Punto di raccolta della plastica presso l'Ecocentro di Locarno.

La raccolta separata di plastiche: i comuni ticinesi si sono adeguati

11.04.2026
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L’obbligo per i comuni della raccolta separata di plastiche maggiormente riciclabili, comunicato dal Cantone nel novembre 2022, aveva creato delle perplessità. Alcuni anni dopo l’introduzione della norma si raccolgono i frutti di questa decisione. La maggior parte dei comuni applica il cosiddetto sistema «Puricelli», ma anche il «Sammelsack» è molto diffuso.

L’obbligo della raccolta separata delle plastiche provenienti dalle economie domestiche, comunicato dal Cantone nel novembre 2022 con effetto a partire da giugno 2023, aveva stupito non pochi comuni ticinesi (vedi articolo nella edizione 5/2023). Dopo una protesta dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) per la tempistica, soprattutto visto i preventivi già fatti, il Cantone concesse una proroga cosicché in tanti comuni la raccolta separata delle plastiche maggiormente riciclabili, ovvero del polipropilene (PP) e del polietilene (PE), iniziò solo il 1º gennaio 2024.

La maggioranza dei comuni è conforme

Più di due anni sono passati. Solo due piccoli comuni non hanno ancora un sistema completamente conforme, dice Mauro Togni, capo dell’Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati in seno alla sezione Protezione Aria, Acqua e Suolo della Divisione ambiente del Dipartimento Territorio del Cantone Ticino. Togni ricorda che l’articolo 6 del Regolamento di applicazione dell’ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (ROPSR) specifica che i comuni «sono tenuti» ad organizzare la raccolta separata dei rifiuti quali vetro, carta, ferro e i due tipi di plastica sopraccitati. «Se i comuni desiderano raccogliere ulteriori tipi di plastica sono liberi di farlo», specifica Togni.

Questa precisazione è d’obbligo visto che qualche anno fa era sorta una polemica sul nuovo obbligo. Alcuni comuni, come Bellinzona, che usavano già il sistema «Sammelsack» (in italiano sacco di raccolta) raccogliendo tutti i tipi di plastica, non solo PP e PE, temevano di non poter continuare con il loro sistema. Invece no. Il «Sammelsack» è conforme all’obbligo introdotto, anche se il Cantone preferisce il sistema «Puricelli» che si concentra sui due tipi PP e PE e prende il suo nome dall’omonima impresa di Riva San Vitale che raccoglie le plastiche in Ticino e porta la parte riciclabile a Bergamo (Italia).

Nel sistema «Sammelsack» la raccolta è invece centralizzata a Cadenazzo, i sacchi vengono in seguito trasferiti alla InnoRecycling di Eschlikon (TG) che a sua volta porta i rifiuti a Lustenau (Austria) per la separazione. Una parte di essi torna a Eschlikon per il riciclaggio. Spiega Togni: «Con il sistema ‹Sammelsack› si effettuano molti più chilometri di trasporto che con il sistema ‹Puricelli›, per questa ragione il Cantone ha scelto di privilegiare la raccolta di PP e PE.»

La maggioranza dei comuni ticinesi, 64, ha aderito al sistema «Puricelli», 32 comuni hanno optato per la soluzione «Sammelsack», due comuni fanno capo alla Migros che ha un suo circuito per il riciclaggio delle plastiche, e due piccoli comuni – come detto – devono ancora trovare la soluzione giusta.

I volumi di plastica raccolta sono aumentati, da 3000 tonnellate nel 2021 a circa 5000-6000 tonnellate nel 2023. L’obbligo, dice Togni, ha aiutato, ma non è l’unica ragione di questa tendenza. «C’era già in atto una maggior sensibilizzazione della popolazione e una maggior disponibilità e volontà per la separazione delle plastiche.» Tuttavia, in confronto alle circa 70 000 tonnellate di rifiuti solidi urbani (RSU) bruciate nel termovalorizzatore di Giubiasco e alle 164 000 tonnellate di altro materiale riciclato (vetro, carta, scarti vegetali) questi volumi sono esigui.

«C’era già in atto una maggior sensibilizzazione della popolazione e una maggior disponibilità e volontà per la separazione delle plastiche.»

Mauro Togni, capo dell’Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati in seno alla Sezione protezione aria, acqua e suolo della Divisione ambiente del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino

Reazioni positive

Il sistema è ormai consolidato. L’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) non ha più ricevuto reclami come conferma il suo segretario Tobiolo Gianella. Alcuni comuni interpellati si sono dichiarati soddisfatti. Locarno che ha introdotto la possibilità di smaltire queste plastiche (PP e PE) a partire da gennaio 2024 presso gli ecocentri fa sapere che nel 2024 sono stati raccolti 14,1 quintali e nel 2025 si sono raggiunti 19,6 quintali. «Ciò nonostante, molte persone continuano a portarle presso i rivenditori al dettaglio, dove erano già abituate a farlo», dice il municipale Marco Pellegrini, Capo del Dicastero Logistica, Territorio ed Ente autonomo acqua.

Il Consorzio Raccolta Rifiuti Vallemaggia (CRRV) che raggruppa otto comuni fa sapere che la raccolta è aumentata del 50 percento – da circa 80 quintali nel 2023 a 125 quintali nel 2025. In Vallemaggia si usa il «Sammelsack» che viene considerato una soluzione positiva, «perché si buttano tutte le plastiche domestiche in un unico sacco e non viene richiesto alla popolazione di separare ulteriormente le plastiche. La popolazione all’inizio era un po’ scettica ma ora ci sembra che c’è maggiore consapevolezza», dice Irene Rianda, segretaria consortile.

Il Comune di Chiasso rispondendo a un’interrogazione all’inizio del 2026 evidenzia una tendenza positiva per la raccolta di plastica, con una crescita media annua del 15 percento.

Gerhard Lob
Libero professionista