, ma solo se utilizzato correttamente. Ci tiene inoltre a sottolineare che i comuni assumono una notevole responsabilità, in particolare nel campo della protezione dei dati. È quindi indispensabile che, in qualità di datori di lavoro, i comuni si occupino di questo tema. Nadja Sutter

«I media forti sono importanti per i comuni»

Se la cosiddetta «Iniziativa SSR», che intende dimezzare il canone radiotelevisivo, venisse accettata, la Società svizzera di radiodiffusione (SSR) perderebbe circa la metà del suo budget. Secondo Jean-Michel Cina, presidente del Consiglio d’amministrazione della SSR, ciò avrebbe conseguenze anche per i comuni, poiché la copertura giornalistica regionale verrebbe ridotta. «I media privati non possono compensare questa perdita, perché anche loro devono affrontare sfide come il calo degli introiti pubblicitari», afferma Jean-Michel Cina in un’intervista alla rivista «Comune Svizzero». Sottolinea il ruolo del giornalismo indipendente, che nella democrazia svolge non solo una funzione informativa, ma anche di controllo, pure a livello comunale. Inoltre, il giornalismo indipendente unisce diversi gruppi della popolazione. Proprio i programmi d’intrattenimento potrebbero rafforzare la coesione nazionale. Nella sua ultima riunione del 2025, il comitato dell’Associazione dei Comuni Svizzeri ha deciso di opporsi all’iniziativa. Teme infatti che la riduzione dell’informazione regionale possa avere ripercussioni negative per i comuni. Nadja Sutter

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