Eliminare il volontariato?

04.08.2026
7-8 | 2026

Recentemente mi trovavo al chiosco del lido urbano Flötzli, sulle rive della Thur a Lichtensteig. L’atmosfera era rilassata, l’aperitivo informale. Eppure: dietro c’era del lavoro. Sono stati i volontari a dare vita a questo luogo. Da dieci anni gestiscono e sviluppano il parco ricavato dal campo da calcio in disuso. Zeitgut Toggenburg è nato a Lichtensteig. Oltre 700 persone hanno prestato 50 000 ore di volontariato.

Eppure sento dire dalle associazioni quanto sia difficile trovare membri per i comitati.

È una contraddizione? Non credo. Le persone non hanno smesso di impegnarsi. Ma valutano con maggiore attenzione a cosa dedicano il loro tempo. Vogliono vedere risultati concreti, vivere un senso di comunità e non ritrovarsi subito sommersi dalle riunioni e dagli obblighi.

Ed è qui che sono chiamati in causa i comuni. Ci piace sottolineare quanto siano importanti le associazioni. Nella vita di tutti i giorni, però, a volte complichiamo loro le cose eccessivamente. Un modulo di troppo, un rifiuto affrettato, una sala che manca… e le idee finiscono per rimanere in un cassetto.

Il volontariato non si può imporre. Ma possiamo agevolarlo: mettere a disposizione uno spazio, semplificare le autorizzazioni, promuovere gli eventi e assumerci la responsabilità in caso di problemi. Soprattutto, dovremmo chiederci più spesso: come si potrebbe fare?

Non tutte le idee hanno bisogno di un regolamento. A volte basta la fiducia, una chiave o qualcuno che dica: «Forza dai, proviamoci.»

Lichtensteig vive grazie alle persone che si danno da fare. Il nostro compito non è fare tutto da soli. È fare in modo che gli altri si mettano all’opera.

Eliminare il volontariato? Quello no. Ma eliminare gli ostacoli che impediscono alle persone di dire di «sì», quello sì.

Mathias Müller
Foto: mad
Sindaco di Lichtensteig (SG)
Traduzione: Annalisa Cipolla