Bruno Storni,  Gemeinderat von Gordola (TI), ist der Initiant des innovativen Projektes in Gordola.

Quando il Canton Ticino è fonte di buone idee

14.06.2026
6 | 2026

In Ticino è stata trovata una soluzione per affrontare la siccità estiva. Il Comune di Gordola che ad esempio si rifornisce esclusivamente tramite le sorgenti, ha adottato con una tecnologia moderna che riconosce immediatamente le perdite idriche. 

Persino un giornalista cinese si è recato sul posto per visionare questa avveniristica soluzione. La visita ha attirato l’attenzione mediatica. Gordola, incastonata tra il lago, le rocce e, più in alto, la famosa diga della Verzasca, dispone di sedici sorgenti che sgorgano dalle pareti rocciose a ridosso dell’abitato e riforniscono d’acqua l’intero comune. «La televisione di stato cinese nell’ambito della giornata internazionale dell’acqua ha presentato il nostro acquedotto come esempio di gestione innovativa e sostenibile, eravamo stati definiti pionieri in un servizio della Radio SRF della Svizzera tedesca», spiega Bruno Storni, consigliere nazionale del PS e municipale di Gordola, che una ventina di anni fa aveva avviato questo progetto.

Il giornalista cinese non è il primo che è ha voluto visionare l’impianto, dopo che il lavoro di Storni aveva ricevuto nel 2010 il premio energetico Watt d’Or per aver risanato l’acquedotto in modo sostenibile economico ed efficiente. Ingegnere elettronico e informatico di formazione, Storni ha fatto installare in ogni singola abitazione di Gordola un contatore elettronico (smartmeter) in grado di rilevare le perdite d’acqua e di segnalarle immediatamente alla gestione dell’acquedotto.

Insieme a Vito Scolari, responsabile per l’acquedotto comunale, ci mostra un grafico che mostra l’intero percorso dell’acqua, dalle sorgenti ai bacini idrici fino alle abitazioni. «Abbiamo anche suddiviso la rete in zone inserendo dei contatori online, che ci permettono di individuare più facilmente eventuali perdite sulla rete», ci spiega Scolari. «Mentre i contatori degli edifici ci segnalano direttamente eventuali perdite, e dopo verifica contattiamo i proprietari.» È quindi possibile che si riesca a individuare tempestivamente un tubo difettoso o un WC guasto, consentendo così non solo di risparmiare acqua, ma anche di evitare danni più gravi.

«Il riscontro degli abitanti riguardo a questo progetto è stato molto positivo», afferma Bruno Storni. Grazie a questo approccio, Gordola registra un consumo idrico tra i più bassi della Svizzera malgrado il clima ticinese più caldo e le numerose abitazioni di vacanza. «In estate il consumo idrico aumenta decisamente», dice Scolari. «Soprattutto quando gli abitanti lavorano in giardino e riempiono le piscine: Gordola ne conta 180, e le riempiamo a turni, per cui le persone devono prenotare il proprio turno. Così facendo la gestione delle risorse idriche funziona perfettamente.»

«I nostri contatori ci permettono di individuare più facilmente eventuali perdite sulla rete.»

Bruno Storni, consigliere nazionale e municipale di Gordola (TI)

Una delle prime con organizzazioni intercomunali

La siccità in Ticino non è una novità. Anzi, già dagli anni 1990 ci si occupa di questo fenomeno anche a livello cantonale, come conferma Mauro Veronesi, capo ufficio della protezione delle acque e dell’approvvigionamento idrico: «Il 2022 è stato un anno estremamente siccitoso, e nel maggio di quell’anno il Consiglio federale ha invitato tutti i cantoni ad attuare un approvvigionamento idrico su scala regionale, ovvero a connettere tra di loro gli acquedotti, in modo che i comuni possano scambiarsi l’acqua in caso di necessità. Ma noi, come Cantone Ticino, disponiamo già dal 1994 di un ‹Piano cantonale d’approvvigionamento idrico› (PCAI) concepito a tale scopo.»

In concreto, ciò significa che Veronesi e il suo team investono in media 5 milioni di franchi all’anno per sussidiare progetti promossi dai comuni per realizzare  opere di acquedotto condivise e per aiutarsi vicendevolmente in materia di approvvigionamento idrico. «Ad esempio, il distretto del Mendrisiotto è quello che più sovente è toccato dalla siccità, al punto che nel 2022 hanno dovuto essere introdotti dei divieti d’uso dell’acqua per scopi non essenziali. Abbiamo risolto questo problema di carenza d’acqua promuovendo un nuovo approvvigionamento a lago con una dorsale di distribuzione da Capolago a Chiasso. A partire dalla fine di quest’anno, la parte sud del Ticino potrà finalmente contare su una fornitura idrica sufficiente.»

In Ticino esistono tre modi per l’approvvigionamento dell’acqua potabile: il lago, i pozzi che prelevano l’acqua dalla falda freatica, e appunto le sorgenti. «Gordola è un ottimo esempio di approvvigionamento idrico sostenibile, con un impegno accresciuto nella lotta alle perdite», spiega Veronesi.

A 100 metri sopra il paese, Bruno Storni si trova davanti a una grande vetrata circolare che sembra l’oblò di una nave. Guarda attraverso e vede l’acqua, come se stesse guardando sul fondo di una piscina. «È l’acqua di sorgente raccolta in questo bacino, sgorga direttamente dalla roccia della montagna ed è praticamente acqua naturale oligominerale.» Più in alto e in direzione ovest è situata la diga della Verzasca. Quando quattro anni fa il bacino idroelettrico è stato svuotato per lavori di manutenzione, il fango refluo ha contaminato i pozzi di captazione a lati della Verzasca dei Comuni di Tenero e Minusio. «Abbiamo potuto sopperire ai pozzi fuori esercizio, fornendo la nostra acqua di sorgente a Tenero.» Lo scambio tra i comuni è fluido. Quasi come l’acqua che scorre, incessantemente, dalle sorgenti fino ai laghi del Ticino.

Nora Hesse
Libera professionista