Città o isole (di calore)?

12.06.2026
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A livello globale, la temperatura nelle Città è più alta in media di 6,4 gradi. A determinare questa differenza in primis le superfici: artificiali, impermeabili, spesso scure. Inoltre, molta energia utilizzata da edifici, industria e traffico rilascia calore residuo, gli edifici fungono da barriera al vento e l’inquinamento soffoca. E la situazione peggiorerà: secondo un modello di simulazione del Politecnico federale di Zurigo, nel 2050 Londra sarà come Barcellona, Parigi come Istanbul, Berna come San Marino, Zurigo come Milano.

E Locarno? Sarebbe bello restasse Locarno. Ma come? Raffreddando. Secondo diversi studiosi, si tratta semplicemente di piantare quanti più alberi si può e rendere permeabile la maggior superficie possibile. È il concetto di città spugna. A Locarno, nei prospettati progetti di riqualifica degli spazi pubblici del centro urbano, pianteremo oltre 300 nuovi alberi. Non come Seoul, che ne ha piantati 16 milioni, ma comunque qualcosa. Inoltre le pavimentazioni saranno schiarite e rese più permeabili. Finalmente, ogni intervento di edilizia pubblica è orientato in questa direzione. 

Ma i privati? Oltre a cercare di dare un indirizzo a livello di pianificazione del territorio, abbiamo di recente introdotto degli incentivi comunali destinati a progetti privati di vegetalizzazione delle facciate, ombreggiamento di superfici di sosta e di transito, rinverdimento di tetti piani, creazione di superfici d’acqua, riconversione di superfici impermeabili e realizzazione di una rete diffusa di punti d’acqua.

Funzionerà? Vedremo nel 2050. 

Nicola Pini
Foto: mad/Città di Locarno
Sindaco di Locarno