Un esempio virtuoso di come edificare importanti volumetrie in aree e spazi di pubblica utilizzazione è rappresentato dal complesso «Residenza Radice» situato lungo via Lepori.

Massagno: alla ricerca di una crescita di qualità

04.09.2026
9 | 2026

Il Comune di Massagno, nel distretto di Lugano, conosce la più alta densità di popolazione di tutti i comuni ticinesi. La vicinanza con Lugano e la sua forma residenziale fanno sì che Massagno sia molto amato come comune abitativo. I margini per un’ulteriore crescita, visto la dimensione del territorio, sono però limitati. L’ampio complesso residenziale «Residenza Radice» rappresenta un buon esempio di densificazione edilizia senza sacrificare aree verdi, anzi, si è creato un nuovo parco urbano.

Massagno conta oltre 7000 abitanti, ma la sua superficie solo 0,74 km². Dopo Ginevra è il Comune più densamente popolato in Svizzera. «Questo dato va letto non soltanto come espressione dell’intensità insediativa del Comune, ma anche come un indicatore di un uso efficiente e parsimonioso del territorio», dice il Municipio di Massagno rispondendo per iscritto ad alcune domande della rivista «Comune Svizzero.»

Massagno confina con Lugano e Savosa. Si trova fra due assi stradali principali (via Besso e via San Gottardo) che portano da nord (autostrada A2) al centro della città di Lugano. Poiché le uscite stradali comunali sono poche, Massagno risulta quasi un quartiere all’interno della grande Lugano, con tante zone 30, una moderna scuola media e una palestra dove gioca la famosa squadra di basket SAM.

Nonostante il processo di aggregazione del Luganese, Massagno è rimasto un Comune autonomo, fatto che si spiega anche con motivi politici. Fino al 2013 infatti, quando a Lugano il partito della Lega dei Ticinesi divenne il primo partito con Marco Borradori sindaco, il Comune di Massagno conosceva una maggioranza del Partito Popolare (PPD – oggi Centro) – mentre Lugano era dominato dal Partito Liberale (PLR). A livello fiscale Massagno con un moltiplicatore comunale di 70% risulta più attrattivo di Lugano (80%).

Limiti alla crescita

L’alta densità abitativa e la piccola superficie del territorio fanno sì che Massagno non possa crescere all’infinito. Il Municipio non drammatizza. Scrive: «Con le riserve edificatorie ancora disponibili sul territorio e le opportunità di riqualifica e rinnovo del patrimonio esistente, il Comune dispone pure di margini per accompagnare la crescita futura.» La recente verifica cantonale nell’ambito della scheda R6 avrebbe confermato che le zone edificabili sono correttamente dimensionate rispetto alle prospettive di sviluppo demografico, senza situazioni di sovradimensionamento.

La Confederazione, rispettivamente l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), auspica una densificazione edilizia. Il Municipio di Massagno è d’accordo, «purché si parli di una densificazione di qualità». La densificazione non dovrebbe essere interpretata come un semplice aumento delle volumetrie: «Deve essere accompagnata da adeguati spazi pubblici, infrastrutture, aree verdi e servizi, affinché la crescita urbana produca benefici per l’intera collettività.»

Intanto procede il riutilizzo di aree già edificate. Dove sorgevano ville o villette sono stati costruiti palazzi. L’ampia area utilizzata fino a qualche anno fa dalla ditta IBSA (trasferitasi al Pian Scariolo) ora è recintata per realizzare la «Residenza al Ponte», un progetto enorme con tre fabbricati, 86 appartamenti e 103 posteggi. Un progetto non condiviso da tutti: i vicini temono un aumento di traffico nel quartiere. 

Complesso con un grande parco

Un esempio virtuoso di come edificare importanti volumetrie in aree e spazi di pubblica utilizzazione è rappresentato dal complesso «Residenza Radice» situato lungo via Lepori. Un nuovo quartiere residenziale, composto da 167 appartamenti affacciati su un grande parco aperto al pubblico, commissionato da Swiss Life all’architetto Remo Leuzinger e inaugurato nel maggio 2022.

«La qualità e generosità degli spazi pubblici insite nel progetto sono state le condizioni per poter acconsentire a una concentrazione dei volumi costruiti lungo strada, con importanti deroghe in altezza», dice Giovanni Bruschetti, storico sindaco di Massagno dal 2004 al 2024, con il quale abbiamo visitato l’area. «Il Piano regolatore, infatti, prevedeva la possibilità di allestire un piano di quartiere che, in funzione di una comprovata qualità urbanistica e architettonica garantita dal grande parco, ha permesso la costruzione di edifici fino a dieci piani di altezza.»

«La qualità e generosità degli spazi pubblici insite nel progetto sono state le condizioni per poter acconsentire a una concentrazione dei volumi costruiti lungo strada, con importanti deroghe in altezza.»

Giovanni Bruschetti, storico sindaco di Massagno dal 2004 al 2024

A livello pianificatorio per il futuro di Massagno si parla soprattutto della copertura della trincea ferroviaria a nord della stazione di Lugano. «Essa rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo territoriale dell’intero agglomerato luganese», dice il Municipio. Con una copertura di questa linea ferroviaria (linea del Gottardo) non si potrebbe solo ricucire una storica cesura urbana, «ma creare nuovi spazi pubblici e insediativi rafforzando ulteriormente il ruolo del comparto della stazione quale polo di mobilità e sviluppo regionale». Ma le procedure per questi grandi progetti sono lunghe.

La copertura della trincea ferroviaria a nord della stazione di Lugano rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo territoriale dell’intero agglomerato luganese.

La copertura della trincea ferroviaria a nord della stazione di Lugano rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo territoriale dell’intero agglomerato luganese.

La copertura della trincea ferroviaria a nord della stazione di Lugano rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo territoriale dell’intero agglomerato luganese.

La copertura della trincea ferroviaria a nord della stazione di Lugano rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo territoriale dell’intero agglomerato luganese.

Gerhard Lob
Libero professionista